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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DIRETTIVA 23 settembre 2003: Disciplina dei criteri e delle modalita' di concessione di finanziamenti per la realizzazione di progetti sperimentali, di cui all'art. 41-ter della legge 5 febbraio 1992, n. 104. (GU n. 263 del 12-11-2003)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DIRETTIVA 23 settembre 2003

Disciplina dei criteri e delle modalita’ di concessione di
finanziamenti per la realizzazione di progetti sperimentali, di cui
all’art. 41-ter della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni;
Visto in particolare l’art. 41-ter della citata legge n. 104 del
1992, e successive modificazioni, relativo alla realizzazione di
progetti innovativi nel campo della disabilita’;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
e del Ministro dell’economia e delle finanze del 18 aprile 2003, con
il quale viene ripartito il Fondo nazionale per le politiche sociali;
Considerato che si ritiene opportuno favorire la realizzazione di
progetti sperimentali, con particolare riferimento all’art. 10 della
citata legge n. 104 del 1992, anche in relazione alla promozione di
iniziative sul territorio in stretto coordinamento tra enti locali,
associazioni e privato sociale, cio’ anche al fine di intensificare
la cooperazione fra tutte le istanze interessate: le istituzioni, le
parti sociali, le ONG, i servizi sociali, il settore privato, il
settore associativo, i gruppi di volontariato, le persone con
disabilita’ e i loro familiari, come indicato tra gli obiettivi della
decisione del Consiglio dell’Unione europea del 3 dicembre 2001 con
il quale e’ stato istituito l’Anno europeo delle persone con
disabilita’;
Considerate le indicazioni contenute nel Libro bianco sul Welfare,
in relazione all’esigenza di sviluppare programmi e progetti che
aiutino le persone con disabilita’ alla partecipazione alla vita del
lavoro, sociale e collettiva, recuperando il massimo grado di
autonomia, e di promuovere azioni specifiche per le persone in
situazioni di grave non autosufficienza;
Emana
la seguente direttiva:
Art. 1.
Oggetto
1. La presente direttiva disciplina i criteri e le modalita’ di
concessione di finanziamenti per un ammontare complessivo di 15
milioni di euro, per la realizzazione di progetti sperimentali di cui
all’art. 41-ter della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive
modificazioni, con particolare riguardo alle iniziative indicate
all’art. 10 della medesima legge.

Art. 2.
Ambiti di intervento
1. I progetti ammessi al finanziamento secondo le modalita’
previste dalla presente direttiva devono riguardare programmi
innovativi e sperimentali concernenti la realizzazione, il
potenziamento e l’ampliamento di piani di azione a valenza
socio-assistenziale, ed in particolare, strutture di accoglienza per
persone in situazione di handicap grave, prive di adeguata assistenza
familiare, anche al fine di favorirne condizioni di maggior autonomia
e di vita indipendente.
2. Sono esclusi dal finanziamento i costi per la gestione dei
servizi.

Art. 3.
Requisiti soggettivi e oggettivi
1. La domanda per l’ammissione ai finanziamenti di cui all’art. 1
della presente direttiva deve essere presentata al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, secondo le modalita’ indicate
all’art. 5, da comuni, province ed altri enti territoriali, nonche’
da ASL, sia singolarmente che congiuntamente tra loro, in forma di
consorzio od unione, con il coinvolgimento di enti, associazioni,
fondazioni, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB),
enti di patronato, societa’ cooperative e organizzazioni di
volontariato iscritte negli albi regionali. In caso di presentazione
congiunta e’ necessario indicare il soggetto capofila e la forma di
partenariato che verra’ adottata.
2. In ogni caso, ciascun soggetto non puo’ presentare, in forma
singola o congiunta, piu’ di una domanda di finanziamento ai sensi
della presente direttiva.

