DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 - Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 | Agrinews.info

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 – Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 - Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche. (GU n. 219 del 18-9-2008 - Suppl. Ordinario n.221)

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008 , n. 145

Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva
67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative in materia di
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze
pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006
concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e istituisce un’Agenzia
europea per le sostanze chimiche.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, recante
attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente la classificazione,
imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, come
modificato con decreto legislativo 25 febbraio 1998, n. 90, ed in
particolare l’articolo 37, comma 2;
Visto l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato B della legge
25 febbraio 2008, n. 34, recante disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee (legge comunitaria 2007);
Visto il decreto del Ministro della sanita’ in data 28 aprile 1997,
e successive modificazioni, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 1997;
Vista la direttiva 2006/121/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2006, che modifica la direttiva 67/548/CEE
del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative relative alla
classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze
pericolose per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente
la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un’Agenzia europea
per le sostanze chimiche;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 1° aprile 2008;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
nella seduta del 10 luglio 2008;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 luglio 2008;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, dell’interno, della giustizia, dell’economia e
delle finanze, dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,
delle politiche agricole alimentari e forestali e per i rapporti con
le regioni;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Modifiche all’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il presente decreto disciplina, relativamente alle sostanze di
cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), anche se contenute in
preparati, allorche’ tali sostanze siano immesse sul mercato
comunitario: la classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura
delle sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente.».

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con d.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE):
Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 37 del decreto legislativo
3 febbraio 1997, n. 52, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
11 marzo 1997, n. 58, supplemento ordinario, e’ il
seguente:
«Art. 37 (Adempimenti successivi). – 1. Con decreto del
Ministro della sanita’, da emanarsi entro il 30 aprile
1997, si provvede al recepimento delle direttive
91/632/CEE, 92/37/CEE, 92/69/CEE, 93/21/CEE, 93/72/CEE,
93/101/CE e 94/69/CE, della Commissione, rispettivamente
del 28 ottobre 1991, del 30 aprile 1992, del 31 luglio
1992, del 27 aprile 1993, del 1° settembre 1993, del
1° novembre 1993, e del 19 dicembre 1994 e alla
pubblicazione integrale degli allegati da I a IX.
2. Con decreto del Ministro della sanita’, previa
comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e al Ministro dell’ambiente, si provvede
al recepimento di ulteriori direttive tecniche di modifica
degli allegati; il decreto e’ emanato di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
con il Ministro dell’ambiente ogni qualvolta la nuova
direttiva preveda poteri discrezionali per il proprio
recepimento.
3. I decreti di cui ai commi 1 e 2, salvo che sia
diversamente indicato dalle direttive che con essi si
recepiscono, concedono sei mesi per lo smaltimento delle
sostanze pericolose gia’ immesse sul mercato alla data
della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, non conformi, nell’imballaggio e
nell’etichettatura, alle disposizioni dei decreti
medesimi.».
– Il decreto legislativo 25 febbraio 1998, n. 90,
recante: «Modifiche al decreto legislativo 3 febbraio 1997,
n. 52, recante attuazione della direttiva 92/32/CEE
concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura
delle sostanze pericolose» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 10 aprile 1998, n. 84.
– Il testo dell’art. 1, commi 1 e 3, e dell’allegato B
della legge 25 febbraio 2008, n. 34, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2008, n. 56, supplemento
ordinario e’ il seguente:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro la scadenza del termine di recepimento
fissato dalle singole direttive, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e
B. Per le direttive elencate negli allegati A e B il cui
termine di recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei
tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della
presente legge, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi di attuazione entro e non oltre novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. Per le direttive elencate negli allegati A e B che
non prevedono un termine di recepimento, il Governo e’
delegato ad adottare i decreti legislativi di attuazione
entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
(Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso il parere dei competenti
organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine per l’espressione del parere
parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi
termini previsti dai commi 4 e 8, scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di
sessanta giorni.».
(Omissis).

