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Supplementi di calcio e infarto

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I supplementi di calcio possono aumentare il rischio di infarto del 31%. Ecco cosa rivela uno studio pubblicato sul British Medical Journal.

Per giungere a questa conclusione il team di esperti (Mark J Bolland, Alison Avenell, John A Baron, Adrew Grey, Graeme S MacLennan, Greg D Gamble e Ian R Reid) hanno esaminato 11 studi su 11.921 individui. La notizia può certo incutere timore e paura, soprattutto negli individui soggetti a malattie cardiache e all’osteoporosi – entrambi fenomeni diffusissimi negli Stati Uniti – ma allo stesso tempo è la prova che esiste un modo migliore per nutrire il proprio corpo, attraverso una dieta in grado di soddisfare le diverse esigenze. Inoltre la ricerca non deve portare ad escludere alimenti ricchi di calcio dalla propria alimentazione, alimenti come i fichi, che contengono 506 mg di calcio per porzione, i semi di sesamo (88 mg), i semi di lino (255 mg), le mandorle (266 mg) e il tofu (372 mg) possono tranquillamente continuare ad essere consumati. La raccomandazione ufficiale per gli americani è di assumere circa 1.000 mg al giorno di calcio dai 19 ai 50 anni e 1.200 mg al giorno dopo i 50.

Inoltre è fondamentale integrare “la cura” delle nostre ossa non solo tramite l’alimentazione ma anche attraverso altre abitudini come il sostare al sole per 10 o 15 minuti al giorno senza protezione, integrando così vitamina D oppure integrando la vitamina K dalle verdure a foglia verde come cavoli e spinaci.

In sintesi, gli studi hanno infatti indicato che supplementi di calcio senza la vitamina D sono associati ad una più elevata incidenza di infarto miocardico. Occorre perciò rivalutare il ruolo degli integratori di calcio nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi.

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