CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 18 aprile 2007 | Agrinews.info

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 18 aprile 2007

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 18 aprile 2007 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano su «Linee guida vincolanti per la gestione operativa del sistema di allerta rapida per mangimi». (Rep. n. 84/CSR). (GU n. 107 del 10-5-2007)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PROVVEDIMENTO 18 aprile 2007

Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003,
n. 131, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano su «Linee guida vincolanti per la gestione operativa del
sistema di allerta rapida per mangimi». (Rep. n. 84/CSR).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Nell’odierna seduta del 18 aprile 2007:
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 28 gennaio 2002 che istituisce i principi e requisiti
generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorita’
europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della
sicurezza alimentare, ed in particolare il capo IV riguardante il
sistema di allarme rapido, la gestione delle crisi e le situazioni di
emergenza;
Visto il regolamento (CE) 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi
a verificare la conformita’ alla normativa in materia di mangimi e di
alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Visto il regolamento (CE) 183/2005 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l’igiene
dei mangimi;
Visto il decreto legislativo del 17 giugno 2003, n. 223, recante
attuazione della direttiva 200/77/CE e 2001/46/CE relative
all’organizzazione dei controlli ufficiali nel settore
dell’alimentazione animale;
Visto il decreto legislativo 10 maggio 2004, n. 149, recante
attuazione delle direttive 2001/102/CE, 2002/32/CE e 2003/100/CE,
relative alle sostanze indesiderabili nell’alimentazione degli
animali;
Visto l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il
quale prevede che, in sede di Conferenza Stato-regioni, il Governo
puo’ promuovere la stipula di intese dirette a favorire
l’armonizzazione delle rispettive legislazioni o il raggiungimento di
posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni;
Visto l’Accordo sancito il 28 luglio 2005 (rep. atti n. 2334), tra
il Ministro della salute e i presidenti delle regioni e delle
province autonome sulle «Linnee guida ai fini della rintracciabilita’
degli alimenti e dei mangimi per fini di sanita’ pubblica», volto a
favorire l’attuazione del regolamento CE n. 178 del 2002 del
Parlamento e del Consiglio del 28 gennaio 2002;
Vista la proposta di intesa su «Linee guida vincolanti per la
gestione operativa del Sistema di allerta rapida per mangimi»,
pervenuta dal Ministero della salute con nota del 16 marzo 2007;
Vista la nota del 2 aprile 2007, con la quale la regione Toscana,
coordinatrice interregionale in sanita’, ha comunicato il parere
tecnico favorevole sulla proposta di intesa in oggetto;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo,
delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano sul testo
della presente intesa, nei termini di cui all’allegato sub A;
Sancisce intesa
tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano nei termini di cui all’allegato sub A, richiamato in
premessa, parte integrante del presente atto.

Il presidente
Lanzillotta

Il segretario
Busia

Allegato A

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE OPERATIVA DEL SISTEMA DI ALLERTA PER
MANGIMI
1. Finalita’.
Il presente protocollo e’ stato definito per permettere la
gestione omogenea in ambito nazionale del sistema di allerta per
mangimi al fine di garantire la tutela della salute umana, degli
animali e della salubrita’ dell’ambiente, cosi’ come previsto dal
reg. 183 del 12 gennaio 2005, art. 29. E’ fatta salva l’adozione di
tutti i provvedimenti previsti dalla normativa in vigore.
