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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 18 marzo 2004: Adozione del regolamento delle attivita' di accertamento della sicurezza degli impianti di utenza a gas. (Deliberazione n. 40/04). (GU n. 83 del 8-4-2004)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 18 marzo 2004

Adozione del regolamento delle attivita’ di accertamento della
sicurezza degli impianti di utenza a gas. (Deliberazione n. 40/04).

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 18 marzo 2004;
Visti:
la legge 6 dicembre 1971, n. 1083;
la legge 5 marzo 1990, n. 46 (di seguito: legge n. 46/1990);
la legge 14 novembre 1995, n. 481;
il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
il decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n.
447;
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 20 febbraio 1992;
il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 551;
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 6 aprile 2000;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: Autorita) 2 marzo 2000, n. 47/00 (di seguito:
deliberazione n. 47/00) come modificata dalle deliberazioni
dell’Autorita’ 28 dicembre 2001, n. 334/01, e 19 dicembre 2002, n.
221/02;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2000, n. 236/00 (di
seguito: deliberazione n. 236/00);
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2000, n. 237/00 (di
seguito: deliberazione n. 237/00);
la deliberazione dell’Autorita’ 24 gennaio 2001, n. 5/01 (di
seguito: deliberazione n. 5/01);
la deliberazione dell’Autorita’ 18 aprile 2002, n. 64/02 (di
seguito: deliberazione n. 64/02);
il documento per la consultazione 13 giugno 2002 recante
regolazione delle attivita’ di accertamento della sicurezza degli
impianti di utenza a gas (di seguito: documento per la
consultazione);
il parere dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato
8 ottobre 2002 relativo al documento per la consultazione;
Considerato che:
con la deliberazione n. 47/00 l’Autorita’ ha previsto che i
distributori siano soggetti agli obblighi di pronto intervento su
chiamata del cliente finale, ai fini della salvaguardia della
sicurezza fisica delle persone e delle cose;
con la deliberazione n. 236/00, come modificata dalla
deliberazione n. 5/01, l’Autorita’ ha previsto che i distributori
siano soggetti all’obbligo di pronto intervento in seguito a chiamata
relativa a segnalazione di dispersione di gas sugli impianti di
proprieta’ o gestiti dal cliente finale a valle del punto di
consegna;
con la deliberazione n. 237/00 l’Autorita’ ha introdotto un
meccanismo provvisorio per il riconoscimento dei costi sostenuti dai
distributori per gli interventi per la promozione della sicurezza di
impianti dei clienti finali;
con la deliberazione n. 64/02 l’Autorita’ ha definito le
modalita’ per il riconoscimento dei costi di cui al precedente
alinea;
con il proprio parere l’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato ha segnalato, tra l’altro, l’opportunita’ che il distributore
si limiti ad accertamenti documentali;
l’Autorita’ puo’ imporre obblighi a garanzia della sicurezza del
servizio di distribuzione del gas, intesa come tutela dell’integrita’
fisica delle persone e delle cose, finalizzati alla salvaguardia di
diritti costituzionalmente garantiti, quali il diritto alla salute e
il diritto di proprieta’;
i soggetti interessati hanno fatto pervenire commenti ed
osservazioni in relazione al documento per la consultazione ed hanno
tra l’altro segnalato le esigenze di:
a) prevedere che l’avvio degli accertamenti sugli impianti in
servizio sia adeguatamente differito per consentire ai normatori il
completamento delle norme tecniche e ai distributori l’adeguamento
della propria organizzazione e procedure aziendali;
b) definire in modo chiaro il quadro delle responsabilita’,
valorizzando, ove possibile, il ruolo e le competenze dei soggetti
che gia’ operano nel settore della sicurezza degli impianti di utenza
a gas;
c) semplificare la registrazione dei dati e la raccolta delle
informazioni;
d) evitare duplicazioni di controlli presso il cliente finale,
tenendo conto della vigente legislazione in tema di impianti di
utenza a gas e dei compiti affidati agli enti locali;
Ritenuto che sia opportuno:
prevedere l’obbligo di accertamento documentale su tutti gli
impianti di utenza, inclusi quelli in servizio, pur con la dovuta
gradualita’, evitando in tal modo disparita’ di tutela tra clienti
finali che utilizzano impianti in servizio rispetto ai clienti che
utilizzano impianti nuovi o modificati;
effettuare gli accertamenti su documenti gia’ previsti dalle
disposizioni vigenti di settore, fatti salvi gli opportuni
adattamenti, al fine di evitare duplicazioni di controlli sui clienti
finali;
individuare i requisiti tecnico-professionali degli accertatori
facendo riferimento a profili professionali gia’ richiesti, per
analoghe attivita’, dalle discipline di settore;
riservare al comune competente per territorio l’effettuazione di
verifiche con sopralluogo:
a) su impianti di utenza per i quali il distributore abbia
notificato al comune medesimo l’impossibilita’ di procedere
all’accertamento per mancato invio della documentazione da parte del
cliente finale;
b) su impianti di utenza gia’ accertati per via documentale da
parte del distributore;
istituire per l’installatore, che modifica un impianto di utenza
a gas, l’obbligo di invio al distributore di copia della
dichiarazione di conformita’ alla legge n. 46/1990, ove prevista, o
equivalente per gli impianti di utenza non ricadenti sotto la legge
n. 46/1990, al fine di consentire al distributore medesimo lo
svolgimento dell’attivita’ di accertamento documentale della
sicurezza degli impianti di utenza a gas modificati;
provvedere alla copertura dei costi sostenuti dai distributori
per l’attuazione del presente regolamento sia attraverso
corrispettivi a carico dei richiedenti l’attivazione della fornitura
di gas sia attraverso le tariffe di distribuzione;
superare il meccanismo provvisorio definito dalle deliberazioni
n. 237/00 e n. 64/02 per il riconoscimento dei costi sostenuti dai
distributori per gli interventi per la promozione della sicurezza di
impianti dei clienti finali con le disposizioni del presente
regolamento;
prevedere una graduale attuazione del presente regolamento con
l’avvio degli accertamenti sugli impianti nuovi, successivamente
sugli impianti modificati e riattivati e, da ultimo, sugli impianti
in servizio, differendo altresi’ di un anno l’applicazione del
presente regolamento per i distributori che servivano alla data del
31 dicembre 2003 un numero di clienti finali minore o uguale a 5.000;
prevedere strumenti ed iniziative atte a favorire la piu’ ampia
diffusione e conoscenza del presente regolamento;
Ritenuto che non sia opportuno dare seguito ad alcune proposte
avanzate dai soggetti interessati, alcuni dei quali hanno in
particolare richiesto:
di escludere dal regolamento gli impianti in servizio; cio’ non
e’ possibile in quanto l’Autorita’ ritiene di dovere tutelare in
eguale misura tutti i consumatori di gas distribuito a mezzo di rete,
indipendentemente dallo stato del proprio impianto di utenza, sia
esso nuovo, modificato, riattivato o in servizio, tanto piu’
considerando che, come affermato anche da alcuni soggetti consultati,
gli impianti in servizio sono quelli che potenzialmente presentano i
maggiori rischi dal punto di vista della sicurezza;
di definire come criterio di incompatibilita’ per il personale
incaricato degli accertamenti quello di non essere un soggetto che
operi a qualsiasi titolo nel settore degli impianti di utenza; cio’
non e’ possibile perche’ porterebbe ad una scarsita’ di personale
tecnico da adibire agli accertamenti e impedirebbe di beneficiare
delle competenze dei soggetti operanti nel settore per le attivita’
di accertamento; tuttavia tale proposta di incompatibilita’ e’ stata
accettata limitatamente all’impianto di utenza sottoposto ad
accertamento;
Delibera di approvare il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizioni
1.1. Ai fini del presente regolamento, si applicano le seguenti
definizioni:
a) «accertamento» e’ l’insieme delle attivita’ dirette ad
accertare in via esclusivamente documentale che l’impianto di utenza
sia stato eseguito e sia mantenuto in stato di sicuro funzionamento
nei riguardi della pubblica incolumita’;
b) «accertatore» e’ il personale tecnico incaricato dal
distributore di effettuare l’accertamento;
c) «anno di riferimento» e’ l’anno termico al quale si
riferiscono i dati e le informazioni relative agli accertamenti;
d) «anno termico» e’ il periodo compreso tra il primo ottobre e
il trenta settembre dell’anno successivo;
e) «Autorita» e’ l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas,
istituita ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito:
legge n. 481/1995);
f) «cliente finale» e’ il consumatore che acquista gas per uso
proprio;
g) «distributore» e’ il soggetto che esercita l’attivita’ di
distribuzione del gas;
h) «impianto di distribuzione» e’ una rete di gasdotti locali
integrati funzionalmente, per mezzo dei quali e’ esercitata
l’attivita’ di distribuzione; l’impianto di distribuzione e’
costituito dall’insieme di punti di alimentazione della rete di
gasdotti locali, dalla stessa rete, dai gruppi di riduzione e/o dai
gruppi di riduzione finale, dagli impianti di derivazione di utenza
fino ai punti di consegna o di vendita e dai gruppi di misura;
l’impianto di distribuzione puo’ essere gestito da uno o piu’
distributori;
i) «impianto di utenza» e’ il complesso costituito dall’insieme
delle tubazioni e dei loro accessori dal punto di consegna del gas
agli apparecchi utilizzatori, questi esclusi, dall’installazione e
dai collegamenti dei medesimi, dalle predisposizioni edili e/o
meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato
l’apparecchio, dalle predisposizioni edili e/o meccaniche per lo
scarico all’esterno dei prodotti della combustione;
j) «impianto di utenza in servizio» e’ l’impianto di utenza con
fornitura di gas attiva;
k) «impianto di utenza modificato» e’ l’impianto di utenza sul
quale sono state eseguite operazioni di ampliamento, trasformazione o
manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447 (di seguito:
decreto del Presidente della Repubblica n. 447/1991);
l) «impianto di utenza nuovo» e’ l’impianto di utenza di nuova
installazione;
m) «impianto di utenza riattivato» e’ l’impianto di utenza non di
nuova installazione per il quale viene attivata la fornitura di gas
dopo una precedente sospensione;
n) «impianto interno» e’ l’insieme delle tubazioni, dei raccordi
e delle valvole per l’adduzione del gas, compresi tra la valvola di
intercettazione del gas nel punto di consegna e le valvole di
intercettazione del gas a monte di ogni apparecchiatura di
utilizzazione, queste ultime comprese; non comprende il gruppo di
misura;
o) «installatore» e’ l’impresa che ha eseguito l’installazione,
l’ampliamento, la trasformazione o la manutenzione straordinaria
dell’impianto di utenza;
p) «nuovo allaccio» e’ l’avvio dell’alimentazione del punto di
consegna; non comprende i subentri immediati e l’attivazione della
fornitura ad impianti di utenza in servizio ai quali sia stata
sospesa la fornitura di gas; comprende l’attivazione della fornitura
ad impianti di utenza nuovi ai quali sia stata sospesa la fornitura
ai sensi del comma 16.6;
q) «periodo di avviamento» e’ l’intervallo di tempo compreso tra
la data di attivazione dell’alimentazione del punto di consegna al
primo cliente finale servito dal distributore nel comune considerato
e il 31 dicembre del secondo anno solare successivo;
r) «periodo di gestione» e’ il numero di mesi dell’anno di
riferimento nei quali il distributore ha gestito l’impianto di
distribuzione; la frazione di mese maggiore di quindici giorni solari
e’ considerata pari ad un mese di gestione;
s) «periodo di subentro» e’ l’intervallo di tempo compreso tra la
data di subentro da parte del nuovo distributore nella gestione del
servizio e il 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello in cui
e’ avvenuto il subentro stesso;
t) «punto di consegna» e’ il punto di confine tra l’impianto di
proprieta’ del distributore o gestito da esso e l’impianto di
proprieta’ o gestito dal cliente finale;
u) «stato dell’impianto di utenza» e’ lo stato dell’impianto di
utenza in relazione alla sua realizzazione o alla fornitura di gas;
ai fini del presente regolamento sono previsti tre stati:
(i) impianti di utenza nuovi;
(ii) impianti di utenza modificati o riattivati;
(iii) impianti di utenza in servizio;
v) «terzo responsabile» e’, ai sensi dell’art. 1, lettera o), del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, la
persona fisica o giuridica che, essendo in possesso dei requisiti
previsti dalle normative vigenti e comunque di idonea capacita’
tecnica, economica e organizzativa, e’ delegata dal proprietario
dell’impianto ad assumerne la responsabilita’ dell’esercizio, della
manutenzione e dell’adozione delle misure necessarie al contenimento
dei consumi energetici;
w) «tipologia di impianto di utenza» e’ la tipologia
dell’impianto di utenza in base alla portata termica complessiva; ai
fini del presente regolamento sono previste tre tipologie:
(i) impianti di utenza con portata termica complessiva minore o
uguale a 34,8 kW;
(ii) impianti di utenza con portata termica complessiva
maggiore di 34,8 kW e minore o uguale a 116 kW;
(iii) impianti di utenza con portata termica complessiva
maggiore di 116 kW;
x) «venditore» e’ il soggetto che esercita l’attivita’ di vendita
del gas;
y) «verifica» e’ l’insieme delle attivita’ effettuate dal comune
per verificare con sopralluogo che l’impianto di utenza sia stato
eseguito e sia mantenuto in stato di sicuro funzionamento nei
riguardi della pubblica incolumita’.

