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Nuova Pac, l’Ue risponde

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Nei giorni scorsi il Trilogo (Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea) ha raggiunto l’accordo politico per il nuovo orientamento della Pac, la Politica agricola comune. Un traguardo che ha visto l’Italia svolgere un ruolo determinante, e che allo stesso tempo è accolta con favori non unanimi da parte delle realtà e degli enti principali dell’agricoltura italiana.

In attesa di raggiungere l’approvazione definitiva, vincolata all’ok al bilancio complessivo europeo, pubblichiamo le Faq della Commissione europea sul tema; una ricca serie di spunti e domande frequenti che che chiariscono e sintetizzano ragioni e modalità principali della Pac. Eccone alcune di seguito, mentre il documento integrale è consultabile qui.

Cos’è la PAC?

La politica agricola comune permette agli agricoltori europei di soddisfare le esigenze di 500 milioni di persone. I suoi obiettivi fondamentali sono assicurare agli agricoltori un tenore di vita adeguato e garantire ai consumatori la costante disponibilità di prodotti alimentari sicuri, a prezzi accessibili.

Dai suoi inizi, nel 1962, la Pac ha conosciuto molti cambiamenti e continua ad evolversi anche oggi. La riforma del giugno 2013 ha per oggetto tre priorità: una produzione alimentare efficiente, una gestione sostenibile delle risorse naturali, uno sviluppo equilibrato delle zone rurali nell’insieme dell’Ue

Chi gestisce la PAC?

La Commissione europea collabora con tutte le parti interessate (principalmente tramite i suoi numerosi comitati consultivi) per preparare le sue proposte.Quando si tratta di proposte legislative, queste devono essere approvate dal Consiglio dei ministri dell’agricoltura dei 27 paesi UE e dal Parlamento europeo.

Sono i paesi membri che assicurano la gestione corrente della PAC. La Corte dei conti dell’Unione europea svolge un ruolo importante nel controllo delle spese.

Come si utilizza il bilancio?

I fondi della PAC sono impiegati per tre scopi principali:

  1. Il sostegno al reddito degli agricoltori e al rispetto di pratiche agricole sostenibili: ricevono pagamenti diretti purché condizionati al rispetto di norme severe in materia di sicurezza degli alimenti, protezione dell’ambiente e salute e benessere degli animali. Questi pagamenti sono interamente finanziati dall’UE e corrispondono al 70% del bilancio della PAC. La riforma del giugno 2013 prevede che il 30% dei pagamenti diretti sono legati al rispetto, da parte degli agricoltori europei, di pratiche agricole sostenibili, benefiche per la qualità dei suoli, la biodiversità e, in generale, per l’ambiente, come, ad esempio, la diversificazione delle colture, il mantenimento di prati permanenti o la conservazione di zone ecologiche nelle aziende agrarie.

  2. Misure di sostegno al mercato: attività, ad esempio in caso di destabilizzazione dovuta a condizioni climatiche sfavorevoli. Questi pagamenti rappresentano meno del 10% del bilancio della PAC.

  3. Le misure di sviluppo rurale: misure destinate ad aiutare gli agricoltori a modernizzare le loro aziende e diventare più competitivi, proteggendo nel contempo l’ambiente, a contribuire alla diversificazione delle attività agricole e non e alla vitalità delle comunità rurali. Questi pagamenti sono parzialmente finanziati dai paesi membri e corrispondono al 20% circa del bilancio della PAC.

Questi tre ambiti sono strettamente legati e devono essere gestiti coerentemente. Ad esempio, i pagamenti diretti, che assicurano agli agricoltori un reddito stabile, costituiscono anche un compenso per i servizi da loro resi per l’ambiente, nell’interesse pubblico. Analogamente, le misure per lo sviluppo rurale favoriscono la modernizzazione delle aziende incoraggiando la diversificazione delle attività nelle zone rurali.

Chi decide l’entità del bilancio della PAC?

Il bilancio è deciso ogni anno dal Consiglio dell’UE e dal Parlamento europeo. Per tenere sotto controllo la spesa a lungo termine, il bilancio si iscrive in un quadro finanziario pluriennale. Gli importi per la PAC fanno parte della rubrica 2 del quadro pluriennale (intitolato “Crescita sostenibile — risorse naturali”).Nell’ambito di questa rubrica 2, il quadro pluriannuale fissa un massimale per il primo pilastro della PAC (aiuti diretti e misure di mercato). Inoltre, le misure di sviluppo rurale del secondo pilastro della PAC sono finanziate nell’ambito dell’importo complessivo della rubrica 2. Il quadro finanziario attuale copre il periodo 2007-2013 e il prossimo sarà relativo al periodo 2014-2020.

Perché i pagamenti diretti?

pagamenti diretti contribuiscono a garantire la permanenza dell’agricoltura nell’insieme dell’UE, assicurando agli agricoltori un minimo di stabilità a livello di reddito. Permettono quindi alle aziende agricole di proseguire l’attività a lungo0 termine e le proteggono dalle fluttuazioni dei prezzi. I pagamenti diretti rappresentano in media il 30% del reddito agricolo a livello dell’UE. Tuttavia negli ultimi anni, nei periodi di crisi, i pagamenti diretti hanno potuto rappresentare più del 60% del reddito agricolo, come ad esempio in Svezia, Irlanda o in Danimarca durante la crisi che ha caratterizzato il 2008-2009.

I pagamenti diretti costituiscono inoltre un compenso per le attività degli agricoltori che non hanno uno sbocco sul mercato ma che costituiscono un servizio reso a tutti gli europei. La riforma adottata nel giugno 2013 prevede che il 30% degli aiuti diretti agli agricoltori saranno subordinati all’osservanza di pratiche agricole efficaci per conservare la biodiversità, la qualità del suolo e l’ambiente in generale. Ciò vale ad esempio per la diversificazione delle colture, del mantenimento dei pascoli permanenti e anche delle zone ecologiche presenti nelle aziende agricole.

In altri termini, gli agricoltori ricevono i pagamenti soltanto se rispettano norme rigorose in materia di ambiente, sicurezza alimentare, requisiti fitosanitari e salute e benessere degli animali e, in generale, mantengono i loro terreni in buone condizioni produttive. Si tratta della cosiddetta condizionalità. In caso di mancato rispetto di tali norme, i pagamenti possono essere sospesi e l’agricoltore può essere sanzionato.

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