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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 20 settembre 2002: Attuazione dell'art. 5 della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante misure a tutela dell'ozono stratosferico. (GU n. 230 del 1-10-2002)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 20 settembre 2002

Attuazione dell’art. 5 della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante
misure a tutela dell’ozono stratosferico.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
sentito
IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Vista la legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante “Misure a tutela
dell’ozono stratosferico e dell’ambiente”, modificata dalla legge 16
giugno 1997, n. 179, ed in particolare l’art. 5, comma 1, lettera h),
e comma 2;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, recante
“Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggio” e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, recante “Norme in materia di qualita’ dell’aria, relativamente a
specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto dagli impianti
industriali”;
Visto il regolamento (CE) 2037/2000, concernente le sostanze che
riducono lo strato di ozono, ed in particolare l’art. 16, commi 1 e
2;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 3 ottobre 2001
“Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon”;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 11 marzo 1998, n. 141,
“Regolamento recante norme per lo smaltimento in discarica dei
rifiuti e per la catalogazione dei rifiuti pericolosi smaltiti in
discarica”;
Vista la decisione della Commissione europea n. 2000/532/CE del 3
maggio 2000 e successive modifiche ed integrazioni, concernente
l’elenco dei rifiuti;
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, recante “Delega al Governo
in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici ed
altri interventi per il rilancio delle attivita’ produttive”, ed in
particolare l’art. 1, comma 15;
Tenuto conto del documento ANPA del novembre 1998 “Linee guida e
criteri di valutazione dei parametri di efficacia ambientali delle
attivita’ di recupero dei beni durevoli dismessi”;
Considerata la necessita’ di stabilire le norme tecniche e le
modalita’ per la prevenzione delle emissioni in atmosfera delle
sostanze lesive contenute in talune apparecchiature fuori uso che si
verificano nelle diverse fasi di smaltimento delle stesse;

Decreta:

Art. 1.
Finalita’ e campo di applicazione
1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell’art. 5, comma 1,
lettera h), e comma 2, della legge 28 dicembre 1993, n. 549, le norme
tecniche e le modalita’ per la prevenzione delle emissioni in
atmosfera delle sostanze lesive durante le operazioni di recupero
dalle apparecchiature fuori uso.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intendono per:
a) “sostanze lesive”: le sostanze lesive dell’ozono stratosferico
di cui alle lettere b) e c);
b) “clorofluorocarburi”: le sostanze controllate lesive
dell’ozono stratosferico elencate nella tabella A, gruppo I, allegata
alla legge 28 dicembre 1993, n. 549, nonche’ quelle contenute
nell’allegato I, gruppo I e II, del regolamento (CE) n. 2037/2000;
c) “idroclorofluorocarburi”: le sostanze controllate lesive
dell’ozono stratosferico elencate nella tabella B, gruppo I, allegata
alla legge 28 dicembre 1993, n. 549 nonche’ quelle contenute
nell’allegato I, gruppo VIII, del regolamento (CE) n. 2037/2000;
d) “apparecchiature fuori uso”: frigoriferi, congelatori,
surgelatori, condizionatori d’aria e pompe di calore contenenti
sostanze lesive nel circuito frigorifero ovvero nelle schiume
poliuretaniche isolanti, classificati come rifiuti mediante i codici
16 02 11* e 20 01 23*.
e) “recupero”: la raccolta e il magazzinaggio di sostanze
controllate provenienti, per esempio, da macchine, apparecchiature,
vasche di contenimento, effettuati nel corso delle operazioni di
manutenzione o prima dello smaltimento.

Art. 3.
Attivita’ di recupero
1. Il recupero delle sostanze lesive da apparecchiature fuori uso
deve essere effettuato, ai sensi dell’art. 6, comma 1, della legge 28
dicembre 1993, n. 549, in impianti conformi alle caratteristiche e
nel rispetto delle norme tecniche stabilite all’allegato I al
presente decreto.
2. Gli impianti di cui al comma 1 devono essere costruiti e gestiti
in modo che, nelle fasi di triturazione delle apparecchiature fuori
uso, le emissioni non superino in tutte le condizioni di esercizio
dell’impianto i seguenti valori di emissione:
a) 25 g/h per le sostanze lesive di cui all’art. 2;
b) 5 mg/Nm3 per le polveri;
c) 100 mg/Nm3 per il pentano (dove applicabile).
I valori di cui alle lettere b) e c) sono riferiti al volume di
effluente gassoso secco rapportato alle condizioni normali di 273 K e
101.3 k Pa.
3. Il contenuto residuo di sostanze lesive nelle schiume
poliuretaniche degassificate dopo il trattamento negli impianti di
cui al comma 1 deve essere inferiore o uguale allo 0.5% in peso delle
stesse schiume.
4. Gli impianti autorizzati a trattare le apparecchiature fuori uso
sottoscrivono entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente
decreto gli accordi di programma di cui all’art. 6, comma 5, della
legge 28 dicembre 1993, n. 549.

