MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE | Agrinews.info

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 12 novembre 2003: Termini, criteri e modalita' di effettuazione del bando tematico per lo sviluppo nelle piccole e medie imprese dell'innovazione basata sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), ai sensi dell'art. 11 della direttiva del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 16 gennaio 2001, recante le direttive per la concessione delle agevolazioni del Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica. (GU n. 275 del 26-11-2003)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 12 novembre 2003

Termini, criteri e modalita’ di effettuazione del bando tematico per
lo sviluppo nelle piccole e medie imprese dell’innovazione basata
sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), ai
sensi dell’art. 11 della direttiva del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato 16 gennaio 2001, recante le direttive
per la concessione delle agevolazioni del Fondo speciale rotativo per
l’innovazione tecnologica.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46, e successive modifiche;
Vista la direttiva del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 16 gennaio 2001 recante le direttive per la
concessione delle agevolazioni del FIT, di cui all’art. 14 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46;
Vista la circolare del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato dell’11 maggio 2001, n. 1034240 esplicativa delle
modalita’ di concessione ed erogazione delle agevolazioni del Fondo
speciale rotativo per l’innovazione tecnologica (FIT);
Vista la circolare del Ministero delle attivita’ produttive del
26 ottobre 2001, n. 1035030 che individua i soggetti gestori per
l’istruttoria connessa alle agevolazioni di cui alla legge
17 febbraio 1982, n. 46;
Visto il parere positivo espresso dal Comitato tecnico di cui alla
legge 17 febbraio 1982, n. 46, nelle riunioni dell’8 e 29 luglio 2003
in merito alla proposta di emanazione di un bando tematico avente
come obiettivo lo sviluppo dell’innovazione delle piccole e medie
imprese, come definite dai decreti del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato del 18 settembre 1997 (PMI), basato
sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (ICT), utilizzando le procedure previste dall’art. 11
della direttiva del 16 gennaio 2001;
Visto il parere espresso dalla Conferenza Stato-regioni nella
seduta del 23 settembre 2003 sui criteri di selezione dei programmi;
Visto il decreto interministeriale del 21 ottobre 2003 del Ministro
delle attivita’ produttive e del Ministro dell’innovazione
tecnologica, che in particolare all’art. 1 destina allo sviluppo
dell’innovazione delle piccole e medie imprese, come definite dai
decreti del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 18 settembre 1997 (PMI), basato sull’utilizzo
delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT),
risorse pari a 62,8 MEuro, e all’art. 6 individua nelle procedure di
cui all’art. 11 della direttiva 16 gennaio 2001, nell’ambito dalla
legge 17 febbraio 1982, n. 46, quelle da utilizzare;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’ dell’intervento
1. L’intervento e’ volto alla promozione e alla diffusione
nell’ambito delle piccole e medie imprese dell’innovazione basata
sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) al
fine del miglioramento della competitivita’, in coerenza con il
decreto interministeriale del 21 ottobre 2003 del Ministro delle
attivita’ produttive e del Ministro dell’innovazione tecnologica, che
si riporta nell’allegato 1 del presente decreto.

Art. 2.
Soggetti beneficiari
1. Possono partecipare al presente bando i seguenti soggetti,
purche’ possiedano una stabile organizzazione in Italia:
a) imprese che esercitano attivita’ industriale diretta alla
produzione di beni e servizi;
b) imprese che esercitano un’attivita’ di trasporto per terra,
per acqua o per aria;
c) imprese agroindustriali, intendendosi per esse quelle imprese
agricole che svolgono attivita’ di trasformazione dei prodotti
derivanti dalla coltivazione della terra, dalla silvicoltura o
dall’allevamento del bestiame e dalla quale ricavano un fatturato
prevalente rispetto a quello ottenuto dalla vendita diretta dei
prodotti agricoli;
d) imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge
8 agosto 1985, n. 443;
e) centri di ricerca con personalita’ giuridica autonoma,
costituiti dai soggetti di cui alle lettere a), b), e c);
f) consorzi e societa’ consortili a condizione che la
partecipazione finanziaria al fondo o al capitale sociale dei
soggetti di cui alle precedenti lettere a), b), c), d), ed e) sia
superiore al 50 per cento. Il valore di tale partecipazione
finanziaria e’ fissato al 30 per cento per i consorzi e societa’
consortili aventi sede nelle aree considerate depresse del territorio
nazionale ai sensi delle vigenti disposizioni comunitarie.
2. I soggetti di cui alle lettere a), b), c) e d) possono
partecipare al bando solo se hanno dimensioni di piccola e media
impresa secondo i criteri stabiliti dal decreto del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 18 settembre
1997 (di seguito PMI).
3. Ai fini del presente bando, per favorire l’accesso all’utilizzo
delle nuove opportunita’ consentite dalle tecnologie della
informazione e della comunicazione (ICT), i soggetti di cui al comma
2 e di cui alla lettera e) del comma 1 possono presentare domanda
anche congiuntamente tra loro ovvero con Universita’, enti pubblici
di ricerca.
4. Nel caso di un unico programma presentato congiuntamente,
l’agevolazione e’ concessa ed erogata ai singoli soggetti
partecipanti in misura corrispondente alle attivita’ svolte e
documentate da ciascuno di essi.