Art. 2.
Adempimento degli obblighi di accertamento
2.1. Il presente regolamento si applica agli impianti di utenza
alimentati a gas per mezzo di reti, con esclusione di quelli
destinati a servire esclusivamente cicli produttivi industriali o
artigianali, fermo restando quanto previsto da altre leggi e norme
tecniche vigenti.
2.2. L’accertamento e’ effettuato dal distributore esclusivamente
su una delle seguenti documentazioni, in alternativa tra di loro, e
secondo quanto previsto dal regolamento:
a) richiesta ed attestazione di cui agli allegati A e B, complete
di tutti gli allegati;
b) richiesta ed attestazione di cui agli allegati C e D, complete
di tutti gli allegati;
c) copia della dichiarazione di conformita’ di cui alla legge
5 marzo 1990, n. 46 (di seguito: legge n. 46/1990) completa di tutti
gli allegati obbligatori per legge;
d) copia della documentazione prevista dalla norma tecnica
pubblicata dall’UNI che definisce le modalita’ di verifica su
impianti di utenza in servizio dei criteri essenziali di sicurezza ai
fini della pubblica incolumita’ di cui all’art. 26.
Il distributore effettua l’accertamento sulla documentazione di cui
sopra entro sessanta giorni solari dalla data di ricevimento della
documentazione stessa con esclusione degli impianti nuovi e degli
impianti riattivati di cui all’art. 22 e di cui al comma 23.2, per i
quali rispetta i tempi massimi fissati dalla deliberazione
dell’Autorita’ 2 marzo 2000, n. 47/00 (di seguito: deliberazione n.
47/00) per l’attivazione della fornitura per come modificati
dall’art. 30.
2.3. L’accertamento su un impianto di utenza si intende effettuato
da parte del distributore quando l’accertatore da esso incaricato,
una volta completato l’esame della documentazione di cui al comma 2.2
relativa a quell’impianto di utenza, appone sulla documentazione
esaminata il proprio timbro, la data dell’accertamento, la sua firma
leggibile e l’esito dell’accertamento, positivo o negativo.
2.4. L’accertamento ha esito positivo quando la documentazione
esaminata risulta conforme a quanto previsto dalla legislazione
vigente. Nel caso in cui l’esito dell’accertamento sia positivo, il
distributore ne da’ comunicazione scritta al cliente finale entro
trenta giorni solari dalla data di effettuazione dell’accertamento
con esclusione degli impianti di utenza per i quali si applica il
titolo II e degli impianti di utenza per i quali si applica l’art. 22
e il comma 23.2. Nel caso in cui l’esito dell’accertamento sia
negativo, il distributore attua quanto previsto dal presente
regolamento in funzione dello stato dell’impianto di utenza per il
quale e’ stato effettuato l’accertamento.