«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)

2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 marzo 2006, sulle norme minime per l’applicazione dei
regolamenti n. 3820/85/CEE e n. 3821/85/CEE del Consiglio
relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei
trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE
del Consiglio.
2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti
annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive
78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva
84/253/CEE del Consiglio.
2006/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 giugno 2006, che modifica le direttive del Consiglio
78/660/CEE, relativa ai conti annuali di taluni tipi di
societa’, 83/349/CEE, relativa ai conti consolidati,
86/635/CEE, relativa ai conti annuali e ai conti
consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari,
e 91/674/CEE, relativa ai conti annuali e ai conti
consolidati delle imprese di assicurazione.
2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 settembre 2006, relativa a pile e accumulatori e ai
rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva
91/157/CEE.
2006/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 settembre 2006, che modifica la direttiva 77/91/CEE del
Consiglio relativamente alla costituzione delle societa’
per azioni nonche’ alla salvaguardia e alle modificazioni
del loro capitale sociale.
2006/69/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, che
modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda talune
misure aventi lo scopo di semplificare la riscossione
dell’imposta sul valore aggiunto e di contribuire a
contrastare la frode o l’evasione fiscale e che abroga
talune decisioni che autorizzano misure derogatorie.
2006/86/CE della Commissione, del 24 ottobre 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di
rintracciabilita’, la notifica di reazioni ed eventi
avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la
codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e
la distribuzione di tessuti e cellule umani.
2006/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, che fissa i requisiti tecnici per le navi
della navigazione interna e che abroga la direttiva
82/714/CEE del Consiglio.
2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa
alle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle
specie animali d’acquacoltura e ai relativi prodotti,
nonche’ alla prevenzione di talune malattie degli animali
acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie.
2006/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, sulla disciplina dell’utilizzazione degli
aerei di cui all’allegato 16 della convenzione
sull’aviazione civile internazionale, volume 1, parte II,
capitolo 3, seconda edizione (1988) (versione codificata).
2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006,
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto.
2006/117/EURATOM del Consiglio, del 20 novembre 2006,
relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni
di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito.
2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee
dall’inquinamento e dal deterioramento.
2006/121/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 dicembre 2006, che modifica la direttiva 67/548/CEE del
Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative relative alla
classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle
sostanze pericolose per adattarla al regolamento (CE) n.
1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione,
l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche
(REACH) e istituisce un’Agenzia europea per le sostanze
chimiche.
2007/16/CE della Commissione, del 19 marzo 2007,
recante modalita’ di esecuzione della direttiva 85/611/CEE
del Consiglio concernente il coordinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
in materia di taluni organismi d’investimento collettivo in
valori mobiliari (OICVM) per quanto riguarda il chiarimento
di talune definizioni.».
– Il decreto del Ministro della sanita’ del 28 aprile
1997, recante: Attuazione dell’art. 37, commi 1 e 2, del
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
19 agosto 1997, n. 192, supplemento ordinario.
– La direttiva 2006/121/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
30 dicembre 2006, n. L 396.
– La direttiva 67/548/CEE e’ pubblicata nella GUCE
16 agosto 1967, n. 196.
– Il regolamento (CE) n. 1907/2006 e’ pubblicato nella
GUCE 31 maggio 2008, n. L 141.
Nota all’art. 1:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 1 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 1 (Campo di applicazione). – 1. Il presente
decreto disciplina, relativamente alle sostanze di cui
all’art. 2, comma 1, lettere a) e b), anche se contenute in
preparati, allorche’ tali sostanze siano immesse sul
mercato comunitario: la classificazione, l’imballaggio e
l’etichettatura delle sostanze pericolose per l’uomo e per
l’ambiente.
2. Le norme del presente decreto non si applicano alle
sostanze ed ai preparati seguenti che, allo stato finito,
sono destinati all’utilizzatore finale:
a) specialita’ medicinali ad uso umano o ad uso
veterinario;
b) prodotti cosmetici;
c) miscele di sostanze in forma di rifiuti;
d) prodotti alimentari;
e) alimenti per animali;
f) antiparassitari;
g) sostanze radioattive;
h) altre sostanze o preparati per i quali esistono
procedure comunitarie di notifica o di approvazione sulla
base di requisiti equivalenti a quelli stabiliti dal
presente decreto.
3. Il presente decreto non si applica altresi’:
a) al trasporto delle sostanze e preparati pericolosi
per ferrovia, su strada, per via fluviale, marittima o
aerea;
b) alle sostanze e preparati in transito soggetti a
controllo doganale quando non siano oggetto di trattamento
o trasformazione.
4. Le norme del presente decreto si applicano,
limitatamente alle operazioni di cui al comma 1,
lettera c), anche in caso di passaggio delle sostanze
pericolose da una ad altra unita’ produttiva della stessa
impresa, ferma restando l’applicazione delle ulteriori
prescrizioni, per l’utilizzazione di dette sostanze e
preparati da parte dei lavoratori subordinati che il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con proprio
decreto, sentita la Commissione consultiva permanente per
la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro, puo’
stabilire ai sensi del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni.».

