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CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI

CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI - COMUNICATO: Regolamento della formazione continua del perito industriale per l'eccellenza nell'esercizio della libera professione (in vigore dal 1° marzo 2004). (GU n. 89 del 16-4-2004)

CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI

COMUNICATO

Regolamento della formazione continua del perito industriale per
l’eccellenza nell’esercizio della libera professione (in vigore dal
1° marzo 2004).

Art. 1.
Soggetti interessati

I periti industriali, che esercitano la libera professione, hanno
il dovere di curare ed aggiornare con continuita’ le conoscenze
tecniche e giuridiche necessarie per soddisfare le aspettative dei
cittadini e delle istituzioni.
Il regolamento, conformemente ai compiti ed alle attribuzioni
riconosciute al Consiglio nazionale e ai collegi ed in aderenza con
gli universali principi etici e morali richiamati dal codice
deontologico, individua un percorso di formazione continua che
consenta a tutti coloro che esercitano la professione, di mantenere e
perfezionare le proprie conoscenze a garanzia della qualita’ delle
prestazioni professionali.
I periti industriali che, in ottemperanza alle successive
disposizioni, avranno partecipato alle iniziative formative di
seguito regolamentate potranno richiedere il rilascio della prevista
attestazione di adempimento di formazione continua.

Art. 2.
Contenuto della formazione continua

La formazione continua deve riguardare le discipline oggetto
della professione del perito industriale.
Gli eventi formativi, in particolare, hanno quale oggetto le
discipline tecnico-scientifiche inerenti all’attivita’ professionale
del perito industriale ed in particolare le conoscenze
tecnico-scientifiche, giuridiche, la sicurezza e l’ambiente,
l’organizzazione, la qualita’, le attivita’ professionali riservate e
quelle soggette a particolari regolamentazioni.
Deve altresi’ avere ad oggetto, le norme di deontologia e di
ordinamento professionale, le procedure applicative connesse allo
svolgimento dell’attivita’ professionale, con particolare riguardo
all’applicazione delle nuove tecnologie ed alla gestione degli studi
professionali. Sono compresi elementi di diritto privato, pubblico,
civile e penale e di giustizia anche alternativa (conciliazione ed
arbitrato) ed altre discipline comunque funzionali all’esercizio
della libera professione quali le lingue, le applicazioni
informatiche, la comunicazione.

Art. 3.
Attivita’ che costituiscono formazione continua e quantificazione dei
crediti

Costituiscono attivita’ di formazione professionale continua:
1) la partecipazione a corsi di formazione, master e/o
seminari, risultante dall’attestato rilasciato dal soggetto
formatore, purche’ riconducibili alle aree e discipline previste
dall’art. 2 del presente regolamento;
2) la partecipazione a convegni di aggiornamento ed incontri
tecnici anche monotematici di durata non inferiore a tre ore,
risultante da attestato di partecipazione rilasciato dal soggetto
organizzatore.
L’iter formativo puo’ inoltre essere assolto con l’espletamento
di attivita’ comunque collegate alla cultura professionale quali:
1) la docenza in corsi di formazione, nelle discipline di cui
all’art. 2, regolarmente attestata;
2) l’attivita’ di relatore in convegni con tematiche rientranti
nelle discipline di cui all’art. 2, regolarmente attestata;
3) la redazione e pubblicazione di libri nelle aree di cui
all’art. 2;
4) la redazione di articoli su riviste specializzate nelle
discipline di cui all’art. 2;
5) la risposta a quesiti per organismi tecnici della categoria
o per organizzazioni esterne purche’ inerenti alle discipline di cui
all’art. 2, comprovata da idonea documentazione;
6) il superamento di esami universitari (laurea, master
universitari, perfezionamenti), nelle discipline di cui all’art. 2,
risultanti da apposita documentazione rilasciata dalle universita’
statali o riconosciute;
7) la partecipazione ai lavori di organismi di rappresentanza
della categoria, quali gruppi di lavoro, commissioni di studio, in
Italia o all’estero, purche’ dedicati all’approfondimento degli
aspetti tecnici delle discipline di cui all’art. 2, risultante da
apposita attestazione; la partecipazione alle commissioni tecniche
presso i collegi, gli organismi interprovinciali e il Consiglio
nazionale; la partecipazione ad organismi nazionali o internazionali
di normazione (ad esempio, CEI, UNI, EN, CTI ecc.); la partecipazione
a corsi tecnico-scientifici di organismi di ricerca, istruzione e
formazione;
8) partecipazione in qualita’ di commissari per gli esami di
abilitazione per l’esercizio della professione;
9) l’attivita’ professionale di particolare rilevanza;
10) la partecipazione ai corsi gestiti dai consorzi IFTS
istituiti ai sensi della legge 17 settembre 1997, n. 59, art. 31, che
ottengono crediti CFU (crediti formativi universitari);
11) formazione svolta a favore di praticanti o tirocinanti
universitari nell’ambito della propria attivita’ professionale.
La quantificazione dei crediti e’ riportata nello schema di
«Attivita’ di formazione continua e attribuzione dei crediti
formativi».

