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MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE – DECRETO 12 marzo 2007, n.59

MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE - DECRETO 12 marzo 2007, n.59 - Regolamento recante: Disciplina del trattamento per i dati sensibili e giudiziari in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. (GU n. 106 del 9-5-2007)

MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

DECRETO 12 marzo 2007, n.59

Regolamento recante: Disciplina del trattamento per i dati sensibili
e giudiziari in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

IL MINISTRO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 «Codice in
materia di protezione dei dati personali» e, in particolare gli
articoli, 20, 21 e 181, comma 1, lettera a), che fissano i principi
applicabili al trattamento dei dati sensibili e giudiziari ed il
termine per l’identificazione – con atto di natura regolamentare –
dei tipi di dati trattati e delle operazioni effettuate;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante la
riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
175, e successive modificazioni, recante il regolamento di
organizzazione del Ministero delle attivita’ produttive;
Vista la legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri. Delega al
Governo per il coordinamento delle disposizioni in materia di
funzioni e organizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri
e dei Ministeri;
Visto il provvedimento del Garante per la protezione dei dati
personali del 30 giugno 2005 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 170 del 23 luglio 2005);
Vista l’autorizzazione n. 7/2005 al trattamento dei dati giudiziari
da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti
pubblici, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – serie generale – n. 2, del 3 gennaio 2006;
Ravvisata la necessita’ di provvedere ad identificare i tipi di
dati sensibili e giudiziari trattati nell’ambito dell’Amministrazione
del commercio internazionale, le finalita’ di interesse pubblico
perseguite dal trattamento e le operazioni eseguite con gli stessi
dati;
Ritenuto di dover individuare le operazioni ordinarie che questa
Amministrazione deve necessariamente svolgere per perseguire le
finalita’ di rilevante interesse pubblico individuate per legge
(operazioni di raccolta, registrazione, organizzazione,
conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione,
estrazione, utilizzo, blocco, cancellazione e distruzione);
Considerato ancora che possono dispiegare effetti significativi per
l’interessato anche le operazioni svolte mediante siti web o volte a
definire in forma automatizzata profili degli interessati, le
interconnessioni e i raffronti tra le banche di dati gestite da
diversi titolari, oppure con altre informazioni sensibili e
giudiziarie detenute dal medesimo titolare del trattamento, nonche’
la comunicazione dei dati a terzi e la diffusione;
Ritenuto necessario individuare, con riferimento alle operazioni
che possono spiegare effetti significativi per l’interessato, quelle
effettuate da questa Amministrazione ed in particolare le operazioni
di comunicazioni a terzi;
Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati
personali ai sensi dell’articolo 154, comma 1, lettera g), del
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, reso in data 13 febbraio
2007;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 5 marzo 2007;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata, a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n.
400 del 1988, con nota del 9 marzo 2007;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Oggetto
1. Il presente regolamento, in attuazione degli articoli 20 e 21
del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in
materia di protezione dei dati personali», individua i tipi di dati
sensibili e giudiziari e le operazioni eseguibili da parte del
Ministero del commercio internazionale nello svolgimento delle
proprie funzioni istituzionali.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicate e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali, della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note al preambolo:
– Si riporta il testo degli articoli 20, 21 e 181 del
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
«Art. 20 (Principi applicabili al trattamento di dati
sensibili). – 1. Il trattamento dei dati sensibili da parte
di soggetti pubblici e’ consentito solo se autorizzato da
espressa disposizione di legge nella quale sono specificati
i tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni
eseguibili e le finalita’ di rilevante interesse pubblico
perseguite.
2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica
la finalita’ di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi
di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il
trattamento e’ consentito solo in riferimento ai tipi di
dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura
dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione
alle specifiche finalita’ perseguite nei singoli casi e nel
rispetto dei principi di cui all’art. 22, con atto di
natura regolamentare adottato in conformita’ al parere
espresso dal Garante ai sensi dell’art. 154, comma 1,
lettera g), anche su schemi tipo.
3. Se il trattamento non e’ previsto espressamente da
una disposizione di legge i soggetti pubblici possono
richiedere al Garante l’individuazione delle attivita’, tra
quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che
perseguono finalita’ di rilevante interesse pubblico e per
le quali e’ conseguentemente autorizzato, ai sensi
dell’art. 26, comma 2, il trattamento dei dati sensibili.
Il trattamento e’ consentito solo se il soggetto pubblico
provvede altresi’ a identificare e rendere pubblici i tipi
di dati e di operazioni nei modi di cui al comma 2.
4. L’identificazione dei tipi di dati e di operazioni
di cui ai commi 2 e 3 e’ aggiornata e integrata
periodicamente.».
«Art. 21 (Principi applicabili al trattamento di dati
giudiziari). – 1. Il trattamento di dati giudiziari da
parte di soggetti pubblici e’ consentito solo se
autorizzato da espressa disposizione di legge o
provvedimento del Garante che specifichino le finalita’ di
rilevante interesse pubblico del trattamento, i tipi di
dati trattati e di operazioni eseguibili.
2. Le disposizioni di cui all’art. 20, commi 2 e 4, si
applicano anche al trattamento dei dati giudiziari.».
«Art. 181 (Altre disposizioni transitorie). – 1. Per i
trattamenti di dati personali iniziati prima del 1° gennaio
2004, in sede di prima applicazione del presente codice:
a) l’identificazione con atto di natura regolamentare
dei tipi di dati e di operazioni ai sensi degli
articoli 20, commi 2 e 3, e 21, comma 2, e’ effettuata, ove
mancante, entro il 28 febbraio 2007;
b) la determinazione da rendere nota agli interessati
ai sensi dell’art. 26, commi 3, lettera a), e 4,
lettera a), e’ adottata, ove mancante, entro il 30 giugno
2004;
c) [le notificazioni previste dall’art. 37 sono
effettuate entro il 30 aprile 2004];
d) le comunicazioni previste dall’art. 39 sono
effettuate entro il 30 giugno 2004;
e) [le modalita’ semplificate per l’informativa e la
manifestazione del consenso, ove necessario, possono essere
utilizzate dal medico di medicina generale, dal pediatra di
libera scelta e dagli organismi sanitari anche in occasione
del primo ulteriore contatto con l’interessato, al piu’
tardi entro il 30 settembre 2004];
f) l’utilizzazione dei modelli di cui all’art. 87,
comma 2, e’ obbligatoria a decorrere dal 1° gennaio 2005.
2. Le disposizioni di cui all’art. 21-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
introdotto dall’art. 9 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 281, restano in vigore fino alla data di entrata
in vigore del presente codice.
3. L’individuazione dei trattamenti e dei titolari di
cui agli articoli 46 e 53, da riportare nell’allegato C),
e’ effettuata in sede di prima applicazione del presente
codice entro il 30 giugno 2004.
4. Il materiale informativo eventualmente trasferito al
Garante ai sensi dell’art. 43, comma 1, della legge
31 dicembre 1996, n. 675, utilizzato per le opportune
verifiche, continua ad essere successivamente archiviato o
distrutto in base alla normativa vigente.
5. L’omissione delle generalita’ e degli altri dati
identificativi dell’interessato ai sensi dell’art. 52,
comma 4, e’ effettuata sulle sentenze o decisioni
pronunciate o adottate prima dell’entrata in vigore del
presente codice solo su diretta richiesta dell’interessato
e limitatamente ai documenti pubblicati mediante rete di
comunicazione elettronica o sui nuovi prodotti su supporto
cartaceo o elettronico. I sistemi informativi utilizzati ai
sensi dell’art. 51, comma 1, sono adeguati alla medesima
disposizione entro dodici mesi dalla data di entrata in
vigore del presente codice.
6. Le confessioni religiose che, prima dell’adozione
del presente codice, abbiano determinato e adottato
nell’ambito del rispettivo ordinamento le garanzie di cui
all’art. 26, comma 3, lettera a), possono proseguire
l’attivita’ di trattamento nel rispetto delle medesime.
6-bis. Fino alla data in cui divengono efficaci le
misure e gli accorgimenti prescritti ai sensi dell’art.
132, comma 5, per la conservazione del traffico telefonico
si osserva il termine di cui all’art. 4, comma 2, del
decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171.».
Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 recante
«Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art.
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59», e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203,
supplemento ordinario.
– Si riporta il testo dell’art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre
1988, n. 214, supplemento ordinario.
«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e)
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle
norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali.».
Il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo
2001, n. 175, recante «Regolamento di organizzazione del
Ministero delle attivita’ produttive» e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2001, n. 114,
supplemento ordinario.
Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 recante
«Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dei Ministeri» e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18 maggio 2006, n. 114 ed e’ stato convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.
Nota all’art. 1:
– Per il testo degli articoli 20 e 21 del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 si vedano le note al
preambolo.

