DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2009, n. 118 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, di attuazione della direttiva 2004/36/CE sulla sicurezza degli aeromobili di Paesi terzi che utilizzano aeroporti comunitari, e di attuazione della direttiva 2008/49/CE. (09G0124) (GU n. 189 del 17-8-2009 | Agrinews.info

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2009, n. 118 – Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, di attuazione della direttiva 2004/36/CE sulla sicurezza degli aeromobili di Paesi terzi che utilizzano aeroporti comunitari, e di attuazione della direttiva 2008/49/CE. (09G0124) (GU n. 189 del 17-8-2009

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2009, n. 118 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, di attuazione della direttiva 2004/36/CE sulla sicurezza degli aeromobili di Paesi terzi che utilizzano aeroporti comunitari, e di attuazione della direttiva 2008/49/CE. (09G0124) (GU n. 189 del 17-8-2009 )

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2009 , n. 118

Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 6
novembre 2007, n. 192, di attuazione della direttiva 2004/36/CE sulla
sicurezza degli aeromobili di Paesi terzi che utilizzano aeroporti
comunitari, e di attuazione della direttiva 2008/49/CE. (09G0124)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2004/36/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla sicurezza degli aeromobili di
Paesi terzi che utilizzano aeroporti comunitari;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, di attuazione
della direttiva 2004/36/CE sulla sicurezza degli aeromobili di Paesi
terzi che utilizzano aeroporti comunitari;
Vista la direttiva 2008/49/CE della Commissione, del 16 aprile
2008, recante modifica dell’allegato II della direttiva 2004/36/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i criteri
per l’effettuazione delle ispezioni a terra sugli aeromobili che
utilizzano aeroporti comunitari;
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2005, ed in particolare
l’articolo 1, comma 5, che prevede la possibilita’ di emanare
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati
ai sensi del comma 1, entro diciotto mesi dalla data di entrata in
vigore dei decreti stessi, nonche’ l’articolo 3, comma 1, lettera f),
che prescrive che, nella predisposizione dei decreti legislativi di
cui all’articolo 1, si tenga conto delle eventuali modificazioni
comunque intervenute fino al momento dell’esercizio della delega;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008, ed in particolare
l’Allegato B;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’8 maggio 2009;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 24 luglio 2009;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, della giustizia e dell’economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Disposizioni correttive

1. All’articolo 4 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192,
il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Le ispezioni a terra sono effettuate conformemente ai contenuti
e alle procedure previste dal Manuale delle procedure SAFA
comunitarie per le ispezioni a terra – Elementi fondamentali, di cui
all’Allegato 1 al presente decreto. Con regolamentazione tecnica
dell’ENAC sono adottate le procedure nazionali specifiche pertinenti
allo svolgimento delle ispezioni a terra, nonche’ le successive
modifiche al medesimo Manuale delle procedure SAFA.».
2. Al decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, e’ aggiunto
l’Allegato 1 allegato al presente decreto.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE)
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
La direttiva 2004/36/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 30
aprile 2004, n. L 143.
Il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 novembre 2007, n.
261, supplemento ordinario.
La direttiva 2008/49/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 19
aprile 2008, n. L 109.
L’art. 1, comma 5, e l’art. 3, comma 1, lettera f) della
legge 25 gennaio 2006, n. 29, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 8 febbraio 2006, n. 32, supplemento ordinario,
cosi’ recitano:
«Art. 1 ( Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – (Omissis).
5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.
(Omissis).».
«Art. 3 (Principi e criteri direttivi generali della
delega legislativa). – 1. Salvi gli specifici principi e
criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui al
capo II e in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da
attuare, i decreti legislativi di cui all’art. 1 sono
informati ai seguenti principi e criteri direttivi
generali:
(Omissis);
f) i decreti legislativi assicurano in ogni caso che,
nelle materie oggetto delle direttive da attuare, la
disciplina sia pienamente conforme alle prescrizioni delle
direttive medesime, tenuto anche conto delle eventuali
modificazioni comunque intervenute fino al momento
dell’esercizio della delega;
omissis).».
– Il testo dell’allegato B alla legge n. 88 del 7 luglio
2009, recante: «Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee – Legge comunitaria 2008», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161, supplemento
ordinario, e’ il seguente:

«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)

2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa
a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e
che abroga la direttiva 92/40/CEE;
2006/17/CE della Commissione, dell’8 febbraio 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda determinate prescrizioni
tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il
controllo di tessuti e cellule umani;
2006/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE
relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture;
2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE (rifusione);
2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti
annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive
78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva
84/253/CEE del Consiglio;
2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle
pari opportunita’ e delle parita’ di trattamento fra uomini
e donne in materia di occupazione ed impiego (rifusione);
2006/86/CE della Commissione, del 24 ottobre 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di
rintracciabilita’, la notifica di reazioni ed eventi
avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la
codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e
la distribuzione di tessuti e cellule umani;
2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006,
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto;
2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno;
2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 dicembre 2006, concernente la patente di guida
(rifusione);
2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14
marzo 2007, che istituisce un’Infrastruttura per
l’informazione territoriale nella Comunita’ europea
(Inspire);
2007/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 maggio 2007, relativa all’immissione sul mercato di
articoli pirotecnici;
2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 giugno 2007, che modifica la direttiva 89/391/CEE del
Consiglio, le sue direttive particolari e le direttive del
Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai
fini della semplificazione e della razionalizzazione delle
relazioni sull’attuazione pratica;
2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 luglio 2007, relativa all’esercizio di alcuni
diritti degli azionisti di societa’ quotate;
2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007, che
stabilisce norme minime per la protezione dei polli
allevati per la produzione di carne;
2007/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre 2007, che modifica la direttiva 92/49/CEE del
Consiglio e le direttive 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE
e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i
criteri per la valutazione prudenziale di acquisizioni e
incrementi di partecipazioni nel settore finanziario;
2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantita’
nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive
75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la
direttiva 76/211/CEE del Consiglio;
2007/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, che modifica la direttiva 91/440/CEE del
Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie
e la direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della
capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione
dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione
dei rischi di alluvioni;
2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel
mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE,
2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la
direttiva 97/5/CE;
2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE
del Consiglio relativa al coordinamento di determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
televisive;
2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica le direttive 89/665/CEE
e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il
miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in
materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici;
2008/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2008,
relativa alla specificazione sull’etichetta di alcuni
prodotti alimentari di altre indicazioni obbligatorie oltre
a quelle previste dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio (versione codificata);
2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il
luogo delle prestazioni di servizi;
2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell’imposta
sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE,
ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di
rimborso, ma in un altro Stato membro;
2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai
consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE;
2008/49/CE della Commissione, del 16 aprile 2008,
recante modifica dell’allegato II della direttiva
2004/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per
quanto riguarda i criteri per l’effettuazione delle
ispezioni a terra sugli aeromobili che utilizzano aeroporti
comunitari;
2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa alla qualita’ dell’aria ambiente e
per un’aria piu’ pulita in Europa;