Art. 3.
Requisiti tecnico-professionali degli accertatori
3.1. Il distributore effettua gli accertamenti mediante accertatori
che possono essere in alternativa:
a) personale tecnico da esso dipendente avente i titoli di studio
previsti dall’art. 3, lettere a) o b), della legge n. 46/1990;
b) personale tecnico da esso non dipendente ed iscritto
nell’elenco di una camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, sezione e), in conformita’ a quanto previsto dal decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 6
aprile 2000.

Art. 4.
Informazione agli ordini e collegi professionali
4.1. Qualora il distributore intenda effettuare gli accertamenti
mediante accertatori di cui alla lettera b) del comma 3.1, ne da’
informazione agli ordini e ai collegi professionali competenti per la
provincia a cui appartiene il comune nel quale effettua gli
accertamenti.

Art. 5.
Criteri di incompatibilita’ per gli accertatori
5.1. L’accertatore non deve ricadere, con riferimento all’impianto
di utenza sul quale effettua l’accertamento, in una delle seguenti
situazioni:
a) esserne stato il progettista;
b) esserne stato l’installatore;
c) esserne o esserne stato il terzo responsabile nei cinque anni
termici precedenti;
d) esserne o esserne stato il manutentore nei cinque anni termici
precedenti.
L’accertatore non deve essere altresi’ il proprietario, il
conduttore o l’amministratore dell’immobile servito dall’impianto di
utenza sui quale effettua l’accertamento.
5.3. Nel caso in cui il distributore si trovi in una delle
situazioni di incompatibilita’ di cui ai precedenti commi 5.1 e 5.2,
il medesimo effettua l’accertamento mediante personale tecnico di cui
al comma 3.1, lettera b).
5.4. L’accertatore fino a quando opera come tale su incarico del
distributore, non deve fornire, personalmente o attraverso una ditta
con la quale ha in atto un rapporto di lavoro, prestazioni
professionali o lavorative relative a un impianto di utenza sul quale
ha effettuato l’accertamento.
5.5. Il distributore che viene a conoscenza della violazione da
parte dell’accertatore di uno dei criteri di incompatibilita’ di cui
ai commi 5.1, 5.2 e 5.4 revoca all’accertatore stesso l’incarico e,
nel caso in cui l’accertatore sia personale tecnico di cui al comma
3.1, lettera b), informa l’ordine o il collegio professionale di
appartenenza.

Art. 6.
Utilizzo delle informazioni raccolte
durante gli accertamenti
6.1. Le informazioni raccolte dal distributore durante gli
accertamenti possono essere utilizzate esclusivamente dal
distributore e, su loro richiesta, dagli enti pubblici competenti a
svolgere attivita’ di vigilanza sugli impianti di utenza sottoposti
ad accertamento.

Art. 7.
Norme tecniche
7.1. Ai fini dell’attuazione del presente regolamento si applicano
le norme tecniche emanate dall’UNI, Ente nazionale di unificazione, e
dal CEI, Comitato elettrotecnico italiano.
7.2. Il CIG, Comitato italiano gas, provvede a definire linee guida
per la corretta e completa compilazione delle dichiarazioni previste
dalla legislazione vigente in materia di sicurezza precisando
altresi’ i casi nei quali e’ obbligatoria la predisposizione del
progetto.

Art. 8.
Copertura dei costi del distributore
derivanti dall’attuazione del regolamento
8.1. Per gli accertamenti effettuati in attuazione del presente
regolamento vengono riconosciuti al distributore i seguenti importi
unitari al netto delle imposte e comprensivi di ogni costo derivante
dall’attuazione del presente regolamento:
a) Euro 40,00 per ogni impianto di utenza accertato con portata
termica complessiva minore o uguale a 34,8 kW;
b) Euro 50,00 per ogni impianto di utenza accertato con portata
termica complessiva maggiore di 34,8 kW e minore o uguale a 116 kW;
c) Euro 60,00 per ogni impianto di utenza accertato con portata
termica complessiva maggiore di 116 kW.
8.2. Per gli accertamenti sugli impianti di utenza per i quali si
applicano i titoli II e III, con esclusione degli impianti di utenza
per i quali si applicano gli articoli 20 e 21, ai fini della
copertura dei costi di effettuazione degli accertamenti il
distributore addebita al venditore, per ogni accertamento effettuato,
l’importo unitario di cui al precedente comma in funzione della
tipologia di impianto di utenza per il quale viene richiesta
l’attivazione della fornitura; il venditore non puo’ addebitare al
cliente finale un importo superiore all’importo di cui sopra
addebitatogli dal distributore.
8.3. Per gli accertamenti sugli impianti di utenza per i quali si
applica il titolo IV, per ogni accertamento che risulti impedito per
il mancato invio da parte del cliente finale della documentazione
richiesta dal distributore nei tempi previsti dal presente
regolamento viene riconosciuto al distributore stesso un importo
unitario comprensivo di ogni costo pari a Euro 15,00.
8.4. Con successivo provvedimento, fermo restando il riconoscimento
degli importi unitari di cui ai comma 8.1 e 8.3, l’Autorita’
definisce le modalita’ di copertura, mediante le tariffe di
distribuzione, dei costi sostenuti dai distributori per
l’effettuazione degli accertamenti degli impianti di utenza per i
quali si applicano gli articoli 20 e 21 e il titolo IV nonche’ dei
contributi di cui all’art. 14 versati ai comuni che ne abbiano fatta
richiesta.
8.5. Il distributore corrisponde agli accertatori di cui al comma
3.1, lettera b), gli importi pattuiti nel rispetto dei tempi indicati
dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 «Attuazione della
direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di
pagamento nelle transazioni commerciali».
8.6. I costi di cui ai commi 8.2 e 8.4 sono riconosciuti al
distributore rispettivamente a condizione che:
a) gli accertamenti siano stati effettuati nel rispetto di quanto
indicato al comma 2.3;
b) gli accertamenti siano stati impediti e per ciascuno di essi
il distributore abbia inviato:
(i) la richiesta di documentazione di cui al comma 27.2;
(ii) la notifica al comune competente per territorio e al
cliente finale di cui al comma 27.3;
8.7. Il distributore addebita al venditore l’importo di Euro 30,00
per ogni intervento di sospensione della fornitura di gas derivante
dall’attuazione del presente regolamento; il venditore non puo’
addebitare al cliente finale un importo superiore all’importo di cui
sopra addebitatogli dal distributore.
8.8. All’inizio di ogni nuovo periodo di regolazione tariffaria per
l’attivita’ di distribuzione l’Autorita’ valuta l’eventuale
aggiornamento degli importi unitari di cui ai precedenti commi 8.1,
8.3 e 8.7.