Art. 3.
Obiettivo dei programmi
1. I programmi devono avere per oggetto la sperimentazione e la
realizzazione, mediante l’utilizzo di applicazioni informatiche
innovative, di nuovi processi aziendali relativi alle fasi di
ideazione, approvvigionamento, produzione, distribuzione e
commercializzazione, finalizzati allo sviluppo di nuovi
prodotti/servizi ed alla riduzione dei costi aziendali.
2. Tali applicazioni informatiche devono consentire un’innovazione
dei processi attraverso la loro reingegnerizzazione ed integrazione
lungo la catena del valore anche nell’ambito delle filiere
produttive, o sull’interdipendenza dei processi comuni nell’ambito
dei «sistemi produttivi locali» o dei «distretti industriali», come
definiti dalla legge 11 maggio 1999, n. 140.
3. Le applicazioni informatiche innovative possono rientrare nei
settori che si elencano, solo a titolo esemplificativo e non
esaustivo, riguardanti sia i processi aziendali critici quali ERP
(enterprise resource planning), CRM (Customer relation management),
SCM (Supply Chain Management), E-marketplace/e-procurement, E-banking
sia quelli infrastrutturali quali sistemi di supporto alla sicurezza
dati, tool evoluti per lo sviluppo del software, knowledge
management, groupware, dataware.

Art. 4.
Misura delle agevolazioni e durata dei programmi
1. Le agevolazioni sono erogate sotto forma di finanziamento
agevolato eventualmente integrato e maggiorato da un contributo alla
spesa nelle misure e con le modalita’ indicate all’art. 4 della
direttiva del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 16 gennaio 2001 e all’art. 4 della circolare del
precisato Ministero dell’11 maggio 2001, n. 1034240.
2. I programmi hanno una durata non inferiore a 18 mesi e non
superiore a 36 mesi dalla data di presentazione del programma
definitivo al gestore. Per eccezionali cause di forza maggiore o per
dimostrate difficolta’ di ordine tecnico o tecnologico non previste
ne’ prevedibili il Ministero delle attivita’ produttive puo’
autorizzare una sola proroga per non piu’ di 12 mesi.

Art. 5.
Attivita’ e spese ammissibili
1. Sono ammissibili programmi, di importo superiore a 200.000 Euro,
relativi ad attivita’ di sviluppo precompetitivo che possono
comprendere anche attivita’ connesse e comunque non preponderanti di
ricerca industriale. Nell’ambito delle attivita’ di sviluppo
precompetitivo vengono ricomprese le fasi di implementazione e
sperimentazione dei nuovi processi; nell’ambito della ricerca
industriale vengono ricomprese le attivita’ miranti ad acquisire
nuove conoscenze, utili per la definizione di nuovi modelli di
processi finalizzati a conseguire un notevole miglioramento dei
prodotti, processi produttivi o servizi esistenti.
2. Le agevolazioni sono concesse per i costi sostenuti
successivamente alla data di presentazione del programma definitivo
al gestore e sono ammissibili le spese indicate nell’art. 5, comma 2,
della direttiva 16 gennaio 2001 di attuazione dell’art. 14 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46; in particolare, sono agevolabili:
a) servizi professionali per lo studio e realizzazione di
processi aziendali innovativi finalizzati al recupero di
competitivita’;
b) servizi professionali necessari alla realizzazione di nuove
applicazioni informatiche a supporto dell’azione di
reingegnerizzazione;
c) acquisti di brevetti e licenze, di hardware e software;
d) acquisizione di servizi di connettivita’ a larga banda.