2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del
Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della
detenzione di armi;
2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della
mediazione in materia civile e commerciale;
2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino
(direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino);
2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario comunitario (rifusione);
2008/59/CE del Consiglio, del 12 giugno 2008, che adegua
la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi della
navigazione interna a motivo dell’adesione della Repubblica
di Bulgaria e della Romania;
2008/63/CE della Commissione, del 20 giugno 2008,
relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature
terminali di telecomunicazioni;
2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
24 settembre 2008, relativa al trasporto interno di merci
pericolose;
2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
all’identificazione e alla registrazione dei suini;
2008/73/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, che
semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di
diffusione dell’informazione in campo veterinario e
zootecnico e che modifica le direttive 64/432/CEE,
77/504/CEE, 88/407/CEE, 88/661/CEE, 89/361/CEE, 89/556/CEE,
90/426/CEE, 90/427/CEE, 90/428/CEE, 90/429/CEE, 90/539/CEE,
91/68/CEE, 91/496/CEE, 92/35/CEE, 92/65/CEE, 92/66/CEE,
92/119/CEE, 94/28/CE, 2000/75/CE, la decisione 2000/258/CE
nonche’ le direttive 2001/89/CE, 2002/60/CE e 2005/94/CE;
2008/87/CE della Commissione, del 22 settembre 2008, che
modifica la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi
della navigazione interna;
2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008,
relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto destinate alla produzione di frutti (rifusione);
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive;
2008/100/CE della Commissione, del 28 ottobre 2008, che
modifica la direttiva 90/496/CEE del Consiglio relativa
all’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari per
quanto riguarda le razioni giornaliere raccomandate, i
coefficienti di conversione per il calcolo del valore
energetico e le definizioni;
2008/117/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante
modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto, per combattere la
frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie;
2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
relativa al regime generale delle accise e che abroga la
direttiva 92/12/CEE.».
Nota all’art. 1:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 4, del decreto
legislativo 6 novembre 2007, n. 192, citato nelle premesse,
cosi’ come modificato dal presente decreto:
«Art. 4 (Programmazione ed effettuazione delle ispezioni
a terra). – 1. L’ENAC sviluppa e mette in atto un programma
di ispezioni a terra avente ad oggetto gli aeromobili di
cui all’art. 1. Il programma e’ di durata annuale ed e’
rinnovato di anno in anno sulla base dei risultati delle
ispezioni effettuate e delle indicazioni provenienti dalla
Commissione europea, dagli Stati dell’Unione europea e
dall’Agenzia europea della sicurezza aerea.
2. Le ispezioni a terra sono effettuate da personale
dell’ENAC qualificato allo scopo.
3. Le ispezioni a terra vengono effettuate con
particolare sollecitudine nel caso in cui:
a) le informazioni disponibili lasciano presumere
carenze di manutenzione o evidenti danni o difetti;
b) sono state segnalate manovre anomale dopo l’ingresso
nello spazio aereo nazionale, tali da sollevare serie
preoccupazioni per la sicurezza;
c) una precedente ispezione a terra ha rivelato carenze
tali da far sorgere seri dubbi circa la conformita’
dell’aeromobile alle norme internazionali di sicurezza e
1’ENAC non ha evidenze che le carenze siano state corrette;
d) le informazioni disponibili dimostrano che le
autorita’ competenti del paese di immatricolazione
potrebbero non esercitare un corretto controllo della
sicurezza;
e) le informazioni raccolte ai sensi dell’art. 5
lasciano presumere che l’operatore aereo possa avere
problemi di sicurezza ovvero una precedente ispezione a
terra di un aeromobile usato dallo stesso operatore ha
rivelato carenze nelle condizioni di sicurezza.
4. Quando non sussistano particolari sospetti, 1’ENAC
effettua le ispezioni a terra secondo una procedura di
campionatura, conformemente al diritto comunitario ed
internazionale. La procedura e’ messa in atto in modo non
discriminatorio.
5. Le ispezioni a terra sono effettuate conformemente ai
contenuti e alle procedure previste dal Manuale delle
procedure SAFA comunitarie per le ispezioni a terra –
Elementi fondamentali, allegato al presente decreto. Con
regolamentazione tecnica dell’ENAC sono adottate le
procedure nazionali specifiche pertinenti allo svolgimento
delle ispezioni a terra nonche’ le successive modifiche al
Manuale delle procedure SAFA.
6. Nell’effettuare le ispezioni a terra, il personale
dell’ENAC incaricato limita entro margini ragionevoli gli
eventuali ritardi imposti all’aeromobile ispezionato.».
– Per i riferimenti al d.lgs. n. 192 del 2007 si vedano
le note alle premesse.

