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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 19 settembre 2002: Disciplina delle scorte obbligatorie di prodotti petroliferi, in attuazione degli articoli 4, comma 3, e 9 del decreto legislativo 31 gennaio 2001, n. 22. (GU n. 242 del 15-10-2002)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 19 settembre 2002

Disciplina delle scorte obbligatorie di prodotti petroliferi, in
attuazione degli articoli 4, comma 3, e 9 del decreto legislativo 31
gennaio 2001, n. 22.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Vista la legge 7 novembre 1977, n. 883, che recepisce l’accordo
firmato a Parigi il 18 novembre 1974 e relativo ad un programma
internazionale per l’energia da realizzarsi attraverso l’Agenzia
internazionale per l’energia (AIE);
Vista la direttiva comunitaria n. 98/93/CE del Consiglio del 14
dicembre 1998, recante modifiche alla direttiva n. 68/414/CEE, che
stabiliva l’obbligo per gli Stati membri della CEE di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti
petroliferi;
Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 ed, in
particolare, gli articoli 8 e 9 che istituiscono l’Agenzia nazionale
per le scorte di riserva;
Visto il decreto legislativo 31 gennaio 2001, n. 22, concernente
l’attuazione della direttiva comunitaria n. 98/93/CE sulle scorte
petrolifere di riserva e l’adeguamento di esse anche alla normativa
AIE;
Visti in particolare l’art. 4, comma 3, e l’art. 9 del citato
decreto legislativo n. 22/2001 che demandano ad apposito
provvedimento amministrativo, da emanarsi entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore del decreto legislativo medesimo,
rispettivamente la disciplina delle contabilizzazioni dei prodotti
petroliferi nel riepilogo statistico delle scorte nonche’ delle
possibilita’ di conversione e sostituzione tra prodotti e dei
trasferimenti degli stessi e la fissazione delle modalita’ di
trasmissione al Ministero delle attivita’ produttive dei dati
relativi al costo delle scorte;
Ritenuto, pertanto, necessario procedere all’emanazione del
suddetto provvedimento;
Decreta:
Art. 1.
Ai fini della determinazione dell’ammontare annuo delle scorte
obbligatorie, tutti i titolari di deposito fiscale e gli operatori
registrati sono tenuti a comunicare al Ministero delle attivita’
produttive, entro il 20 gennaio di ciascun anno, i quantitativi
immessi al consumo presso il loro impianto nel corso dell’anno
precedente; ai fini della ripartizione della scorta tra tutti i
soggetti tenuti all’obbligo, le immissioni al consumo debbono essere
dettagliatamente comunicate per singola societa’ che ha assolto
l’imposta o che ha destinato il prodotto ad un uso esente.
Tali comunicazioni, firmate dal responsabile del deposito, hanno
valore di autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; se sono inviate per posta,
fa fede la data del timbro postale.
Il Ministero delle attivita’ produttive, anche avvalendosi della
Guardia di finanza, puo’ disporre controlli sulla veridicita’ delle
suddette dichiarazioni. In caso di dichiarazione mendace si applicano
le sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica n.
455/2000 citato.

Art. 2.
Ciascun soggetto obbligato per effetto delle immissioni al consumo
e/o esportazioni o lavorazioni per committenti esteri, e’ tenuto alla
costituzione di esse entro la data fissata nel decreto impositivo in
maniera che ne sia assicurato il permanente mantenimento; dette
scorte debbono essere di sicuro e pronto impiego e completamente
disponibili nell’interesse del Paese. Almeno quindici giorni prima
dell’entrata in vigore dell’obbligo, con apposita lettera
ministeriale, e’ comunicata a ciascun soggetto obbligato l’entita’
delle scorte da detenere in relazione alle immissioni al consumo
avvenute presso ciascun impianto o alle esportazioni e/o lavorazioni
effettuate per conto di committenti esteri.

Art. 3.
I soggetti che immettono al consumo presso impianti di societa’
terze devono produrre al Ministero delle attivita’ produttive una
dichiarazione con la quale si impegnano a mantenere le scorte
relative nel corso dell’anno successivo.

Art. 4.
Entro la data di entrata in vigore dell’obbligo ciascun soggetto
obbligato e’ tenuto a notificare al Ministero delle attivita’
produttive la dislocazione delle scorte a proprio carico nonche’ le
conversioni in greggio e/o semilavorati e le sostituzioni tra
prodotti finiti eventualmente operate. Se le scorte sono collocate
presso strutture appartenenti a soggetti terzi deve pervenire al
Ministero, entro il termine suddetto, anche la conferma del
trasferimento da parte del soggetto che si impegna a mantenere
l’obbligo manlevando con cio’ il soggetto originariamente obbligato e
l’eventuale deposito di societa’ terze presso cui e’ insorto
l’obbligo.
Successivi diversi riposizionamenti delle scorte possono essere
disposti dai soggetti obbligati nel rispetto dei tempi e delle
modalita’ rese note con apposita circolare ministeriale da emanarsi
entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto.

