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MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 11 febbraio 2006

MINISTERO DELLA SALUTE - ORDINANZA 11 febbraio 2006 - Misure urgenti di protezione per casi di influenza aviaria ad alta patogenicita' negli uccelli selvatici. (GU n. 42 del 20-2-2006)

MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 11 febbraio 2006
Misure urgenti di protezione per casi di influenza aviaria ad alta
patogenicita’ negli uccelli selvatici.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista l’ordinanza 26 agosto 2005, recante misure di polizia
veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili
da cortile, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – serie generale – n. 204 del 2 settembre 2005, come
modificata dall’ordinanza ministeriale del 10 ottobre 2005, in
particolare gli articoli 1, 2 e 3;
Vista la direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di
lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE;
Considerato necessario dare immediata applicazione a talune
disposizioni della direttiva 2005/94/CE, sebbene non ancora attuata
nell’ordinamento nazionale;
Vista la legge 2 giugno 1988, n. 218, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il documento SANCO/10155/2006 del 10 febbraio 2006 recante
alcune misure provvisorie di protezione per casi sospetti di
influenza aviaria ad alta patogenicita’ negli uccelli selvatici in
Grecia;
Visti i casi di mortalita’ e sintomi clinici rilevati in alcuni
cigni migratori, la cui migrazione anomala e’ da mettere in relazione
alle temperature eccezionalmente fredde che si stanno verificando nel
nord Europa e nei Balcani, riscontrati nelle regioni Sicilia
(province di Messina e Catania), Calabria (province di Reggio
Calabria e Vibo Valentia) e Puglia (provincia di Taranto);
Considerato che tutti i campioni prelevati dai soggetti rinvenuti
morti e dai soggetti con sintomi clinici riferibili ad influenza
aviaria, sono stati inviati al Centro nazionale di referenza di
Padova che in data 11 febbraio 2006 ha confermato la presenza di
virus H5N1 gia’ preliminarmente evidenziato dagli Istituti
zooprofilattici sperimentali dei distretti territoriali competenti;
Vista l’ordinanza 22 ottobre 2005 recante misure ulteriori di
polizia veterinaria contro l’influenza aviaria che ha recepito la
decisione della Commissione 2005/745/CE del 21 ottobre 2005 relativa
alla adozione di misure di biosicurezza per ridurre il rischio di
trasmissione del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicita’
del sottotipo H5N1 dai volatili selvatici alle popolazioni di
volatili domestici e alla definizione di un sistema di allerta rapido
nelle aree a rischio elevato;
Ritenuto necessario stabilire zone di protezione e sorveglianza
attorno ai luoghi in cui la malattia e’ stata rilevata negli uccelli
selvatici e che dette zone devono essere limitate a quanto necessario
per prevenire l’introduzione di virus influenzale negli allevamenti
di volatili domestici limitrofi;
Rilevato che sulla base della situazione epidemiologica
internazionale relativa all’influenza aviaria e del rischio connesso
alle migrazioni anomale dei volatili e’ necessario disporre misure
urgenti di protezione per l’influenza aviaria;
Ordina:

Art. 1.
Oggetto, campo di applicazione e definizioni
1. La presente ordinanza stabilisce alcune misure urgenti di
protezione in relazione all’influenza aviaria ad alta patogenicita’
riscontrata in cigni migratori rinvenuti morti e malati nelle regioni
Sicilia, Calabria e Puglia, allegato 1, provocata dal virus
dell’influenza A del sottotipo H5 di cui e’ stata confermata dal
Centro nazionale di referenza di Padova l’appartenenza al tipo di
neuroaminidasi N1, al fine di prevenire la diffusione dell’influenza
aviaria dagli uccelli selvatici agli allevamenti di volatili
domestici e ad altri volatili in cattivita’, nonche’ la
contaminazione dei prodotti da loro derivati.
2. L’allegato di cui al comma 1, puo’ essere modificato con
successivo provvedimento del Ministero della salute sulla base
dell’evoluzione della situazione epidemiologica o di eventuali
decisioni comunitarie.

Art. 2.
Istituzione di zone di protezione e di sorveglianza
1. E’ fatto obbligo per le regioni Sicilia, Calabria e Puglia
istituire attorno ai luoghi in cui e’ confermata la presenza di
influenza aviaria ad alta patogenicita’ causata dal virus
dell’influenza A del sottotipo H5 negli uccelli selvatici ed e’
sospettato o confermato il tipo di neuroaminidasi N1:
a) una zona di protezione del raggio di almeno tre chilometri;
b) una zona di sorveglianza del raggio di almeno dieci
chilometri, compresa la zona di protezione.
2. L’istituzione delle zone di protezione e sorveglianza di cui al
comma 1 tiene conto dei fattori geografici, amministrativi, ecologici
ed epizootici che riguardano l’influenza aviaria, nonche’ delle
strutture di monitoraggio disponibili.
3. Se le zone di protezione o sorveglianza si estendono al
territorio di altre regioni, tutte le regioni coinvolte collaborano
ai fini dell’istituzione delle zone stesse.
4. Il Ministero della salute comunica alla Commissione europea e
agli altri Stati membri i dati delle zone di protezione e
sorveglianza istituite a norma del presente articolo.

