Trattato di botanica forestale: la prefazione all'edizione 2018 | Agrinews.info

Trattato di botanica forestale: la prefazione all’edizione 2018

Pubblicata da Cedam l'edizione aggiornata dello storico Trattato di Botanica Forestale avviato nel 1996 dal prof. Paolo Grossoni. La prefazione

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L’editore CEDAM ha pubblicato una nuova edizione, aggiornata al 2018, del Trattato di Botanica Forestale nato sulla scia del testo avviato tra il 1973 e il 1975 dal prof. Romano Gellini, docente di Botanica Forestale nell’Università di Firenze, e portato avanti dal prof. Paolo Grossoni dopo la scomparsa del luminare con la pubblicazione della prima edizione effettiva, nel 1996. Riportiamo di seguito stralci dell’introduzione della nuova edizione, che ne illustra i criteri tematici e l’approccio generale. Per acquistare, cliccare sul box di seguito.

Prefazione di Paolo Grossoni

Fra il 1973 e il 1975 il prof. Romano Gellini, docente di Botanica Forestale nell’Università di Firenze, aveva pubblicato un testo di sussidio per la didattica di questa materia. Da pochissimi anni era stato attivato il corso di laurea in Scienze Forestali anche negli atenei di Padova (19679 e di Bari (1969); questa opera costituì quindi il primo testo disponibile per lo studio organico della botanica forestale. Nel 1992 Romano Gellini venne purtroppo a mancare e il sottoscritto gli succedette nell’insegnamento di Botanica Forestale nell’università fiorentina. Erano ormai passati vent’anni dalla comparsa del libro di botanica forestale ed esso necessitava di numerosi aggiornamenti e integrazioni. Mi accinsi quindi a curare un nuovo trattato che nel 1996 uscì con la Casa Editrice CEDAM. Sia pure con le numerose modifiche apportate e con gli inserimenti/aggiornamenti introdotti, il testo conservò la struttura del percorso espositivo tracciato dal prof. Gellini; per questo motivo mi sembrò appropriato e corretto ricordarlo come coautore.

Dall’edizione del 1996 sono trascorsi altri due decenni durante i quali sono stati effettuati numerosi studi che sono risultati molto importanti per il progresso della botanica forestale perché hanno permesso di migliorare le conoscenze e soprattutto di comprendere e chiarire più soddisfacentemente numerose questioni a lungo dibattute. Particolare rilevanza per la didattica della botanica forestale hanno avuto le ricerche che, abbinando le nuove metodologie molecolari con quelle biometriche, hanno determinato la revisione dei tradizionali inquadramenti sistematici su basi non solo evolutive ma anche relative alle affinità genetiche fra i taxa. Per questo motivo è stato ritenuto indispensabile realizzare un nuovo testo di botanica applicata specialistica (botanica forestale) che fosse utile non solo per gli studenti e i ricercatori ma anche per gli specialisti di ambiti professionali non prettamente forestali, agronomici o naturalistici come quelli riguardanti la progettazione del verde e del paesaggio. Si è voluto così fornire una nuova sintesi delle conoscenze sulla biologia, la sistematica e la biodiversità, la corologia e l’ecologia di quelle specie legnose che possiamo trovare negli ambienti naturali, coltivati o urbani che noi frequentiamo.

Oltre ai numerosi aggiornamenti, il nuovo testo è stato totalmente riscritto anche organizzando diversamente la struttura dei singoli taxa in modo da rendere più agevole la loro consultazione. Inoltre, soprattutto nel volume delle Angiosperme, sono stati inseriti diversi nuovi taxa di specie sia arbustive sia arboree.

I termini, dai sostantivi agli aggettivi, impiegati per la descrizione dei caratteri utili per definire le caratteristiche morfologiche peculiari delle diverse specie sono ormai praticamente standardizzati e si corrispondono nelle varie lingue. Questo significa che anche fra testi diversi le descrizioni morfologiche ben difficilmente si discostano le une dalle altre quasi ad essere divenute citazioni di citazioni. Del tutto innovativi sono invece i capitoli inseriti per aggiornare gli aspetti fondamentali sia della biologia dello sviluppo e della crescita delle specie legnose (anche in rapporto ai fattori ambientali) sia della biodiversità e della distribuzione dei vegetali alla luce delle più recenti conoscenze sulle relazioni filogenetiche delle piante. La bibliografia è stata ampliata e semplificata per la sua consultazione ed è stato inserito un indice analitico delle specie citate (sia il binomio scientifico sia, quando usato, il nome comune). Alla luce delle revisioni in ambito sistematico, per diversi taxa (generi e/o famiglie) sono stati riorganizzati i prospetti sinottici fitognostici da me già inseriti nel testo degli anni ‘90; allo stesso modo, in accordo con la Casa Editrice, sono state conservate le splendide immagini di Wenzel Liepoldt tratte dal testo di Gustav Hempel e Karl Wilhelm (1889-1899). Quando possibile, è stato indicato l’anno di introduzione in Italia delle specie esotiche e, dal momento che non sempre esiste accordo fra le diverse fonti consultate, è stato deciso di fare riferimento alla pubblicazione più recente (Maniero, 2015) anche se, per non appesantire il testo, non sempre è stato citato il riferimento.

Infine, un’ultima annotazione. Questo volume è stato curato da quattro docenti del Laboratorio di Botanica del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA) dell’Università di Firenze: Piero Bruschi, Filippo Bussotti, Federico Selvi e il sottoscritto (che è ormai in pensione). Nell’indice è indicato l’apporto di ciascuno. Rispetto al precedente testo sono state inserite alcune immagini fotografiche e alcuni disegni fatti dalla dottoressa Laura Vivona.

Gli autori hanno voluto dedicare questa opera alla memoria del prof. Romano Gellini.

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