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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 5 novembre 2003: Ulteriori indicazioni in materia di cessione del contratto stipulato tra impresa e Soa per il conseguimento dell'attestazione di qualificazione e di variazioni minime dell'attestazione di qualificazione in corso di validita'. (Determinazione n. 19/03). Rif. SOA/420 SOA/498 SOA/508. (GU n. 277 del 28-11-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 5 novembre 2003

Ulteriori indicazioni in materia di cessione del contratto stipulato
tra impresa e Soa per il conseguimento dell’attestazione di
qualificazione e di variazioni minime dell’attestazione di
qualificazione in corso di validita’. (Determinazione n. 19/03). Rif.
SOA/420 SOA/498 SOA/508.

IL CONSIGLIO

Considerato in fatto;
Talune SOA hanno rivolto all’Autorita’ alcuni quesiti in ordine
alle problematiche di seguito evidenziate:
A) ammissibilita’ o meno della cessione (ex art. 1406 ss. c.c.)
ad altra impresa del contratto stipulato tra SOA ed impresa per il
conseguimento dell’attestazione di qualificazione;
B) variazione dell’attestazione in corso di validita’ attuata da
una SOA diversa da quella che ha provveduto al rilascio
dell’originaria attestazione;
C) riconducibilita’ o meno all’ipotesi di variazione minima (ex
art. 15, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000 e determinazione n. 40/2000) delle seguenti fattispecie:
1) cessione/conferimento dell’impresa individuale, a seguito
della morte del titolare, all’impresa costituita dagli eredi in forma
societaria;
2) donazione di impresa individuale con continuazione
dell’esercizio da parte dei donatari in forma societaria.
Le questioni sono state sottoposte all’esame della commissione
consultiva prevista dall’art. 8, comma 3, della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni e integrazioni e dall’art. 5
del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 del cui parere
deve avvalersi l’Autorita’ per la definizione delle procedure e dei
criteri che devono essere seguiti dai soggetti autorizzati nella loro
attivita’ di qualificazione.
La commissione consultiva ha espresso il proprio avviso nelle
sedute del 21 marzo 2003 e del 14 luglio 2003.
L’Autorita’, tenuto conto delle indicazioni e considerazioni del
suddetto parere, definisce nella presente determinazione i criteri
cui devono attenersi le SOA nell’esercizio della propria attivita’ di
qualificazione.
Considerato in diritto;
A) Quanto all’ammissibilita’ o meno di una cessione tra imprese del
contratto di attestazione stipulato con una SOA.
Relativamente alla problematica indicata la soluzione non puo’
prescindere dall’individuazione degli elementi costitutivi della
fattispecie «cessione del contratto» disciplinata dagli
articoli 1406-1410 del codice civile, da raffrontare con le
caratteristiche fondamentali del contratto di attestazione
SOA/impresa. La cessione del contratto e’ un atto di autonomia
privata con cui si realizza la successione inter vivos a titolo
particolare di un terzo nella posizione contrattuale di uno dei
contraenti originari (tra le tante, Cassazione civile – sez. I, 2
giugno 2000, n. 7319).
L’effetto tipico della cessione del contratto – e della conseguente
successione di un terzo ad una delle parti nella posizione
contrattuale di quest’ultima – consiste nella produzione degli
effetti del contratto oggetto di cessione non piu’ tra il cedente ed
il contraente ceduto, bensi’ tra il cessionario ed il contraente
ceduto.
L’art. 1406 del codice civile individua i seguenti presupposti
(condizioni di ammissibilita) della cessione:
che abbia ad oggetto un contratto a prestazioni corrispettive;
che dette prestazioni non siano state ancora eseguite;
che il contraente ceduto assenta alla cessione.
Posto che nel contratto tra SOA ed impresa l’ordinamento giuridico
vigente non contiene alcun espresso divieto di cessione riferito al
contratto di attestazione,al fine di verificare la possibilita’ o
meno della cessione del contratto tra SOA ed impresa, va osservato
che dal quadro normativo (articoli 15, commi 2, 3, 5 ed 8, e 26,
comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000) e
dagli indirizzi interpretativi dell’Autorita’ (determinazione n.
40/2000; n. 50/2000; n. 6/2001; n. 5/2003) emerge, che sulla base
dell’originaria disciplina del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000 – e, quindi, senza tener conto delle eventuali
modifiche in corso di perfezionamento – il contratto tra SOA ed
impresa vede nel rilascio dell’attestazione di qualificazione una
prestazione che grava sulla SOA cui e’ rapportato un corrispettivo
posto a carico dell’impresa.
Tale fatto conduce ad affermare che, nel caso che l’attestazione
non sia stata ancora rilasciata, il contratto sia cedibile. In questo
caso, pero’, il termine di decorrenza del quinquennio di riferimento
