Riforma dei lavori pubblici, la proposta della Rete delle professioni tecniche | Agrinews.info

Riforma dei lavori pubblici, la proposta della Rete delle professioni tecniche

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La Rete delle professioni tecniche, che raggruppa 9 ordini professionali in rappresentanza di 600 mila professionisti (architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; chimici; dottori agronomi e dottori forestali; geologi; geometri, ingegneri; periti agrari; periti industriali; tecnologi alimentari), avanza una proposta per la riforma del quadro normativo dei lavori pubblici. La proposta è stata illustrata l’8 maggio a Roma, presso il teatro Quirino, all’interno di un convegno nazionale.

Segnato dalle molte modifiche che si sono sovrapposte nel corso degli anni, il panorama normativo attuale dei lavori pubblici “non garantisce quei principi di qualità, accessibilità, trasparenza ed economicità che dovrebbero essere i cardini sui quali fondare uno dei settori più importanti della nostra economia”, spiega la nota di presentazione dell’evento. In questo senso la Rete delle professioni tecniche, pur augurandosi una generale revisione delle norme di settore anche in relazione al recepimento delle recenti direttive europee, ha preparato un documento (scaricabile qui) che individua una serie di correttivi per superare le storture più evidenti del Codice dei contratti e del Regolamento di attuazione e per avviare il processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova direttiva appalti, approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 15 gennaio, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi due anni.

Questi i punti salienti del documento: aprire il mercato dei lavori pubblici, rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai giovani ed ai meno giovani che non siano comunque in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, con un numero notevole di dipendenti e con rilevanti fatturati; promuovere un più facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, rilanciando il fondo di rotazione per l’attingimento delle risorse; garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali, riducendo i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, introducendo lo scarto automatico dell’offerta anomala ed ampliando, contestualmente, il numero degli operatori economici invitati (almeno 10), al fine di rispettare gli orientamenti comunitari; regolamentare in modo più chiaro ed efficace ruoli e diritti del professionista negli appalti integrati; rilanciare il concorso di progettazione; garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione quali l’offerta economicamente più vantaggiosa o lo stesso concorso di progettazione, puntando su giurie miste (stazione appaltante/professionisti), individuate a seguito di pubblico sorteggio.

L’evento romano sarà articolato in due sessioni: durante la prima, il confronto tra i professionisti ed i rappresentanti della politica e delle istituzioni ruoterà attorno agli argomenti della proposta; nella seconda sessione, invece, si affronterà il tema del reperimento delle risorse economiche (nazionali e soprattutto comunitarie) su cui puntare per il rilancio del settore dei lavori pubblici.

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