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N. 416 ORDINANZA (Atto di promovimento) 26 aprile 2002. Ordinanza ...

N. 416 ORDINANZA (Atto di promovimento) 26 aprile 2002. Ordinanza emessa il 26 aprile 2002 dal tribunale di Firenze nel procedimento civile vertente tra Mattonai Marino e Massetani Simonetta Locazione di immobili urbani - Procedure esecutive di rilascio di immobili ad uso abitativo - Sospensione per alcune categorie di conduttori - Proroga fino al 30 giugno 2002 - Ingiustificata disparita' di trattamento.....

N. 416 ORDINANZA (Atto di promovimento) 26 aprile 2002.

Ordinanza emessa il 26 aprile 2002 dal tribunale di Firenze nel
procedimento civile vertente tra Mattonai Marino e Massetani
Simonetta

Locazione di immobili urbani – Procedure esecutive di rilascio di
immobili ad uso abitativo – Sospensione per alcune categorie di
conduttori – Proroga fino al 30 giugno 2002 – Ingiustificata
disparita’ di trattamento fra esecutanti – Compressione della
tutela giurisdizionale, per violazione del diritto ad agire in
executivis – Lesione del diritto di proprieta’.
– Decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450 (convertito nella legge 27
febbraio 2002, n. 14), art. 1.
– Costituzione, artt. 3, primo comma, 24, primo comma, e 42, comma
secondo.

