MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI, DECRETO 23 ottobre 2014 | Agrinews.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI, DECRETO 23 ottobre 2014

DECRETO 23 ottobre 2014 - Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento. (14A08883) (GU n.268 del 18-11-2014)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 23 ottobre 2014
Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi
e criteri direttivi per il loro censimento. (14A08883)
(GU n.268 del 18-11-2014)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

e

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive
modifiche ed integrazioni con il quale, in attuazione dell’art. 9
della Costituzione, lo Stato tutela e valorizza i beni culturali e
paesaggistici, in coerenza con le attribuzioni di cui all’art. 17
della Costituzione stessa;
Visto il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 che nel
modificare la lettera a) dell’art. 136 del su citato decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, include tra le cose immobili che
hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarita’ geologica
o memoria storica, anche gli alberi monumentali e che nel modificare
l’art. 137 stabilisce che le commissioni regionali deputate alla
formulazione di proposte per la dichiarazione di notevole interesse
pubblico degli immobili e aree di cui all’art. 136 siano integrate
dal rappresentante del competente comando regionale del Corpo
forestale dello Stato nei casi in cui la proposta riguardi filari,
alberate ed alberi monumentali;
Vista la legge 14 gennaio 2013, n. 10 recante norme per lo sviluppo
degli spazi verdi urbani;
Visto l’art. 7 della predetta legge, con il quale si dettano
disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi
monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio
paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale;
Visto, in particolare il comma 2 dell’art. 7 della medesima legge,
con il quale si dispone che entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della stessa, con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dei beni
e delle attivita’ culturali e del turismo e il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281 e successive modificazioni, siano stabiliti i principi e i
criteri direttivi per il censimento degli alberi monumentali ad opera
dei comuni e per la redazione ed il periodico aggiornamento da parte
degli stessi e delle regioni di appositi elenchi nonche’ si provveda
ad istituire un elenco degli alberi monumentali d’Italia gestito dal
Corpo forestale dello Stato;
Visti il decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2003, n.
264 Regolamento concernente l’individuazione dell’unita’ dirigenziale
generale del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’art. 7, comma
3, del decreto legislativo del 3 aprile 2001, n. 155 e il decreto del
Ministero delle politiche agricole e forestali 12 gennaio 2005 di
individuazione degli uffici dirigenziali di livello non generale
centrali e periferici dell’Ispettorato generale del Corpo forestale
dello Stato;
Viste la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e
integrazioni. e la normativa vigente in materia di ricorsi
amministrativi;
Considerato che, nelle more della legiferazione statale in materia
di alberi monumentali, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione,
esclusiva per cio’ che riguarda la tutela, e concorrente, per quel
che attiene alla valorizzazione, alcune regioni e province autonome
hanno gia’ disciplinato con leggi e regolamenti, stabilendo principi
per l’individuazione degli alberi monumentali e criteri sia per
l’effettuazione dei censimenti nel territorio amministrativo di
relativa competenza che per la raccolta delle informazioni in
appositi elenchi, individuando altresi’ misure di valorizzazione
degli esemplari arborei censiti;
Considerato che, fatta salva l’obbligatorieta’ per le regioni di
recepire la definizione di albero monumentale stabilita ai sensi
dell’art. 7, comma 3 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, i criteri
indicati dalle norme regionali per stabilire se un albero possa
considerarsi monumentale sono simili tra loro ma tuttavia eterogenei
e che pertanto si rende necessaria l’uniformazione degli stessi;
Considerato che molte regioni, in osservanza alle singole normative
regionali, hanno gia’ realizzato un censimento degli alberi
monumentali del territorio di loro competenza, hanno redatto e
approvato i relativi elenchi nonche’ in alcuni casi hanno dato avvio
alle procedure previste dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42 e dalle normative regionali in materia di urbanistica e paesaggio
ai fini della loro inclusione nell’elenco dei beni di rilevante
interesse paesaggistico;
Considerato il censimento degli alberi monumentali effettuato dal
Corpo forestale dello Stato nel 1982 che ha portato alla elaborazione
di un elenco nazionale attualmente disponibile presso lo stesso;
Acquisito il parere favorevole della conferenza delle regioni e
delle province autonome di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni, nella seduta del 5
agosto 2014 sullo schema di provvedimento;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione e finalita’

1. Il presente decreto stabilisce, ai sensi dell’art. 7, comma 2,
della legge 14 gennaio 2013, n. 10, i principi e i criteri direttivi
per il censimento degli alberi monumentali ad opera dei comuni
nonche’ quelli per la redazione ed il periodico aggiornamento, da
parte degli stessi, delle regioni e del Corpo forestale dello Stato,
di appositi elenchi rispettivamente a livello comunale, regionale e
nazionale.
2. Fatti salvi i lavori di censimento gia’ effettuati e le
iniziative di tutela gia’ poste in essere, l’obbiettivo del presente
decreto e’ quello di ricondurre ad una maggiore omogeneita’
l’approccio al riconoscimento e alla selezione degli esemplari
monumentali, nonche’ l’archiviazione del dato informativo, cio’ nel
presupposto che le regioni abbiano recepito a livello legislativo la
definizione di «albero monumentale» fornita dall’art. 7, comma 1,
della legge 14 gennaio 2013, n. 10.
Art. 2

Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia

1. Ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge 14 gennaio 2013, n.
10, e’ istituito l’elenco degli alberi monumentali d’Italia. Alla sua
gestione provvede centralmente il Corpo forestale dello Stato –
Ispettorato generale, e in particolare il Servizio II – Divisione 6ª,
avente competenze in materia di monitoraggio ambientale.
2. L’elenco degli alberi monumentali d’Italia si compone degli
elenchi regionali di cui all’art. 7, comma 3, della legge 14 gennaio
2013, n. 10, predisposti oltre che dalle regioni a statuto ordinario,
anche da quelle a statuto speciale e dalle province autonome di
Trento e Bolzano, tenuto conto di quanto stabilito dall’art. 8, comma
1, della legge 14 gennaio 2013, n. 10.
3. Gli elenchi regionali si compongono degli elenchi predisposti da
tutti i comuni del territorio nazionale sulla base di un censimento
effettuato a livello comunale.
4. Negli elenchi di cui al presente articolo e’ fatta espressa
menzione del vincolo paesaggistico sugli alberi monumentali
eventualmente apposto ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera a),
del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e del
vincolo eventualmente proposto ai sensi degli articoli 138, 139, 140
e 141 del Codice medesimo.
5. Gli elenchi regionali istituiti ai sensi della normativa
regionale di tutela e valorizzazione degli alberi monumentali,
restano salvi fino al termine indicato dal comma 1 del successivo
articolo per la redazione degli elenchi regionali.
Art. 3

Censimento degli alberi monumentali

1. Entro il 31 luglio 2015, i comuni, sotto il coordinamento delle
regioni, provvedono ad effettuare il censimento degli alberi
monumentali ricadenti nel territorio di loro competenza; entro il 31
dicembre dello stesso anno, le regioni provvedono a redigere gli
elenchi sulla base delle proposte provenienti dai comuni. Qualora
presso le regioni siano gia’ istituiti degli elenchi regionali ai
sensi della normativa regionale di tutela e valorizzazione degli
alberi monumentali, tali elenchi sono revisionati, accertando,
attraverso apposite verifiche sugli esemplari gia’ censiti, che
sussista rispondenza ai criteri e metodi indicati nel presente
decreto.
2. Il censimento sara’ realizzato dai comuni stessi sia mediante
ricognizione territoriale con rilevazione diretta e schedatura del
patrimonio vegetale sia a seguito di recepimento, verifica
specialistica e conseguente schedatura delle segnalazioni provenienti
da cittadini, associazioni, istituti scolastici, enti territoriali,
strutture periferiche del Corpo forestale dello Stato – Direzioni
regionali e Soprintendenze competenti del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo.
Art. 4

Definizione di albero monumentale

1. Ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge 14 gennaio 2013, n.
10, si intende per «albero monumentale»:
a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni
boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero
secolare tipico, che possano essere considerati come rari esempi di
maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare
pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della
specie, ovvero che rechino un preciso riferimento ad eventi o memorie
rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle
tradizioni locali;
b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico,
monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei
centri urbani;
c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi
architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio
ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.
2. Ai fini dell’individuazione degli alberi monumentali singoli o
delle formazione vegetali monumentali di cui al comma 1, lettera b),
si considerano gli esemplari appartenenti sia a specie autoctone –
specie naturalmente presenti in una determinata area geografica nella
quale si sono originate o sono giunte senza l’intervento diretto,
intenzionale o accidentale, dell’uomo – che alloctone – specie non
appartenenti alla flora originaria di una determinata area
geografica, ma che vi sono giunte per l’intervento, intenzionale o
accidentale, dell’uomo -.
Art. 5

Criteri di monumentalita’