2. Definizioni.
Si intende per:
Sistema di allerta: procedura codificata atta a garantire la
rapidita’ delle comunicazioni e dei provvedimenti conseguenti, da
adottare a seguito di riscontro di mangime che rappresenta grave
rischio per la salute degli animali, dell’uomo e per la salubrita’
dell’ambiente;
Mangime (o alimento per animali): qualsiasi sostanza o
prodotto, compresi gli additivi, trasformato, parzialmente
trasformato o non trasformato, destinato alla nutrizione per via
orale degli animali (regolamento CE 178/2002);
Impresa del settore dei mangimi: ogni soggetto pubblico o
privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle
operazioni di produzione, lavorazione, trasformazione,
magaz-zinaggio, trasporto o distribuzione di mangimi, compreso ogni
produttore che produca, trasformi o immagazzini mangimi da
somministrare sul suo fondo agricolo agli animali (regolamento CE
178/2002);
Operatore del settore dei mangimi: la persona fisica o
giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni
della legislazione alimentare nell’impresa di mangimi posta sotto il
suo controllo, in tutte 1e fasi, a partire dalla produzione primaria
dei mangimi fino e compresa l’immissione dei mangimi sul mercato
(regolamento CE 178/2002 e dal regolamento CE 183/2005);
Elenco clienti: operatori del settore dei mangimi ai quali e’
stato fornito il prodotto (mangime ) oggetto di allerta;
Immissione sul mercato: «la detenzione di alimenti o mangimi a
scopo di vendita, comprese l’offerta di vendita o ogni altra forma,
gratuita o a pagamento, di cessione, nonche’ la vendita stessa, la
distribuzione e le altre forme di cessione propriamente detta»;
(regolamento CE 178/2002);
Commercio al dettaglio: «la movimentazione dei mangimi e il
loro stoccaggio nel punto di vendita o di consegna all’utilizzatore,
compresi i terminali di distribuzione, i negozi, i centri di
distribuzione per supermercati e i punti vendita all’ingrosso»
(regolarnento CE 178/2002);
Pericolo o elemento di pericolo: agente biologico –
chimico-fisico – contenuto in un alimento o mangime o condizione in
cui un alimento o un mangime si trova, in grado di provocare un
effetto nocivo sulla salute (regolamento CE 178/2002);
Rintracciabilita’: «la possibilita di ricostruire e seguire il
percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla
produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a
far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi
della produzione, della trasformazione e della distribuzione»
(regolamento CE 178/2002);
Rischio: funzione della probabilita’ e della gravita’ di un
effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un
pericolo (regolamento CE 178/2002);
Segnalazioni in partenza dalla ASL: attivazione del sistema di
allerta per riscontri di mangimi, gia’ presenti sul mercato, prodotti
e/o distribuiti nel territorio di competenza della ASL, che
presentano un grave rischio per la salute degli animali, dell’uomo e
per la salubrita’ dell’ambiente per i quali e’ richiesto un
intervento immediato;
Segnallazioni in arrivo: allerte originate al di fuori della
ASL, che riguardano mangimi prodotti e/o distribuiti nel territorio
di competenza della ASL;
Ritiro del mangime: qualsiasi misura, dell’operatore o
dell’autorita’ competente, volta ad impedire la distribuzione e
l’offerta all’utente del mangime non conforme al requisito di
sicurezza dei mangimi (accordo 28 luglio 2005);
Richiamo del mangime: qualsiasi misura di ritiro del prodotto
rivolta all’utente del mangime, da attuare quando altre misure
risultino insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela
della salute (accordo 28 luglio 2005).
3. Campo di applicazione.
1) Le presenti linee guida si applcano ai nei seguenti casi, che
dovranno essere trattati in modo da garantire l’adozione delle misure
piu’ opportune al fine di tutelare la salute degli animali, dell’uomo
e la salubrita’ dell’ambiente:
a) ai mangimi che rappresentano un grave rischio per la salute
degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente e per i
quali e’ richiesto un intervento immediato. Per tale tipologia e’
prevista l’attivazione del sistema di allerta.
2) Le presenti linee guida non si applicano, in quanto esulano
dall’ambito dei sistema di allerta:
a) ai mangimi che, pur presentando non conformita’ alle norme
vigenti, siano stati gia’ segnalati dall’operatore del settore dei
mangimi nell’ambito dell’autocontrollo e che, pur costituendo un
grave rischio per la salute degli animali, dell’uomo e per la
salubrita’ dell’ambiente, non siano stati immessi sul mercato. Tali
non conformita’, se evidenziate a seguito di un controllo ufficiale,
anziche’ nell’ambito dell’autocontrollo, comportano, conseguenze
amministrative e/o penali;
b) mangimi che pur presentando non conformita’ alle norme
vigenti, non rappresentano un grave rischio per l’uomo, per gli
animali e per l’ambiente, e che pertanto non richiedono un intervento
immnediato.