Art. 9.
Obblighi generali di registrazione del distributore
9.1. Il distributore predispone appropriati strumenti, anche
informatici, al fine di registrare per ogni anno termico le
informazioni e i dati relativi agli accertamenti.
9.2. Il distributore registra per ogni accertamento effettuato
nell’anno di riferimento:
a) il codice con cui identifica la porzione di impianto di
distribuzione al quale e’ allacciato l’impianto di utenza;
b) il codice con cui identifica il comune in cui e’ ubicato
l’impianto di utenza medesimo;
c) il codice con cui identifica l’impianto di utenza;
d) il codice con cui identifica lo stato dell’impianto di utenza;
e) il codice con cui identifica la tipologia dell’impianto di
utenza;
f) il codice con cui identifica l’accertatore che ha effettuato
l’accertamento;
g) l’esito dell’accertamento, negativo o positivo;
h) la data di invio della comunicazione al cliente dell’esito
dell’accertamento, ove dovuta;
i) la data della eventuale sospensione della fornitura di gas
derivante dall’attuazione del presente regolamento.
9.3. Il distributore registra, per ogni anno termico e per ogni
impianto di distribuzione o porzione di impianto di distribuzione da
esso gestito, i comuni ai quali abbia erogato i contributi di cui al
comma 14.1 e per ciascuno di tali comuni:
a) l’importo complessivo dei contributi erogati;
b) il numero degli impianti di utenza verificati dal comune
medesimo, distinguendo per stato e per tipologia di impianto di
utenza;
c) il numero delle verifiche con esito difforme da quello
dell’accertamento effettuato sullo stesso impianto di utenza da parte
del distributore.

Art. 10.
Verificabilita’ delle informazioni e dei dati registrati
10.1. Al fine di consentire l’effettuazione dei controlli di cui al
successivo comma 11.4, il distributore:
a) mantiene gli strumenti di cui al comma 9.1 continuamente
aggiornati con le informazioni e i dati richiesti;
b) assicura la verificabilita’ delle informazioni e dei dati
registrati mediante adeguati sistemi di collegamento, anche
informatici, e mediante ogni altra documentazione ritenuta
necessaria;
c) conserva in modo ordinato ed accessibile tutta la
documentazione necessaria per assicurare la verificabilita’ delle
informazioni e dei dati registrati, per un periodo non inferiore ai
dodici anni termici successivi a quello della registrazione;
d) nel caso di subentro di altro distributore nella gestione del
servizio di distribuzione in un determinato comune, il distributore
uscente trasferisce al distributore subentrante gli strumenti di cui
al comma 9.1 e la documentazione di cui alla precedente lettera c).

Art. 11.
Obblighi di comunicazione del distributore
11.1. Il distributore e’ tenuto nei casi di attivazione, negazione
o sospensione della fornitura di gas a seguito dell’attuazione del
presente regolamento ad inviare comunicazione:
a) al venditore;
b) al soggetto che esercita l’attivita’ di misura, qualora
diverso dal distributore e dal venditore.
11.2. A partire dal 1° ottobre 2005 ed entro il 31 dicembre di ogni
anno, il distributore comunica all’Autorita’ per ogni impianto di
distribuzione o porzione di impianto di distribuzione gestito e per
l’anno termico di riferimento:
a) il numero di impianti di utenza sui quali ha effettuato piu’
di un accertamento, distinguendo per stato e per tipologia di
impianto di utenza;
b) il numero di accertamenti effettuati con esito positivo,
distinguendo per stato e per tipologia di impianto di utenza;
c) il numero di accertamenti effettuati con esito negativo,
distinguendo per stato e per tipologia di impianto di utenza;
d) il numero di impianti di utenza per i quali gli sia stato
impedito l’accertamento per mancato invio della documentazione
richiesta, distinguendo per stato e per tipologia di impianto di
utenza;
e) il numero di impianti di utenza ai quali ha sospeso la
fornitura di gas in attuazione del presente regolamento;
f) i comuni ai quali sono stati erogati i contributi di cui al
comma 14.1 e per ciascuno di essi:
(i) il numero degli impianti di utenza verificati, distinguendo
per stato e per tipologia di impianto di utenza;
(ii) il numero delle verifiche con esito difforme da quello
dell’accertamento effettuato sullo stesso impianto di utenza da parte
del distributore.
11.3. Il distributore comunica i dati di cui al comma precedente
con esclusione dei dati relativi:
a) ai comuni nei quali il distributore ha cessato la gestione del
servizio di distribuzione nell’anno termico di riferimento senza
gestirlo per l’intero anno termico;
b) ai comuni in periodo di avviamento nel corso dell’anno termico
di riferimento o in parte di esso;
c) ai comuni in periodo di subentro nel corso dell’anno termico
di riferimento o in parte di esso.
11.4. L’Autorita’ utilizza le informazioni ed i dati di cui al
precedente comma:
a) per effettuare controlli, anche a campione, al fine di
accertare la veridicita’ di tali informazioni e dati e assicurare il
rispetto delle disposizioni contenute nel presente regolamento;
b) per la pubblicazione, anche comparativa, delle informazioni e
dei dati medesimi.
11.5. A partire dal 1° ottobre 2005 ed entro il 31 dicembre di ogni
anno, il distributore comunica ad ogni comune nel territorio del
quale ha svolto l’attivita’ di distribuzione del gas nell’anno
termico precedente:
a) l’elenco nominativo degli impianti di utenza, suddivisi per
stato e per tipologia di impianto di utenza, sui quali ha effettuato
l’accertamento nell’anno termico precedente e l’esito
dell’accertamento per ciascuno degli impianti di utenza accertati;
b) la facolta’ del comune di richiedere i contributi di cui
all’art. 14.
11.6. Entro il 30 settembre 2004 il distributore pubblica nel
proprio sito internet, in una sezione facilmente accessibile
individuata come «accertamenti della sicurezza post contatore»:
a) i moduli A, B, C, D, E, con l’indicazione, per ciascuno di
essi, dei casi per i quali devono essere utilizzati;
b) le procedure, previste dal presente regolamento, che devono
essere seguite per l’attivazione della fornitura di gas, distinguendo
tra impianti di utenza nuovi, impianti di utenza modificati e
riattivati;
c) il recapito del distributore al quale fare pervenire la
documentazione richiesta per l’effettuazione dell’accertamento.

Art. 12.
Informazioni del distributore ai clienti finali
12.1. Il distributore e’ tenuto a rilasciare al cliente finale, che
la richieda, copia della documentazione relativa al suo impianto di
utenza ed in possesso del distributore a seguito dell’attuazione del
presente regolamento.