1. I criteri di attribuzione del carattere di monumentalita’, sono
i seguenti:
a) pregio naturalistico legato all’eta’ e alle dimensioni: aspetto
strettamente legato alle peculiarita’ genetiche di ogni specie ma
anche alle condizioni ecologiche in cui si trovano a vivere i singoli
esemplari di una specie. Il criterio dimensionale, che riguarda la
circonferenza del tronco, l’altezza dendrometrica, l’ampiezza e
proiezione della chioma, costituisce elemento di filtro nella
selezione iniziale ma non e’ imprescindibile qualora gli altri
criteri siano di maggiore significativita’. A tale proposito, i
valori soglia minimi della circonferenza sono individuati mediante
appositi atti. Importante nella valutazione e’ l’aspetto relativo
alla aspettativa di vita dell’esemplare, che dovra’ essere affrontato
evitando di inserire nel rilevamento situazioni compromesse in misura
irreversibile sia sotto il profilo fitosanitario che statico, questo
valutato mediante l’utilizzo delle metodologie in uso;
b) pregio naturalistico legato a forma e portamento: la forma e il
portamento delle piante e’ alla base del loro successo biologico e
anche dell’importanza che ad essi e’ stata sempre attribuita
dall’uomo nel corso della storia. Tali criteri hanno ragione di
essere presi in considerazione, in particolare, nel caso di esemplari
cresciuti in condizioni ambientali ottimali (es. condizioni di
optimum ecologico, assenza di potature errate, forma libera perfetta
per la specie) o particolari (es. presenza di vento dominante) o per
azioni dell’uomo (es. potature) che possano aver indotto forma o
portamento singolari ad essere meritevoli di riconoscimento;
c) valore ecologico: e’ relativo alle presenze faunistiche che su
di esso si insediano, con riferimento anche alla rarita’ delle specie
coinvolte, al pericolo di estinzione ed al particolare habitat che ne
garantisce l’esistenza. L’albero puo’ rappresentare un vero e proprio
habitat per diverse categorie animali in particolare: entomofauna,
avifauna, micro-mammiferi. Tale prerogativa si riscontra soprattutto
in ambienti a spiccata naturalita’, dove la salvaguardia di queste
piante rappresenta elemento importante per la conservazione di specie
animali rare o di interesse comunitario;
d) pregio naturalistico legato alla rarita’ botanica: si riferisce
alla rarita’ assoluta o relativa, in termini di specie ed entita’
intraspecifiche. A tale riguardo si considerano anche le specie
estranee all’area geografica di riferimento, quindi esotiche, e alle
specie che, seppur coerenti in termini di areale di distribuzione,
sono poco rappresentate numericamente;
e) pregio naturalistico legato all’architettura vegetale: riguarda
particolari esemplari o gruppi organizzati in architetture vegetali
basate su di un progetto architettonico unitario e riconoscibile, in
sintonia o meno con altri manufatti architettonici. Le architetture
vegetali sono caratterizzate da una notevole complessita’ derivante
dai rapporti esistenti con gli elementi architettonici a cui si
associano e con il contesto piu’ generale in cui sono inserite. Si
tratta spesso di ville e parchi storici di notevole interesse
storico, architettonico e turistico, ma anche di architetture
vegetali minori di interesse rurale. Il criterio di cui alla presente
lettera e’ verificato e valutato d’intesa con la Soprintendenza
territorialmente competente del Ministero dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo;
f) pregio paesaggistico: considera l’albero come possibile elemento
distintivo, punto di riferimento, motivo di toponomastica ed elemento
di continuita’ storica di un luogo. Trattasi di un criterio di
sintesi dei precedenti, essendo il paesaggio, per sua definizione,
costituito da diverse componenti: quella naturale, quella
antropologico-culturale e quella percettiva. Il criterio di cui alla
presente lettera e’ verificato e valutato d’intesa con la
Soprintendenza territorialmente competente del Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo;
g) pregio storico-culturale-religioso: e’ legato alla componente
antropologico-culturale, intesa come senso di appartenenza e
riconoscibilita’ dei luoghi da parte della comunita’ locale, come
valore testimoniale di una cultura, della memoria collettiva, delle
tradizioni, degli usi e costumi. Riguarda esemplari legati a
particolari eventi della storia locale, tradizioni, leggende,
riferimenti religiosi, ecc. Tale valenza e’ generalmente nota a
livello locale e si tramanda per tradizione orale o e’ riscontrabile
in iconografie, documenti scritti o audiovisivi. Il criterio di cui
alla presente lettera e’ verificato e valutato d’intesa con la
Soprintendenza territorialmente competente del Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo.
2. Nella applicazione dei suddetti criteri, da utilizzare, anche in
modo alternativo, sara’ assicurato un approccio attento al contesto
ambientale, storico e paesaggistico in cui l’albero insiste.
Art. 6

Scheda di segnalazione e scheda di identificazione

1. Al fine di garantire all’elenco nazionale degli alberi
monumentali una omogeneita’ di contenuti e una comparabilita’ tra i
dati e le informazioni, per l’attivita’ di censimento viene
predisposta una scheda di identificazione dell’albero
monumentale/formazioni vegetali monumentali, da utilizzarsi nel
rilievo di campagna da parte sia delle amministrazioni che hanno
provveduto precedentemente al censimento dei loro alberi monumentali
che di quelle che non hanno ancora dato avvio ad una attivita’
censuaria.
2. Quanto alla metodologia di rilevazione dei parametri, fra i
quali, il parametro dimensionale relativo alla circonferenza, si fa
riferimento all’allegato tecnico specifico.
3. Per la segnalazione di alberi monumentali, i soggetti di cui
all’art. 3 utilizzano l’apposita scheda di segnalazione, resa
disponibile nel sito web del Corpo forestale dello Stato:
www.corpoforestale.it, alla sezione monitoraggio ambientale>alberi
monumentali. La scheda, opportunamente compilata, deve essere
consegnata al comune che ha competenza sul territorio in cui radica
la pianta oggetto di segnalazione.
Art. 7