A titolo esemplificativo non costituiscono grave rischio per la
salute dell’uomo, degli animali e per la salubrita’ dell’ambiente, e
pertanto non comportano l’attivazione del sistema di allerta, i
mangimi:
nei quali sia stata riscontrata la presenza di additivi o di
residui di sostanze autorizzate ma in quantitativi superiori a quanto
consentito dalla normatativa vigente, qualora il quantitativo di tali
sostanze consenta di escludere ragionevolmente la pericolosita’ per
la salute degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente;
nei quali l’agente biologico potenzialmente pericoloso risulta
non vitale;
nei quali si sia riscontrata una frode commerciale
(adulte-razioni, sofisticazioni, contraffazioni, che non
rappresentano un pericolo attuale o potenziale per la salute degli
animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente).
Il dirigente del servizio veterinario del dipartimento di
prevenzione della ASL competente, nei casi di non conformita’
previsti al suddetto punto b), dovra’ comunque inoltrare la
segnalazione al servizio veterinario competente della regione o della
provincia autonoma utilizzando il modulo allegato E – «segnalazione
di non conformita» corredato dall’allegato F – «identificazione del
mangime» e da copia del referto delle analisi. Tale segnalazione
verra’ raccolta in un sistema di sorveglianza regionale che
permettera’ di orientare la programmazione dei controlli e di
attivare progetti specifici sulla base di riscontri oggettivi.
Sono comunque fatti salvi eventuali altri provvedimenti che si
ritenga necessario ed opportuno adottare (controlli, interventi lungo
la filiera produttiva, comunicazioni all’Autorita’ giudiziaria etc.).
E’ pertanto possibile distinguere due diversi tipi di
comuni-cazioni:
1) notifica di allerta:
comunicazione riguardante i mangimi di cui al precedente
punto 1-a);
2) segnalazione di non conformita’:
comunicazione riguardante i mangimi di cui al precedente
punto 2-a) e 2-b).
4. Punti di contatto.
Nel sistema di allerta sono coinvolti i seguenti soggetti,
ciascuno dei quali deve individuare al proprio interno il relativo
punto di contatto, utilizzando l’apposita scheda, allegato G – «punti
di contatto»:
1) servizi veterinari del dipartimento di igiene e prevenzione
delle ASL;
2) servizi veterinari delle regioni o delle province autonome;
3) Ministero della salute – Dipartimento per la sanita’
pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti.
5. Attivazione del sistema di allerta.
Nei casi in cui la ASL competente ravvisi in un mangime, gia’
presente sul mercato, un grave rischio per gli animali, per l’uomo e
per l’ambiente, per il quale e’ richiesto un intervento immediato,
procedera’ all’attivazione del sistema di allerta.
Solo la ASL competente ha infatti a disposizione tutti gli
elementi per definire se si e’ in presenza di mangimi pericolosi e se
sia richiesto un intervento immediato.
E’ impossibile stabilire criteri specifici per definire a priori,
con precisione, che cosa costituisca un grave rischio per la salute
degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente. Ogni caso
dovra’ pertanto essere analizzato con scienza e coscienza,
avvalendosi, eventualmente, del supporto tecnico-specialistico
ritenuto piu’ opportuno, al fine di effettuare un’adeguata analisi
del rischio, tenendo conto di numerosi elementi quali ad esempio:
tipo e quantita’ di microrganismi, distribuzione del mangime,
destinazione d’uso, trattamenti ai quali verra’ sottoposto, ecc.
6. Procedure operative.
Le procedure previste dal sistema di allerta rapido devono essere
immediatamente messe in atto nel caso di sospetto di rischio grave
per la salute degli animali, dell’uomo e la salubrita’ dell’ambiente
nell’ambito delle rispettive competenze.