Art. 2.
Modifiche all’articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti, allo stato
naturale o ottenuti mediante qualsiasi procedimento di produzione,
compresi gli additivi necessari per mantenere la stabilita’ dei
prodotti e le impurezze derivati dal procedimento impiegato, ma
esclusi i solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla
stabilita’ delle sostanze e senza modificare la loro composizione;
b) preparati: le miscele o le soluzioni costituite da due o piu’
sostanze;
c) immissione sul mercato: la messa a disposizione di terzi e, in
ogni caso, l’importazione nel territorio doganale dell’Unione
europea;
d) EINECS (Inventario europeo delle sostanze commerciali
esistenti) l’inventario europeo delle sostanze commerciali esistenti
sul mercato comunitario alla data del 18 settembre 1981;
e) ELINCS (Elenco europeo delle nuove sostanze chimiche) lista
europea delle sostanze immesse sul mercato comunitario dopo il
18 settembre 1981.».

Nota all’art. 2:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 2 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti,
allo stato naturale o ottenuti mediante qualsiasi
procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari
per mantenere la stabilita’ dei prodotti e le impurezze
derivati dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi
che possono essere eliminati senza incidere sulla
stabilita’ delle sostanze e senza modificare la loro
composizione;
b) preparati: le miscele o le soluzioni costituite da
due o piu’ sostanze;
c) immissione sul mercato: la messa a disposizione di
terzi e, in ogni caso, l’importazione nel territorio
doganale dell’Unione europea;
d) EINECS (Inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti) l’inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti sul mercato comunitario alla data del
18 settembre 1981;
e) ELINCS (Elenco europeo delle nuove sostanze
chimiche) lista europea delle sostanze immesse sul mercato
comunitario dopo il 18 settembre 1981.
2. Ai sensi del presente decreto sono considerati
pericolosi le sostanze ed i preparati:
a) esplosivi: le sostanze ed i preparati solidi,
liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l’azione
dell’ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione
esotermica con rapida formazione di gas e che, in
determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano
rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in
condizione di parziale contenimento;
b) comburenti: le sostanze ed i preparati che a
contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili,
provocano una forte reazione esotermica;
c) estremamente infiammabili: le sostanze ed i
preparati liquidi con il punto di infiammabilita’
estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le
sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e
pressione ambiente si infiammano a contatto con l’aria;
d) facilmente infiammabili:
1) le sostanze ed i preparati che, a contatto con
l’aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia,
possono subire innalzamenti termici e da ultimo
infiammarsi;
2) le sostanze ed i preparati solidi che possono
facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una
sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a
consumarsi anche dopo il distacco della sorgente di
accensione;
3) le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto
d’infiammabilita’ e’ molto basso;
4) le sostanze ed i preparati che, a contatto con
l’acqua o l’aria umida, sprigionano gas estremamente
infiammabili in quantita’ pericolose;
e) infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi
con un basso punto di infiammabilita’;
f) molto tossici: le sostanze ed i preparati che, in
caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccolissime quantita’, possono essere letali oppure
provocare lesioni acute o croniche;
g) tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso
di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccole quantita’, possono essere letali oppure provocare
lesioni acute o croniche;
h) nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi: le sostanze ed i preparati che, a
contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi
un’azione distruttiva;
l) irritanti: le sostanze ed i preparati non
corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto
con la pelle o le mucose puo’ provocare una reazione
infiammatoria;
m) sensibilizzanti: le sostanze ed i preparati che,
per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad
una reazione di ipersensibilizzazione per cui una
successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce
reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni: le sostanze ed i preparati che, per
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
o) mutageni: le sostanze ed i preparati che, per
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la
frequenza;
p) tossici per il ciclo riproduttivo: le sostanze ed
i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento
cutaneo, possono provocare o rendere piu’ frequenti effetti
nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della
funzione o delle capacita’ riproduttive maschili o
femminili;
q) pericolosi per l’ambiente: le sostanze ed i
preparati che, qualora si diffondano nell’ambiente,
presentano o possono presentare rischi immediati differiti
per una o piu’ delle componenti ambientali.».