Art. 13.
Obblighi del venditore
13.1. Il venditore:
a) entro il 30 settembre 2004 pubblica nel proprio sito internet,
in una sezione facilmente accessibile individuata come «accertamenti
della sicurezza post contatore», i moduli A, B, C, D, E, con
l’indicazione, per ciascuno di essi, dei casi per i quali devono
essere utilizzati;
b) informa il cliente finale, all’atto della sottoscrizione del
contratto di fornitura, di quanto previsto dal presente regolamento
fornendo allo stesso:
(i) la procedura che deve seguire per l’attivazione della
fornitura di gas;
(ii) i moduli A, B, C, D, E, con l’indicazione, per ciascuno di
essi, dei casi per i quali devono essere utilizzati;
(iii) il recapito del distributore al quale fare pervenire la
documentazione, prevista dalla procedura di cui al precedente punto
(i), ai fini dell’attivazione della fornitura;
c) a partire dal 1° ottobre 2004 ed entro il 30 giugno di ogni
anno, tramite avvisi allegati ai documenti di fatturazione, fornisce
con giusta evidenza ad ogni proprio cliente finale informazioni sugli
obblighi in tema di sicurezza relativi all’impianto di utenza.
13.2. Con decorrenza dal 1° ottobre 2005, il venditore trasmette
entro il 31 ottobre di ogni anno al distributore una comunicazione
contenente il numero dei clienti finali forniti alla data del
30 settembre precedente con impianto di utenza che non sia destinato
a servire esclusivamente cicli produttivi industriali o artigianali.

Art. 14.
Verifiche da parte del comune
14.1. Il comune che effettua verifiche su impianti di utenza di cui
al comma 14.2 ha diritto, per ognuna di esse, ad un contributo
unitario pari a Euro 60,00 imposte escluse, fatto salvo quanto
indicato al successivo comma 14.3.
14.2. Il comune ha diritto al contributo unitario di cui al comma
14.1 esclusivamente per verifiche su impianti di utenza:
a) per i quali il distributore invii la notifica di cui al comma
27.3;
b) sui quali il distributore abbia effettuato nell’anno termico
precedente l’accertamento con esito positivo ai sensi del presente
regolamento e che figurino nell’elenco di cui al comma 11.5, lettera
a).
14.3. Il comune ha diritto, per ogni anno termico, al contributo
unitario di cui al comma 14.1 per un numero massimo di verifiche pari
al 5%, arrotondato all’unita’ superiore del numero di impianti di
utenza accertati dal distributore nel comune nell’anno termico
precedente e riportati nell’elenco di cui al comma 11.5, lettera a).
14.4. A partire dal 1° ottobre 2006, il comune che intende
usufruire dei contributi unitari di cui al precedente comma 14.1
invia al distributore, entro il 31 gennaio di ogni anno, una
comunicazione scritta con la quale:
a) comunica al distributore l’elenco nominativo degli impianti di
utenza verificati nell’anno termico precedente con l’esito della
verifica per ciascuno di essi;
b) richiede al distributore l’erogazione dei contributi unitari
di cui al precedente comma 14.1 nel rispetto di quanto indicato al
precedente comma 14.3.
14.5. Il comune sceglie gli impianti di utenza da sottoporre a
verifica in modo non discriminatorio con priorita’ per i casi per i
quali si possa presumere un maggiore rischio per la sicurezza e
l’incolumita’ pubblica.
14.6. Il comune effettua le verifiche di cui al comma 14.1 mediante
personale tecnico all’uopo incaricato. Tale personale tecnico:
a) non deve essere dipendente del distributore che eroga al
comune il contributo di cui al comma 14.1;
b) per l’impianto di utenza da verificare:
(i) deve rispettare i criteri di incompatibilita’ di cui ai
commi 5.1 e 5.2;
(ii) non deve essere l’accertatore che ha effettuato
l’accertamento sullo stesso impianto di utenza.
14.7. Il distributore corrisponde al comune, entro sessanta giorni
solari dalla data di ricevimento della richiesta da parte dello
stesso, i contributi unitari di cui al comma 14.1 calcolati ai sensi
dei precedenti commi 14.1 e 14.3 sulla base dei dati forniti dal
comune di cui al precedente comma 14.4, lettera a).
14.8. Nel caso in cui la verifica effettuata dal comune su un
impianto di utenza abbia esito negativo, il comune lo comunica per
iscritto al distributore, il quale:
a) attribuisce all’accertamento un esito negativo;
b) sospende la fornitura di gas;
c) attiva successivamente la fornitura mediante la procedura di
cui all’art. 22.

Titolo II
IMPIANTI DI UTENZA NUOVI
Art. 15.
Accertamenti su impianti di utenza nuovi
15.1. Il distributore effettua gli accertamenti relativi ai nuovi
allacci di impianti di utenza nuovi con le modalita’ stabilite nel
presente titolo.
15.2. Il presente titolo non si applica:
a) ai nuovi allacci di impianti di utenza precedentemente
alimentati con altro tipo di gas;
b) agli impianti di utenza modificati o riattivati;
c) agli impianti di utenza in servizio.

Art. 16.
Attivazione della fornitura
per impianti di utenza nuovi
16.1. In occasione di ogni richiesta di nuovo allaccio di un
impianto di utenza nuovo il distributore mette a disposizione del
venditore:
a) se l’impianto di utenza ricade nell’ambito di applicazione
della legge n. 46/1990, i moduli «Richiesta di attivazione della
fornitura di gas», di cui all’allegato A, e «Attestazione di corretta
esecuzione dell’impianto», di cui all’allegato B;
b) se l’impianto di utenza non ricade nell’ambito di applicazione
della legge n. 46/1990, i moduli «Richiesta di attivazione della
fornitura di gas», di cui all’allegato C, e «Attestazione di corretta
esecuzione dell’impianto», di cui all’allegato D.
16.2. Il modulo di cui all’allegato A o C, compilato in tutte le
sue parti e firmato a cura del cliente finale e il modulo di cui
all’allegato B o D, compilato nelle sezioni pertinenti e firmato a
cura dell’installatore dell’impianto di utenza, corredato di tutti
gli allegati indicati nel modulo stesso, costituiscono la
documentazione indispensabile per l’attivazione della fornitura.
16.3. Nel caso di esito positivo dell’accertamento sulla
documentazione di cui al precedente comma 16.2, il distributore
attiva la fornitura di gas.
16.4. Nel caso in cui l’accertamento abbia esito negativo, il
distributore, almeno due giorni lavorativi prima della data fissata o
concordata con il venditore per l’attivazione della fornitura di gas,
invia al venditore stesso, previo avviso di annullamento
dell’appuntamento, una comunicazione in cui:
a) notifica l’esito negativo dell’accertamento;
b) evidenzia le motivazioni dell’esito negativo ed indica le non
conformita’ alle norme tecniche vigenti riscontrate;
c) segnala al venditore che richiede l’attivazione della
fornitura la necessita’ di presentare una nuova richiesta di
attivazione della fornitura, corredata della documentazione di cui al
comma 16.2 del presente regolamento in forma completa e congruente,
solo dopo avere provveduto all’eliminazione delle non conformita’
riscontrate.
16.5 Il cliente finale entro i trenta giorni solari successivi alla
data di attivazione della fornitura di gas fa pervenire al
distributore:
a) per gli impianti di utenza ricadenti nell’ambito di
applicazione della legge n. 46/1990, copia della dichiarazione di
conformita’ dell’impianto di utenza compilata in ogni sua parte e
sottoscritta dall’installatore, priva degli allegati previsti dalle
leggi vigenti in materia;
b) per gli impianti di utenza non ricadenti nell’ambito di
applicazione della legge n. 46/1990, copia di una dichiarazione
dell’installatore in cui attesta sotto la propria responsabilita’ di
aver eseguito con esito positivo tutte le prove di sicurezza e
funzionalita’ dell’impianto di utenza e delle apparecchiature da esso
alimentate richieste dalle leggi e norme tecniche vigenti e nel
rispetto delle istruzioni fornite dai fabbricanti degli apparecchi
collegati all’impianto.
16.6. Il distributore sospende la fornitura di gas nel caso in cui,
trascorsi quaranta giorni solari dalla data di attivazione della
fornitura, non gli sia pervenuta la documentazione di cui al
precedente comma. In tal caso il distributore, con un preavviso di
almeno due giorni lavorativi, comunica al cliente finale:
a) la data di sospensione della fornitura di gas;
b) l’addebito al suo venditore dell’importo di cui al comma 8.7
per l’intervento di sospensione della fornitura di gas;
c) i tempi per l’attivazione della fornitura, che decorreranno
dalla data di presentazione della documentazione richiesta e non
consegnata.
16.7. Quanto previsto dai commi precedenti deve essere indicato nel
preventivo per l’esecuzione di lavori che prevedano anche
l’attivazione della fornitura di cui agli articoli 4 e 5 della
deliberazione n. 47/00.

