Farm to Fork: la tracciabilita' di cibo e bevande nelle Piccole e Medie Imprese | Agrinews.info

Farm to Fork: la tracciabilita’ di cibo e bevande nelle Piccole e Medie Imprese

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Il progetto “RFID from Farm to Fork” (F2F), co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’ICT Policy Support Programme e coordinato dall’Università di Wolverhampton (UK), punta a incentivare l’utilizzo di tecnologie innovative per la tracciabilità di cibo e bevande nelle Piccole e Medie Imprese.

Attualmente sono due i progetti pilota attivi in Italia, in particolare in Veneto – grazie alla collaborazione con Treviso Tecnologia che coordina una sperimentazione con il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine di Scardovari (Ro) e ha presentato il progetto alle case vinicole del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – e in Basilicata – grazie al supporto dell’Università del Salento che segue la sperimentazione presso Vigne Mastrodomenico. L’infrastruttura informatica e i servizi online del progetto F2F sono stati predisposti da Santer Reply di Milano e dal laboratorio IT Futures di Wolverhampton (UK). L’Identificazione a Radio Frequenza (RFID) consente di applicare al prodotto un’etichetta intelligente (tag) che, attraverso un’antenna, permette di leggere le informazioni relative ai prodotti, mentre le Reti di Sensori Wireless (WSN) vengono utilizzate per raccogliere informazioni pedoclimatiche (grado di umidità, temperatura, bagnatura fogliare, vento, irradiazione ed altri valori).

Ma oltre allo Stivale sono anche coinvolti nel progetto F2F istituti di ricerca e aziende con sedi in Regno Unito, Spagna, Slovenia e Belgio.

Individuate 4 categorie del settore agroalimentare, carne, pesce, vino e caseario, che potranno con questo sistema  “comunicare” la loro presenza in determinati punti della filiera ed essere associati alle condizioni ambientali presenti in quei punti.

Vigne Mastrodomenico in Italia e Vitivinicola del Ribeiro in Spagna sono alcune delle aziende che hanno già aderito ad F2F. Agronomi ed enologi possono conoscere in tempo reale la situazione pedoclimatica dei vigneti e gestire i trattamenti, l’imbottigliamento, lo stoccaggio e le spedizioni ai distributori. L’intenditore di vini potrà poi avere informazioni sul percorso del vino dalla collina fino al ristorante o al negozio.

“Il progetto punta ad aumentare la competitività delle aziende sul mercato internazionale, migliorando l’efficienza del processo produttivo e garantendo la massima trasparenza nei confronti dei consumatori ai quali viene offerto un prodotto sicuro di qualità certificata di cui possono conoscere l’intera storia sfruttando il web e le tecnologie multimediali, anche attraverso l’utilizzo di smart phone e tablet direttamente sul punto vendita” dichiara Roberto Santolamazza, Direttore di Treviso Tecnologia.

A.U.

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