Art. 2.

Disposizioni finali

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. L’ENAC provvede ai compiti previsti dall’articolo 1 con le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente.
3. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 28 luglio 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Ronchi, Ministro per le politiche
europee
Matteoli, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Frattini, Ministro degli affari esteri
Alfano, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Allegato
(articolo 1, comma 2)

«Allegato 1
(articolo 4, comma 5)

Manuale delle procedure SAFA comunitarie
per le ispezioni a terra – Elementi fondamentali

1. Istruzioni generali.
1.1. Le ispezioni a terra nell’ambito del programma SAFA sono
effettuate da ispettori in possesso delle conoscenze necessarie nel
settore oggetto dell’ispezione, che coprono imperativamente gli
aspetti tecnici, operativi e di navigabilita’ qualora siano
sottoposte a verifica tutte le voci dell’elenco di controllo. Quando
un’ispezione a terra e’ effettuata da due o piu’ ispettori, i
principali elementi dell’ispezione, vale a dire l’ispezione visiva
all’esterno dell’aeromobile, l’ispezione nella cabina di pilotaggio e
l’ispezione della cabina passeggeri e/o del compartimento di carico,
possono essere distribuiti tra gli ispettori.
1.2. Prima di iniziare la parte dell’ispezione a terra che si
svolge a bordo dell’aeromobile gli ispettori devono presentarsi e
qualificarsi al comandante dell’aeromobile o, in sua assenza, a un
membro dell’equipaggio di condotta o al piu’ alto rappresentante
dell’esercente. Quando non e’ possibile informare un rappresentante
dell’esercente o quando a bordo o nei pressi dell’aeromobile non e’
presente alcun rappresentante, il principio generale e’ quello di non
effettuare un’ispezione a terra nell’ambito del programma SAFA. In
circostanze particolari si potra’ decidere di procedere a
un’ispezione a terra nell’ambito del programma SAFA, ma tale
ispezione si limitera’ ad un controllo visivo dell’esterno
dell’aeromobile.
1.3. L’ispezione deve essere quanto piu’ completa possibile, nei
limiti del tempo e delle risorse disponibili. E’ pertanto possibile
tralasciare alcune voci di ispezione se si dispone di tempo o di
risorse limitati. In funzione del tempo e delle risorse disponibili
per un’ispezione a terra SAFA, occorre scegliere le voci che saranno
sottoposte a ispezione, in conformita’ con gli obiettivi del
programma SAFA comunitario.
1.4. Un’ispezione a terra non deve comportare un ritardo
irragionevole nella partenza dell’aeromobile sottoposto a ispezione.
I motivi ammissibili per un ritardo possono essere, tra gli altri,
dubbi circa la corretta preparazione del volo, la navigabilita’
dell’aeromobile, o ogni altro problema direttamente legato alla
sicurezza dell’aeromobile e dei suoi occupanti.
2. Qualifiche degli ispettori.
2.1. Gli Stati membri fanno si’ che, a partire dal l gennaio 2009,
tutte le ispezioni a terra effettuate sul loro territorio nell’ambito
del programma SAFA siano condotte da ispettori qualificati.
2.2. Gli Stati membri fanno si’ che gli ispettori soddisfino i
criteri in materia di qualifiche definiti in seguito.
2.3. Criteri in materia di qualifiche.
2.3.1. Criteri di ammissibilita’.
Come requisito di base per essere ammessi alla qualifica di
ispettori SAFA, gli Stati membri si assicurano che i candidati
possiedano la formazione aeronautica e/o le conoscenze pratiche
pertinenti nel/nei loro settore/i d’ispezione, ossia:
a) esercizio degli aeromobili;
b) licenze del personale;
c) navigabilita’ degli aeromobili;
d) merci pericolose.
2.3.2. Prescrizioni in materia di addestramento
Prima di ottenere la qualifica i candidati devono aver completato
con successo una formazione comprendente:
un corso di teoria in aula impartito da un organismo di
addestramento SAFA come definito al punto 2.4;
una formazione pratica impartita da un organismo di addestramento
SAFA come definito al punto 2.4 oppure da un ispettore esperto