Art. 4.
Criteri per la concessione dei finanziamenti
1. I finanziamenti di cui all’art. 1 della presente direttiva sono
concessi sulla base dei seguenti criteri prioritari:
a) contenuti innovativi e sperimentali nella realizzazione di
strutture, destinate alla cura, al mantenimento e all’assistenza di
soggetti con handicap grave privi di adeguato sostegno familiare;
b) congruita’ dei costi di progettazione e di esecuzione
dell’opera;
c) tempi di realizzazione progettazione di massima, progettazione
esecutiva, realizzazione, avvio delle attivita);
d) coinvolgimento, anche attraverso forme di consorzio o
partenariato, di una pluralita’ di attori presenti sul territorio, ed
in particolare associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro,
servizi, reti assistenziali, privato sociale;
e) congruita’ e coerenza del progetto presentato, con
l’indicazione delle modalita’ e degli strumenti di valutazione e di
verifica, anche in relazione alla prosecuzione delle attivita’ dopo
la prima fase di sperimentazione;
f) flessibilita’ e personalizzazione del progetto in termini di
capacita’ di adeguamento ai bisogni individuali.
2. Non sono ammissibili le domande di finanziamento per progetti
che hanno gia’ ricevuto finanziamenti pubblici per la medesima
finalita’, fatti salvi quelli provenienti dal soggetto proponente e
dai partners coinvolti nell’iniziativa.
3. Previa valutazione circa l’ammissibilita’ dei progetti in base
ai criteri di cui ai commi 1 e 2, il cui rispetto e’ necessario ai
fini dell’ottenimento dei finanziamenti, questi ultimi sono concessi
fino ad esaurimento delle risorse finanziarie di cui all’art. 1 della
presente direttiva.

Art. 5.
Presentazione delle domande
1. La richiesta di finanziamento deve a pena di inammissibilita’:
a) essere indirizzata al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali – Dipartimento per le politiche sociali e previdenziali –
Direzione generale per le tematiche familiari, sociali e la tutela
dei diritti dei minori, via Fornovo n. 8, pal. A – 00192 Roma;
b) essere consegnata a mano o inviata a mezzo posta con
raccomandata r.r., recando sulla busta la dicitura «Progetti
sperimentali sulla disabilita’ – Anno 2003, o inviata via e-mail
all’indirizzo di posta elettronica [email protected],
secondo le modalita’ che verranno indicate sul sito del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, entro trenta giorni dalla data di
pubblicazione della presente direttiva nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana; nel caso di spedizione a mezzo posta fa fede il
timbro dell’ufficio postale accettante;
c) essere redatta secondo il modello allegato, che forma parte
integrante della presente direttiva, e sottoscritta dal legale
rappresentante del soggetto proponente o, in caso di piu’ soggetti,
dal soggetto capofila;
d) essere inoltrata unitamente agli allegati A e B, debitamente
compilati, che formano parte integrante della presente direttiva;
e) indicare la stima dei tempi di realizzazione dell’iniziativa
ammessa al finanziamento, con la specificazione delle varie fasi di
progettazione e realizzazione e dei tempi stimati necessari per il
completamento di ciascuna fase;
f) indicare l’entita’ del finanziamento richiesto, in valore
assoluto e in valore percentuale del costo complessivo del progetto
che si intende realizzare, nonche’ l’entita’ e le modalita’ del
finanziamento assicurato dagli altri partners del progetto.
2. Alla domanda deve essere allegata, altresi’, la dichiarazione di
impegno alla realizzazione del progetto da parte del legale
rappresentante della amministrazione proponente, nonche’ la
dichiarazione di adesione e di partecipazione nella realizzazione del
progetto da parte del legale rappresentante degli altri soggetti
pubblici e privati coinvolti.
3. La Commissione di cui all’art. 6 della presente direttiva, ai
fini dell’esame della domanda, puo’ richiedere l’integrazione della
documentazione mancante, ovvero precisazioni sul progetto che si
intende realizzare.

Art. 6.
Commissione tecnica di valutazione
1. L’esame delle domande presentate ai fini dell’ammissione al
finanziamento e’ effettuato sulla base dei criteri di cui all’art. 4
della presente direttiva ed e’ affidato ad un’apposita Commissione
tecnica, nominata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
composta dal direttore generale della Direzione generale per le
tematiche familiari e sociali e la tutela dei diritti dei minori, che
la presiede, e da quattro esperti nel campo delle disabilita’, di cui
uno designato dall’ANCI.

Art. 7.
Elenco dei progetti ammessi al finanziamento
1. L’elenco dei progetti ammessi al finanziamento, predisposto
dalla Commissione di cui all’art. 6 della presente direttiva, e’
approvato con decreto del direttore generale della Direzione generale
per le tematiche familiari e sociali e la tutela dei diritti dei
minori.