Art. 6.
Criteri di selezione dei programmi
1. Per la valutazione dei programmi vengono considerate le seguenti
caratteristiche:
a) coerenza del programma con le finalita’ del bando;
b) validita’ degli obiettivi del programma sotto il profilo
tecnico-scientifico con riferimento allo sviluppo del settore in cui
opera il richiedente;
c) adeguatezza del piano finanziario con riferimento agli impegni
delle singole imprese nel programma;
d) capacita’ tecnico-scientifica e organizzativa delle aziende
proponenti, atte ad assicurare la corretta esecuzione delle attivita’
del programma;
e) adeguatezza del piano di lavoro;
f) valore innovativo del programma;
g) interesse industriale.
2. I programmi di massima ammissibili vengono inseriti in una
graduatoria di merito che viene compilata secondo un ordine
decrescente fino ad individuare i programmi di massima che, nel
limite delle risorse disponibili maggiorate del 20%, possono accedere
alla fase successiva con la presentazione dei programmi definitivi.
3. Il punteggio che ciascun programma di massima consegue, e che
determina la posizione dello stesso nella graduatoria, e’ ottenuto
sulla base dei seguenti indicatori, assegnando per questi un
punteggio complessivo fino ad un massimo di 30 punti:
a) grado di innovazione del programma;
b) aumento della produttivita’ dell’impresa;
c) ricadute economiche attese.
4. Ai fini della graduatoria sono previste le seguenti premialita’:
i. per il grado di aggregazione tra PMI: + 5% se partecipano al
programma almeno cinque imprese, + 20% se partecipano al programma
oltre 20 imprese.
ii. per il coinvolgimento nelle attivita’ del programma di enti
pubblici di ricerca e di universita’ per una quota di attivita’ non
inferiore al 10 per cento dei costi ammissibili: + 5 %.
5. A parita’ di punteggio finale, la graduatoria sara’ compilata
utilizzando i seguenti criteri sequenziali: imprese consorziate
ricadenti in «sistemi produttivi locali» o «distretti industriali»,
anche diversi, individuati ai sensi della legge 5 ottobre 1991, n.
317 e della legge 11 maggio 1999, n. 140, quindi il numero di enti
pubblici di ricerca e universita’ coinvolti nel programma, quindi il
maggior punteggio nel primo indicatore di cui al comma 3 del presente
articolo, ripetendo il procedimento se necessario per gli altri
indicatori nell’ordine previsto.

Art. 7.
Presentazione delle domande
1. I soggetti di cui all’art. 2 propongono il programma di massima
utilizzando il modulo riportato nell’allegato 2 del presente decreto,
al Ministero delle attivita’ produttive, a partire dal trentesimo
giorno e sino al novantesimo giorno dalla data di pubblicazione del
presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. I
predetti soggetti individuano contestualmente il gestore scelto tra
quelli individuati dal Ministero delle attivita’ produttive ed
elencati nella circolare del 26 ottobre 2001, n. 1035030 e riportati
nell’allegato 4 del presente decreto.
2. Nel caso di programma di massima proposto congiuntamente da piu’
soggetti la domanda e’ redatta utilizzando il modulo riportato
nell’allegato 3 del presente decreto ed e’ firmata dai legali
rappresentanti di tutti i soggetti richiedenti i quali designano uno
dei soggetti quale capofila con il compito di raccogliere e
coordinare la documentazione di tutti i partecipanti e di mantenere i
rapporti con il Ministero delle attivita’ produttive.

Art. 8.
Procedure di selezione dei programmi
1. Gli interventi del presente bando sono attuati secondo le
modalita’ procedurali di carattere valutativo a graduatoria di cui al
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
2. Il Ministero delle attivita’ produttive, avvalendosi della
commissione mista istituita ai sensi dell’art. 5 del decreto
interministeriale del 21 ottobre 2003, entro 60 giorni dalla chiusura
del bando, previo parere del comitato tecnico di cui all’art. 8,
comma 3, della direttiva 16 gennaio 2001, predispone una graduatoria
dei programma di massima ammissibili, valutando la coerenza con le
finalita’ del bando, la presenza degli obiettivi richiesti ed in base
ai criteri di valutazione riportati nell’art. 6, e ne dispone la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Le
imprese selezionate, nei limiti indicati all’art. 6, comma 2,
dovranno presentare ai gestori concessionari, entro 60 giorni dalla
pubblicazione della graduatoria, pena decadenza, i programmi di
sviluppo precompetitivo definitivi.
3. I programmi di sviluppo precompetitivo definitivi saranno
istruiti secondo le modalita’ e nei termini stabiliti nella circolare
11 maggio 2001, n. 1034240.
4. Il Ministero delle attivita’ produttive entro 60 giorni dalla
conclusione delle istruttorie, verificatone l’esito, previo parere
del Comitato tecnico di cui all’art. 8, comma 3, della direttiva
16 gennaio 2001, emana il decreto di concessione delle agevolazioni,
determinando l’entita’, le modalita’ e le condizioni dell’intervento.
5. Fatto salvo quanto espressamente disposto dal presente decreto,
l’istruttoria e la valutazione dei programmi definitivi, la
concessione e l’erogazione dei benefici avvengono secondo le
modalita’ ed i termini individuati dalla direttiva 16 gennaio 2001 e
dalla circolare 11 maggio 2001, n. 1034240.
6. I soggetti richiedenti decadono dalla graduatoria e le
agevolazioni eventualmente concesse sono revocate qualora, in
qualsiasi fase o grado della procedura, si accerti la inesistenza dei
requisiti di accesso al presente bando o anche di uno solo degli
elementi di cui al comma 4 dell’art. 6.

