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CASSA DEPOSITI E PRESTITI SOCIETA’ PER AZIONI

CASSA DEPOSITI E PRESTITI SOCIETA' PER AZIONI - COMUNICATO: Comunicato concernente chiarimenti sulla finanziabilita' dei debiti fuori bilancio (GU n. 89 del 16-4-2004)

CASSA DEPOSITI E PRESTITI SOCIETA’ PER AZIONI

COMUNICATO

Comunicato concernente chiarimenti sulla finanziabilita’ dei debiti
fuori bilancio

Premessa.
Con la circolare n. 1251 del 27 maggio 2003 e con il successivo
comunicato del 18 giugno 2003, la Cassa depositi e prestiti ha
fornito agli enti locali mutuatari i criteri per la finanziabilita’
dei debiti fuori bilancio.
Dopo un primo periodo di applicazione, risulta possibile
ritornare su alcuni aspetti alla luce della casistica esaminata,
anche in ragione dei principi elaborati nella successiva circolare n.
1253/03, che ha definito le linee guida sugli investimenti
finanziabili dalla CDP.
Le problematiche applicative emergenti riguardano:
a) i debiti derivanti da interessi e rivalutazione monetaria;
b) i debiti derivanti da risarcimento danni dovuto nel caso di
occupazione d’urgenza divenuta illegittima;
c) i debiti risultanti da atto avente data anteriore al termine
dell’8 novembre 2001, confermati, ovvero ridotti nell’importo, da un
successivo atto con data decorrente dall’8 novembre 2001.

A) Interessi e rivalutazione monetaria.
In primo luogo, si conferma l’orientamento contenuto nella
circolare CDP n. 1251/03, secondo cui la disciplina relativa ai
debiti fuori bilancio, in coerenza con il principio sancito a livello
costituzionale dall’art. 119, consente l’indebitamento per sostenere
solo spese di investimento, pur ammettendo il ricorso allo stesso a
determinate condizioni anche per le spese correnti, purche’ il
relativo debito sia maturato anteriormente al termine dell’8 novembre
2001, data di entrata in vigore della legge costituzionale n. 3/2001
(cfr. art. 41, comma 4, legge n. 448/2001).
Per debito «maturato» si intende quello riferito a spese rispetto
alle quali il correlato diritto di credito presenti contestualmente i
requisiti di certezza, liquidita’ ed esigibilita’.
La compresenza di tali requisiti costituisce condizione in genere
rilevabile dalla data dell’atto da cui deriva il debito (data di
deposito della sentenza, data di emissione della parcella o della
fattura, data di approvazione, da parte dell’ente locale, del
bilancio consuntivo di aziende e consorzi, ecc).
La verifica della sussistenza di tale condizione trova una
peculiare applicazione nel caso di debiti costituiti da interessi e
rivalutazione monetaria, la cui maturazione e’, per legge,
intrinsecamente e direttamente correlata allo scorrere del tempo.
Per tale tipologia di debiti, gli enti, pur in presenza di atti
con data decorrente dall’8 novembre 2001, possono ottenere il
finanziamento, limitatamente alla quota calcolabile anteriormente a
tale termine e riconosciuta come debito a norma di legge, fatte salve
le specifiche indicazioni evidenziate al successivo punto B).

B) Risarcimento danni per occupazione d’urgenza divenuta illegittima.
Nei casi di procedure espropriative, anche illegittimamente
condotte, la Cassa ha adottato il criterio secondo il quale, al
debito dell’ente corrisponde un diritto di credito certo, liquido ed
esigibile soltanto nel momento in cui e’ emesso il provvedimento
conclusivo dell’esproprio (sia esso decreto, accordo bonario,
sentenza).
L’importo indicato nel provvedimento – indennita’ ovvero
risarcimento danni – rappresenta il corrispettivo dell’investimento,
cui corrisponde un incremento nel patrimonio dell’ente.
Tale importo e’ ammissibile a finanziamento a prescindere dal
termine dell’8 novembre 2001, nella misura definita alla data di
deposito della sentenza o alla data di adozione di altro
provvedimento conclusivo della procedura espropriativa.
Gli interessi e la rivalutazione monetaria, eventualmente
riconosciuti in favore dell’espropriato nel provvedimento conclusivo,
che ne abbia sancito il diritto alla percezione fino all’effettivo
soddisfo, sono ammissibili al finanziamento secondo le seguenti
modalita’:
nella misura calcolabile fino al 7 novembre 2001, per accordi
bonari, decreti di esproprio o sentenze, rispettivamente adottati o
depositate anteriormente all’8 novembre 2001;
nella misura calcolabile sino alla data di deposito,
indipendentemente dal termine del 7 novembre 2001, per sentenze
depositate successivamente al 7 novembre 2001;
nella misura calcolabile alla data di adozione, per accordi
bonari o decreti di esproprio, rispettivamente sottoscritti o
adottati successivamente al 7 novembre 2001, nell’ipotesi,
eccezionale, che interessi e rivalutazione vengano riconosciuti dai
predetti atti.
E’ inoltre finanziabile quanto dovuto dall’ente nel caso di
«utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di pubblica
utilita», istituto introdotto e disciplinato dall’art. 43 del testo
unico sull’espropriazione per pubblica utilita’ (decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327).