nominato da uno Stato membro, come stabilito al punto 2.5, che agisce
indipendentemente da qualsiasi organismo di addestramento SAFA;
una formazione sul luogo di lavoro impartita nel corso di una
serie di ispezioni da un ispettore esperto nominato da uno Stato
membro, come stabilito al punto 2.5.
2.3.3. Prescrizioni per il mantenimento della validita’ della
qualifica.
Gli Stati membri fanno si’ che gli ispettori, una volta ottenuta la
qualifica, ne mantengano la validita’:
a) seguendo una formazione periodica che comprende corsi di teoria
in aula impartiti da un organismo di addestramento SAFA come definito
al punto 2.4;
b) effettuando un numero minimo di ispezioni a terra nel corso di
ogni periodo di dodici mesi dall’ultima formazione SAFA seguita,
salvo il caso in cui l’ispettore sia anche qualificato come ispettore
delle operazioni di volo o della navigabilita’ presso l’autorita’
aeronautica nazionale di uno Stato membro ed effettui regolarmente
ispezioni sugli aeromobili di esercenti nazionali.
2.3.4. Materiale esplicativo.
L’AESA elabora e pubblica entro il 30 settembre 2008, materiale
esplicativo dettagliato destinato ad assistere gli Stati membri
nell’attuazione dei punti 2.3.1, 2.3.2 e 2.3.3.
2.4. Organismo di addestramento SAFA.
2.4.1. Un organismo di addestramento SAFA puo’ fare parte
dell’autorita’ competente dello Stato membro oppure essere un
organismo terzo.
Un organismo terzo puo’:
essere parte dell’autorita’ competente di un altro Stato membro;
essere indipendente.
2.4.2. Gli Stati membri fanno si’ che i corsi di formazione di cui
ai punti 2.3.2 e 2.3.3, lettera a), impartiti dalla loro autorita’
nazionale siano quantomeno conformi ai programmi pertinenti stabiliti
e pubblicati dall’AESA.
2.4.3. Gli Stati membri che ricorrono a un organismo terzo per la
formazione SAFA istituiscono un sistema di valutazione di tale
organismo. Il sistema deve essere semplice, trasparente e
proporzionato e tenere conto del materiale esplicativo pertinente
elaborato e pubblicato dall’AESA. Tale sistema puo’ tenere conto
delle valutazioni effettuate da altri Stati membri.
2.4.4. E’ possibile ricorrere a un organismo di addestramento terzo
esclusivamente se la valutazione attesta che la formazione sara’
impartita conformemente ai programmi pertinenti stabiliti e
pubblicati dall’AESA.
2.4.5. Gli Stati membri fanno si’ che i programmi di formazione
delle loro autorita’ competenti e/o i loro sistemi di valutazione
degli organismi di addestramento terzi siano modificati in base alle
eventuali raccomandazioni formulate al termine dei controlli di
normalizzazione effettuati dall’AESA conformemente ai metodi di
lavoro previsti dal regolamento (CE) n. 736/2006 della Commissione.
2.4.6. Uno Stato membro puo’ chiedere all’AESA di valutare
l’organismo di addestramento e di emettere un parere sul quale lo
Stato membro potra’ basare la sua valutazione.
2.4.7. L’AESA elabora e pubblica entro il 30 settembre 2008
materiale esplicativo dettagliato destinato ad assistere gli Stati
membri nell’attuazione del presente punto.
2.5. Ispettori esperti.
2.5.1. Uno Stato membro puo’ nominare ispettori esperti, a
condizione che essi soddisfino le prescrizioni pertinenti in materia
di qualifiche stabilite dallo stesso Stato membro.
2.5.2. Gli Stati membri fanno si’ che i criteri di cui al punto
2.5.1 contengano almeno le prescrizioni che seguono. La persona
designata:
e’ stata un ispettore SAFA qualificato nel corso dei 3 anni
precedenti la nomina;
ha effettuato un minimo di 36 ispezioni SAFA nel corso dei 3 anni
precedenti la nomina.
2.5.3. Gli Stati membri fanno si’ che la formazione pratica e/o sul
luogo di lavoro impartita dagli ispettori esperti sia basata su
programmi adeguati elaborati e pubblicati dall’AESA.
2.5.4. Gli Stati membri possono inoltre incaricare i loro ispettori
esperti di impartire una formazione pratica e/o sul luogo di lavoro a
cittadini di altri Stati membri. L’AESA elabora e pubblica entro il
30 settembre 2008 materiale esplicativo dettagliato destinato ad