Realizzazione degli elenchi

1. Effettuate le attivita’ di censimento, i comuni trasmettono alla
regione di appartenenza i risultati dello stesso, esposti sotto forma
di elenco, affinche’ la stessa si pronunci circa la attribuzione del
carattere di monumentalita’ di ogni singolo elemento censito.
L’elenco comunale sara’ corredato delle schede di identificazione e
del materiale documentale e fotografico, entrambi in formato
digitale. Le regioni, ricevuti gli elenchi comunali contenenti le
proposte di attribuzione del carattere di monumentalita’, entro
novanta giorni, provvedono, tramite le strutture deputate, alla
relativa istruttoria e deliberano sulle iscrizioni, elaborando,
quindi, il proprio elenco regionale in formato elettronico. Una volta
approntato, tale elenco e’ trasmesso unitamente a tutta la
documentazione, al Servizio II – Divisione 6ª dell’Ispettorato
generale del Corpo forestale dello Stato.
2. Tale struttura, in modo tempestivo e previa verifica formale
degli elenchi regionali acquisiti, in ordine al rispetto dei criteri
stabiliti, provvede a redigere l’elenco degli alberi monumentali
d’Italia, sempre in formato elettronico, nonche’ ad implementare un
archivio informatico delle singole schede di identificazione, aperto
alla consultazione e/o all’inserimento dei dati da parte degli enti
territoriali interessati, con abilitazione di funzioni diversificate.
3. L’elenco, qualsiasi sia il livello territoriale, segue lo schema
allegato al presente decreto e riporta le seguenti informazioni:
di tipo geografico: regione, provincia, comune, toponimo;
di tipo topografico: coordinate geografiche, altitudine,
localizzazione o meno in area urbanizzata;
di tipo botanico e dendrometrico: classificazione binomia, nome
volgare, circonferenza (cm) ad 1,30 m, altezza (m);
di tipo valutativo: criterio prevalente per la attribuzione di
monumentalita’.
4. L’elenco compilato dai comuni deve fornire, altresi’, specifica
evidenza degli elementi arborei per i quali risulta gia’ apposto il
vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera a),
del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e deve
indicare, altresi’, gli elementi arborei per i quali si intende
proporre l’avvio del procedimento di dichiarazione di notevole
interesse pubblico ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera a), e
secondo l’iter previsto dagli articoli 138, 139 e 140 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.
5. L’elenco degli alberi monumentali d’Italia deve essere
aggiornato con cedenza almeno annuale: le regioni comunicano al Corpo
forestale dello Stato, gestore dello stesso, ogni eventuale
variazione, non appena la stessa si verifichi.
6. Nel caso in cui l’elenco contenga elementi arborei per i quali
risulti gia’ formalizzato o proposto il provvedimento di
dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 136,
comma 1, lettera a) del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e
successive modificazioni e integrazioni, le regioni inviano la
relativa comunicazione e documentazione anche al Ministero dei beni e
delle attivita’ culturali e del turismo, per permettere
l’aggiornamento della banca dati del SITAP (Sistema Informativo
Territoriale Ambientale e Paesaggistico), ai sensi del decreto
ministeriale 26 maggio 2011 recante «Approvazione dello schema
generale di convenzione con le regioni ai sensi dell’art. 156, comma
2, del Codice dei beni culturali e del paesaggio», pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2012.
Art. 8

Pubblicazione degli elenchi

1. Ogni comune rende noti gli alberi inseriti nell’elenco nazionale
ricadenti nel territorio amministrativo di propria competenza
mediante affissione all’albo pretorio, in modo tale da permettere al
titolare di diritto soggettivo o al portatore di interesse legittimo
di ricorrere, nei modi e termini previsti dalla specifica normativa,
avverso l’inserimento in elenco di uno specifico elemento arboreo.
2. Onde consentire le misure di tutela e di valorizzazione dei beni
censiti da parte della collettivita’ e delle amministrazioni
pubbliche, l’elenco degli alberi monumentali d’Italia viene anche
pubblicato, e costantemente aggiornato, sul sito internet del Corpo
forestale dello Stato: www.corpoforestale.it nella sezione relativa
al monitoraggio ambientale.
Art. 9

Tutela e salvaguardia

1. Ai sensi dell’art. 7, comma 4, della legge 14 gennaio 2013, n.
10, l’abbattimento e le modifiche della chioma e dell’apparato
radicale sono realizzabili, dietro specifica autorizzazione comunale,
solo per casi motivati e improcrastinabili per i quali e’ accertata
l’impossibilita’ di adottare soluzioni alternative, previo parere
vincolante del Corpo forestale dello Stato, che si puo’ avvalere
della consulenza dei Servizi fitosanitari regionali. I comuni
provvedono a comunicare alla regione gli atti autorizzativi emanati
per l’abbattimento o modifica degli esemplari. Nell’eventualita’ in
cui si rilevi unpericolo imminente per la pubblica incolumita’ e la
sicurezza urbana, l’Amministrazione comunale provvede tempestivamente
agli interventi necessari aprevenire e ad eliminare il pericolo,
dandone immediata comunicazione al Corpo forestale dello Stato, e
predispone,ad intervento concluso, una relazione tecnica descrittiva
della situazione e delle motivazioni che hanno determinato
l’intervento.
2. Per gli elementi arborei che risultano sottoposti a
provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico ai
sensi dell’art. 136, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni e integrazioni, o per
i quali risulti gia’ pubblicata la proposta di dichiarazione ai sensi
dell’art. 139, comma 2 del medesimo decreto, deve essere richiesta,
altresi’, l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 della
suddetta normativa.
3. Al fine di garantire tutela agli alberi o alle formazioni
vegetali censite e in attesa di iscrizione all’elenco nazionale degli
alberi monumentali, laddove alle stesse non sia stata conferita
alcuna forma di conservazione da parte delle normative regionali o
non si sia provveduto alla dichiarazione di notevole interesse
pubblico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e
successive modificazioni e integrazioni, a partire dalla proposta di
attribuzione di monumentalita’ da parte del comune con proprio atto
amministrativo notificato al proprietario, si applicano comunque le
sanzioni previste dall’art. 7, comma 4, della legge 14 gennaio 2013,
n. 10.
Art. 10