Art. 9.
Risorse disponibili
1. Le risorse disponibili per il presente bando ammontano ad euro
62.800.000,00, come individuate dal decreto interministeriale del
21 ottobre 2003 del Ministro delle attivita’ produttive e del
Ministro dell’innovazione tecnologica.
Roma, 12 novembre 2003
Il Ministro: Marzano

Allegato 1

Decreto interministeriale del 21 ottobre 2003 del Ministro delle
attivita’ produttive e del Ministro dell’innovazione tecnologica

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
di concerto con
IL MINISTRO PER L’INNOVAZIONE E LE TECNOLOGIE

Visto il protocollo di intesa siglato il 17 marzo 2003 tra il
Ministro per le attivita’ produttive e il Ministro per l’innovazione
e le tecnologie diretto a sviluppare iniziative congiunte per
promuovere l’innovazione tra le piccole e medie imprese;
Vista la comunicazione della Commissione delle Comunita’ europee
dell’11 marzo 2003 dal titolo «Politica dell’innovazione: aggiornare
l’approccio dell’Unione europea nel contesto della strategia di
Lisbona» (COM(2003)112 def.);
Vista la legge 12 dicembre 2002, n. 273, ed in particolare l’art.
8, comma 1, che «al fine di promuovere lo sviluppo dell’economia
informatica nelle piccole e medie imprese di tutti i settori
economici» autorizza «la spesa di 10.620.000 euro per l’anno 2002, di
12.950.000 euro per l’anno 2003 e di 9.240.000 euro per l’anno 2004»,
e comma 2, che prevede che «i criteri per la realizzazione degli
interventi» devono essere stabiliti dal Ministro delle attivita’
produttive, sentiti i Ministri dell’economia e delle finanze, per
l’innovazione e le tecnologie e delle comunicazioni, nonche’ le
regioni interessate;
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46, e successive modifiche;
Visto il decreto ministeriale 16 gennaio 2001 recante direttive
per la concessione delle agevolazioni del fondo speciale rotativo per
l’innovazione tecnologica di cui all’art. 14 della legge 17 febbraio
1982, n. 46;
Visto il decreto ministeriale del 15 settembre 2002 del
Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del
Consiglio dei Ministri che destina risorse per un importo pari a
30.000.000,00 euro, a valere su quelle di cui all’art. 27 della legge
del 16 gennaio 2003, n. 3, unitamente ad altri fondi di pertinenza
del Ministero delle attivita’ produttive, al fine di emanare un bando
tematico per l’innovazione delle piccole e medie imprese secondo le
procedure di cui all’art. 11 della direttiva 16 gennaio 2001,
nell’ambito dalla legge 17 febbraio 1982, n. 46;
Visto il parere positivo del Ministro dell’economia e delle
finanze, espresso con nota del 15 ottobre 2003;
Visto il parere positivo del Ministro delle comunicazioni,
espresso con nota del 5 settembre 2002;
Visto il parere positivo della Conferenza Stato-regioni, espresso
nella seduta del 9 settembre 2003;
Considerata la necessita’ di sostenere la competitivita’ delle
piccole e medie imprese attraverso l’introduzione di innovazioni
anche di natura organizzativa basate sull’utilizzo delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione (ICT);
Considerata l’opportunita’ di promuovere interventi pilota
diretti a testare e valutare l’introduzione nelle piccole e medie
imprese di specifiche misure di sostegno a favore dell’innovazione e
delle nuove tecnologie;
Ritenuta l’opportunita’ di far ricorso, per l’utilizzo dei
predetti stanziamenti ad un procedimento selettivo attraverso
l’emanazione di un bando tematico in coerenza con le procedure
previste dalla direttiva del 16 gennaio 2001 per i programmi di
innovazione tecnologica;
Decretano:
Art. 1.
Risorse
1. Lo stanziamento complessivo di euro 32.800.000,00 di cui
all’art. 8, comma 1, della legge n. 273/2002 unitamente alle risorse
messe a disposizione dal Dipartimento per l’innovazione e le
tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto
ministeriale del 15 settembre 2002 per un importo pari a
30.000.000,00 euro, a valere sulle risorse di cui all’art. 27 della
legge 16 gennaio 2003, n. 3, e’ destinato allo sviluppo
dell’innovazione delle piccole e medie imprese, come definite dai