dei requisiti di qualificazione dell’impresa cessionaria decorre non
dalla data di stipula dell’originario contratto di attestazione ma
dalla data di accettazione, da parte del contraente ceduto, del
suddetto contratto.
Altro aspetto e’ quello che riguarda le modifiche ed integrazioni
ad attestazioni gia’ rilasciate. Va rilevato che, il diritto positivo
e le relative interpretazioni di indirizzo gia’ emanate
dall’Autorita’ hanno fatto ritenere che dal contratto di attestazione
prendono vita in capo ad entrambi i contraenti «posizioni
contrattuali» complesse, che non si esauriscono nelle prestazioni
aventi ad oggetto l’attestazione originaria ed il relativo
corrispettivo, ma che prevedono anche – a fronte di determinate
fattispecie («variazioni minime» oppure «integrazioni» delle
categorie e/o delle classifiche di qualificazione, sempre che resti
inalterata la durata dell’efficacia dell’attestazione originaria
oppure variazione nella persona del direttore tecnico, qualora
l’attestazione originaria sia collegata al soggetto uscente) –
l’insorgere di obblighi e di aspettative reciproci (poco importa se
ricondotti al contratto originario o ritenuti oggetto di contratti a
questo accessori).
A seguito delle considerazioni sopra riportate discende
l’impossibilita’ di cedere un contratto di attestazione che abbia
gia’ dato luogo al rilascio dell’attestazione all’impresa originaria
contraente, perche’ le posizioni soggettive che verrebbero trasferite
in conseguenza della cessione del contratto avrebbero ad oggetto
un’attestazione che non e’ in alcun modo trasferibile all’impresa
cessionaria.
B) Quanto alla possibilita’, per un’impresa, di affidare
l’introduzione nella propria attestazione di «variazioni minime» (ex
art. 15, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000 e determinazione n. 40/2000) ad una SOA diversa da quella che
ha provveduto all’originaria attestazione.
Le considerazioni che nella determinazione n. 40/2000 hanno
condotto l’Autorita’ ad esprimere l’avviso sulla incedibilita’ del
contratto di attestazione una volta rilasciata l’attestazione
originaria – pur in presenza di posizioni contrattuali potenzialmente
non ancora esaurite (potendosi verificare le fattispecie correlate
alle «integrazioni» e alle «variazioni minime») – portano a precisare
che soltanto alla SOA che abbia rilasciato tale attestazione possano
essere rivolte richieste di «integrazioni» dell’originaria
attestazione oppure di inserimento nel documento delle cosiddette
«variazioni minime».
Va difatti in primo luogo considerato che, qualora si debbano
apportare all’attestazione delle «integrazioni» oppure delle
«variazioni minime», la SOA che vi provvede cura l’emissione di un
nuovo certificato di attestazione, nel quale viene rappresentata
l’intera qualificazione dell’impresa e che se e’ vero che le suddette
modifiche comportano una modesta attivita’ istruttoria e valutativa
questa segue ad altre, ben piu’ articolate ed impegnative attivita’,
poste in essere in occasione ed in funzione dell’attestazione
originaria i cui esiti sono tutti contestualmente «trasfusi» nel
nuovo documento di attestazione.
Ecco perche’, anche in vigenza dell’originario testo regolamentare
– ed a maggior ragione una volta entrata in vigore la modifica
attualmente in corso di perfezionamento – e’ apparso corretto
concludere che le «variazioni» e le «integrazioni» dell’attestato di
qualificazione possano essere compiute esclusivamente dalla stessa
SOA che ha provveduto al rilascio dell’attestazione originaria.
C) Quanto alla riconducibilita’ o meno all’ipotesi di «variazione
minina» (ex art. 15, comma 8, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000 e determinazione n. 40/2000) in alcune
fattispecie:
C1) quanto alla riconducibilita’ all’ipotesi di «variazione
minima» (ex art. 15, comma 8, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000 e determinazione n. 40/2000) della
cessione/conferimento dell’impresa individuale, a seguito della morte
del titolare, all’impresa costituita dagli eredi in forma societaria.
In merito alla indicata fattispecie va, in primo luogo, osservato
che la trasformazione e’ istituto peculiare della disciplina della
societa’, con la conseguenza che non sarebbe possibile parlare di
trasformazione avendo riferimento al «passaggio» tra imprese
individuali e societa’ o altre organizzazioni collettive. La
giurisprudenza (Cassazione civile, sez. I, 11 aprile 2002, n. 5141)
ha osservato che «in caso di conferimento di un’azienda individuale
ad una societa’ si verifica un fenomeno traslativo non soggetto alla
disciplina dell’art. 2498 del codice civile concernente
esclusivamente il caso di trasformazione di societa’ da un tipo
all’altro, con conseguente passaggio ipso iure dalla prima alla
seconda di diritti ed obblighi».
La trasformazione consiste, infatt…

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