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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - Programmazione delle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate mediante le intese istituzionali di programma e gli accordi di programma quadro. (Deliberazione n. 14/06). (GU n. 256 del 3-11-2006)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Programmazione delle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate
mediante le intese istituzionali di programma e gli accordi di
programma quadro. (Deliberazione n. 14/06).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415 convertito nella
legge 19 dicembre 1992, n. 488, concernente modifiche alla legge
1° marzo 1986, n. 64, che disciplina l’intervento straordinario nel
Mezzogiorno;
Visto l’art. 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e
successive modificazioni ed integrazioni, che detta la disciplina
della programmazione negoziata;
Vista in particolare la lettera c) dello citato comma 203 che
definisce e delinea i punti cardine dell’Accordo di programma quadro
(APQ), quale strumento della programmazione negoziata, dedicato alla
attuazione di un’intesa istituzionale di programma per la definizione
di un programma esecutivo di interventi di interesse comune o
funzionalmente collegati e che fissa le indicazioni che l’accordo di
programma quadro deve contenere;
Vista la delibera di questo Comitato 21 marzo 1997, n. 29 (Gazzetta
Ufficiale n. 105/1997), concernente la «Disciplina della
programmazione negoziata» e, in particolare, il punto 1 concernente
l’intesa istituzionale di programma nel quale, alla lettera b), e’
previsto che gli accordi di programma quadro da stipulare dovranno
coinvolgere nel processo di negoziazione gli organi periferici dello
Stato, gli enti locali, gli enti sub-regionali, gli enti pubblici e
ogni altro soggetto pubblico e privato interessato al processo e
contenere tutti gli elementi di cui all’art. 2, comma 203,
lettera c), della legge n. 662/1996;
Vista la delibera di questo Comitato 25 maggio 2000, n. 44
(Gazzetta Ufficiale n. 163/2000), concernente gli «Accordi di
programma quadro – Gestione degli interventi tramite applicazione
informatica»;
Vista la delibera di questo Comitato 2 agosto 2002, n. 76 (Gazzetta
Ufficiale n. 4/2003, S.O.), concernente gli «Accordi di programma
quadro – Modifica scheda-intervento di cui alla delibera n. 36/2002
ed approvazione schede di riferimento per le procedure di
monitoraggio»;
Vista la circolare sulle procedure di monitoraggio degli APQ
emanata dal Servizio per le politiche di sviluppo territoriale e le
Intese e trasmessa alle Amministrazioni regionali con nota n. 0032538
del 9 ottobre 2003;
Vista la delibera di questo Comitato 29 settembre 2004, n. 20
(Gazzetta Ufficiale n. 265/2004), concernente la «Ripartizione delle
risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate – rifinanziamento
legge 208/1998 periodo 2004-2007 (legge finanziaria 2004)», la quale,
al punto 3.7, prevede l’adozione di una successiva delibera di questo
Comitato che disciplini le modalita’ di rafforzamento del governo
delle intese istituzionali di programma e in particolare il ruolo dei
comitati istituiti nel loro ambito;
Vista la delibera di questo Comitato 27 maggio 2005, n. 35
(Gazzetta Ufficiale n. 237/2005), concernente la «Ripartizione delle
risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate – rifinanziamento
legge 208/1998 periodo 2005-2008 (legge finanziaria 2005)»;
Visto in particolare il punto 4.6 della citata delibera n. 35/2005,
nel quale si prevede un confronto con le Regioni – in attuazione
delle indicazioni contenute nel punto 3.7 della delibera CIPE n.
20/2004 – che conduca ad una proposta per questo Comitato volta a
rafforzare e semplificare lo strumento delle intese;
Acquisito l’esito di tale confronto che ha portato alla
definizione, da parte delle Amministrazioni centrali e delle regioni
e province autonome, di un insieme di proposte finalizzate al
rafforzamento ed alla semplificazione delle intese, cosi’ come a
migliorare il quadro delle regole previste dalla citata delibera n.
20/2004;
Acquisito, sul relativo documento, il parere favorevole della
Conferenza permanente per i rapporti tra Io Stato, le regioni e le
province autonome, espresso nella seduta del 15 dicembre 2005;
Acquisite alcune ulteriori proposte di integrazione del citato
documento, esaminate favorevolmente dalla predetta Conferenza
permanente nella seduta del 16 marzo 2006;
Su proposta dei Ministri dell’economia e delle finanze e per lo
sviluppo e la coesione territoriale;
Delibera:
