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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE – CIRCOLARE 3 novembre 2006, n.1733

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE - CIRCOLARE 3 novembre 2006, n.1733 - Articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 448, recante: «Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro». (GU n. 261 del 9-11-2006)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

CIRCOLARE 3 novembre 2006, n.1733

Articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 448, recante:
«Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione
della sicurezza nei luoghi di lavoro».

Ai provveditorati regionali e
interregionali alle OOPP
e, p.c.
Al Capo di Gabinetto
Al presidente generale del Consiglio
superiore dei LLPP
Ai direttori di Dipartimento
Ai direttori generali
Al direttore generale per l’attivita’
ispettiva – Ministero del lavoro e
previdenza sociale
Al presidente dell’Autorita’ per la
vigilanza sui contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture
All’Osservatorio dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture
Alle stazioni appaltanti
L’art. 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 448, recante «Misure
urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione della
sicurezza nei luoghi di lavoro» al primo comma dispone che: «Al fine
di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori nel
settore dell’edilizia, nonche’ al fine di contrastare il fenomeno del
lavoro sommerso ed irregolare … il personale ispettivo del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale … puo’ adottare il
provvedimento di sospensione dei lavori nell’ambito dei cantieri
edili qualora riscontri l’impiego di personale non risultante dalle
scritture o da altra documentazione obbligatoria … ovvero in caso
di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento
dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale … I
competenti uffici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
informano tempestivamente i competenti uffici del Ministero delle
infrastrutture dell’adozione del provvedimento di sospensione al fine
dell’emanazione da parte di questi ultimi del provvedimento
interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed
alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata
sospensione nonche’ per un eventuale ulteriore periodo di tempo non
inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non
superiore a due anni».
La normativa, al fine di assicurare una piu’ efficace azione di
prevenzione oltre che di repressione del lavoro sommerso, nonche’ di
riduzione del fenomeno infortunistico dei luoghi di lavoro,
introduce, tra l’altro, la sanzione dell’interdizione a contrarre con
le pubbliche amministrazioni, da infliggere da parte dei «competenti
uffici» del Ministero delle infrastrutture al verificarsi di
determinate fattispecie.
Tenuto anche conto dei numerosi provvedimenti di sospensione gia’
pervenuti al Ministero delle infrastrutture da parte delle Direzioni
provinciali del lavoro, alcuni corredati della successiva revoca,
diviene urgente, al fine di un’applicazione uniforme del diritto
obiettivo nell’ambito delle varie articolazioni del Ministero delle
infrastrutture:
1) individuare gli uffici competenti a ricevere comunicazione
delle sospensioni di cantiere al fine della istruttoria;
2) fornire indicazioni di massima sulle modalita’ operative.
Con riferimento al punto primo, in base alla vigente
organizzazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
184 del 2 luglio 2004, al decreto ministeriale 19 aprile 2005, al
decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, e al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 5 luglio 2006, di individuazione, tra
l’altro, dei compiti e delle funzioni del Ministero delle
infrastrutture, nonche’ di articolazione dello stesso nelle strutture
decentrate, «i competenti uffici» del Ministero delle infrastrutture
presso cui deve incardinarsi la nuova attribuzione sono, con le
ripartizioni di funzioni che si specificheranno, la Direzione
generale per la regolazione e i provveditorati regionali e
interregionali alle opere pubbliche.
Tenuto conto, infatti, che la competenza in tema di monitoraggio,
controllo e vigilanza in materia infrastrutturale e’ assegnata, a
livello centrale, al Dipartimento II – Infrastrutture statali,
edilizia e regolazione, e, con riferimento all’indirizzo e