Art. 4.
Controlli
1. Per la verifica dei valori di emissione di cui all’art. 3, comma
2, devono essere utilizzati i metodi di campionamento, analisi e
valutazione delle emissioni fissati ai sensi dell’art. 3, comma 2,
del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203.
2. Gli impianti di cui all’art. 3, comma 1, devono essere dotati di
apposita strumentazione che effettua il campionamento e l’analisi in
continuo delle sostanze lesive emesse. Per gli altri inquinanti i
controlli devono avvenire con frequenza giornaliera.
3. Per l’analisi delle sostanze lesive contenute nelle schiume
degassificate puo’ essere utilizzato il metodo QIRSA-CNR: “Metodi
analitici per i fanghi (64) – Vol. 3 parametri chimico fisici” del
1990, ovvero un altro metodo concordato con l’autorita’ competente
per i controlli.

Art. 5.
Disposizioni transitorie
1. Gli impianti di cui all’art. 3, comma 1; costruiti o in funzione
alla data di entrata in vigore del presente decreto, devono
rispettare le prescrizioni di cui all’art. 3, comma 2, entro nove
mesi dall’entrata in vigore dello stesso.
2. Fino alla data di cui al comma 1 si applicano i seguenti valori
di emissione:
a) 50 g/h per le sostanze lesive di cui all’art. 2;
b) 5 mg/Nm3 per le polveri;
c) 100 mg/Nm3 per il pentano (dove applicabile).
I valori di cui alle lettere b) e c) sono riferiti al volume di
effluente gassoso secco rapportato alle condizioni normali di 273 K e
101.3 k Pa.
3. Resta fermo quanto stabilito dall’art. 44 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in merito alla gestione delle
apparecchiature fuori uso che hanno esaurito la loro durata
operativa.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 20 settembre 2002
Il Ministro: Matteoli

Allegato I

CARATTERISTICHE E NORME TECNICHE DEGLI IMPIANTI CHE EFFETTUANO IL
RECUPERO DELLE SOSTANZE LESIVE DALLE APPARECCHIATURE FUORI USO

Caratteristica dell’impianto.
L’impianto per il recupero delle sostanze lesive dalle
apparecchiature fuori uso e’ composto da:
1. una o piu’ linee di estrazione delle sostanze lesive dai
circuiti frigoriferi;
2. impianto di triturazione in ambiente controllato delle
schiume poliuretaniche isolanti contenute nelle apparecchiature fuori
uso;
3. strumentazione per il monitoraggio in continuo delle
emissioni in atmosfera delle sostanze lesive;
4. aree di stoccaggio dei fluidi refrigeranti e dei gas
espandenti recuperati dalle apparecchiature fuori uso.
Messa in sicurezza.
L’estrazione delle sostanze lesive dai circuiti frigoriferi e’
effettuata nell’ambito delle operazioni di messa in sicurezza delle
apparecchiature fuori uso.
Le operazioni di messa in sicurezza delle apparecchiature fuori
uso devono essere effettuate in aree attrezzate e riguardano
principalmente l’asportazione degli elementi ambientalmente critici
presenti in esse, nonche’ la rimozione delle parti asportabili al
fine di assicurare elevati livelli di recupero dei materiali.
In particolare l’estrazione dei fluidi frigoriferi contenuti nel
circuito frigorifero e nell’olio lubrificante estratto dal
compressore, deve essere effettuata secondo le seguenti modalita’:
1. l’estrazione dovra’ avvenire per mezzo di dispositivi
aspiranti operanti in circuito chiuso in modo da assicurare che non
ci sia alcun rilascio di sostanze lesive in atmosfera;
2. l’asportazione del gruppo di compressione dalle
apparecchiature fuori uso dovra’ avvenire senza perdita di olio
lubrificante poiche’ in esso sono contenute sostanze lesive;
3. la bonifica del gruppo di compressione dall’olio
lubrificante dovra’ avvenire a mezzo di apposito impianto e con
procedure tali da evitare il rilascio delle sostanze lesive, operando
separatamente il recupero degli olii e delle stesse sostanze lesive.
Triturazione.
Dopo la messa …

[Continua nel file zip allegato]

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