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Pacchetto Latte: lo strumento anticrisi europeo per il settore caseario

Una situazione incerta per i produttori italiani che pagano le conseguenze con un prezzo del latte alla stalla che non copre i costi di produzione

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Il settore caseario, nel periodo giugno 2015-maggio 2016 ha subito un duplice andamento.
Da una parte, uno in positivo con consegne latte pari a al trend positivo di 155 milioni di tonnellate; uno in negativo, dall’altra con un export con una flessione netta pari a 33 milioni circa di tonnellate.

Le migliori performance provengono dai Paesi Baltici e lo dice l’Unione Europea che non solo ha varato il Pacchetto Latte ma ha analizzato l’allocazione dei 350 milioni.

Ma l’Italia come si colloca?

Considerando la ripartizione del budget, l’Italia si colloca al sesto posto fra i beneficiari, con uno stanziamento di circa 20,9 milioni di euro.

Prima dell’Italia, si posizionano la Germania con 57,9 milioni, la Francia con 49,9 milioni, il Regno Unito con 30,2 milioni, l’Olanda con 22,9 milioni e la Polonia con 22,7 milioni di euro.
E calcolando la quantità di latte prodotta nello scorso anno e i fondi assegnati emerge che questo trend positivo è frutto di una precisa politica comunitaria diretta a sostenere l’area dei Paesi Baltici e dell’Unione europea orientale.

Nella classifica dei paesi che godono di questi aiuti finanziari, infatti, svettano Lettonia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia.

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