COMPETENZE DEI SERVIZI VETERINARI DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE
DELLE ASL
Il responsabile del servizio veterinario del dipartimento di
prevenzione della ASL, che ha riscontrato la peresenza in un mangime
di un grave rischio per la salute degli animali, dell’uomo e per la
salubrita’ dell’ambiente, ed e’ richiesto un intervento immediato,
nell’ambito delle proprie competenze:
verifica la notizia;
adotta le misure piu’ opportune per fronteggiare il rischio per
la salute degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente;
i prodotti oggetto di allerta rinvenuti sul mercato andranno
sottoposti a sequestro;
raccoglie le informazioni sul mangime e compila la «scheda di
notifica» – allegato B;
se si tratta di un mangime prodotto/confezionato o introdotto
in Italia da una ditta avente sede nel territorio di competenza,
effettua un’ispezione presso l’azienda per acquisire elementi utili a
determinare le cause della non conformita’ che ha dato origine
all’allerta;
verifica l’eventuale distribuzione del prodotto, in
particolare:
acquisisce l’elenco clienti, che rientrano nella definizione
di operatori del settore dei mangimi;
acquisisce l’elenco dei fornitori se del caso;
verifica l’attivazione e l’efficacia delle procedure di
ritiro del prodotto;
attiva il sistema di allerta, trasmettendo al servizio
veterinario della regione o della provincia autohoma di appartenenza,
preferibilmente per posta elettronica eventualmente seguita da
spedizione a mezzo postale o fax, l’allegato A – «Attivazione sistema
di allerta» corredato dall’allegato B e dall’allegato C – «Elenco
operatori del settore dei mangimi»;
comunica tempestivamente al servizio veterinario della
regione o della provincia autonoma gli esiti degli accertamenti
effettuati ed i provvedimenti adottati, utilizzando l’allegato D –
«Esiti acceramenti».
L’allegato B1 – «Informazioni addizionali – Follow up» va
utilizzato per ogni successiva comunicazione con la quale trasmettere
ulteriori informazioni quali: eventuali successive diramazioni della
rete commerciale, risultato analitico negativo successivo con revoca
dell’allerta, ulteriori Paesi membri o extracomunitari interessati
alla commercializzazione del prodotto di cui si e’ conosciuta
successivamente la rete di distribuzione, ulteriori campionamenti
effettuati e ulteriori risultati analitici, misure volontarie prese
dalla ditta (ritiro dei prodotti), cambio di destinazione d’uso, ecc.
COMPETENZE DEL SERVIZIO VETERINARIO DELLA REGIONE O DELLA PROVINCIA
AUTONOMA
Il servizio veterinario della regione o della provincia autonoma
(cosiddetto «nodo regionale»):
coordina tutte le operazioni successive alla segnalazione del
mangime non conforme, informando tempestivamente il Ministero della
salute circa i provvedimenti adottati;
tiene i rapporti con il Ministero della salute, l’Istituto
superiore di sanita’, con il Centro di referenza nazionale per
l’alimentazione animale (C.Re.A.A,), le regioni e province autonome
coinvolte, nonche’ con le ASL della regione, garantendo la
tempestivita’ dell’informazione;
dispone, se del caso, ulteriori provvedimenti sul prodotto in
questione;
verifica l’adeguatezza delle misure adottate dalle autorita’
sanitarie locali;
adotta, ove ritenuti necessari, di concerto con eventuali altri
uffici competenti, ulteriori misure di controllo ufficiale a tutela
della salute dell’uomo, degli animali e per la salubrita’
dell’ambiente.
COMPETENZE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
Il punto di contatto nazionale del sistema di allerta nazionale
del Ministero della salute – Dipartimento per la sanita’ pubblica
veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti provvede:
a) alla predisposizione dei comunicati ai mezzi di informazione
a diffusione nazionale sulle condizioni iniziali e finali
dell’allerta;
b) alla verifica dell’adeguatezza delle misure adottate dalle
autorita’ sanitarie locali (di concerto con le autorita’ sanitarie
regionali/provinciali);
c) alla raccolta delle informazioni sul seguito dato alle
notifiche;
d) allo scambio rapido delle informazioni con i propri uffici
periferici (P.I.F., U.S.M.A.F. e U.V.A.C.);
e) a richiedere, il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto
superiore della sanita’ e del Centro di referenza nazionale per
l’alimentazione animale (C.Re.A.A.) in materia di contaminanti
biologici, chimici e fisici dei mangimi;
f) all’adozione, ove ritenuti necessari, di concerto con gli
uffici competenti del Dipartimento per la sanita’ pubblica
veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti di ulteriori
misure di controllo ufficiale a tutela della salute dell’uomo, degli
animali e per la salubrita’ dell’ambiente.
