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CONFERENZA UNIFICATA – ACCORDO 29 marzo 2007

CONFERENZA UNIFICATA - ACCORDO 29 marzo 2007 - Accordo tra Governo, Regioni e Autonomie locali in materia di semplificazione e miglioramento della qualita' della regolamentazione. Accordo ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. (Rep. atti n. 23/CU). (GU n. 86 del 13-4-2007)

CONFERENZA UNIFICATA

ACCORDO 29 marzo 2007

Accordo tra Governo, Regioni e Autonomie locali in materia di
semplificazione e miglioramento della qualita’ della
regolamentazione. Accordo ai sensi dell’articolo 9, comma 2,
lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. (Rep. atti
n. 23/CU).

LA CONFERENZA UNIFICATA
Nell’odierna seduta del 29 marzo 2007;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la disciplina
dell’attivita’ di Governo e l’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, e successive modifiche e integrazioni;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante la delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa, e successive modifiche e
integrazioni;
Visto l’art. 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, che prevede che la Conferenza Unificata promuove
e sancisce accordi tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’
montane, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive
competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di interesse
comune;
Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50 recante delegificazione e testi
unici di norme concernenti procedimenti amministrativi;
Visti gli artt. 5, comma 2, e 14 della legge 28 novembre 2005, n.
246, recante semplificazione e riassetto normativo per l’anno 2005;
Visti la raccomandazione ai Paesi membri adottata dall’OCSE il 9
marzo 1995 sul miglioramento della qualita’ della normazione pubblica
e il rapporto OCSE del maggio 1997 sulla riforma della regolazione;
Vista la dichiarazione n. 39 adottata dalla Conferenza
intergovernativa per la revisione del trattato sull’Unione europea ed
allegata al trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, concernente la
qualita’ redazionale della legislazione comunitaria;
Visto il «Rapporto iniziale» del marzo 2001 del «Gruppo consultivo
di alto livello» sulla qualita’ della regolamentazione a livello
europeo, costituiti dai Ministri europei della funzione pubblica
nel novembre 2000;
Visto il rapporto OCSE sulla riforma della regolazione in Italia
del 2001, in cui l’AIR e’ considerata come una tra le riforme dalle
piu’ elevate potenzialita’ per migliorare la qualita’ della
regolazione, e le relative raccomandazioni;
Viste le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma del
23-24 marzo 2001, e in particolare il punto 23, in cui si considera
l’AIR come uno strumento fondamentale per una regolazione piu’
chiara, semplice ed efficace;
Vista la Comunicazione della Commissione al Consiglio, al
Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al
Comitato delle regioni COM (2007) 23 del 24 gennaio 2007;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27
marzo 2000 relativa all’analisi tecnico-normativa e analisi
dell’impatto e della regolamentazione;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21
settembre 2001 sulla sperimentazione dell’analisi di impatto della
regolamentazione sui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni;
Vista la circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15
aprile 1998 relativa agli adempimenti del Governo in materia di
istruttoria legislativa;
Valutata l’opportunita’ di ridefinire e rendere piu’ efficace la
sperimentazione dell’analisi di impatto della regolamentazione al
fine di una sua graduale applicazione a tutta l’attivita’ normativa
del Governo e delle regioni, ampliando consistentemente il novero dei
casi oggetto di sperimentazione ed estendendo l’attivita’ di
formazione dei dipendenti pubblici all’utilizzo dell’AIR;
Considerata l’opportunita’ di assicurare forme e modalita’ di
consultazione idonee degli enti locali in ordine agli aspetti del
presente accordo suscettibili di incidere sull’autonomia degli stessi
nonche’ al fine di garantire una complessiva verifica dell’impatto
della regolamentazione fra i diversi livelli di governo;
Ritenuto che l’accordo non puo’ in alcun modo incidere
sull’autonomia dei Consigli regionali, garantita dagli statuti, ma
che si pone come espressione dell’indirizzo politico in materia di
qualita’ della regolamentazione, concordato fra il Governo e le
Giunte regionali;
Ritenuto necessario definire principi comuni ai fini del
miglioramento della qualita’ e della trasparenza del sistema
normativo, al fine di rendere uniforme la tecnica legislativa
adottata dai diversi centri di produzione normativa presenti
nell’ordinamento italiano;
Visti gli esiti delle riunioni tecniche del 17 ottobre 2006, del 29
novembre 2006, tenutesi presso il Dipartimento per gli affari
regionali, a seguito dei quali e’ stata concordata l’apertura di due
distinti tavoli di lavoro, uno dedicato alla qualita’ della
regolazione ed uno alla semplificazione;
Vista la nota del Dipartimento per gli affari regionali del 16
febbraio 2007, con la quale e’ stata convocata per il giorno 5 marzo
2007, una riunione tecnica nella quale si e’ dato l’avvio ad una
prima formulazione di proposta di accordo concernente la
semplificazione e il miglioramento della qualita’ della
regolamentazione;
Considerato che, il Dipartimento per gli affari regionali, ha
convocato per il giorno 12 marzo 2007, una riunione tecnica, nel
corso della quale sono state concordate modifiche alla proposta di
accordo in esame;
Vista la nota del 13 marzo 2007 della Segreteria della Conferenza
Stato-regioni, con la quale e’ stata diramata la riformulazione della
proposta di accordo, a seguito delle modifiche condivise nella
suddetta riunione del 12 marzo 2007;
Atteso che l’argomento e’ stato iscritto all’ordine del giorno
della seduta di questa Conferenza del 15 marzo 2007, ma e’ stato
rinviato su richiesta delle regioni;
Rilevato che il Dipartimento per gli affari regionali, a seguito di
ulteriori modifiche concordate con le regioni, ha trasmesso la
riformulazione del provvedimento che e’ stato diramato con nota del
21 marzo 2007;
Rilevato che, nell’odierna seduta di questa Conferenza, le regioni
e le province autonome, nell’esprimere avviso favorevole all’accordo,
hanno proposto emendamenti al testo diramato con nota del 21 marzo
2007 (All.1);
Acquisito l’assenso del Governo, delle regioni, delle province
autonome di Trento e Bolzano, dei comuni, delle province e delle
comunita’ montane, nell’odierna seduta di questa Conferenza;
Sancisce il seguente accordo
tra il Governo, le regioni e le province autonome, l’ANCI, l’UPI e
l’UNCEM nei termini sottoindicati
Art. 1.
La qualita’ della normazione
1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
concordano che il processo normativo si conformi ai principi di
qualita’ della regolazione condivisi in ambito europeo, quali quelli
di necessita’, proporzionalita’, sussidiarieta’, trasparenza,
responsabilita’, accessibilita’ e semplicita’ delle norme e
concordano – per il miglioramento della qualita’ della regolazione –
l’utilizzo di strumenti quali l’analisi tecnico-normativa (ATN),
l’analisi di impatto della regolamentazione ex ante (AIR) e la
consultazione, l’analisi di fattibilita’, la verifica di impatto
della regolamentazione ex post (VIR), l’impiego di clausole
valutative, la semplificazione normativa, la misurazione e riduzione
degli oneri amministrativi, il drafting normativo. Le suddette
attivita’ devono svolgersi secondo metodologie e principi condivisi
nel rispetto del principio di leale collaborazione.
2. Le regioni valutano, nella loro attivita legislativa, con
l’ausilio istruttorio anche dei gruppi di lavoro gia’ esistenti tra
regioni, la configurabilita’ di modelli procedimentali omogenei sul
territorio nazionale per determinate attivita’ private e valorizzano
le attivita’ dirette all’armonizzazione delle normative regionali.

