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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 22 ottobre 2003: Ambito soggettivo di applicabilita' dell'incremento convenzionale premiante, previsto dall'art. 19 del «Regolamento recante l'istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici (decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34)». (Determinazione n. 15/2003). (GU n. 262 del 11-11-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 22 ottobre 2003

Ambito soggettivo di applicabilita’ dell’incremento convenzionale
premiante, previsto dall’art. 19 del «Regolamento recante
l’istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori di
lavori pubblici (decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio
2000, n. 34)». (Determinazione n. 15/2003).

IL CONSIGLIO
I. Con comunicato n. 18, inviato alle SOA in data 20 novembre 2001,
questa Autorita’, in risposta a richieste di chiarimenti e
nell’intento di indicare uniformi modalita’ operative per
l’espletamento dell’attivita’ di attestazione, ha fornito la propria
indicazione interpretativa dell’art. 19 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000, in merito all’attribuzione
dell’incremento convenzionale premiante.
L’Autorita’ riteneva che l’indicato incremento e’ un beneficio
attribuibile alle societa’ la cui natura giuridica impone l’obbligo
del deposito del proprio bilancio: tale assunto giustificato alla
luce del richiamo agli articoli 2424 e 2425 del codice civile
espresso dall’art. 19 suddetto.
A seguito, tuttavia, di successivo contenzioso insorto
sull’applicazione del beneficio in esame anche alle societa’ di
persone, l’Autorita’ con comunicato n. 29/2002, si e’ riservata di
disporre ulteriori determinazioni all’esito della definizione
giurisdizionale della questione.
Con decisione n. 3020 del 31 maggio 2003, trasmessa all’Autorita’
in data 4 agosto 2003, il Consiglio di Stato – sez. IV – ha respinto
l’appello prodotto dall’Autorita’ confermando la sentenza n. 8720 del
16 ottobre 2002 del tribunale amministrativo regionale, secondo cui
il decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34,
nel definire le «imprese», che possono usufruire del beneficio
dell’incremento convenzionale premiante, fa riferimento ai «soggetti
di cui all’art. 10, comma 1, lettere a), b) e c) della legge»
11 febbraio 1994, n. 109, tra i quali sono comprese, non soltanto le
societa’ commerciali, ma anche le imprese individuali.
Secondo il Consiglio di Stato, in particolare, il richiamo al
termine «imprese» operato dal suddetto art. 19 non puo’ riferirsi
alle sole societa’ di capitali, in quanto con esso e’ stata in
realta’ qualificata l’attivita’ dell’imprenditore, di colui cioe’ che
esercita professionalmente un’attivita’ economica organizzata diretta
alla produzione o allo scambio di beni o servizi, che non e’
giuridicamente esclusiva dell’imprenditore commerciale – societa’ di
capitali.
Se e’, infatti, vero – continua la sentenza – che i requisiti e gli
indici economico-finanziari da tenere presente per attribuire il
predetto incremento premiale sono riferiti allo stato patrimoniale
(art. 2424) ed al conto economico (art. 2425), che costituiscono,
insieme con la nota integrativa, il bilancio delle societa’ per
azioni, quest’ultimo documento – cioe’ il bilancio – deve essere
redatto da ogni impresa commerciale.
Cio’ implica che il richiamo operato dall’art. 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, agli
articoli 2424 e 2425 del codice civile non e’ di tipo «soggettivo»,
relativo cioe’ alle sole societa’ di capitali, come unico soggetto
che puo’ essere beneficiario dell’incremento, ma «oggettivo»,
riferito cioe’ alle specifiche caratteristiche ed ai puntuali
contenuti dei documenti contabili delle societa’ per azioni, che
costituiscono il necessario parametro obiettivo, cui devono essere
improntati anche i bilanci delle altre imprese, che non sono societa’
di capitali, se intendono conseguire l’incremento premiale ivi
previsto.
II. Cio’ premesso, al fine di evitare disparita’ di trattamento nel
mercato degli appalti pubblici di lavori, si forniscono di seguito le
indicazioni in ordine alle condizioni da osservarsi per
l’applicazione dell’art. 19 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000.
L’incremento convenzionale premiante puo’ essere attribuito anche
alle societa’ di persone purche’ le stesse abbiano predisposto ed
approvato i documenti di bilancio previsti per le societa’.
Conseguentemente le SOA possono, su richiesta degli interessati,
riemettere le attestazioni rilasciate nel rispetto di quanto disposto
dal Consiglio di Stato.
Per l’adeguamento va corrisposta la tariffa prevista dal punto 7,
lettera d) della determinazione dell’Autorita’ n. 6 dell’8 febbraio
2001.
Roma, 15 ottobre 2003
Il Presidente: Garri

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