Art. 5.
Tutti i concessionari o locatari di raffinerie e/o depositi di oli
minerali, con capacita’ superiore a mc 3.000, di GPL in serbatoi o
bombole con capacita’ superiore a mc 50, anche quando non obbligati
al mantenimento di scorte, sono tenuti a comunicare mensilmente al
Ministero delle attivita’ produttive – D.G.E.R.M., l’entita’ delle
giacenze di tutti i prodotti petroliferi, di biodiesel e di
orimulsion presenti nei propri impianti.
Ad analogo obbligo sono tenuti anche i depositi aventi capacita’
inferiori a quelle citate quando obbligati al mantenimento delle
scorte per effetto delle immissioni consumo effettuate.
Le modalita’ operative delle comunicazioni sono disciplinate con la
circolare di cui all’art. 4.

Art. 6.
Ai fini del mantenimento delle scorte, i prodotti finiti sono
contabilizzati in tonnellate intere mentre gli oli greggi e/o
semilavorati sono contabilizzati secondo fattori di conversione come
di seguito specificato.

Art. 7.
E’ consentito operare conversioni tra categorie di prodotti e
materie prime nonche’ sostituzioni tra categorie di prodotti con le
seguenti modalita’:
a) le scorte in categorie di prodotti, derivanti dalle immissioni
al consumo e/o esportazioni, possono essere convertite in oli greggi
e/o semilavorati nella misura del 40% per le categorie I e II e del
50% per la categoria III a condizione che ciascuna tonnellata di
prodotto finito sia moltiplicata per il coefficiente medio che
annualmente e’ reso noto a cura del Ministero delle attivita’
produttive con il decreto di imposizione delle scorte;
b) le scorte derivanti dalle immissioni al consumo e/o
esportazioni delle categorie I e II possono essere sostituite, entro
il limite massimo del 20% dell’obbligo imposto, con pari quantita’ di
prodotti appartenenti alle altre due categorie; le scorte di
categoria III sono sostituibili, entro il limite massimo del 30%
dell’obbligo imposto, con pari quantita’ di prodotti appartenenti
alle altre due categorie;
c) la quota incrementale di scorte obbligatorie destinata a
raggiungere il livello fissato dall’A.I.E. puo’ essere sostituita,
per ciascuna categoria di prodotto, con pari quantita’ di tutti i
prodotti appartenenti alle altre due categorie sino al 100%
dell’obbligo imposto; essa puo’ altresi’ essere sostituita con oli
greggi, semilavorati, prodotti petroliferi finiti non appartenenti
alle categorie I, II e III, nonche’ con orimulsion e biodiesel
mediante i fattori di conversione stabiliti dall’A.I.E. ed
annualmente comunicati ai soggetti interessati a cura del Ministero
delle attivita’ produttive.
Tutte le sostituzioni e conversioni devono essere comunicate al
Ministero delle attivita’ produttive nei tempi e con le modalita’ che
verranno rese note con la circolare ministeriale di cui all’art. 4.

Art. 8.
E’ facolta’ del Ministero delle attivita’ produttive sospendere la
validita’ delle sostituzioni tra prodotti finiti e delle conversioni
in materia prima, qualora cio’ sia richiesto da particolari
difficolta’ di approvvigionamento o reperimento sul mercato dei
prodotti appartenenti alle tre categorie. In questo caso, il
Ministero provvede a dare apposita comunicazione ai soggetti
interessati con opportuno anticipo.

Art. 9.
Ai fini delle comunicazioni di cui agli articoli 4, 5 e 7, i
depositi satellite di impianti di raffinazione o centrali
termoelettriche sono considerati parte integrante della raffineria o
centrale termoelettrica cui sono organicamente collegati. Per
“deposito satellite” si intende il deposito separato dalla raffineria
o centrale termoelettrica ma ad essa collegato da oleodotto, in
funzione esclusiva dell’impianto, sia per l’approvvigionamento di
materia prima che per lo stoccaggio dei prodotti. La titolarita’ del
deposito satellite deve appartenere allo stesso soggetto
concessionario dell’impianto di lavorazione o produzione elettrica o
a soggetto facente parte del gruppo di appartenenza dell’anzidetto
concessionario. I prodotti eventualmente contenuti negli oleodotti di
collegamento non possono in ogni caso essere computati ai fini della
scorta.

Art. 10.
Il Ministero delle attivita’ produttive, ai sensi dell’art. 11 del
d…

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