Art. 2.
Analisi tecnico-normativa ATN
1. L’analisi tecnico-normativa (ATN) verifica l’incidenza della
normativa proposta sull’ordinamento giuridico vigente, da’ conto
della sua conformita’ alla Costituzione e alla disciplina comunitaria
nonche’ dei profili attinenti al rispetto delle competenze delle
regioni e delle autonomie locali e ai precedenti interventi di
delegificazione.
2. L’ATN, inoltre, da’ conto della correttezza delle definizioni e
dei riferimenti normativi contenuti nel testo della normativa
proposta, nonche’ delle tecniche di modificazione e abrogazione delle
disposizioni vigenti, riportando eventuali soluzioni alternative
prese in considerazione ed escluse.
3. L’analisi e’ condotta anche alla luce della giurisprudenza
esistente, della pendenza di giudizi di costituzionalita’ sul
medesimo o analogo oggetto e di eventuali progetti di modifica della
stessa materia gia’ in corso di esame.
4. La relazione contenente l’ATN deve analizzare, tra l’altro:
a) la necessita’ dell’intervento normativo;
b) l’incidenza delle norme proposte sulle leggi e i regolamenti
vigenti ed il rispetto dell’autonomia statutaria e regolamentare
degli enti locali;
c) la compatibilita’ dell’intervento con l’ordinamento
comunitario;
d) la compatibilita’ con le competenze di altri soggetti dota…

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