Art. 8.
Adempimenti successivi
1. Gli enti a cui e’ comunicata l’ammissione al finanziamento del
progetto presentato trasmettono, a pena di decadenza, entro sessanta
giorni dal ricevimento della comunicazione, la convenzione secondo il
modello allegato, che forma parte integrante della presente
direttiva, debitamente sottoscritta dal legale rappresentante
dell’ente beneficiario, quale accettazione del finanziamento e degli
obblighi inerenti le modalita’ di realizzazione derivanti dalla
presente direttiva.
2. Nel trasmettere la convenzione di cui al comma 1, l’ente invia
altresi’ i seguenti documenti:
a) provvedimento di approvazione del progetto definitivo, anche
in relazione alle tipologie di finanziamento assicurate dai partners;
b) estremi del conto corrente bancario, corredato di CAB e ABI, o
indicazione di altra forma, in alternativa, per l’accreditamento del
contributo assegnato;
c) dichiarazione del legale rappresentante recante l’indicazione
della data di avvio delle attivita’ necessarie alla realizzazione
dell’opera, intendendosi per tali anche le attivita’ propedeutiche;
d) impegno a rispettare la normativa vigente in materia
(edilizia, sanitaria, socio-assistenziale).
3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si riserva di
richiedere eventuali ulteriori informazioni ovvero documentazioni
attinenti alla realizzazione del progetto.

Art. 9.
Modalita’ di erogazione dei finanziamenti
1. I progetti sono finanziati fino ad un massimo del 50 per cento
del costo complessivo del progetto. Gli eventuali compensi per
consulenza e progettazione sono rimborsabili fino ad un importo
massimo dell’8 per cento del costo complessivo del progetto.
2. Il finanziamento e’ cosi’ erogato:
a) una prima quota, pari al 20 per cento del contributo
assegnato, e’ versata all’atto dell’accettazione da parte dell’ente
beneficiario completa di tutti i documenti di cui all’art. 8;
b) una ulteriore quota, pari al 50 per cento, e’ versata entro
trenta giorni dall’inizio dell’attivita’ diretta all’attivazione del
progetto attestata nelle forme di legge dal soggetto capofila;
c) il saldo, pari al restante 30 per cento, e’ versato al termine
della realizzazione del progetto previa presentazione della
documentazione relativa ai costi sostenuti e previa verifica, da
parte dei competenti uffici del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, o da enti a cio’ delegati dal Ministero, della
concreta attuazione del progetto, della conformita’ dell’opera alla
normativa regionale e ai regolamenti comunali vigenti in materia.
3. Il progetto ammesso al finanziamento ai sensi della presente
direttiva deve essere concluso, in ogni caso, entro due anni
dall’erogazione della prima quota di finanziamento.
4. L’ente beneficiario, o nel caso di piu’ beneficiari il soggetto
capofila, entro sei mesi dalla data di conclusione del progetto invia
una dettagliata relazione, attestante la realizzazione dell’opera in
coerenza con il progetto presentato, corredata da tutta la
documentazione richiesta dal Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, nonche’ da quella attestante il rispetto della normativa
vigente.
5. In caso di ingiustificati ritardi o gravi irregolarita’
nell’impiego del contributo assegnato, il finanziamento e’ revocato
con decreto del direttore generale della Direzione generale per le
tematiche familiari e sociali e la tutela dei diritti dei minori, che
dispone la restituzione delle somme gia’ versate all’entrate del
bilancio dello Stato, con i relativi interessi legali. Tali risorse
sono riassegnate al capitolo di pertinenza dei progetti di cui alla
presente direttiva, per la successiva assegnazione delle risorse al
primo soggetto il cui progetto segue, in elenco, nell’ambito
territoriale di riferimento, quelli gia’ ammessi al finanziamento.
La presente direttiva sara’ trasmessa ai competenti organi di
controllo e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 23 settembre 2003
Il Ministro: Maroni
Registrato alla Corte dei conti il 6 novembre 2003
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 87