Art. 17.
Ulteriori obblighi di registrazione per accertamenti
su impianti di utenza nuovi
17.1. Il distributore, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 9,
registra per ogni accertamento effettuato su impianti di utenza nuovi
in occasione di nuovi allacci la data di ricezione della
documentazione di cui al comma 16.5.

Art. 18.
Norme transitorie per impianti di utenza nuovi
18.1. Qualora, successivamente all’entrata in vigore del titolo II
e fino al 31 marzo 2005, il distributore non fosse in grado di
ottemperare alle disposizioni in esso contenute, la fornitura puo’
essere attivata previa acquisizione del modulo di cui all’allegato E,
consegnato dal distributore al venditore, compilato nella sezione
pertinente e firmato dall’installatore, fatto pervenire dal cliente
finale al distributore in sostituzione dei moduli di cui al comma
16.1.

Titolo III
IMPIANTI DI UTENZA MODIFICATI O RIATTIVATI
Art. 19.
Accertamenti sugli impianti
di utenza modificati o riattivati
19.1. Il distributore effettua gli accertamenti relativi agli
impianti di utenza modificati o riattivati con le modalita’ stabilite
nel presente titolo che si applica:
a) agli impianti di utenza a gas modificati;
b) all’attivazione della fornitura ad impianti di utenza in
servizio ai quali sia stata sospesa la fornitura di gas, con
esclusione delle riattivazioni per morosita’, delle riattivazioni
effettuate entro i trenta giorni solari successivi alla data di
sospensione della fornitura e delle riattivazioni a seguito della
sospensione della fornitura ai sensi del comma 16.6;
c) ai nuovi allacci di impianti di utenza precedentemente
alimentati con altro tipo di gas.
19.2. Il presente titolo non si applica:
a) ai nuovi allacci di impianti di utenza nuovi;
b) agli impianti di utenza in servizio, con esclusione degli
impianti di utenza di cui all’art. 20.

Art. 20.
Modifica di impianti di utenza
20.1. L’installatore che effettua su un impianto di utenza in
servizio o con fornitura sospesa per subentro non immediato
operazioni di ampliamento, trasformazione o manutenzione
straordinaria ai sensi dell’art. 8 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 447/1991, qualora l’impianto di utenza non ricada nei
casi previsti dall’art. 22 e dai commi 23.1 e 23.2, invia al
distributore che fornisce il gas al medesimo impianto di utenza:
a) nel caso in cui l’impianto di utenza ricada nel campo di
applicazione della legge n. 46/1990, una copia della dichiarazione di
conformita’ di cui alla legge n. 46/1990, ove richiesta, completa di
tutti gli allegati previsti dalla vigente legislazione;
b) nel caso in cui l’impianto non ricada nel campo di
applicazione della legge n. 46/1990, una copia del modulo di cui
all’allegato D, compilato nelle sezioni pertinenti e firmato
dall’installatore, corredato di tutti gli allegati indicati nel
modulo stesso.

Art. 21.
Accertamento di impianti di utenza modificati
21.1. Il distributore effettua l’accertamento sulla documentazione
di cui al comma 20.1.
21.2. Nel caso in cui l’accertamento della documentazione di cui al
comma 20.1 abbia esito positivo, il distributore non sospende la
fornitura di gas all’impianto modificato.
21.3. Nel caso in cui l’accertamento della documentazione di cui al
comma 20.1 abbia esito negativo il distributore:
a) sospende la fornitura di gas;
b) invia al cliente finale una comunicazione scritta in cui:
(i) notifica l’esito negativo dell’accertamento;
(ii) evidenzia le motivazioni dell’esito negativo ed indica le
non conformita’ riscontrate alle norme tecniche vigenti;
(iii) segnala la necessita’ di presentare una nuova richiesta
di attivazione della fornitura, corredata della documentazione di cui
al successivo comma 22.2 in forma completa e congruente, solo dopo
avere provveduto all’eliminazione delle non conformita’ alle norme
tecniche vigenti riscontrate.
21.4. Il distributore attribuisce agli impianti in servizio
modificati di cui all’art. 20 lo stato di impianto di utenza
modificato o riattivato.

Art. 22.
Attivazione della fornitura di gas a seguito
di richiesta di esecuzione di lavori
22.1. Il distributore, nel caso di richiesta di attivazione della
fornitura di gas sospesa a seguito di modifiche all’impianto di
utenza derivanti da richiesta di esecuzione di lavori e nel caso di
nuovo allaccio di un impianto di utenza precedentemente alimentato
con altro tipo di gas, attua quanto previsto dai precedenti commi
16.1, 16.3, 16.4, 16.5, 16.6 e 16.7.
22.2. Costituiscono documentazione indispensabile per l’attivazione
della fornitura di gas:
a) la copia della dichiarazione di conformita’ di cui alla legge
n. 46/1990 completa di tutti gli allegati obbligatori per legge, nei
casi in cui la modifica dell’impianto di utenza richieda il rilascio
della dichiarazione medesima e non comporti per l’installatore la
necessita’ di effettuare prove di sicurezza e di funzionalita’ sulle
apparecchiature;
b) il modulo di cui all’allegato A o C, compilato in tutte le sue
parti e firmato a cura del cliente finale e il modulo di cui
all’allegato B o D, compilato nelle sezioni pertinenti e firmato
dall’installatore, corredato di tutti gli allegati indicati nel
modulo stesso, in tutti gli altri casi.
22.3. Il distributore attribuisce ai nuovi allacci di impianti di
utenza precedentemente alimentati con altro tipo di gas lo stato di
impianto di utenza modificato o riattivato.