assistere gli Stati membri nell’attuazione del presente punto.
2.6. Disposizioni transitorie.
2.6.1. Gli ispettori SAFA che soddisfano i criteri di
ammissibilita’ di cui al punto 2.3.1, nonche’ i criteri relativi
all’esperienza recente di cui al punto 2.3.3, lettera b), alla data
stabilita dall’articolo 3 della direttiva 2008/49/CE della
Commissione sono considerati atti a svolgere la funzione di ispettore
conformemente alle prescrizioni fissate nel presente capo.
2.6.2. Fatte salve le disposizioni del punto 2.3.3, lettera a), gli
ispettori ritenuti qualificati conformemente al punto 2.6.1 devono
seguire una formazione continua impartita gradualmente da un
organismo di addestramento SAFA prima del l luglio 2010, e
successivamente alle condizioni stabilite al punto 2.3.3, lettera a).
3. Norme.
3.1. Le norme ICAO e le European Regional Supplementary Procedures
(procedure supplementari regionali per l’Europa) dell’ICAO
costituiscono le condizioni di riferimento sulla base delle quali si
procede all’ispezione degli aeromobili e degli esercenti nell’ambito
del programma SAFA comunitario. Inoltre, in occasione dell’ispezione
delle condizioni tecniche di un aeromobile, si verifica la sua
conformita’ alle norme prescritte del produttore.
4. Procedure di ispezione.
Voci dell’elenco di controllo.
4.1. Le voci da sottoporre a ispezione sono selezionate tra quelle
riportate nell’elenco di controllo della relazione sull’ispezione a
terra nell’ambito del programma SAFA, che contiene 54 voci in totale
(si veda l’Appendice 1).
4.2. L’ispezione e le eventuali risultanze devono essere riportate
nella relazione sull’ispezione a terra nell’ambito del programma
SAFA, al termine dell’ispezione stessa.
Orientamenti dettagliati per il programma SAFA.
4.3. Ad ogni voce da sottoporre a ispezione riportata nell’elenco
di controllo della relazione sull’ispezione a terra nell’ambito del
programma SAFA e’ associata una descrizione dettagliata che specifica
la finalita’ e il metodo dell’ispezione. Si fa inoltre riferimento
alle prescrizioni pertinenti contenute negli allegati dell’ICAO. Tali
orientamenti sono elaborati e pubblicati dall’AESA come materiale
esplicativo dettagliato e modificati, se del caso, per adattarli alle
norme in materia piu’ recenti.
Inserimento delle relazioni nella base dati centralizzata del
programma SAFA.
4.4. La relazione sull’ispezione e’ inserita nella base dati
centralizzata del programma SAFA nel piu’ breve tempo possibile e, in
ogni caso, al piu’ tardi 15 giorni dopo la data dell’ispezione, anche
nel caso questa non abbia dato luogo ad alcuna risultanza.
5. Categorie delle risultanze.
5.1. Per ogni voce d’ispezione sono definite come risultanze tre
categorie di possibili deviazioni dalle norme pertinenti stabilite al
punto 3.1. Le risultanze sono suddivise nelle seguenti categorie:
categoria 1: una risultanza avente una scarsa influenza sulla
sicurezza;
categoria 2: una risultanza avente una significativa influenza
sulla sicurezza;
categoria 3: una risultanza avente una grande influenza sulla
sicurezza.
5.2. Le istruzioni sulla suddivisione in categorie delle risultanze
sono elaborate e pubblicate dall’AESA come materiale esplicativo
dettagliato e modificate, se del caso, per adattarle al progresso
tecnico e scientifico nel settore.
6. Azioni di follow-up da adottare.
6.1. Fatto salvo il disposto del punto 1.2, al termine
dell’ispezione SAFA deve essere compilato un attestato d’ispezione
comprendente almeno gli elementi indicati nell’Appendice 2 e ne deve
essere consegnata una copia al comandante dell’aeromobile o, in sua
assenza, ad un membro dell’equipaggio di condotta o al piu’ alto
rappresentante dell’esercente presente a bordo o nei pressi
dell’aeromobile. La persona che riceve l’attestato di ispezione deve
firmare una ricevuta che viene conservata dall’ispettore. L’eventuale
rifiuto di firmare la ricevuta e’ annotato nel documento. Istruzioni
dettagliate pertinenti saranno elaborate e pubblicate dall’AESA come
materiale esplicativo dettagliato.
6.2. Sulla base della suddivisione delle risultanze in categorie