Segnaletica

1. Il Corpo forestale dello Stato fornisce le informazioni su
ciascun bene monumentale iscritto in elenco anche per il tramite di
una cartellonistica fissa, assicurando che la stessa abbia i
requisiti standard previsti nell’allegato tecnico e che segua il
formato predisposto dal gestore dell’elenco degli alberi monumentali
d’Italia.
Art. 11

Competenze del Corpo forestale dello Stato e attivita’
di collaborazione con gli enti territoriali

1. A supporto della attivita’ di censimento, i comuni possono
richiedere specifica collaborazione ai comandi provinciali del Corpo
forestale dello Stato, con particolare riferimento alla verifica
specialistica delle segnalazioni provenienti da cittadini,
associazioni, istituti scolastici, enti territoriali.
2. I comandi provinciali provvedono ad effettuare controlli annuali
su tutti gli esemplari censiti al fine di verificarne le condizioni
vegetative e comunicano ogni eventuale modifica riscontrata alla
regione e all’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato e,
qualora gli esemplari censiti siano sottoposti ai vincolo
paesaggistico ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera a), del Codice
dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e integrazione,
altresi’, alla Soprintendenza territorialmente competente del
Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo.
In caso di esercizio del potere sostitutivo di cui all’art. 7,
comma 3, della legge 14 gennaio 2013, n. 10, il Corpo forestale dello
Stato, tramite i comandi provinciali e relative strutture dipendenti,
provvede ad effettuare il censimento previsto per conto degli enti
territoriali inadempienti.
3. Al personale delle strutture del Corpo forestale dello Stato
coinvolte nella particolare attivita’ sono assicurati opportuni corsi
di formazione e di addestramento, da effettuarsi a livello sia
centrale che decentrato nonche’ l’uso di strumentazione necessaria
all’attivita’ valutativa nell’ambito della formulazione dei pareri
richiesti anche ai sensi dell’art. 7, comma 4, della legge 14 gennaio
2013, n. 10.
4. Rappresentanti dei comandi regionali del Corpo forestale dello
Stato partecipano, ai sensi dell’art. 137 del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni e integrazioni, alle
commissioni regionali deputate alla formulazione di proposte per la
dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili e aree di
cui all’art. 136 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nei
casi in cui queste riguardino filari, alberate ed alberi monumentali.
Art. 12

Norme finanziarie

1. Per l’attuazione di quanto previsto nel presente decreto sono
impiegate le risorse di cui all’art. 7, comma 5, della legge 14
gennaio 2013, n. 10.
2. A tal fine le predette risorse sono assegnate ai pertinenti
capitoli del Programma «Tutela e conservazione della fauna e della
flora e salvaguardia della Biodiversita’» dello stato di previsione
della spesa del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali.
3. Le risorse finanziarie rese disponibili sono ripartite tra il
Corpo forestale dello Stato e le regioni sulla base, da una parte,
dei fabbisogni connessi all’attivita’ di coordinamento, gestione
degli elenchi, controllo e vigilanza, rilascio pareri del Corpo
forestale dello Stato e, dall’altra, di quelli legati al sostegno del
lavoro di censimento da parte dei comuni e alla redazione degli
elenchi regionali; la ripartizione dei fondi destinati alle regioni
avverra’ sulla base di criteri stabiliti dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali fondati sul confronto dei
piu’ significativi parametri territoriali.
Art. 13

Clausola di salvaguardia

1. Nei territori delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e Bolzano, le funzioni attribuite dal presente
decreto al Corpo forestale dello Stato, ad esclusione di quanto
stabilito dall’art. 2, comma 1, sono esercitate dai Corpi forestali
regionali o provinciali.
2. Ai sensi dell’art. 8, comma 1, della legge 14 gennaio 2013, n.
10, le disposizioni della legge sono attuale nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano secondo le
proprie organizzazioni tecnico-amministrative.
Roma, 23 ottobre 2014

Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Martina

Il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo
Franceschini

Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare
Galletti

ALLEGATI TECNICI

Allegato 1

SCHEMA DI ELENCO

Parte di provvedimento in formato grafico

———-

Allegato 2

CENSIMENTO ALBERI MONUMENTALI
Legge 14 gennaio 2013, n. 10 art. 7

Parte di provvedimento in formato grafico

———-

Allegato 3

CENSIMENTO ALBERI MONUMENTALI
Legge 14 gennaio 2013, n. 10

Parte di provvedimento in formato grafico

———-

Allegato n. 4

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE

Scheda di segnalazione

Per la segnalazione di alberi monumentali, l’interessato puo’
utilizzare apposita scheda di segnalazione, resa disponibile nel sito
web del Corpo forestale dello Stato: www.corpoforestale.it, alla
sezione monitoraggio ambientale > alberi monumentali.
La scheda, opportunamente compilata, dovra’ essere consegnata al
comune che ha competenza sul territorio in cui radica la pianta
oggetto di segnalazione.
Considerato che le informazioni riportate nella scheda dovranno
permettere a chi svolgera’ la verifica specialistica di operare una
prima selezione degli esemplari da sottoporre a rilievo di campagna,
e’ necessario che la compilazione sia completa e corretta.