C) Debiti anteriori, confermati da atti con decorrenza 8 novembre
2001.
Nella casistica esaminata sono risultate particolarmente
ricorrenti alcune fattispecie, sulle quali si ritiene utile
focalizzare l’attenzione.
Nel caso di sentenza esecutiva depositata anteriormente
all’8 novembre 2001, cui abbia fatto seguito a far data
dall’8 novembre 2001 una sentenza di grado superiore, una pronuncia
emessa in sede di giudizio di ottemperanza o un atto transattivo, si
distinguono le seguenti ipotesi:
a) laddove si verta nell’ambito di spese di parte corrente, e’
ammesso a finanziamento l’importo nella misura liquidata dalla
sentenza esecutiva di primo grado, a prescindere dall’eventuale
maggiore importo risultante dalla successiva sentenza o dall’atto
transattivo (e comunque nei limiti del riconoscimento deliberato dal
Consiglio). Analogamente si procede nel caso in cui l’interposto
appello venga rigettato e confermata la sentenza di primo grado.
L’ammissibilita’ al finanziamento riguarda, oltre agli interessi e
alla rivalutazione monetaria eventualmente indicati in sentenza,
anche l’ulteriore quota, se riconosciuta e calcolata dalla data del
deposito fino a data anteriore all’8 novembre 2001;
b) laddove si verta nell’ambito di spese di investimento, e’
ammesso a finanziamento l’importo superiore liquidato dalla sentenza
successiva o risultante dall’atto transattivo nella misura riferibile
all’investimento, con esclusione degli interessi e della
rivalutazione monetaria dovuti dall’8 novembre 2001, e comunque non
oltre la data di deposito e nei limiti del riconoscimento deliberato
dal Consiglio. Resta fermo quanto precisato al precedente paragrafo
B) del presente Comunicato;
c) i debiti derivanti da atti transattivi conclusi
dall’8 novembre 2001, sia in sede giudiziale che stragiudiziale, sono
ammissibili a finanziamento solo se connessi a spese di investimento
e ascrivibili a taluna delle fattispecie di cui all’art. 194
T.U.E.L., nella misura comprendente per intero la spesa che ha natura
di investimento, maggiorata dell’eventuale quota calcolabile
anteriormente all’8 novembre 2001 per la spesa corrente, e comunque
nei limiti del riconoscimento deliberato dal Consiglio. Resta fermo
quanto precisato al precedente paragrafo B) del presente Comunicato.
Si evidenzia, infine, la finanziabilita’ delle parcelle
professionali emesse anteriormente all’8 novembre 2001, cui abbia
fatto seguito un decreto ingiuntivo per ottenerne il pagamento,
depositato a decorrere dal predetto termine.

Adempimenti istruttori.
In tutti i casi in cui ricorrono richieste di finanziamento
comprensive di spese aventi natura di parte corrente, la
documentazione istruttoria, gia’ prevista dalla circolare n. 1251/03
e dal successivo Comunicato CDP del 18 giugno 2003, dovra’ essere
integrata, ai fini dell’adesione, da un’attestazione, a firma del
responsabile del servizio, contenente la distinta dell’importo
richiesto, con specifico riferimento alla quota per spese di
investimento ed a quella per spese correnti.
A tale attestazione deve essere allegato l’analitico sviluppo del
calcolo effettuato, ai fini della verificabilita’ della sua
correttezza.
Per quanto riguarda le ipotesi di riconoscimento di cui alle
lettere a) e d) dell’art. 194 TUEL e’ sempre necessario trasmettere,
ai fini dell’adesione di massima, copia autenticata della sentenza
esecutiva (per la lettera d), ove esistente).
Per quanto riguarda, infine, l’ipotesi di riconoscimento di cui
alla lettera c) dell’art. 194 TUEL, sempre ai fini dell’adesione di
massima, e’ necessario che la delibera consiliare di riconoscimento
del debito contenga l’esplicazione specifica sull’investimento da
finanziare e l’indicazione che il bilancio della societa’ partecipata
dall’ente locale non presenti una perdita nell’esercizio finanziario
precedente l’operazione di conferimento di capitale (art. 3, comma
19, legge 24 dicembre 2003, n. 350).
In ogni caso, l’importo complessivamente richiesto deve trovare
corrispondenza nella delibera di riconoscimento del debito.

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