Art. 3.
Misure nella zona di protezione
1. Nella zona di protezione sono applicate le misure seguenti ad
opera dei sindaci e dei servizi veterinari delle ASL, secondo le
rispettive competenze:
a) individuazione dei pollai, di tutti gli allevamenti ed aziende
avicoli;
b) visite documentate e ripetute dei luoghi di cui al comma 1,
con un esame clinico dei volatili domestici comprendente la raccolta
di campioni per le analisi di laboratorio;
c) attuazione di misure di biosicurezza presso l’allevamento,
compresa la disinfezione alle entrate e alle uscite dall’azienda, la
sistemazione o la chiusura dei volatili domestici in luoghi in cui
possa essere evitato il contatto diretto o indiretto con altro
pollame e altri volatili in cattivita’, nonche’ il divieto di accesso
al personale non autorizzato dall’Autorita’ competente;
d) attuazione delle misure di biosicurezza di cui all’ordinanza
22 ottobre 2005;
e) monitoraggio attivo della malattia nella popolazione degli
uccelli selvatici, in particolare quelli acquatici;
f) campagne di sensibilizzazione riguardo alla malattia tra i
proprietari dei volatili, i cacciatori e le associazioni
naturalistiche e faunistiche;
g) abbattimento e distruzione degli animali sensibili infetti,
sospetti di infezione e di contaminazione;
h) qualora la situazione epidemiologica lo richieda, abbattimento
e distruzione di altri volatili selvatici o domestici presenti.
2. Nella zona di protezione e’ fatto divieto di:
a) movimentare dal luogo in cui sono tenuti volatili domestici e
altri volatili in cattivita’;
b) consentire la concentrazione di volatili domestici e altri
volatili in cattivita’ per fiere, mercati, esposizioni o altre
manifestazioni come prescritto dall’ordinanza 22 ottobre 2005;
c) trasportare volatili domestici e altri volatili in cattivita’
attraverso la zona, escluso il transito sulle principali strade e
ferrovie e il trasporto verso la macellazione immediata;
d) inviare dalla zona uova da cova;
e) inviare dalla zona carne fresca o macinata, preparati e
prodotti a base di carne di pollame e altri volatili in cattivita’,
nonche’ di selvaggina da penna selvatica;
f) trasportare o spargere al di fuori della zona strame usato o
concime non trattato proveniente da aziende dell’area, ad eccezione
del trasporto per la lavorazione a norma del regolamento (CE) n.
1774/2002;
g) la caccia di uccelli selvatici.

Art. 4.
Misure nella zona di sorveglianza
1. Nella zona di sorveglianza sono applicate le misure seguenti ad
opera dei sindaci e dei servizi veterinari delle ASL, secondo le
rispettive competenze:
a) individuazione dei pollai, di tutti gli allevamenti ed aziende
avicoli;
b) attuazione di misure di biosicurezza presso l’allevamento,
compreso l’uso dei mezzi appropriati di disinfezione alle entrate e
alle uscite dall’azienda;
c) attuazione delle misure di biosicurezza di cui alla decisione
2005/734/CE;
d) controllo della movimentazione dei volatili domestici e degli
altri volatili in cattivita’, nonche’ delle uova da cova, all’interno
della zona.
2. Nella zona di sorveglianza e’ fatto divieto di:
a) movimentare volatili domestici e altri volatili in cattivita’
al di fuori della zona per i primi quindici giorni successivi
all’istituzione della zona stessa;
b) consentire la concentrazione di volatili domestici e altri
volatili in cattivita’ per fiere, mercati, esposizioni o altre
manifestazioni come prescritto dall’ordinanza 22 ottobre 2005;
c) la caccia di uccelli selvatici.

Art. 5.
Divieto di accesso nelle zone faunistiche
1. E’ fatto assoluto divieto di accesso a tutte le persone non
autorizzate dai sindaci nelle zone faunistiche nelle quali sono stati
rinvenuti morti i volatili risultati positivi al virus H5N1 ad alta
patogenicita’.

Art. 6.
Durata delle misure
1. Le misure di cui agli articoli 3 e 4 si applicano per tutto il
tempo necessario, tenuto conto dei fattori geografici,
amministrativi, ecologici ed epizootici che riguardano l’influenza
aviaria, p…

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