Scheda di identificazione

Per la verifica specialistica di campagna e per l’esame
statistico dei dati raccolti, e’ previsto l’utilizzo della scheda di
identificazione. La scheda permette di rendere omogenei e
confrontabili i dati raccolti nei vari contesti territoriali.
In caso si tratti di identificare un filare o un gruppo di alberi
e questo e’ monospecifico si dovra’ compilare una sola scheda. Se il
raggruppamento (filare, viale alberato o gruppo) e’ polispecifico
occorrera’ compilare una scheda per ogni gruppo di pari specie.
Il concetto di gruppo si applica quando l’insieme delle piante
forma un complesso che visivamente si percepisce come un tutto unico;
ovviamente, per gruppo non si puo’ intendere tutta la vegetazione che
costituisce un parco od un giardino.
Di seguito sono descritti i campi di informazione previsti nella
scheda.
Numero della scheda, data del rilievo, oggetto del rilievo,
riferimento a censimenti passati.
Per facilitare l’archiviazione dei dati, anche su supporto
informatico, nonche’ la correlazione con il materiale documentale, ad
ogni scheda viene attribuito un numero progressivo che caratterizza
il relativo rilievo.
Come gia’ accennato, qualora si debbano segnalare filari o gruppi
plurispecifici, saranno compilate tante schede quante sono le specie;
su ognuna si riportera’ lo stesso numero accompagnato da una lettera
di differenziazione [es.: gruppo di n. 3 cedri e n. 2 faggi,
compilare n. 2 schede di rilevamento con lo stesso numero di scheda:
scheda dei cedri (1a), scheda dei faggi (1b)].
La data del rilievo e’ indispensabile in quanto le piante si
presentano diversamente nelle varie stagioni e quindi anche le
informazioni rilevate possono variare da periodo a periodo.
Nel fare riferimento al passato censimento, si dovranno indicare
gli estremi del censimento (es. censimento del CfS del 1982,
censimento ad opera di enti territoriali, censimento Capodarca 1984 o
2004, censimento De Agostini, ecc.).
Localizzazione geografica.
Si riportera’ l’ambito territoriale del rilievo, ossia la
regione, la provincia, il comune, la localita’ e, se disponibile,
l’indirizzo; ove necessario, si descrivera’ brevemente l’itinerario
di accesso utilizzato per raggiungere l’esemplare, facendo
riferimento a elementi di facile individuazione sul tracciato.
Una volta individuato l’esemplare, singolo, filare o gruppo che
sia, dovranno essere rilevate le coordinate GPS in WGS 84, la quota
s.l.m. e la pendenza del sito di radicazione. Per il rilievo delle
coordinate GPS di un filare o di un gruppo ci si posizionera’ nel
punto centrale degli stessi.
Laddove reperibili verranno riportati anche i dati catastali
(numero di foglio e particella/e), soprattutto se ci si trova in
ambito privato, nonche’ la denominazione del foglio IGM e il numero.
Contesto.
Il contesto verra’ dettagliato in relazione all’inserimento
dell’albero in ambiente urbano o extra-urbano.
Verranno fornite le caratteristiche del suolo in termini di
copertura (nudo, inerbito, cespugliato, pavimentato,
impermeabilizzato, tappezzanti, ghiaia, erbacee) e di livello di
compattamento (non compattato, debolmente compattato, mediamente
compattato, fortemente compattato), annotando anche se vi e’ ristagno
idrico o meno.
Proprieta’ e vincoli.
Verranno riportati il nominativo ed il recapito del proprietario
(privato o pubblico) della pianta censita, in modo tale da consentire
eventuali contatti necessari per ulteriori sopralluoghi. Verra’ data
indicazione anche del gestore se diverso dal proprietario.
Si riportera’ inoltre l’appartenenza o meno ad area protetta.
Tassonomia.
Si indichera’ sia il nome scientifico secondo la classificazione
binomia, completa della indicazione di sottospecie, varieta’ o
cultivar, che il nome volgare e l’eventuale denominazione dialettale
con riferimento sia alla specie che all’individuo arboreo.
Aspetti di monumentalita’.
Si riportano i motivi (uno o piu’) per i quali l’individuo e’ da
considerarsi monumentale, descrivendoli nell’apposito spazio e
riportandone i relativi riferimenti testimoniali o bibliografici.
Valgono i criteri descritti piu’ esaustivamente nel decreto:
1) monumentalita’ legata all’eta’ e alle dimensioni;
2) monumentalita’ legata alla forma o portamento;
3) monumentalita’ legata al valore ecologico;
4) monumentalita’ legata alla rarita’ botanica;
5) monumentalita’ legata al valore storico, culturale, religioso;
6) monumentalita’ paesaggistica.
Dati dimensionali del singolo elemento.
Si descriveranno alcune importanti caratteristiche dendrometriche
e morfologiche, quali il numero di fusti che compone la ceppaia,
l’altezza, la circonferenza del tronco, il diametro della chioma,
l’eta’, fornendo le seguenti informazioni:
per il tronco: indicare il numero dei fusti;
per la circonferenza: indicare la circonferenza a 1,30 m da
terra, espressa in centimetri, facendo riferimento per le modalita’
di rilievo all’apposito allegato;
per l’altezza: optare, a seconda della disponibilita’ di
strumentazione adatta e/o del grado di accessibilita’ alla
misurazione, tra quella misurata e quella stimata. Se l’albero e’
policormico si riportera’ l’altezza del fusto piu’ elevato;
per l’eta’: riportare il valore stimato per classi di
intervallo: < 100, 100-200, > 200;
per la forma della chioma: indicare se espansa, pendula,
colonnare, piramidale, a ombrello, a vaso nonche’ se compressa o
meno;
per il diametro medio della chioma: indicare il diametro medio
della proiezione della chioma a terra, espresso in metri;
per altezza del 1° palco: indicare l’altezza da terra, espressa
in metri.
