DECRETO LEGISLATIVO 2 Agosto 2007, n. 146 - Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004. (GU n. 207 del 6-9-2007 | Agrinews.info

DECRETO LEGISLATIVO 2 Agosto 2007, n. 146 – Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004. (GU n. 207 del 6-9-2007

DECRETO LEGISLATIVO 2 Agosto 2007, n. 146 - Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004. (GU n. 207 del 6-9-2007 )

DECRETO LEGISLATIVO 2 Agosto 2007 , n. 146

Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche
commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e
che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE,
e il Regolamento (CE) n. 2006/2004.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 14, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2005 ed, in particolare,
l’articolo 1 e l’allegato A;
Vista la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali
sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica
la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE,
98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonche’
il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio (“direttiva sulle pratiche commerciali sleali”);
Vista la direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicita’
ingannevole e comparativa (versione codificata);
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 luglio 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia e dell’economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Delle pratiche commerciali scorrette
1. Gli articoli da 18 a 27 del decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, recante Codice del consumo, sono sostituiti dai
seguenti:
“CAPO I
Disposizioni generali
Art. 18.
Definizioni
1. Ai fini del presente titolo, si intende per:
a) “consumatore”: qualsiasi persona fisica che, nelle pratiche
commerciali oggetto del presente titolo, agisce per fini che non
rientrano nel quadro della sua attivita’ commerciale, industriale,
artigianale o professionale;
b) “professionista”: qualsiasi persona fisica o giuridica che,
nelle pratiche commerciali oggetto del presente titolo, agisce nel
quadro della sua attivita’ commerciale, industriale, artigianale o
professionale e chiunque agisce in nome o per conto di un
professionista;
c) “prodotto”: qualsiasi bene o servizio, compresi i beni
immobili, i diritti e le obbligazioni;
d) “pratiche commerciali tra professionisti e consumatori” (di
seguito denominate: “pratiche commerciali”): qualsiasi azione,
omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi
compresa la pubblicita’ e la commercializzazione del prodotto, posta
in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita
o fornitura di un prodotto ai consumatori;
e) “falsare in misura rilevante il comportamento economico dei
consumatori”: l’impiego di una pratica commerciale idonea ad alterare
sensibilmente la capacita’ del consumatore di prendere una decisione
consapevole, inducendolo pertanto ad assumere una decisione di natura
commerciale che non avrebbe altrimenti preso;
f) “codice di condotta”: un accordo o una normativa che non e’
imposta dalle disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative di uno Stato membro e che definisce il comportamento
dei professionisti che si impegnano a rispettare tale codice in
relazione a una o piu’ pratiche commerciali o ad uno o piu’ settori
imprenditoriali specifici;
g) “responsabile del codice”: qualsiasi soggetto, compresi un
professionista o un gruppo di professionisti, responsabile della
formulazione e revisione di un codice di condotta ovvero del
controllo del rispetto del codice da parte di coloro che si sono
impegnati a rispettarlo;
h) “diligenza professionale”: il normale grado della specifica
competenza ed attenzione che ragionevolmente i consumatori attendono
da un professionista nei loro confronti rispetto ai principi generali
di correttezza e di buona fede nel settore di attivita’ del
professionista;
i) “invito all’acquisto”: una comunicazione commerciale indicante
le caratteristiche e il prezzo del prodotto in forme appropriate
rispetto al mezzo impiegato per la comunicazione commerciale e
pertanto tale da consentire al consumatore di effettuare un acquisto;
l) “indebito condizionamento”: lo sfruttamento di una posizione
di potere rispetto al consumatore per esercitare una pressione, anche
senza il ricorso alla forza fisica o la minaccia di tale ricorso, in
modo da limitare notevolmente la capacita’ del consumatore di
prendere una decisione consapevole;
m) “decisione di natura commerciale”: la decisione presa da un
consumatore relativa a se acquistare o meno un prodotto, in che modo
farlo e a quali condizioni, se pagare integralmente o parzialmente,
se tenere un prodotto o disfarsene o se esercitare un diritto
contrattuale in relazione al prodotto; tale decisione puo’ portare il
consumatore a compiere un’azione o all’astenersi dal compierla;
n) “professione regolamentata”: attivita’ professionale, o
insieme di attivita’ professionali, l’accesso alle quali e il cui
esercizio, o una delle cui modalita’ di esercizio, e’ subordinata
direttamente o indirettamente, in base a disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative, al possesso di determinate qualifiche
professionali.
Art. 19.
Ambito di applicazione
1. Il presente titolo si applica alle pratiche commerciali
scorrette tra professionisti e consumatori poste in essere prima,
durante e dopo un’operazione commerciale relativa a un prodotto.
2. Il presente titolo non pregiudica:
a) l’applicazione delle disposizioni normative in materia
contrattuale, in particolare delle norme sulla formazione, validita’
od efficacia del contratto;
b) l’applicazione delle disposizioni normative, comunitarie o
nazionali, in materia di salute e sicurezza dei prodotti;
c) l’applicazione delle disposizioni normative che determinano la
competenza giurisdizionale;
d) l’applicazione delle disposizioni normative relative allo
stabilimento, o ai regimi di autorizzazione, o i codici deontologici
o altre norme specifiche che disciplinano le professioni
regolamentate, per garantire livelli elevati di correttezza
professionale.
3. In caso di contrasto, le disposizioni contenute in direttive o
in altre disposizioni comunitarie e nelle relative norme nazionali di
recepimento che disciplinano aspetti specifici delle pratiche
commerciali scorrette prevalgono sulle disposizioni del presente
titolo e si applicano a tali aspetti specifici.
4. Il presente titolo non e’ applicabile in materia di
certificazione e di indicazioni concernenti il titolo degli
articoli in metalli preziosi.
Capo II
Pratiche commerciali scorrette
Art. 20.
Divieto delle pratiche commerciali scorrette
1. Le pratiche commerciali scorrette sono vietate.
2. Una pratica commerciale e’ scorretta se e’ contraria alla
diligenza professionale, ed e’ falsa o idonea a falsare in misura
apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto,
del consumatore medio che essa raggiunge o al quale e’ diretta o del
membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta
a un determinato gruppo di consumatori.
3. Le pratiche commerciali che, pur raggiungendo gruppi piu’ ampi
di consumatori, sono idonee a falsare in misura apprezzabile il
comportamento economico solo di un gruppo di consumatori chiaramente
individuabile, particolarmente vulnerabili alla pratica o al prodotto
cui essa si riferisce a motivo della loro infermita’ mentale o
fisica, della loro eta’ o ingenuita’, in un modo che il
professionista poteva ragionevolmente prevedere, sono valutate
nell’ottica del membro medio di tale gruppo. E’ fatta salva la
pratica pubblicitaria comune e legittima consistente in dichiarazioni
esagerate o in dichiarazioni che non sono destinate ad essere prese
alla lettera.
4. In particolare, sono scorrette le pratiche commerciali:
a) ingannevoli di cui agli articoli 21, 22 e 23 o
b) aggressive di cui agli articoli 24, 25 e 26.
5. Gli articoli 23 e 26 riportano l’elenco delle pratiche
commerciali, rispettivamente ingannevoli e aggressive, considerate in
ogni caso scorrette.
SEZIONE I
Pratiche commerciali ingannevoli
Art. 21.
Azioni ingannevoli
1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene
informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in
qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o
e’ idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o
piu’ dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o e’ idonea a
indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non
avrebbe altrimenti preso:
a) l’esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto,…

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DECRETO LEGISLATIVO 2 Agosto 2007, n. 146 – Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004. (GU n. 207 del 6-9-2007

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