Art. 3.
Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. L’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Determinazione e valutazione delle proprieta’ delle
sostanze). – 1. I test relativi alle sostanze da realizzarsi ai sensi
del presente decreto sono effettuati conformemente alle prescrizioni
dell’articolo 13 del regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la
registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un’Agenzia europea
per le sostanze chimiche.».

Art. 4.
Modifiche all’articolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. L’articolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 5 (Obblighi generali). – 1. Le sostanze, in quanto tali o
sotto forma di preparati, possono essere immesse sul mercato soltanto
se sono state imballate ed etichettate a norma degli articoli 19, 20,
21 e 22 e dei criteri di cui all’allegato VI e, per le sostanze
registrate, in base alle informazioni ottenute mediante
l’applicazione degli articoli 12 e 13 del regolamento (CE) n.
1907/2006, salvo se trattasi di preparati per i quali altre direttive
prevedono disposizioni specifiche.
2. Le misure di cui al comma 1 si applicano fino al momento
dell’inserimento della sostanza nell’allegato I o fino al momento in
cui e’ adottata, secondo la procedura di cui all’articolo 29 della
direttiva 67/548/CEE, la decisione di non inserirla nello stesso
allegato.».

Art. 5.
Modifiche all’articolo 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, le lettere d) ed e), sono sostituite dalle seguenti:
«d) le frasi tipo relative ai rischi specifici derivanti dai
pericoli dell’uso della sostanza, dette “frasi R”. Esse devono essere
formulate secondo le modalita’ dell’allegato III. Per le sostanze
pericolose contenute nell’allegato I debbono essere adottate le
“frasi R” in esso indicate, mentre per le sostanze pericolose non
ancora contenute nel suddetto allegato I le “frasi R” da usare sono
assegnate in base alle norme dell’allegato VI;
e) le frasi tipo concernenti consigli di prudenza relativi
all’uso della sostanza, dette “frasi S”. Esse devono essere formulate
secondo le modalita’ dell’allegato IV. Per le sostanze pericolose
contenute nell’allegato I debbono essere adottate le “frasi S” in
esso indicate, mentre per le sostanze pericolose non ancora contenute
nel suddetto allegato I, le “frasi S” da usare sono assegnate in base
alle norme dell’allegato VI;».

Nota all’art. 5:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 20 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 20 (Etichettatura). – 1. L’etichettatura delle
sostanze pericolose deve recare in caratteri leggibili e
indelebili:
a) la denominazione della sostanza conforme a una
delle denominazioni riportate nell’allegato I. Se la
sostanza non figura nell’allegato I, la denominazione deve
basarsi su una nomenclatura internazionalmente
riconosciuta;
b) il nome e l’indirizzo completo nonche’ il numero
di telefono del responsabile dell’immissione sul mercato
stabilito all’interno dell’Unione europea, che puo’ essere
il fabbricante, l’importatore o il distributore;
c) i simboli di pericolo, se previsti, e
l’indicazione di pericolo che comporta l’impiego della
sostanza. I simboli e le indicazioni di pericolo devono
essere conformi all’allegato II ed essere stampati in nero
su fondo giallo-arancione. I simboli e le indicazioni di
pericolo da usare per ciascuna sostanza sono quelli
riportati nell’allegato I. Alle sostanze pericolose non
ancora contenute nell’allegato I, i simboli e le
indicazioni di pericolo sono assegnati in base alle norme
dell’allegato VI. Quando ad una sostanza sono assegnati
piu’ simboli, salvo disposizioni contrarie riportate in
allegato I, l’obbligo di apporre il simbolo T rende
facoltativi i simboli X e C, l’obbligo di apporre il
simbolo C rende facoltativo il simbolo X, l’obbligo di
apporre il simbolo E rende facoltativi i simboli F e O;
d) le frasi tipo relative ai rischi specifici
derivanti dai pericoli dell’uso della sostanza, dette
“frasi R”. Esse devono essere formulate secondo le
modalita’ dell’allegato III. Per le sostanze pericolose
contenute nell’allegato I debbono essere adottate le “frasi
R” in esso indicate, mentre per le sostanze pericolose non
ancora contenute nel suddetto allegato I le “frasi R” da
usare sono assegnate in base alle norme dell’allegato VI;
e) le frasi tipo concernenti consigli di prudenza
relativi all’uso della sostanza, dette “frasi S”. Esse
devono essere formulate secondo le modalita’ dell’allegato
IV. Per le sostanze pericolose contenute nell’allegato I
debbono essere adottate le “frasi S” in esso indicate,
mentre per le sostanze pericolose non ancora contenute nel
suddetto allegato I, le “frasi S” da usare sono assegnate
in base alle norme dell’allegato VI;
f) il numero CE, se assegnato, desunto dall’EINECS o
dall’elenco di cui all’art. 18;
g) l’indicazione “Etichetta CE” per le sostanze
contenute nell’allegato I.
2. Per le sostanze irritanti, facilmente infiammabili,
infiammabili o comburenti, non e’ necessaria l’indicazione
delle relative “frasi R” e “frasi S” se il contenuto
dell’imballaggio non supera i 125 millilitri. Lo stesso
vale per le sostanze nocive che, in imballaggi di pari
contenuto, non sono vendute al consumatore.
3. Indicazioni quali “non tossico”, “non nocivo” o
qualsiasi altra analoga non devono figurare sull’etichetta
o sull’imballaggio delle sostanze che rientrano nell’ambito
del presente decreto.».