Condizioni vegetative e strutturali del singolo elemento.
Si fornira’ una prima valutazione generale dello stato di salute
dell’esemplare arboreo:
per il vigore vegetativo: indicare se buono, medio o scarso;
per la defoliazione: indicare se assente, localizzata o diffusa;
per la decolorazione: indicare se assente, localizzata o diffusa;
per la microfillia: indicare se assente, significativa o
evidente. Questo carattere si riferisce a foglie dalle dimensioni
piu’ ridotte rispetto al normale sviluppo, sintomo da imputare
all’azione di diversi agenti biotici e abiotici quali stress idrico,
carenze nutrizionali, attacchi fungini, inquinamento ecc.
per il seccume: indicare se assente, allo stato iniziale o
diffuso;
per i riscoppi: indicare se assenti o presenti. Trattasi di rami
provenienti da gemme dormienti, che si sviluppano a seguito
dell’azione di diversi fattori quali stress idrici, funghi, virus
ecc.
Si forniranno anche indicazioni generali circa la stabilita’
meccanica, indicando per ogni singola regione anatomica se l’aspetto
strutturale e’ buono, medio o scarso nonche’ inserendo nello spazio
dedicato alle note una breve descrizione dei sintomi/difetti
biomeccanici rilevati. Si aggiungeranno informazioni circa le
eventuali interferenze e il potenziale bersaglio in caso di cedimento
della struttura arborea, intendendo per «bersaglio» qualsiasi bene
insistente sull’area di potenziale caduta della pianta in misura
permanente o temporanea.
Stato fitosanitario del singolo elemento.
Si indichera’ l’eventuale presenza di infestazioni da parassiti o
di infezioni riferite a malattie fungine, virali e batteriche,
specificando l’agente di danno, la sua collocazione anatomica e
descrivendone i sintomi (presenza di ferite, cavita’, carpofori, rami
epicormici, carie, sintomi di instabilita’ e/o di decadimento
vegetativo, danni antropici ed altro).
Si indicheranno altresi’, se presenti, danni di tipo diverso sia
di origine biotica che abiotica.
Si procedera’ quindi alla valutazione qualitativa del quadro
fitosanitario complessivo indicando se buono, debole, deperente.
Interventi effettuati sul singolo elemento.
Si forniranno informazioni aggiuntive relative alla storia
dell’esemplare monumentale, laddove siano evidenti o confermate da
informazioni attendibili. In particolare si fara’ riferimento agli
interventi passati indicandone la tipologia, i tempi e la
localizzazione:
per la potatura: indicare il tipo di intervento (di rimonda, di
diradamento, di contenimento ecc.);
per il consolidamento: indicare se effettuato con l’utilizzo di
cavi in acciaio passanti o altro nonche’ la localizzazione (es. a
livello di branche primarie);
per gli ancoraggi: indicare se effettuati con cavi in acciaio,
funi, ecc. nonche’ la localizzazione;
per la dendrochirurgia: indicare le modalita’ e i materiali
utilizzati nonche’ la localizzazione;
per altro: indicare interventi tra i quali concimazione,
trattamenti antiparassitari, ecc.
Interventi necessari sul singolo elemento.
Si indichera’ la necessita’ o meno di interventi di manutenzione
ordinaria o straordinaria finalizzati al miglioramento delle
condizioni biologiche, biomeccaniche ed estetiche dell’albero, con
indicazione della tipologia.
Caratteristiche dell’insieme omogeneo.
Si forniranno informazioni circa la tassonomia, l’estensione, i
principali parametri dimensionali del complesso arboreo, condizioni
vegetative, interventi passati e da attuarsi. Per quel che riguarda i
dati dimensionali si indicheranno, oltre che i valori medi, anche
quelli massimi misurati anche su esemplari diversi (es. altezza
massima del componente piu’ alto, circonferenza massima
dell’esemplare piu’ grande anche se diverso dal primo). Per gli altri
parametri di tipo non quantitativo si effettuera’ una descrizione.
Stato della tutela e proposta di dichiarazione di notevole interesse
pubblico.
Si segnaleranno i vincoli esistenti in base alla normativa
vigente: vincolo idrogeologico, vincoli ex articoli 10, comma 4,
lettera f), 136 e 142 del decreto legislativo n. 42/2004 «Codice dei
beni culturali e del paesaggio» anche con riferimento alla loro
declinazione a normativa regionale nonche’ se l’elemento sia
proponibile come oggetto di tutela ai sensi delle suddette norme.
Altre osservazioni.
Trattasi di spazio libero dedicato ad ogni eventuale
considerazione, soprattutto in merito agli aspetti trattati per il
singolo elemento che sono stati riproposti in modo generalizzato per
l’intero insieme omogeneo. In esso potranno, pertanto, avere spazio
osservazioni di interesse sul filare, gruppo, viale alberato, bosco.
Rilevatori.
E’ inoltre importante riportare i nominativi dei rilevatori e il
loro ente di appartenenza per poter eventualmente assumere dagli
stessi ulteriori informazioni e chiarimenti.
Corredo fotografico.
A complemento della scheda di rilevamento, e’ necessario
allegare, altresi’, della documentazione fotografica. Le immagini
dovranno essere di buona qualita’ e tali da permettere una chiara
visione del rilievo e della sua potenziale monumentalita’. Si
sottolinea la necessita’ di fornire innanzi tutto un inquadramento
della pianta o delle piante nel paesaggio circostante, possibilmente
ponendovi alla base un riferimento dimensionale noto (una macchina,
una persona). Alla foto d’inquadramento seguono poi una o piu’
immagini di dettaglio relative a qualche particolare che si ritiene
importante. Se si e’ in possesso di materiale illustrativo di
qualsiasi genere che documenti l’importanza del rilievo, e’ opportuno
allegarne copia alla scheda di rilevamento.