sono state definite alcune azioni di follow-up da adottare. Le
relazioni tra la categoria delle risultanze e il seguito da dare sono
presentate nella classe di azioni e saranno sviluppate e pubblicate
dall’AESA sotto forma di materiale esplicativo dettagliato.
6.3. Azione di classe 1: questa azione consiste nel fornire
informazioni circa i risultati dell’ispezione a terra SAFA al
comandante dell’aeromobile o, in sua assenza, a un altro membro
dell’equipaggio di condotta o al piu’ alto rappresentante
dell’esercente presente. Tale azione consiste nel comunicare
oralmente le informazioni e nella consegna dell’attestato di
ispezione. Un’azione di classe 1 e’ adottata dopo ogni ispezione,
indipendentemente dal fatto che siano o non siano emerse risultanze.
6.4. Azione di classe 2: Tale azione consiste:
1) in una comunicazione scritta con l’esercente interessato
contenente anche la richiesta di fornire prova delle azioni
correttive adottate;
2) in una comunicazione scritta con lo Stato responsabile (Stato
dell’esercente e/o d’immatricolazione) contenente i risultati delle
ispezioni effettuate sugli aeromobili operati sotto il controllo di
tale Stato in materia di sicurezza. La comunicazione contiene, se
necessario, una richiesta di conferma che le azioni correttive di cui
al punto 1 hanno dato i risultati attesi.
Gli Stati membri trasmettono all’AESA una relazione mensile sullo
stato delle azioni che essi hanno adottato in seguito alle ispezioni
a terra.
Un’azione di classe 2 e’ adottata dopo ogni ispezione che ha dato
luogo a risultanze di categoria 2 o 3. Istruzioni dettagliate
pertinenti saranno elaborate e pubblicate dall’AESA come materiale
esplicativo dettagliato.
6.5. Azione di classe 3: un’azione di classe 3 e’ adottata dopo
ogni ispezione che ha dato luogo a una risultanza di categoria 3.
Vista l’importanza delle risultanze di categoria 3 in relazione alla
loro potenziale influenza sulla sicurezza dell’aeromobile e dei suoi
occupanti, si distinguono le seguenti sottoclassi:
1) classe 3a – Limitazione delle operazioni di volo
dell’aeromobile: l’autorita’ competente che effettua l’ispezione a
terra conclude che, in seguito alle carenze rilevate nel corso
dell’ispezione, l’aeromobile puo’ decollare soltanto osservando
alcune limitazioni;
2) classe 3b – Azioni correttive prima del volo: l’ispezione a
terra mette in evidenza carenze che impongono di adottare una o piu’
azioni correttive prima del volo previsto;
3) classe 3c – Immobilizzazione a terra dell’aeromobile da parte
dell’autorita’ aeronautica nazionale che effettua l’ispezione: un
aeromobile e’ immobilizzato a terra quando, in seguito alle
risultanze di categoria 3 (gravi), l’autorita’ competente che
effettua l’ispezione a terra non e’ certa che l’esercente
dell’aeromobile adottera’ le misure correttive che si impongono prima
del decollo, e cio’ comporta un pericolo immediato per la sicurezza
dell’aeromobile e dei suoi occupanti. In tali casi, l’autorita’
aeronautica nazionale che effettua l’ispezione a terra immobilizza
l’aeromobile fino all’eliminazione del pericolo ed informa
immediatamente le autorita’ competenti dell’esercente interessato e
dello Stato d’immatricolazione dell’aeromobile in questione.
Le azioni adottate a norma dei punti 2 e 3 possono includere un
volo di posizionamento senza carico pagante fino alla base di
manutenzione;
4) classe 3d – Divieto operativo immediato: uno Stato membro puo’
reagire ad un pericolo manifesto ed immediato imponendo un divieto
operativo conformemente alla normativa nazionale e comunitaria
applicabile.

—-> Vedere appendici 1 e 2 da pag. 5 a pag. 8 <----

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2009, n. 118 – Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 192, di attuazione della direttiva 2004/36/CE sulla sicurezza degli aeromobili di Paesi terzi che utilizzano aeroporti comunitari, e di attuazione della direttiva 2008/49/CE. (09G0124) (GU n. 189 del 17-8-2009

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