1. Governo dell’intesa istituzionale di programma.
1.1. Il punto 1.3, lettera d), primo capoverso, della delibera CIPE
29/1997 e’ cosi’ riformulato:
«Ogni intesa deve specificare, con riferimento ad un arco
temporale triennale»:
1.1.1. Le modalita’ di periodica verifica e di aggiornamento degli
obiettivi generali nonche’ degli strumenti attuativi dell’intesa
istituzionale di programma da parte dei soggetti sottoscrittori, che
a tal fine danno vita ad un apposito «Comitato intesa paritetico»,
composto da rappresentanti politici e dall’alta amministrazione,
deputato a:
a) esaminare l’andamento dell’intesa;
b) analizzare le esigenze di sviluppo regionale;
c) verificare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo;
d) esaminare l’andamento degli accordi, per valutare le ragioni
di eventuali ritardi nell’avanzamento e favorire l’individuazione di
azioni utili a superarli, anche in relazione ai sistemi premiali e
sanzionatori collegati all’utilizzo delle risorse del Fondo per le
aree sottoutilizzate (FAS);
e) decidere in merito ai problemi non risolti al «Tavolo dei
sottoscrittori».
1.1.2. Per ogni Accordo di programma quadro (APQ) viene inoltre
costituito un «Tavolo dei sottoscrittori», composto dai firmatari o
da loro delegati, con il compito di esaminare le proposte,
provenienti dal Responsabile dell’APQ e dai sottoscrittori, utili al
procedere degli interventi programmati e quindi decidere in materia
di:
a) riattivazione o annullamento degli interventi;
b) riprogrammazione di risorse ed economie;
c) modifica delle coperture finanziarie degli interventi;
d) promozione di atti integrativi o passaggio di interventi dalla
sezione «programmatica» a quella «attuativa».
e) attivazione di eventuali procedure di accelerazione delle fasi
attuative da parte delle stazioni appaltanti, anche attraverso la
facolta’ di modificare, mediante le risorse premiali, la quota di
cofinanziamento a carico dei soggetti attuatori degli interventi.
1.2. Il «Comitato dell’intesa paritetico» operera’ anche attraverso
la convocazione diretta dei vertici delle societa’ operanti sul
territorio nazionale (ANAS, Rete ferroviaria italiana, ENAC, ENAV,
Autorita’ portuali, ecc.).
1.3. Entrambi gli organismi adottano regolamenti interni per
disciplinare le proprie modalita’ di funzionamento.
1.4. La Conferenza Stato-Regioni valuta e dirime le questioni che
non hanno trovato composizione negli organi di governance
dell’intesa.
1.5. Le intese istituzionali di programma gia’ sottoscritte tra
Governo e regioni e province autonome sono integrate con le
disposizioni riportate al precedente paragrafo.
2. Stipula e aggiornamento degli accordi di programma quadro.
2.1. L’attribuzione alle Amministrazioni destinatarie delle risorse
del FAS da ricomprendere nell’ambito della intese Istituzionali di
Programma e dei relativi APQ e’ subordinata al rispetto degli
adempimenti di seguito indicati.
2.2. Fase I – «Informativa delle Amministrazioni centrali»: entro
31 luglio, le Amministrazioni centrali inviano ad ogni regione e
provincia autonoma una informativa relativa alla loro programmazione
di medio periodo – risorse ordinarie e risorse aggiuntive – sul
territorio; questa informativa deve essere coerente con gli atti di
programmazione nazionale e comunitaria vigenti e comprensiva
dell’illustrazione relativa all’utilizzo immediato delle risorse
disponibili (FAS, ulteriori risorse aggiuntive, risorse ordinarie).
2.3. Fase 2 – «Riparto settoriale»: entro il 30 settembre, ogni
regione e provincia autonoma comunica al CIPE ed alle Amministrazioni
centrali il riparto settoriale delle risorse del FAS loro assegnate,
che esplicita le motivazioni collegate alla ripartizione settoriale
delle risorse e che per ogni settore illustra:
a) le strategie e gli obiettivi che l’Amministrazione regionale
intende perseguire con le risorse assegnate anche in relazione con
l’andamento complessivo dell’intesa e degli interventi;
b) la coerenza con gli atti di programmazione settoriale di
riferimento (comunitaria, nazionale e regionale);
c) l’intenzione di procedere con nuovi accordi o con atti
integrativi (nel caso in cui resti immutato il quadro strategico e
normativo di riferimento).
2.4. Fase 3 – «Definizione del quadro strategico dell’APQ».
2.4.1. Entro il 31 gennaio dell’anno successivo, sulla base delle
comunicazioni di cui alle precedenti fasi, le regioni e le
Amministrazioni centrali condividono un documento denominato «Quadro
strategico dell’APQ» che impegna le Amministrazioni coinvolte anche
per i successivi atti programmatici di competenza.
2.4.2. In ogni «Quadro strategico dell’APQ» dovranno essere
definiti i seguenti punti:
a) gli obiettivi dell’azione congiunta Stato, regioni e province
autonome che si propone di conseguire tramite gli interventi che
verranno inseriti nell’APQ di riferimento;
b) la strategia settoriale mediante la quale si intende
conseguire i predetti obiettivi;
c) …

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