Art. 2.
Individuazione dei tipi di dati trattati e delle operazioni
eseguibili
1. Gli allegati, contraddistinti dai numeri da 1 a 5, che formano
parte integrante del presente regolamento, individuano i dati
sensibili e giudiziari per i quali e’ consentito il relativo
trattamento, nonche’ le operazioni eseguibili, in riferimento alle
specifiche finalita’ di rilevante interesse pubblico perseguite.
2. I dati sensibili e giudiziari cosi’ individuati sono trattati
previa verifica della loro pertinenza, completezza e
indispensabilita’ rispetto alle finalita’ perseguite nei singoli
casi, specie quando la raccolta non avvenga presso l’interessato.
3. Le operazioni di raffronto, interconnessione e comunicazione
individuate nel presente regolamento sono ammesse soltanto se
indispensabili allo svolgimento degli obblighi o compiti di volta in
volta indicati, per il perseguimento delle specifiche finalita’ di
rilevante interesse pubblico e nel rispetto delle disposizioni in
materia di protezione dei dati personali, nonche’ degli altri limiti
stabiliti dalla legge e dai regolamenti.
4. Sono inutilizzabili i dati trattati in violazione della
disciplina in materia di trattamento dei dati personali.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 12 marzo 2007
Il Ministro: Bonino

Visto, il Guardasigilli: Mastella
Registrato alla Corte dei conti il 18 aprile 2007
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 310

Allegati

—-> vedere allegati da pag. 5 a pag.17 della G.U. in formato
zip/pdf

MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE – DECRETO 12 marzo 2007, n.59

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