Art. 4.
Adempimenti per la formazione professionale continua

Fermo restando il dovere deontologico dell’aggiornamento
professionale, ogni iscritto all’albo al fine di adempiere al dovere
di formazione professionale continua, deve conseguire – in questa
prima fase di avviamento del progetto – almeno:
dieci crediti formativi nel corso del primo anno solare;
venti crediti formativi nel corso del secondo anno solare;
trenta crediti formativi nel corso del terzo anno solare;
e comunque non meno di sessanta nel corso dei primi tre anni,
scegliendo in completa liberta’ gli eventi formativi piu’ rispondenti
alle proprie esigenze e privilegiando le aree specifiche
dell’attivita’ professionale con particolare riferimento alla propria
area.

Art. 5.
Controllo dello svolgimento della formazione

Ogni iscritto terra’ a disposizione del proprio collegio un
documento di autocertificazione nel quale sono cronologicamente
elencate le diverse attivita’ alle quali ha partecipato ed i relativi
crediti acquisiti, nel corso dell’anno solare, il tutto come
specificato all’art. 3.
Qualora l’iscritto intenda richiedere il rilascio della
certificazione dell’avvenuto svolgimento della formazione continua,
dovra’ allegare alla domanda la documentazione comprovante la propria
attivita’ formativa, in originale o copia conforme.
La vigilanza sull’applicazione del regolamento di formazione
continua e’ demandata al collegio di appartenenza dell’iscritto. I
collegi provinciali dovranno a tal fine istituire e pubblicizzare
l’elenco degli iscritti che hanno ottenuto l’eccellenza
nell’esercizio della libera professione.

Art. 6.
Certificazione

Il perito industriale, che intende acquisire la certificazione,
richiedera’ al collegio la verifica del percorso formativo completato
nell’anno solare. In tal caso e’ tenuto a presentare apposita
domanda, corredata della documentazione prescritta.
La richiesta della certificazione presentata al collegio sara’
convalidata previa verifica, entro sessanta giorni, nel caso di
rilievi da parte del collegio, notificati al richiedente, il termine
slittera’ e decorrera’ a partire dalla data di deposito della
regolarizzazione.
Il rilascio della certificazione del percorso di formazione
continua e’ sospeso nel caso in cui il perito industriale sia incorso
in provvedimenti disciplinari.

Art. 7.
Creazione e criteri di impiego di un marchio ad hoc per certificare
l’eccellenza nell’esercizio della libera professione

Il CNPI e la Fondazione Opificium intendono depositare un marchio
per caratterizzare la certificazione dell’eccellenza nell’esercizio
della libera professione.
Il perito industriale che abbia completato il percorso formativo
ed abbia ottenuto la certificazione richiesta, e’ autorizzato
all’utilizzo del marchio.

Art. 8.
Provvedimenti

Il perito industriale, che non ottemperi all’assolvimento della
formazione continua, non potra’ fregiarsi del marchio e la relativa
vigilanza viene demandata ai collegi.

Art. 9.
Aree di intervento della formazione continua

1) Discipline inerenti all’oggetto della professione del perito
industriale.
2) Normativa tecnica (nazionale, comunitaria, internazionale).
3) Lingue.
4) Applicazioni informatiche.
5) Tecnologie e materiali innovativi.
6) Organizzazione.
7) Qualita’, sicurezza, salute, ambiente.
8) Comunicazione.
9) Ordinamento professionale.
10) Elementi di giurisprudenza, diritto privato, pubblico, civile
e penale.
11) Altre tematiche comunque funzionali all’esercizio della
professione.
Ogni area di intervento puo’ spaziare in argomenti di interesse
generale o specifica area tematica. Il contenuto di ogni intervento
formativo che si riterra’ opportuno proporre fara’ parte di un elenco
che si sviluppera’ in molteplici indicazioni e perfezionamenti. Le
indicazioni piu’ significative saranno prodotte dalle singole
commissioni specialistiche, ma nessuna preclusione sara’ fatta a
proposte che giungano dai diversi livelli della categoria.

[Continua nel file zip allegato]

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