Art. 23.
Attivazione della fornitura di gas sospesa
per cause diverse dalla modifica dell’impianto di utenza
23.1. Nel caso di attivazione della fornitura di gas ad un impianto
di utenza in servizio per il quale la fornitura e’ stata sospesa dal
distributore a seguito di dispersione di gas rilevata sull’impianto
di utenza dal servizio di pronto intervento, il distributore attiva
la fornitura di gas dietro presentazione da parte del cliente finale
del modulo di cui all’allegato E, compilato nella sezione pertinente
e sottoscritto da un installatore.
23.2. Nel caso di sospensione della fornitura di gas da parte del
distributore a seguito di richiesta del comune o dell’ente locale
competente ai sensi dell’art. 16, comma 6, del decreto legislativo
23 maggio 2000, n. 164/2000, o di altra pubblica autorita’, il
distributore attiva la fornitura di gas all’impianto di utenza dietro
disposizione del comune, dell’ente locale di cui sopra o della
pubblica autorita’ mediante la procedura definita dal precedente art.
22.
23.3. Nel caso di richiesta di attivazione della fornitura di gas
ad un impianto di utenza in servizio che non ricade nei casi indicati
dagli articoli 21 e 22 e dai commi 23.1 e 23.2:
a) se la richiesta e’ stata presentata oltre i trenta giorni
solari successivi alla data della sospensione della fornitura, il
distributore attiva la fornitura di gas:
(i) se non sono state apportate modifiche all’impianto di
utenza rispetto alla situazione precedente alla sospensione della
fornitura di gas, dietro presentazione da parte del proprietario
dell’impianto di utenza di una dichiarazione scritta con la quale lo
stesso proprietario attesta che non sono state apportate modifiche
all’impianto di utenza rispetto alla situazione precedente alla
sospensione della fornitura; in tal caso il distributore attribuisce
all’impianto di utenza lo stato di impianto di utenza in servizio;
(ii) se sono state apportate modifiche all’impianto di utenza
rispetto alla situazione precedente alla sospensione della fornitura
di gas o il proprietario dell’impianto di utenza non ha presentato la
dichiarazione scritta di cui al punto precedente, mediante
applica-zione di quanto previsto dall’art. 22; in tal caso il
distributore attribuisce all’impianto di utenza lo stato di impianto
di utenza modificato o riattivato;
b) se la richiesta e’ stata presentata entro i trenta giorni
solari successivi alla data della sospensione della fornitura, con
esclusione delle riattivazioni per morosita’, il distributore attiva
la fornitura e attribuisce all’impianto di utenza lo stato di
impianto di utenza in servizio.

Art. 24.
Ulteriori obblighi di registrazione per accertamenti
su impianti di utenza modificati o riattivati
24.1. Il distributore, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 9,
registra la data di ricevimento della documentazione di cui al comma
20.1.

Titolo IV
IMPIANTI DI UTENZA IN SERVIZIO
Art. 25.
Accertamenti sugli impianti di utenza in servizio
25.1. Il distributore effettua gli accertamenti relativi agli
impianti di utenza in servizio con le modalita’ stabilite nel
presente titolo che si applica:
a) agli impianti di utenza in servizio;
b) agli impianti di utenza di cui al comma 23.3, lettera b).
25.2. Il presente titolo non si applica:
a) ai nuovi allacci;
b) agli impianti di utenza modificati o riattivati.

Art. 26.
Criteri essenziali di sicurezza
di un impianto di utenza in servizio
26.1. Ai fini del presente regolamento, i criteri essenziali per
definire un impianto di utenza in servizio sicuro ai fini della
pubblica incolumita’ sono:
a) l’idoneita’ della ventilazione adeguata alla portata termica
degli apparecchi installati, in relazione alla tipologia degli
apparecchi stessi;
b) l’idoneita’ dell’aerazione, negli ambienti dove sono
installati gli apparecchi per i quali necessitano tali sistemi;
c) l’efficienza dei sistemi di smaltimento e delle aperture di
scarico dei prodotti della combustione, adeguati alla portata termica
degli apparecchi installati;
d) la tenuta degli impianti interni di distribuzione del gas
combustibile;
e) l’idoneita’ dei locali ove sono ubicati l’impianto di utenza e
gli apparecchi ad esso collegati.

Art. 27.
Modalita’ di effettuazione degli accertamenti
su impianti di utenza in servizio
27.1. Il distributore individua con criteri non discriminatori gli
impianti di utenza da sottoporre annualmente ad accertamento tra
quelli in servizio allacciati all’impianto di distribuzione da esso
gestito. Ai fini dell’effettuazione degli accertamenti di cui sopra
richiede ai venditori i dati relativi ai clienti finali destinatari
degli accertamenti. Il venditore e’ tenuto ad inviare al distributore
i dati entro trenta giorni solari dalla data di ricevimento della
lettera di richiesta.
27.2. Il distributore effettua l’accertamento sulla documentazione
di cui alla successiva lettera b), relativa agli impianti di utenza
in servizio, richiesta mediante l’invio al cliente finale di
comunicazione con lettera raccomandata a.r. nella quale:
a) precisa che la documentazione richiesta e’ finalizzata ad
accertare il rispetto dei criteri essenziali di sicurezza del suo
impianto di utenza in servizio ai fini della pubblica incolumita’;
b) richiede l’invio, entro centocinquanta giorni solari dalla
data di ricevimento della comunicazione, in alternativa di:
(i) copia della dichiarazione di conformita’ di cui alla legge
n. 46/1990, nel caso di impianti ricadenti nel campo di applicazione
della legge, realizzati dopo la sua entrata in vigore;
(ii) copia della documentazione prevista dalla norma tecnica
pubblicata dall’UNI che definisce le modalita’ di verifica su
impianti di utenza in servizio dei criteri essenziali di sicurezza ai
fini della pubblica incolumita’ di cui all’art. 26;
c) precisa che:
(i) l’accertamento sulla documentazione inviata sara’
effettuato senza oneri diretti per il cliente finale interessato;
(ii) in caso di esito positivo di tale accertamento, ne dara’
comunicazione scritta al cliente finale;
(iii) in caso di esito negativo di tale accertamento,
provvedera’ a sospendere la fornitura di gas al cliente finale e
addebitera’ al suo venditore l’importo di cui al comma 8.7 per
l’intervento di sospensione della fornitura di gas;
(iv) in caso di mancato invio della documentazione, inviera’
notifica al comune competente per territorio e, salvo diversa
disposizione da parte del comune stesso, provvedera’ a sospendere la
fornitura trascorsi ulteriori sessanta giorni dalla data di invio
della notifica al comune.
27.3 Nel caso in cui dopo centottanta giorni solari dalla data di
invio della comunicazione di cui al comma precedente la
documentazione non sia ancora pervenuta al distributore,
quest’ultimo:
a) invia al cliente finale un sollecito con lettera raccomandata
a.r. con il quale richiede nuovamente ed entro trenta giorni solari
dalla data di ricevimento del sollecito la documentazione di cui al
comma precedente;
b) qualora tale documentazione non pervenga al distributore entro
i successivi quaranta giorni solari dalla data di invio del
sollecito, il distributore entro i successivi cinque giorni
lavorativi:
(i) notifica al comune competente per territorio,
l’impossibilita’ di procedere all’accertamento e che, salvo diversa
indicazione scritta da parte del comune stesso, provvedera’ a
sospendere la fornitura trascorsi ulteriori sessanta giorni dalla
data di invio della notifica stessa;
(ii) comunica per iscritto al cliente finale di avere inviato
al comune competente per territorio la notifica di cui al precedente
punto e che trascorsi ulteriori sessanta giorni dalla data di invio
di tale notifica, salvo diversa disposizione da parte del comune
stesso o ricevimento della documentazione richiesta, provvedera’ a
sospendere la fornitura.
27.4. Nel caso in cui l’esito dell’accertamento sia negativo, il
distributore:
a) sospende la fornitura di gas al cliente finale;
b) invia al cliente finale una comunicazione scritta in cui:
(i) notifica l’esito negativo dell’accertamento;
(ii) evidenzia le motivazioni dell’esito negativo ed indica le
difformita’ riscontrate alle norme tecniche vigenti in materia;
(iii) segnala la necessita’ di presentare una nuova richiesta
di attivazione della fornitura di gas, in conformita’ a quanto
previsto dall’art. 22, solo dopo avere provveduto all’eliminazione
delle difformita’ alle norme tecniche vigenti riscontrate.

