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Qualificazione degli agromeccanici: le proposte di Unima al Senato

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Il disegno di legge proposto da Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) per la qualificazione professionale delle aziende agromeccaniche è stato presentato il 22 novembre scorso al Senato dal gruppo Pd, nell’ambito di un pacchetto di proposte volte a regolamentare e modernizzare l’agricoltura italiana in prospettiva nazionale ed europea.

Tra i punti chiave del Ddl, denominato “Misure volte all’innovazione e alla competitività delle imprese del settore agromeccanico”, il “costo zero” per lo Stato e l’obiettivo di combinare la qualificazione professionale di addetti e aziende. Il tutto per garantire maggiore sicurezza e tutela dei lavoratori, attraverso una certificazione su base volontaria per le imprese agromeccaniche in possesso dei requisiti richiesti, che permetta di assicurare tracciabilità e garanzia dei servizi.

La necessità di garantire la professionalità delle prestazioni risulta fondamentale in ambito di salute pubblica e ambiente, tenuto conto che competenze specifiche sono fondamentali in settori come la distribuzione dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, le sistemazioni del terreno con il relativo impatto sul sistema idrogeologico e lo stoccaggio dei prodotti. “Per questo – ha dichiarato il presidente di Unima, Aproniano Tassinari –  sosteniamo l’introduzione di una qualificazione dell’esercizio dell’attività agromeccanica che includa alcuni requisiti indispensabili, tra i quali una soglia minima di eccellenza tecnica e professionale derivata da un appropriato percorso formativo e un’elevata compatibilità ambientale dei servizi offerti”.

Il futuro dell’agricoltura non può prescindere dalla figura dell’agromeccanico, identificato come sua chiave di modernizzazione. – ha continuato Tassinari– Ogni proposta, decisione o intervento che riguardi il settore primario e i suoi componenti, tuttavia, devono essere necessariamente inquadrate anche in un’ottica comunitaria. Il tema principe di questo periodo è la nuova Pac, dalla quale gli agromeccanici sono però esclusi. Un’omissione alla quale ci stiamo opponendo proprio in sede europea”.

Secondo Unima, se il testo ottenesse una definitiva approvazione colmerebbe il gap tra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione europea per quanto riguarda il tema delle qualificazione delle aziende del comparto. Le ricadute positive su tutto il mondo agricolo sarebbero diverse e immediate, a partire dalla comparsa di un nuovo soggetto in grado di garantire nell’ambito delle lavorazioni la tracciabilità e certificabilità dei prodotti richiesti dal mercato e l’elevata compatibilità ambientale indicata da Bruxelles come via maestra da seguire nel prossimo futuro.

O.O.

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