In caso di interessamento del territorio europeo e di quello
estero, il punto di contatto del sistema di allerta del Ministero
della salute – Dipartimento per la sanita’ pubblica veterinaria, la
nutrizione e la sicurezza degli alimenti provvede:
g) allo scambio rapido delle informazioni in qualita’ di organo
di collegamento con l’Unione europea ed i Paesi terzi;
h) alla notifica agli altri punti di contatto nazionali delle
segnalazioni di allerta relative a mangimi provenienti dai Paesi
terzi.
7. Elenco degli operatori del settore dei mangimi.
Fermo restando quanto previsto dal reg. CE 178/2002 in materia di
rintracciabilita’, nonche’ dal reg. CE 183/2005 che prevede la
registrazione ed il riconoscimento degli operatori della catena della
produzione dei mangimi, l’efficacia del sistema di allerta dipende
dalla rapidita’ delle comunicazioni, quali la trasmissione
dell’elenco clienti a tutti i soggetti interessati e dalla rapidita’
con la quale l’impresa attiva la procedura di comunicazione e di
ritiro del prodotto dal commercio.
Per una corretta e sollecita applicazione delle procedure
previste in caso di riscontro di mangimi pericolosi per la salute
degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente, e’ quindi
essenziale disporre della rete di commercializzazione e accertare
conseguentemente la portata della movimentazione (rete locale,
regionale, nazionale, comunitaria, ecc. e quantitativo del prodotto)
dell’allerta.
La rete commerciale deve essere acquisita riportando almeno i
seguenti elementi:
a) ragione sociale della ditta destinataria;
b) indirizzo, completo di comune e provincia, della sede
commerciale (telefono/fax, e-mail se possibile);
c) n. di lotto del prodotto non conforme e scadenza o TMC;
d) quantitativo totale venduto, tipologia e numero delle
confezioni;
e) data di consegna e identificativi D.di T.
La trasmissione dell’elenco clienti, di norma, dovra’ avvenire
contestualmente all’attivazione del sistema di allerta, (per la quale
e’ infatti previsto l’allegato A – «Attivazione sistema di allerta»,
corredato dall’allegato B – «scheda di notifica» e dall’allegato C –
«Elenco clienti»).
Il responsabile della prima trasmissione dell’elenco clienti
dovra’ assicurarsi che le indicazioni siano complete e facilmente
leggibili.
In caso contrario, dovranno essere ritrascritte a cura del
Servizio ASL interessato.
Nel caso in cui l’elenco clienti sia costituito da un
considerevole numero di voci dovra’ essere, di norma, inviato per
posta elettronica cosi’ da consentire la rapidita’ delle ulteriori
trasmissioni.
Resta inteso che la procedura adottata per la trasmissione della
prima rete di commercializzazione dovra’ essere analogamente ripetuta
nell’eventuale riscontro di ulteriori clienti.
Nel caso in cui il Servizio veterinario della regione non
ricevesse nei tempi stabiliti le informazioni necessarie per una
ricerca mirata del mangime, disporra’, ai fini della tutela della
salute degli animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente,
altri interventi che verranno individuati a seconda della gravita’
della situazione (per esempio ricerca a tappeto del mangime,
segnalazione tramite stampa, intervento dei NAS ecc.).
8. Verifica delle procedure di ritiro da parte dell’operatore del
settore dei mangimi.
Ogni qualvolta la ditta interessata provvede al ritiro di un
prodotto, la ASL competente per territorio:
trasmette le informazioni inerenti la rete commerciale al
Servizio veterinario della regione o della provincia autonoma secondo
le procedure indicate precedentemente;
verifica che la ditta metta in atto tutte he procedure per il
ritiro dal commercio del prodotto in modo rapido e completo. La
verifica potra’ avvenire, sulla base delle comunicazioni pervenute
dalle ASL di destinazione.
La ASL interessata dalla distribuzione del prodotto soggetto al
ritiro ne verifica l’attuazione attraverso:
ispezioni presso le ditte che hanno ricevuto la merce;
acquisizione della copia del documento di trasporto relativo al
ritiro effettuato dalla ditta interessata.