Art. 28.
Periodicita’ degli accertamenti su impianti di utenza in servizio
28.1. Il distributore, per ogni anno termico e per ogni impianto o
porzione di impianto di distribuzione da esso gestito, ha l’obbligo
di sottoporre ad accertamento un numero d’impianti di utenza in
servizio tale da rispettare le seguenti percentuali minime:
a) 1% per l’anno termico 2006-2007;
b) 2% per l’anno termico 2007-2008;
c) 3% per gli anni termici successivi.
28.2. Il distributore, qualora per un impianto o porzione di
impianto di distribuzione da esso gestito non rispetti la percentuale
minima annua di cui al precedente comma 28.1, subisce una penale per
ogni mancato accertamento pari a Euro 250 da portare in detrazione
nel calcolo di cui al comma 8.4, fatto salvo quanto previsto dal
comma 28.7.
28.3. Il distributore per ogni anno termico e per ogni impianto o
porzione di impianto di distribuzione da esso gestito puo’ sottoporre
ad accertamento un numero di impianti di utenza in servizio tale da
rispettare anche le seguenti percentuali massime:
a) 3% per l’anno termico 2006-2007;
b) 4% per l’anno termico 2007-2008;
c) 5% per gli anni termici successivi.
28.4. Il distributore, qualora per un impianto o porzione di
impianto di distribuzione da esso gestito superi la percentuale
massima annua indicata al precedente comma 28.3, non puo’ conteggiare
gli impianti di utenza sottoposti ad accertamento eccedenti nel
calcolo per la copertura dei costi di cui al comma 8.4.
28.5. Ai fini del rispetto delle percentuali di cui ai commi
precedenti concorrono anche gli impianti di utenza per i quali sia
stato impedito l’accertamento purche’ il distributore abbia
provveduto nell’anno termico di riferimento all’invio al comune
competente per territorio e al cliente finale della comunicazione di
cui al comma 27.3.
28.6. Le percentuali di cui ai commi precedenti sono calcolate, per
ogni impianto o porzione di impianto di distribuzione, sulla base
delle informazioni comunicate dai venditori di cui al comma 13.2. Nel
caso di mancata comunicazione da parte di un venditore dei dati di
cui al comma 13.2, il distributore calcola le percentuali utilizzando
il numero totale dei clienti finali forniti da quel venditore alla
data del 30 settembre precedente.
28.7. Il distributore non puo’ sottoporre ad accertamento un
impianto di utenza in servizio prima che siano trascorsi almeno dieci
anni termici dall’ultimo accertamento effettuato ai sensi del
presente regolamento, con esclusione degli impianti di utenza per i
quali il distributore abbia ricevuto la documentazione di cui al
precedente comma 20.1.
28.8. Il distributore rispetta le percentuali di cui ai commi 28.1
e 28.3 in proporzione al periodo di gestione dell’impianto di
distribuzione o della porzione di impianto di distribuzione da esso
gestito.

Art. 29.
Ulteriori obblighi di registrazione per accertamenti
su impianti di utenza in servizio
29.1. Il distributore, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 9,
registra per ogni accertamento effettuato su impianti di utenza in
servizio:
a) la data di invio della comunicazione di richiesta della
documentazione di cui al comma 27.2;
b) la data di ricezione della documentazione di cui al comma
27.2;
c) la data della eventuale comunicazione al comune competente di
cui al comma 27.3.

Titolo V
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 30.
Modifiche della deliberazione dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas 2 marzo 2000, n. 47/00
30.1. A partire dal 1° ottobre 2004 i tempi massimi di attivazione
della fornitura indicati all’art. 21, comma 21.1, tabella 1, della
deliberazione n. 47/00, pari a cinque e a dieci giorni lavorativi
rispettivamente per clienti finali con gruppo di misura fino alla
classe G25 e per clienti finali con gruppo di misura dalla classe
G40, vengono innalzati a dieci e quindici giorni lavorativi.

Art. 31.
Modifiche della deliberazione dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00
30.1. Il comma 2 dell’art. 11 della deliberazione dell’Autorita’ 28
dicembre 2000, n. 237/00, e’ abrogato con decorrenza dal 1° luglio
2004.

Art. 32.
Abrogazione della deliberazione dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas 18 aprile 2002, n. 64/2002
32.1. La deliberazione dell’Autorita’ 18 aprile 2002, n. 64/02 e’
abrogata con decorrenza dal 1° luglio 2004.

Art. 33.
Entrata in vigore
33.1. Fatto salvo quanto indicato dai commi 11.2, 11.5, 13.1, 30.1,
31.1 e 32.1, i titoli I e V entrano in vigore dalla data di
pubblicazione del presente regolamento.
33.2. Fatto salvo quanto previsto dal comma 18.1, il titolo II
entra in vigore dal 1° ottobre 2004.
33.3. Il titolo III entra in vigore dal 1° ottobre 2005.
33.4. Il titolo IV entra in vigore dal 1° ottobre 2006. Il titolo
IV non si applica nei comuni nei quali sia in corso il periodo di
avviamento del servizio di distribuzione, limitatamente a tale
periodo.
33.5. Per i distributori che, alla data del 31 dicembre 2003,
servivano un numero di clienti finali minore o uguale a 5.000, i
termini di cui ai precedenti commi sono differiti di un anno.
33.6. Nel caso di subentro nella gestione di un impianto di
distribuzione o di una porzione di esso, tra un distributore che,
alla data del 31 dicembre 2003, serviva un numero di clienti finali
minore o uguale a 5.000, e un distributore che, alla medesima data,
serviva un numero di clienti finali maggiore di 5.000, il
distributore subentrante e’ tenuto ad applicare il presente
regolamento a partire dal 1° ottobre dell’anno successivo a quello di
subentro.
Di pubblicare il presente regolamento, completo degli allegati
(allegati A, B, C, D ed E), che ne costituiscono parte integrante,
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito
Internet dell’Autorita’ (www.autorita.energia.it).
Di pubblicare nel sito Internet dell’Autorita’
(www.autorita.energia.it) il testo dell’allegato A alla deliberazione
dell’Autorita’ n. 221/02 come risultante dalle modificazioni ed
integrazioni apportate con il presente provvedimento.
Milano, 18 marzo 2004
Il presidente: Ortis

Allegato A
(da compilarsi a cura del cliente finale)

—-> Vedere allegato di pag. 50 in formato zip/pdf

Allegato B
(da compilarsi a cura dell’installatore)

—-> Vedere allegato alle pagg. 51 – 52 in formato zip/pdf

Allegato C
(da compilarsi a cura del cliente finale)

—-> Vedere allegato di pag. 53 in formato zip/pdf

Allegato D
(da compilarsi a cura dell’installatore)

—-> Vedere allegato alle pagg. 54 – 55 in formato zip/pdf

Allegato E
(da compilarsi a cura dell’installatore)

—-> Vedere allegato di pag. 56 in formato zip/pdf

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

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