Allegato 1
Domanda di contributo
Al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali – Dipartimento per le
politiche sociali e previdenziali –
Direzione generale per le tematiche
familiari, sociali e la tutela dei
diritti dei minori – via Fornovo, 8 –
Pal. A – 00192 Roma
Oggetto: Domanda di ammissione al finanziamento, per la
realizzazione di progetti sperimentali di cui all’art. 41-ter della
legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Il sottoscritto…. rappresentante legale del…. con sede legale
nel comune di …. provincia di …. indirizzo …. cap. ….
tel. …. fax …. e-mail …. avente natura giuridica di: ….
Chiede
ai sensi della direttiva del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali in data …. la concessione di un finanziamento, pari a Euro
…………….(1), pari al ……………. per cento del costo
complessivo del progetto da destinare alla realizzazione del
progetto, allegato alla presente domanda, il cui costo complessivo e’
stimato in Euro ….
A tal fine, il sottoscritto dichiara, sotto la propria
responsabilita’, che:
1. Il progetto per il quale si richiede il finanziamento non e’
stato finanziato con altri contributi pubblici.
2. Le informazioni contenute nel formulario di progetto
corrispondono al vero.
Dichiara, altresi’, che, in caso di ammissione a finanziamento
dell’iniziativa, trasmettera’ atto di delega, con firma autenticata o
in autocertificazione.
Data ……………………..
Firma …………………………..
(1) Il finanziamento non puo’ superare il 50% del costo
complessivo del progetto.

Allegato A

—-> Vedere allegato di pag. 30 in formato zip/pdf

Allegato B
Formulario di progetto 2
1. Contesto di riferimento.
1.1 Descrizione del contesto locale e territoriale di
riferimento precisando in dettaglio se trattasi di ambito comunale (o
quartiere o circoscrizione dello stesso) di ambito coincidente con il
distretto socio-sanitario o di ambito zonale, provinciale o
regionale.
1.2 Bacino di utenza interessato (numero potenziale delle
famiglie o di persone in situazione di handicap destinatari del
progetto).
1.3 Coerenza con il Piano di zona e criteri di integrazione
nella rete dei servizi sociali del territorio.
2. Analisi dei bisogni e motivazioni del progetto.
2.1 Individuazione e rilevazione dei bisogni ed esigenze che si
intendono soddisfare con la realizzazione del progetto.
2.2 Condizioni che garantiscono l’integrazione del progetto con
la rete dei servizi del territorio.
3. Descrizione del progetto che si intende realizzare.
3.1 Localizzazione.
3.2 Interventi o servizi da realizzare, da potenziare o
adeguare.
3.3 Fase progettuale.
3.4 Fasi, tempi e modalita’ di realizzazione.
3.5 Modalita’ di accesso da parte dell’utenza e modalita’ di
partecipazione.
4. Gestione.
4.1 Indicazione delle modalita’ di gestione (diretta o
indiretta).
4.2 Eventuale soggetto attuatore.
4.3 Eventuali partner attivi nella progettazione e/o gestione
del progetto, modalita’ di organizzazione del partenariato e delle
forme di collaborazione.
4.4 Eventuale personale previsto (indicare il numero, la
tipologia, la qualificazione professionale, le modalita’ di impiego e
i tempi settimanali di impegno).
4.5 Modalita’ di coordinamento con altri servizi del territorio
con riferimento alla programmazione territoriale.
4.6 Collegamenti del progetto con i servizi sociali di base e
con le strutture sanitarie e formative.
4.7 Tempi previsti per l’attivazione dalla data di concessione
del contributo.
5. Costi.
5.1 Entita’ del finanziamento richiesto in valore assoluto e in
valore percentuale rispetto al costo previsto.
5.2 Costo totale, costo scomposto per tipologia di spesa e
azioni.
5.3 Quota a carico dell’ente proponente e/o di altri soggetti
partner.
6. Caratteristiche del progetto e aspetti sperimentali e
innovativi dello stesso.
6.1 Descrizione degli aspetti sperimentali ed innovativi con
riferimento al contesto, alla rete dei servizi territoriali, alle
modalita’ organizzative, alle attivita’ e ai contenuti proposti e ai
risultati attesi.
6.2 Informazioni relative alla prosecuzione delle attivita’ di
funzionamento della struttura oltre la durata del progetto.
6.3 Risultati attesi e prospettive.
Il legale rappresentante
Data, ……………….
2 Lo schema predisposto e’ puramente indicativo anche in
relazione all’articolazione dei punti elencati e intende offrire
esclusivamente una traccia ai fini della stesura del progetto
sperimentale che si intende proporre.

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