Le ASL interessate dalla distribuzione del prodotto in oggetto
comunicano alla ASL ove ha sede lo stabilimento che sta procedendo al
ritiro, il quantitativo di prodotto per il quale sia stato
documentato il ritiro e le altre informazioni (lotti, tipo di
confezione ecc.) necessarie al fine delle verifiche.
I mangimi non ancora ritirati, devono essere tenuti in locali o
parti di locali, separati da quelli di conservazione di altri
prodotti idonei alla distribuzione e alla vendita; dovranno inoltre
essere contraddistinti da cartelli indicanti la destinazione al
ritiro da parte del fornitore.
Va ricordato che l’art. 20 del reg. 178/2002 stabilisce che, se
un operatore del settore dei mangimi ritiene o ha motivo di credere
che un mangime da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o
distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza dei mangimi,
deve avviare immediatamente procedure per ritirarlo dal mercato e
informare le autorita’ competenti sulla natura del rischio, fornendo
le informazioni relative al ritiro degli stessi; il prodotto ritirato
dal commercio deve rimanere sotto la sorveglianza e la
responsabilita’ dell’autorita’ sanitaria locale fino al momento in
cui, quando previsto e previa autorizzazione della stessa, non venga
distrutto o utilizzato per fini diversi da quelli originari o
trattato in modo da garantire la sicurezza. Le spese sono a carico
dell’operatore del settore del mangime interessato.
9. Provvedimenti da adottare.
Sui mangimi oggetto di allerta dovranno essere adottati i
provvedimenti ritenuti piu’ adatti per tutelare la salute degli
animali, dell’uomo e dell’ambiente.
Fatte salve eventuali norme speciali in materia, nonche’ le
diverse valutazioni di volta in volta effettuate, le Autorita’
procederanno nei modi seguenti disponendo:
a) il rintraccio e il sequestro cautelativo del prodotto non
conforme rinvenuto sul mercato (partite, sottopartite, lotti ecc. a
seconda dei casi);
b) che nel lotto sul quale e’ stata riscontrata
l’irregolarita’, non dovra’ essere effettuato un ulteriore
campionamento; mentre verra’ valutata caso per caso, in funzione
della valutazione del rischio, l’opportunita’ di effettuare campioni
ufficiali in lotti diversi della stessa partita;
c) il rintraccio e il sequestro cautelativo dei mangimi
costituti anche in parte dai prodotti oggetto di allerta.
Nel caso in cui il prodotto non sia stato reperito tal quale
perche’ nel frattempo e’ stato sottoposto ad un processo di
trasformazione in grado di inattivare il pericolo o distruggere
l’agente patogeno, il responsabile del servizio competente ove ha
sede lo stabilimento di trasformazione, procede all’analisi delle
condizioni e dei parametri di processo in modo da verificare,
ricorrendo anche, se necessario, ad indagini di laboratorio, a spese
del proprietario o del detentore per verificare se il prodotto
trasformato possa ancora costituire un pericolo per la salute degli
animali, dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente.
Successivamente comunica le conclusioni al Servizio veterinario
della regione o della provincia autonoma, specificando se i prodotti
trasformati non costituiscano piu’ pericolo per la salute dei
consumatori o se sia necessario attivare una nuova allerta per i
prodotti trasformati. In quest’ultimo caso, il responsabile del
servizio competente procedera’ secondo le indicazioni sopra
riportate.
I maingimi oggetto dell’allerta devono essere mantenuti sotto
sequestro o conunuque ritirati dal commercio fino alla chiusura
dell’allerta.
I servizi veterinari del dipartimento di igiene e prevenzione
delle ASL dovranno comunicare nel piu’ breve tempo possibile al
servizio veterinario della regione o della provincia autonoma tutti i
provvedimenti assunti e in particolare:
la quantita’ di prodotto sequestrato;
la quantita’ di prodotto gia’ commercializzato verso altre
ditte;
la quantita’ di prodotto eventualmente somministrato ad
animali;
la quantita’ di prodotto sottoposto a trasformazione.