(GU n. 39 del 2-10-2002)
IL GIUDICE DI PACE

Letti gli atti di causa, sciogliendo la riserva formulata,
rileva:
nei confronti di Mattonai Marino, relativamente
all’appartamento adibito ad abitazione posto in Firenze via Mannelli
n. 51, si e’ formato un titolo di rilascio per finita locazione,
costituito da convalida di licenza pronunziata dal pretore di Firenze
in data 12 aprile 1994 per la scadenza del 31 dicembre 1995; con tale
provvedimento per l’esecuzione e’ stata fissata la data del 30 giugno
1996; con ricorso ex art. 615 comma 2 c.p.c., depositato in data 12
settembre 2001 (in prossimita’ dell’accesso dell’ufficiale
giudiziario con ausilio di forza pubblica fissato per il 17 settembre
2001), il Mattonai ha proposto opposizione all’esecuzione, invocando
la sospensione delle esecuzioni per rilascio prevista dall’art. 80
comma 22 della legge 23 dicembre 2000 n. 388: l’opponente ha infatti
dedotto di essere ultrasessantacinquenne e di non disporre di un
reddito sufficiente per prendere in locazione altra casa;
in realta’ il ricorrente e’ incorso in errore nell’indicare
la norma che, al momento del deposito del ricorso in opposizione,
prevedeva l’invocata sospensione, posto che la norma applicabile era
l’art. 1 del decreto-legge 2 luglio 2001 n. 247 convertito con legge
4 agosto 2001 n. 332: con tale norma e’ stata “differita fino al 31
dicembre 2001” la sospensione delle esecuzioni a favore dei
conduttori in possesso dei requisiti di cui all’art. 80 della citata
legge n. 388/2000;
con ordinanza ex art. 624 c.p.c. in data 20 dicembre 2001 e’
stata accordata la sospensione dell’esecuzione fino al 31 dicembre
2001 in quanto il Mattonai ha documentato: a) di essere nato in data
1 luglio 1933 e, quindi, di essere ultrasessantacinquenne; b) di
usufruire di una pensione I.N.P.S. di L. 685.000 mensili, senza che
risultino altri redditi;
successivamente (all’udienza del 25 febbraio 2002)
l’opponente Mattonai ha chiesto ulteriore sospensione dell’esecuzione
in relazione al sopravvenuto decreto-legge 27 dicembre 2001 n. 450
(poi convertito con legge 27 febbraio 2002 n. 14) con il quale la
sospensione delle esecuzioni a favore dei conduttori in possesso dei
requisiti di cui all’art. 80 comma 20 della legge n. 388/2000 e’
stata ulteriormente prorogata al 30 giugno 2000;
anche l’ulteriore istanza di sospensione e’ stata accolta con
ordinanza in data 25 febbraio 2002, risultando inalterate le
condizioni economiche dell’opponente;
l’opposta Massetani Simonetta si e’ costituita in giudizio
eccependo che: a) in passato, con ordinanza del pretore di Firenze in
data 30 ottobre 1998, era stata accertata una situazione di
inadempimento da parte del Mattonai ex art. 2 comma 1 lett. c) del
decreto-legge n. 551/1988 convertito con legge n. 61/1989, per cui ex
art. 6 comma 6 della legge 9 dicembre 1998 n. 431, il ricorrente non
poteva comunque usufruire dell’invocato beneficio; b) le norme che
prevedevano le sospensioni dell’esecuzione applicabili per ipotesi
alla fattispecie erano in contrasto con gli artt. 3, 24 e 42 Cost.;
la questione di costituzionalita’ appare rilevante nel
presente giudizio e non manifestamente infondata;
la rilevanza si evince dalla considerazione che l’eta’ e le
modestissime condizioni economiche dell’esecutato sono documentate,
talche’ non si vede proprio come il Mattonai con il reddito di cui
dispone potrebbe reperire altra casa in locazione (in Firenze e zone
limitrofe il mercato delle locazioni evidenzia canoni estremamente
onerosi, anche per alloggi modesti ed adatti ad una persona sola
quale e’ il ricorrente);
la rilevanza si evince altresi’ dalla considerazione che
l’esclusione del beneficio della sospensione, disposta dall’art. 6
comma 6 della legge n. 431/1998 per il caso di inadempimento del
conduttore nel pagamento della dovuta indennita’ di occupazione, non
opera nella fattispecie posto che il citato art. 6 comma 6 non puo’
che riferirsi alle varie ipotesi di sospensione previste dallo stesso
art. 6 della legge n. 431/1998 e non anche a quelle previste da
successivi provvedimenti di legge; del resto la dizione estremamente
ampia utilizzata dal legislatore nel disporre la sospensione della
quale si discute (“sospensione delle procedure di rilascio di
immobili adibiti ad uso abitativo”), ed il fatto che il beneficio sia
limitato a categorie di conduttori particolarmente disagiate inducono
a ritenere che il beneficio si applichi anche alle ipotesi in cui il
titolo esecutivo di rilascio si sia formato per morosita’ del
conduttore o comunque sia sopravvenuto un inadempimento del
conduttore stesso;
se, quindi, la norma che dispone la sospensione
dell’esecuzione dovesse risultare conforme alla Costituzione
l’opposizione del Mattonai non potrebbe che trovare accoglimento
mentre, in caso contrario, non potrebbe che essere rigettata essendo
stato dedotto il detto unico motivo di opposizione all’esecuzione;
la norma pare porsi in contrasto con l’art. 3, della
Costituzione posto che si determina una disparita’ di trattamento fra
esecutanti, in quanto coloro che agiscono esecutivamente per rilascio
contro conduttori che versino in una delle situazioni di cui
all’art. 80 comma 20 della legge n. 388/2000 vengono a trovarsi in
una situazione del tutto svantaggiata rispetto ad altri esecutanti
nei cui confronti la sospensione non possa essere invocata: la
disparita’ di trattamento non puo’ considerarsi giustificata in
relazione alle diverse esigenze degli esecutati, posto che le
esigenze abitative dei soggetti piu’ deboli devono far carico ai
comuni (come del resto evidenziato anche dall’art. 80 comma 20 della
legge n. 388/2000) e non ai locatori;
la circostanza che la sospensione di cui al decreto-legge
n. 450/2001 convertito con legge n. 14/2002 sia il terzo
provvedimento di sospensione (in precedenza vi e’ stata quella
dell’art. 80 comma 22 della legge n. 388/2000 e poi quella del
decreto-legge n. 247/2001 convertito con legge n. 332/2001), che ha
portato il periodo di sospensione complessivamente a 18 mesi (senza
considerare le sospensioni in precedenza previste dall’art. 6 della
legge n. 431/1998) se da un lato aggrava il sospetto di
illegittimita’ costituzionale sotto il detto profilo dell’art. 3
Cost., dall’altro contribuisce ad evidenziare il contrasto della
normativa in esame con gli artt. 24 e 42 Cost.;
in vero la tutela esecutiva e’ garantita dall’art. 24 comma 1
Cost. (cfr. al riguardo Corte cost. sent. n. 321/1998 e sent.
n. 333/2001) al pari della tutela che si realizza nel giudizio di
cognizione, e la paralisi della tutela esecutiva per un consistente
periodo di tempo pare scarsamente conciliabile con la detta norma
costituzionale, anche in considerazione del fatto che benefici per il
conduttore attinenti all’esecuzione sono previsti anche da altre
norme (art. 56 legge n. 392/1978 e 6 legge n. 431/1998);
la Corte costituzionale, infine, ha piu’ volte affermato che
“i limiti legali al diritto di proprieta’, previsti dall’art. 42
della Costituzione al fine di assicurarne la funzione sociale,
consentono di ritenere legittima la disciplina vincolistica a
condizione che essa abbia un carattere stradinario e temporaneo” (da
ultimo Corte cost. sent. n. 482/2000): la lunghezza dei periodi di
sospensione ed il reiterarsi nel tempo dei provvedimenti di
sospensione rende manifesta una tendenza del legislatore ad
utilizzare lo strumento della sospensione in via ordinaria per
affrontare il problema degli alloggi, anziche’ come strumento
eccezionale;
infine, pur nella consapevolezza che ogni questione attinente
alla opportunita’ o meno del provvedimento di legge, in relazione ai
fini perseguiti, esula dalle motivazioni in relazione alle quali una
determinata questione deve essere rimessa alla Corte cost., non puo’
non osservarsi che ove la tendenza a rendere difficoltosa se non
addirittura impossibile l’esecuzione per rilascio contro conduttori
anziani o handicappati gravi (o che hanno nel nucleo familiare
persone in tali condizioni) si consolidasse ulteriormente (cfr. anche
quanto disposto dall’art. 6 comma 5 della legge n. 431/1998), i
soggetti di eta’ avanzata o portatori di handicap grave verrebbero di
fatto danneggiati nella ricerca di una casa da prendere in locazione
in quanto i locatori tendenzialmente preferirebbero soggetti che, una
volta cessato il rapporto locatizio, non potrebbero far valere una
condizione disagiata per ottenere dilazioni nell’esecuzione per
rilascio;

P. Q. M.
Dichiara non manifestamente infondata la questione di
legittimita’ costitu…

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