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Allegato n. 5

Rilevazione della circonferenza del fusto

Il parametro dimensionale di riferimento di maggiore
significativita’ e’ la circonferenza del fusto che per convenzione e’
misurata ad una altezza da terra pari a 1,30 m.
La circonferenza degli alberi verra’ rilevata con le seguenti
modalita’:
a) se l’albero presenta piu’ fusti, con biforcazione ad un
altezza inferiore a m 1,30 da terra, si rileveranno le circonferenze
di tutti i tronchi. Tale modalita’ verra’ eseguita anche se trattasi
di un albero ceduato;
b) se l’albero e’ policormico ma la biforcazione si manifesta
sopra m 1,30 da terra, si riportera’ la misura del solo fusto,
descrivendo la conformazione dei tronchi e della chioma;
c) se ad 1,30 m dal suolo, l’albero presenta protuberanze o
rigonfiamenti (cancri, ecc.), si misurera’ la circonferenza della
sezione piu’ prossima a quella convenzionale di 1,30 m, che presenti
la minore anomalia possibile;
d) se l’albero e’ troncato e rami sostitutivi hanno ricostituito
in toto o in buona parte la chioma, o qualora biforcato presenti uno
dei fusti, o parte di esso, troncato, esso sara’ considerato alla
stessa stregua degli altri individui, tenendo conto della menomazione
(se importante) nell’assegnazione dell’appropriato giudizio di
vitalita’;
e) in caso di terreno inclinato si misurera’ la circonferenza del
tronco sul lato a monte, sempre a m 1,30 da terra;
f) nel caso di alberi prostrati, la distanza di 1,30 m dal suolo
andra’ rilevata secondo la direzione inclinata del soggetto, passante
per i punti centrali della sezione di base e della sezione di
rilevamento;
g) in caso di terreno aggiunto sulle radici o di interramento,
tale da sollevare il piano di campagna, o in caso di dilavamento del
terreno, tale da scoperchiare le radici stesse, si misurera’ la
circonferenza a m 1,30 dal colletto, cioe’ dall’inserzione del tronco
sulle radici.

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Allegato n. 6

Pannello tipo

Al fine di rendere riconoscibili in maniera univoca ed uniforme
gli alberi monumentali presenti nell’elenco nazionale e’
indispensabile che ogni esemplare (o gruppo di esemplari) venga
descritto con pannelli che contengano le seguenti informazioni.
Dati generali.
Nome scientifico dell’esemplare.
Nome volgare.
Dati sull’esemplare censito: eta’ approssimativa, altezza,
diametro del tronco, data in cui sono stati effettuati i rilievi
riportati nel pannello.
Numero dell’esemplare nell’elenco nazionale o qualsiasi altro
riferimento alfanumerico che individui l’esemplare all’interno di
tale elenco.
Dati botanici sulla specie.
Caratteristiche generali, indicazioni su foglie e frutti,
curiosita’ botaniche. Possono essere inseriti in questo spazio anche
foto descrittive.
Notizie storiche.
Informazioni su eventuale messa a dimora, informazioni sul luogo
ove si trova l’esemplare (se presente ad esempio in un contesto
architettonico quale villa, complesso ecclesiastico, parco cittadino
ecc.).
Personaggi legati all’esemplare.
Brevi dati su eventuali personaggi associati all’esemplare.
Informazioni culturali.
Etimologia del nome della specie forestale, informazioni su usi e
tradizioni legate all’esemplare, richiami a opere letterarie in cui
e’ citato l’esemplare.
Il pannello dovra’, inoltre, essere corredato dai loghi del
Ministero dell’ambiente, del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, del Ministero dei beni culturali, del Corpo
forestale dello Stato, della Regione e del Comune ove si trova
l’esemplare censito.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI, DECRETO 23 ottobre 2014

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