decreti del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 18 settembre 1997 (di seguito PMI), basata
sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (ICT).
Art. 2.
Finalita’ dell’intervento e modalita’ di attuazione
1. L’intervento e’ diretto a migliorare l’efficienza
organizzativa delle PMI attraverso l’applicazione delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione (ICT) all’organizzazione
delle imprese.
2. Lo stanziamento di euro 62.800.000,00 e’ utilizzato per
programmi di particolare rilevanza secondo le procedure previste
dalla direttiva ministeriale del 16 gennaio 2001 nell’ambito della
legge 17 febbraio 1982, n. 46. A tal fine viene utilizzata la
procedura a bando prevista dall’art. 11 della suddetta direttiva.
Art. 3.
Obiettivi dei programmi
1. I programmi devono avere per oggetto la progettazione e la
realizzazione di prodotti, di servizi e di processi relativi
all’organizzazione, all’approvvigionamento, alla produzione ed alla
distribuzione, mediante l’utilizzo prevalente e significativo di
applicazioni informatiche innovative.
2. Tali applicazioni informatiche devono presentare un carattere
di innovativita’, cioe’ rappresentare un significativo miglioramento
rispetto alle conoscenze e allo stato dell’arte esistente o comunque
consentire estensioni al settore di interesse di applicazioni
informatiche esistenti per altri settori. Le applicazioni
informatiche devono essere innovative per l’impresa che le introduce
nel proprio processo produttivo, considerato l’ambito del mercato di
riferimento in cui opera.
Art. 4.
Criteri di selezione dei programmi
1. I programmi sono selezionati, oltre che sulla base dei
requisiti previsti dalla direttiva 16 gennaio 2001, tenendo conto dei
seguenti criteri:
grado di innovazione del programma;
aumento della produttivita’ dell’impresa;
ricadute economiche attese;
grado di aggregazione tra PMI;
coinvolgimento nelle attivita’ del programma di enti pubblici
di ricerca e di universita’.
Art. 5.
Istituzione commissione mista interministeriale
1. E’ istituita una commissione costituita, rispettivamente, da 3
rappresentanti del Ministero delle attivita’ produttive, di cui uno
con funzioni di presidente, da 3 rappresentanti del Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie, da un rappresentante designato dal
Ministero delle comunicazioni e da un rappresentante designato dalle
regioni. In caso di parita’ di voto, prevale il voto del presidente.
2. Alla commissione sono affidati i seguenti compiti:
istruire, unitamente ai competenti uffici del Ministero delle
attivita’ produttive, i programmi di sviluppo precompetitivo delle
imprese di cui al precedente art. 3, valutandone la coerenza con le
finalita’ e gli obiettivi dell’intervento;
monitorare e accompagnare l’attuazione del bando;
valutare gli esiti del bando.
3. Con successivo decreto della Direzione generale per il
coordinamento degli incentivi alle imprese del Ministero delle
attivita’ produttive, vengono nominati i componenti della suddetta
commissione.
4. La commissione di cui al comma 1 non comporta nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica. I componenti della commissione
partecipano alle riunioni nell’ambito delle attivita’ istituzionali
delle amministrazioni di appartenenza.
Art. 6.
Pubblicazione del bando
1. Il Ministero delle attivita’ produttive cura l’emanazione del
bando tematico stabilendo i tempi e le procedure di partecipazione, i
metodi di selezione delle domande conformi ai criteri di cui al
precedente art. 4, la determinazione e la concessione delle
agevolazioni, secondo le procedure di cui all’art. 11 della direttiva
16 gennaio 2001, nell’ambito dalla legge 17 febbraio 1982, n. 46.
Roma, 21 ottobre 2003

Il Ministro delle attività produttive
Marzano

Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie
Stanca

Allegato 2

—-> vedere allegato da pag. 33 a pag. 39 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 3

—-> vedere allegato da pag. 40 a pag. 48 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 4

—-> vedere allegato da pag. 49 a pag. 52 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Agrinews.info