Art. 6.
Modifiche all’articolo 22 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 22 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, sentito il parere dell’Istituto superiore di
sanita’, in deroga agli articoli 20 e 21, sono stabiliti i casi in
cui gli imballaggi delle sostanze che non sono esplosive, molto
tossiche o tossiche, possono non essere etichettati o possono essere
etichettati in modo diverso quando contengano quantitativi talmente
limitati da non comportare alcun pericolo sia per le persone che
manipolano tali sostanze che per terzi.».

Nota all’art. 6:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 22 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 22 (Deroghe alle norme di etichettatura e di
imballaggio). – 1. Gli articoli 19, 20 e 21 non si
applicano alle munizioni ed agli esplosivi immessi sul
mercato allo scopo di produrre esplosioni o effetti
pirotecnici, per i quali restano ferme le disposizioni
vigenti in materia, ne’ fino al 30 aprile 1997, al propano
ed al gas di petrolio liquefatto.
2. Quando gli imballaggi sono di dimensione ridotta o
sono altrimenti inadatti per consentire un’etichettatura
conforme alle dimensioni ed alle modalita’ applicative di
cui agli articoli 20 e 21, commi 1 e 2, l’etichetta puo’
essere realizzata in dimensioni ridotte; la superficie
dell’etichetta non puo’ comunque essere inferiore a 10
centimetri quadrati ed il simbolo deve misurare almeno un
centimetro quadrato.
3. Nel caso in cui risulti materialmente impossibile
effettuare un’etichettatura conforme alle modalita’
applicative di cui al comma 2, il Ministro della sanita’,
di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, con il Ministro dell’ambiente e con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, stabilisce
le caratteristiche cui deve corrispondere l’etichetta.
4. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali, sentito il parere dell’Istituto
superiore di sanita’, in deroga agli articoli 20 e 21, sono
stabiliti i casi in cui gli imballaggi delle sostanze che
non sono esplosive, molto tossiche o tossiche, possono non
essere etichettati o possono essere etichettati in modo
diverso quando contengano quantitativi talmente limitati da
non comportare alcun pericolo sia per le persone che
manipolano tali sostanze che per terzi.».

Art. 7.
Modifiche all’articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
dopo il comma 6, sono aggiunti, in fine, i seguenti :
«6-bis. In base alle vigenti disposizioni, resta in capo agli
uffici competenti delle amministrazioni dello Stato, delle regioni e
degli enti locali, l’attivita’ di vigilanza sull’immissione sul
mercato e sulla commercializzazione delle sostanze pericolose.
6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, con il Ministro dello sviluppo
economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
stabilite, sulla base del costo effettivo del servizio, le tariffe
per l’integrale copertura dei costi dei controlli di cui al presente
articolo e le relative modalita’ di versamento. Tali tariffe sono
aggiornate almeno ogni due anni.
6-quater. Il decreto di cui al comma 6-ter si applica alle regioni
e alle province autonome di Trento e di Bolzano nell’ambito dei
controlli di loro competenza fino all’emanazione di proprie tariffe,
sulla base del costo effettivo del servizio, con loro apposite
disposizioni.
6-quinquies. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al
comma 6-ter, l’ammontare della tariffa dovuta per lo svolgimento
delle attivita’ di cui al comma 1, e’ determinata in euro duemila,
salvo conguaglio, da versare in apposito capitolo dell’entrata del
bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione al pertinente
capitolo di spesa.».