AZIONI
Distribuzione dei prodotti (mangimi, materie prime per mangimi
ecc.) risultati positivi.
In alternativa alla distruzione di cui sopra, previa
autorizzazione del Servizio veterinario della ASL competente, che a
tal fine puo’ avvalersi del supporto tecnico-scientifico ritenuto
piu’ opportuno:
i prodotti oggetto dell’allerta devono essere ritirati dal
commercio per essere sottoposti a un trattamento in grado di
neutralizzare la nocivita’ (ove possibile) a condizione che
successivamente siano sottoposti a campionamenti ufficiali con esito
negativo, a spese del detentore o del proprietario, al fine di
escludere la sussistenza di un pericolo per la salute degli animali,
dell’uomo e per la salubrita’ dell’ambiente;
i prodotti oggetto dell’allerta devono essere destinati ad usi
diversi dall’alimentazione animale.
10. Flusso informativo.
Il sistema di allerta deve garantire la tempestivita’ dello
scambio di informazioni.
In attesa dell’attivazione di un apposito sistema di rete per la
gestione del sistema di allerta, dovranno essere utilizzati gli
strumenti che garantiscono tale tempestivita’ in modo rapido, chiaro
e leggibile. Si dovra’ pertanto prediligere la comunicazione a mezzo
e-mail con comunicazione di avvenuta ricezione, eventualmente seguita
da invio a mezzo posta o fax.
Ogni servizio deve avere a disposizione i dati relativi a tutte
le strutture sanitarie interessate della propria ASL, dei servizi
veterinari dei Dipartimenti di igiene e di prevenzione delle ASL
della regione, nonche’ dei servizi di riferimento del servizio
veterinario della regione o della provincia autonoma, il quale
provvede a raccogliere, diffondere e aggiornare i dati di cui sopra.
Le informazioni oggetto di allerta vengono trasmesse dalle
regioni o dalle province autonome al Ministero della salute –
Dipartimento per la sanita’ pubblica veterinaria, la nutrizione e la
sicurezza degli alimenti.
Qualora una regione o una provincia autonoma non preveda
l’istituzione del proprio «nodo regionale» per la gestione dei
sistemi di allerta, la trasmissione al Ministero della salute, come
pure alle altre regioni e province autonome coinvoite, verra’
effettuata direttamente dalle ASL. In tal caso la regione o la
provincia autonoma deve preventivamente individuare e comunicare i
punti di contatto relativi al proprio territorio (tabella punti di
contatto).
11. Chiusura dell’allerta.
Il procedimento attivato a seguito di un’allerta si conclude
quando:
a) i prodotti oggetto dell’allerta siano stati ritirati dal
commercio per essere distrutti, per essere destinati ad usi diversi
dall’alimentazione animale o per essere sottoposti a un processo di
risanamento previa autorizzazione del Servizio veterinario della ASL
competente;
b) il prodotto in questione non sia stato rinvenuto;
c) i risultati di ulteriori accertamenti abbiano escluso la
sussistenza di un pericolo per la salute degli animali, dell’uomo e
per la salubrita’ dell’ambiente.
Nel caso in cui il mangime sia stato gia’ utilizzato come
alimento per gli animali, si deve procedere ad un’ulteriore
valutazione del rischio in relazione al possibile passaggio del
contaminante nella catena alimentare umana o animale, al fine di
decidere l’eventuale attuazione di misure restrittive nei confronti
degli animali o dei loro prodotti.
Il responsabile del servizio veterinario del dipartimento di
igiene e prevenzione di ciascuna ASL coinvolta nell’allerta, verifica
le condizioni di cui ai punti a), b) e c) nel territorio di
competenza e chiude il caso dandone notizia al Servizio veterinario
della regione o della provincia autonoma, che provvedera’ alla
comunicazione alle regioni e alle province autonome e al Ministero
della salute.
La revoca del provvedimento di allerta viene disposta, espletate
le verifiche del caso, dal responsabile del servizio veterinario
della ASL territorialmente competente per lo stabilimento di
produzione o di scambio/importazione.

—-> Vedere Allegati da pag. 47 a pag. 59 della G.U. in formato
zip/pdf

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 18 aprile 2007

Agrinews.info