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MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 20 settembre 2002: Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualita' delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalla Regione siciliana. (GU n. 237 del 9-10-2002)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 20 settembre 2002

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualita’
delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte
dalla Regione siciliana.

IL MINISTRO DELLA SALUTE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
Visti gli articoli 16, 17 e 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 152
del 30 giugno 1988;
Vista la motivata richiesta della Regione siciliana di
autorizzazione alla concessione di deroga per i parametri sodio e
cloruri per il comune di Siracusa;
Sentito il Consiglio superiore di sanita’ che si e’ espresso in
data 16 luglio 2002;
Decreta:
Art. 1.
1. La deroga ai requisiti di qualita’ delle acque destinate al
consumo umano che puo’ essere disposta dalla regione Sicilia ai sensi
degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 236, per i parametri sodio e cloruri, per il comune
di Siracusa, non puo’ superare il valore massimo ammissibile (VMA) di
324 e 664 mg/l rispettivamente.
2. La deroga di cui al comma 1 puo’ essere disposta per il minor
tempo possibile e comunque non oltre il 25 dicembre 2003.

Art. 2.
1. La Regione siciliana, anche per il tramite delle aziende unita’
sanitarie locali, informa la popolazione circa i rischi derivanti dal
consumo di tale acqua da parte di coloro che sono affetti da
patologie che trovano controindicazioni in elevati valori dei
suddetti parametri.

Art. 3.
1. Fermi restando i valori massimi ammissibili di cui all’art. 1,
nell’esercizio dei poteri di deroga di cui all’art. 18 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, la Regione
siciliana e’ tenuta, in relazione alle specifiche situazioni locali,
ad adottare i valori che assicurino l’erogazione di acqua della
migliore qualita’ possibile.

Art. 4.
1. L’esercizio delle deroghe, comunque limitate nell’ambito delle
prescrizioni di cui agli articoli 1 e 2, e’ subordinato
all’osservanza delle disposizioni di cui all’art. 18, comma 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
La mancanza di conformita’ alle citate disposizioni comporta la
decadenza della facolta’ di deroga.
2. I piani di intervento per assicurare il rientro nei valori della
concentrazione massima ammissibile di cui all’allegato I del decreto
del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, devono
prevedere il rientro nella norma nel minor tempo possibile.
3. La Regione siciliana comunica ai Ministeri dell’ambiente e della
tutela del territorio e della salute i provvedimenti adottati al fine
di garantire il ripristino dei requisiti di qualita’ delle acque
sotterranee di cui al decreto legislativo dell’11 maggio 1999, n.
152.

Art. 5.
1. I provvedimenti di deroga, i relativi piani di intervento e le
misure adottate ai sensi dell’art. 4, comma 3, sono trasmessi nel
rispetto delle modalita’ previste dall’art. 18 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2. I Ministeri della salute e dell’ambiente e della tutela del
territorio effettuano congiuntamente una ricognizione annuale dello
stato di attuazione dei piani di intervento sulla base delle
informazioni fornite dalla regione entro il 31 dicembre di ogni anno.
Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 20 settembre 2002

Il Ministro della salute
Sirchia
Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio
Matteoli

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