Nota all’art. 7:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 28 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 28 (Controlli). – 1. Al fine dell’accertamento
dell’osservanza delle norme del presente decreto,
l’immissione sul mercato e la commercializzazione delle
sostanze pericolose sono soggette alla vigilanza degli
uffici competenti, in base alle vigenti disposizioni, delle
amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti
locali; a tal fine il relativo personale puo’ procedere in
qualunque momento ad ispezioni presso luoghi di produzione,
deposito e vendita, richiedere dati, informazioni e
documenti, prelevare campioni in numero massimo di tre a
titolo gratuito, sigillati all’atto del prelievo, e
ciascuno in quantita’ sufficiente per una analisi completa.
2. Nei casi di constatata infrazione alle norme del
presente decreto, il Ministero della sanita’, in ambito
nazionale, e i competenti uffici delle regioni e degli enti
locali, nell’ambito del territorio di rispettiva
competenza, dispongono il divieto di commercializzazione ed
il sequestro in via amministrativa delle merci a cura e
comunque a spese del trasgressore, adottando le necessarie
prescrizioni per il loro ritiro e la loro custodia,
garantendo la sicurezza degli operatori, della popolazione
e dell’ambiente. I provvedimenti adottati dalle regioni e
dagli enti locali sono portati tempestivamente a conoscenza
del Ministero della sanita’, che procede ai necessari
accertamenti ai fini dell’eventuale estensione delle misure
all’intero territorio nazionale.
3. In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o la sicurezza, le autorita’ di cui al comma 2 possono
immediatamente adottare le misure provvisorie necessarie,
ivi incluso il divieto di commercializzazione e il ritiro
dal mercato.
4. Le misure di cui ai commi 2 e 3 si applicano anche
nel caso in cui l’interessato non consenta agli uffici di
cui al comma 1 la tempestiva acquisizione dei campioni e
dei documenti di cui allo stesso comma.
5. Su richiesta della ditta interessata, il Ministero
della sanita’ puo’ consentire l’adeguamento del prodotto
alle disposizioni del presente decreto ai fini del
successivo dissequestro.
6. I soggetti che, ai sensi del comma 1, effettuano
ispezioni e prelievi di campioni nell’esercizio delle
funzioni loro demandate, sono tenuti agli obblighi di
riservatezza relativamente alle informazioni acquisite, in
conformita’ alle norme vigenti.
6-bis. In base alle vigenti disposizioni, resta in capo
agli uffici competenti delle amministrazioni dello Stato,
delle regioni e degli enti locali, l’attivita’ di vigilanza
sull’immissione sul mercato e sulla commercializzazione
delle sostanze pericolose.
6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, con il Ministro dello sviluppo economico e con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite,
sulla base del costo effettivo del servizio, le tariffe per
l’integrale copertura dei costi dei controlli di cui al
presente articolo e le relative modalita’ di versamento.
Tali tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni.
6-quater. Il decreto di cui al comma 6-ter si applica
alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano nell’ambito dei controlli di loro competenza fino
all’emanazione di proprie tariffe, sulla base del costo
effettivo del servizio, con loro apposite disposizioni.
6-quinquies. Nelle more dell’adozione del decreto di
cui al comma 6-ter, l’ammontare della tariffa dovuta per lo
svolgimento delle attivita’ di cui al comma 1, e’
determinata in euro duemila, salvo conguaglio, da versare
in apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato,
per la successiva riassegnazione al pertinente capitolo di
spesa.».
Nota all’art. 8
– Si riporta il testo vigente dell’art. 29 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
dal presente decreto:
«Art. 29 (Esami e analisi di campioni). – 1. Gli esami
e le analisi dei campioni prelevati dalle autorita’ locali
sono eseguiti dai laboratori competenti per territorio.
2. Quando dall’analisi risulta che i prodotti non
corrispondono ai requisiti fissati dal presente decreto, il
direttore del laboratorio trasmette immediata denuncia
all’autorita’ competente, unendovi il verbale di
prelevamento ed il certificato di analisi.
Contemporaneamente, a mezzo di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, comunica all’esercente presso cui
estato fatto il prelievo i risultati dell’analisi. Analoga
comunicazione e’ fatta al fabbricante, all’importatore o al
distributore nel caso che il prelievo riguardi campioni in
confezioni originali; entro trenta giorni dalla data di
ricevimento della comunicazione gli interessati possono
presentare alla autorita’ che ha disposto il prelievo,
istanza di revisione di analisi, unendo la ricevuta di
versamento della somma indicata nel tariffario dei servizi
resi a pagamento dell’Istituto superiore di sanita’.
3. Le analisi di revisione sono eseguite presso
l’Istituto superiore di sanita’ entro i termini fissati ai
sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni.
4. L’Istituto superiore di sanita’ avverte, con congruo
anticipo, l’interessato, mediante lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, del giorno, dell’ora e del luogo in
cui avranno inizio le operazioni di revisione;
l’interessato ha diritto di farsi assistere, nelle dette
operazioni, dal suo difensore o da un consulente tecnico.
5. In caso di mancata presentazione nei termini della
istanza di revisione e nel caso che l’analisi di revisione
confermi quella di prima istanza, l’autorita’ competente
trasmette denuncia alla autorita’ giudiziaria e ne informa
il Ministero della sanita’.
6. Gli esami e le analisi dei campioni prelevati dalle
autorita’ centrali sono eseguiti dall’Istituto superiore di
sanita’, il quale trasmette il proprio parere, corredato
dai risultati e con l’indicazione delle eventuali misure
ritenute opportune, al Ministero della sanita’, per
l’adozione dei provvedimenti di competenza.
7. In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o la sicurezza, le autorita’ di cui all’art. 28, comma 2,
possono immediatamente adottare le misure provvisorie
necessarie, ivi incluso il divieto di commercializzazione e
l’ordine di ritiro dal mercato; ai fini dell’eventuale
revoca di tali misure si applica la procedura di cui ai
commi 3 e 4.».

