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Nitrati: l’Unione europea ha concesso la deroga

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L’Unione europea ha concesso all’Italia la deroga ai vincoli imposti dalla direttiva sui nitrati, volta a consentire, a determinate condizioni, il superamento del limite massimo di 170 kg di azoto per ettaro di origine organica fino a un limite di 250 kg. Un provvedimento che tutte le principali organizzazioni degli agricoltori avevano sollecitato e che valutano quindi favorevolmente. “La deroga apre la strada a un revisione delle zone vulnerabili necessaria per salvare le stalle italiane – ha affermato Coldiretti commentando la decisione del Comitato nitrati della Commissione europea -”.

Sebbene rappresenti un importante strumento per migliorare la situazione generale applicativa della regolamentazione comunitaria, è opinione comune che la deroga non risolverà completamente i problemi correlati alla questione nitrati, perché interesserà un numero limitato di aziende zootecniche (tra il 5% ed il 10%). Per questo motivo, le rappresentanze agricole sono d’accordo sulla necessità di altri provvedimenti.

Secondo Confagricoltura, è necessario formulare una disciplina organica per l’utilizzazione agronomica del digestato, l’adozione di adeguate tecnologie di trattamento degli effluenti e dello stesso digestato e, non ultima, la semplificazione degli adempimenti e una maggiore possibilità di utilizzare concimi chimici attraverso una specifica modifica del D.M. 19 aprile 1999 relativo al codice di buona pratica agricola.

“Come è stato ribadito in varie occasioni – ha ricordato Confagricoltura – occorre garantire un sistema di rilevazione idoneo a quantificare il peso delle altre fonti di inquinamento, come quella civile, al fine di evitare che le cause dell’eutrofizzazione siano attribuite ingiustamente e totalmente al settore agricolo e si concentrino solo su di esso tutti gli aggravi normativi e tecnici”.

La predisposizione di un nuovo studio ad hoc per l’aggiornamento delle aree sensibili all’azoto è peraltro previsto dall’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni il 5 maggio. “In passato si è troppo frettolosamente addossata ai settori agricoli, in particolare al carico zootecnico, la maggiore responsabilità dell’inquinamento da nitrati – ha ricordato  la Cia -. Con l’accordo siglato a maggio, invece, si vuole trovare una soluzione più equilibrata al problema, distribuendo finalmente il peso della direttiva nitrati tra le diverse fonti di inquinamento sul territorio, a partire dalle acque reflue urbane”.

O.O.

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