Art. 8.
Modifiche all’articolo 29 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. All’articolo 29 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Quando dall’analisi risulta che i prodotti non corrispondono ai
requisiti fissati dal presente decreto, il direttore del laboratorio
trasmette immediata denuncia all’autorita’ competente, unendovi il
verbale di prelevamento ed il certificato di analisi.
Contemporaneamente, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di
ricevimento, comunica all’esercente presso cui e’ stato fatto il
prelievo i risultati dell’analisi. Analoga comunicazione e’ fatta al
fabbricante, all’importatore o al distributore nel caso che il
prelievo riguardi campioni in confezioni originali; entro trenta
giorni dalla data di ricevimento della comunicazione gli interessati
possono presentare alla autorita’ che ha disposto il prelievo,
istanza di revisione di analisi, unendo la ricevuta di versamento
della somma indicata nel tariffario dei servizi resi a pagamento
dell’Istituto superiore di sanita’.».

Art. 9.
Modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. L’articolo 36 del decreto legislativo del 3 febbraio 1997, n.
52, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 36 (Sanzioni). – 1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave
reato, chiunque immette nel mercato le sostanze pericolose di cui al
presente decreto in violazione delle disposizioni in tema
d’imballaggio e di etichettatura di cui agli articoli 19, 20, 21 e
22, nonche’ in violazione delle disposizioni sulla classificazione di
cui all’articolo 4 e’ punito con l’ammenda da 5.000 euro a 30.000
euro.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola la
disposizione di cui all’articolo 23 in tema di pubblicita’ e’ punito
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 15.000
euro.
3. Le sanzioni di cui al presente articolo non si applicano al
commerciante al dettaglio che pone in vendita o comunque distribuisce
per il consumo sostanze pericolose in confezioni originali, sempre
che non sia a conoscenza della violazione e la confezione originale
non presenti segni di alterazione.».

Art. 10.
Modifiche all’articolo 37 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52

1. L’articolo 37 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 37 (Adempimenti successivi). – 1. Con decreto del Ministro
del lavoro, della salute e delle politiche sociali, previa
comunicazione al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, si provvede
al recepimento di ulteriori direttive tecniche di modifica degli
allegati. Ogni qualvolta una nuova direttiva preveda poteri
discrezionali per il proprio recepimento viene emanato un decreto del
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
2. I decreti di cui al comma 1, salvo che sia diversamente indicato
dalle direttive che con essi si recepiscono, concedono sei mesi per
lo smaltimento delle sostanze pericolose gia’ immesse sul mercato
alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, non conformi, nell’imballaggio e
nell’etichettatura, alle disposizioni dei decreti medesimi.».

Art. 11.
Modifiche agli allegati del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52, e abrogazioni

1. Gli allegati V, VII parte A, VII parte B, VII parte C, VII parte
D e VIII del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, sono
abrogati.
2. I riferimenti agli allegati VII parte A, VII parte B, VII parte
C, VII parte D e VIII del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
sono da intendersi come riferimenti ai corrispondenti allegati VI,
VII, VIII, IX, X, XI del regolamento (CE) n. 1907/2006.
3. L’allegato VI del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
sostituito dall’allegato I del presente decreto.
4. Gli articoli 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 24, 25,
27, 30, 31, 32, 33, 34, 35 del decreto legislativo 3 febbraio 1997,
n. 52, sono abrogati.

Note all’art. 11:
– Gli allegati V, VII parte A, VII parte B, VII parte
C, VII parte D, e VIII del citato decreto legislativo n. 52
del 1997, allegati del presente decreto, recavano:

«Allegato V
(Articolo 3)

METODI PER LA DETERMINAZIONE DELLE PROPRIETA’
FISICO-CHIMICHE, DELLA TOSSICITA’ E DELL’ECOTOSSICITA».

«Allegato VII parte A
(Articolo 5)

INFORMAZIONI RICHIESTE PER IL FASCICOLO TECNICO
(Fascicolo di Base)».

«Allegato VII parte B

CARATTERISTICHE CHE FORMANO OGGETTO
DEL FASCICOLO TECNICO

(Fascicolo di base)».

Allegato VII parte C

CARATTERISTICHE CHE FORMANO OGGETTO
DEL FASCICOLO TECNICO

(Fascicolo di base)».

«Allegato VII parte D

DISPOSIZIONI SPECIFICHE RELATIVE AI FASCICOLI
TECNICI (FASCICOLO DI BASE) CONTENUTI NELLE .br, NOTIFICHE
DI CUI ALL’ARTICOLO 12».

«Allegato VIII
(Articolo 5)

Informazioni e prove complementari richieste conformemente
all’articolo 7, comma 2».

– Per i riferimenti al regolamento (CE) n. 1907/2006 si
vedano le note alle premesse.
– Gli articoli 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17,
24, 25, 27, 30, 31, 32, 33, 34 e 35 del citato decreto
legislativo n. 52 del 1997, abrogati dal presente decreto,
recavano:
«Art. 7 (Notifica completa)».
«Art. 8 (Notifica semicompleta)».
«Art. 9 (Sostanze gia’ notificate)».
«Art. 10 (Immissione sul mercato delle sostanze
notificate)».
«Art. 11 (Quantitativi per sostanze fabbricate fuori
dall’Unione europea)».
«Art. 12 (Polimeri)».
«Art. 13 (Deroghe)».
«Art. 14 (Aggiornamento delle informazioni)».
«Art. 15 (Notifiche successive – Norme intese ad
evitare la ripetizione di esperimenti su animali
vertebrati)».
«Art. 16 (Valutazione del fascicolo notificato)».
«Art. 17 (Riservatezza delle informazioni)».
«Art. 24 (Tariffe per la notifica)».
«Art. 25 (Scheda informativa in materia di
sicurezza)».
«Art. 27 (Unita’ di notifica)».
«Art. 30 (Definizioni ai fini della valutazione del
rischio)».
«Art. 31 (Principi della valutazione del rischio)».
«Art. 32 (Valutazione del rischio realtivo alla
salute umana)».
«Art. 33 (Valutazione del rischio relativo
all’ambiente)».
«Art. 34 (Conclusioni della valutazione del
rischio)».
«Art. 35 (Relazione da inviare alla Commissione
europea)».

Art. 12.
Determinazione delle tariffe per i controlli

1. Il decreto interministeriale di cui all’articolo 28,
comma 6-ter, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come
modificato dall’articolo 7, e’ adottato entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 13.
Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’espletamento delle
attivita’ di competenza con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 28 luglio 2008

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Ronchi, Ministro per le politiche
europee
Sacconi, Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali
Frattini, Ministro degli affari esteri
Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare
Maroni, Ministro dell’interno
Alfano, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro del-l’economia e
delle finanze
Gelmini, Ministro del-l’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Zaia, Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni

Visto, il Guardasigilli: Alfano

—-> Vedere Allegato da pag. 8 a pag. 55

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 – Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006

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