regolazione delle procedure di appalto, alla Direzione generale per
la regolazione, nonche’, a livello decentrato, ai provveditorati
regionali e interregionali alle opere pubbliche, ne consegue una
allocazione funzionale della competenza all’emanazione del
provvedimento finale in capo alla sede centrale, mentre la fase
istruttoria puo’ essere svolta presso i provveditorati regionali e
interregionali alle opere pubbliche.
A livello operativo, ciascun provveditorato regionale e
interregionale alle opere pubbliche competente per territorio, dopo
aver ricevuto il provvedimento di sospensione del cantiere emesso
dall’ispettore del lavoro, deve attivare, nel rispetto delle garanzie
e delle prerogative previste dalla normativa vigente (comunicazione
dell’avvio del procedimento, eventuale partecipazione del
destinatario, ecc.), un procedimento amministrativo volto alla
predisposizione di una relazione illustrativa sintetica recante gli
elementi essenziali per l’emanazione del provvedimento interdittivo,
che deve essere trasmessa corredata di tutta la documentazione utile,
alla Direzione generale per la regolazione al fine della adozione
dell’atto stesso.
Per quanto concerne le modalita’ operative per l’emanazione del
provvedimento interdittivo, si forniscono le seguenti indicazioni.
Il procedimento avviato da parte della struttura decentrata deve
essere normalmente concluso entro 45 giorni dalla data di ricezione
del provvedimento di sospensione; la Direzione generale per la
regolazione emana tempestivamente il provvedimento finale una volta
acquisita la documentazione, ivi compresa la relazione illustrativa
sintetica di cui sopra, trasmessa dal competente provveditorato
regionale e interregionale alle opere pubbliche.
In sede di prima applicazione, il termine acceleratorio suindicato
decorre dalla data di pubblicazione della presente circolare.
In ordine alla durata del provvedimento interdittivo, la fonte
primaria prescrive due possibilita’: a) che la stessa sia pari alla
durata della sospensione; b) che possa essere anche disposta per un
ulteriore periodo, pari al doppio della sospensione; in entrambe le
ipotesi, la stessa non puo’ essere superiore a due anni.
Si evince l’importanza della durata della sospensione, che viene
presa a riferimento per irrogare la sanzione interdittiva: il
provvedimento interdittivo di pari durata della sospensione
costituisce, infatti, stando alla lettera della norma, un
provvedimento vincolato, essendo esclusa, in questo caso, ogni
valutazione discrezionale in ordine all’elemento temporale.
La possibilita’ di prevedere un periodo interdittivo ulteriore
(pari al doppio della sospensione) potra’ allora ricorrere nei casi
di recidiva e, comunque, in tutti i casi «piu’ gravi», intendendosi
con questa locuzione ogni ipotesi in cui i lavoratori irregolari
siano pari o superiori al 50% degli addetti al cantiere, ovvero le
ipotesi di violazione delle norme di sicurezza di non lieve entita’:
l’applicazione di una misura interdittiva per tale periodo ulteriore
deve sempre essere adeguatamente motivata.
Qualora nel provvedimento di sospensione adottato dagli organi
ispettivi del Ministero del lavoro e della previdenza sociale non sia
indicato alcun termine finale, la durata del provvedimento
interdittivo non puo’ che essere pari al periodo intercorrente tra la
data della sospensione stessa e quella della intervenuta revoca,
prevista al comma 2 dell’art. 36-bis, decreto-legge n. 223/2006
(ipotesi di regolarizzazione del/i lavoratore/i). Qualora non sia
intervenuta alcuna revoca, la durata dell’interdizione non puo’ che
essere pari, comunque, alla durata della sospensione, e, in ogni
caso, non potra’ mai essere superiore a due anni: da cio’ consegue
che il provvedimento interdittivo avra’ quale dies a quo la data di
notifica all’impresa il cui cantiere e’ sospeso e quale dies ad quem
il termine massimo (due anni) ipoteticamente irrogabile quale durata
del provvedimento interdittivo, salvi eventuali successivi
provvedimenti da emanarsi a seguito della acquisizione di nuovi
ulteriori elementi.
La Direzione generale per la regolazione dei lavori pubblici
nell’ambito del Dipartimento II – Infrastrutture statali, edilizia e
regolazione dei contratti pubblici nell’emanazione del provvedimento
interdittivo, a seguito dell’istruttoria tecnico-amministrativa
svolta dal competente provveditorato, avra’ cura di garantire una
applicazione uniforme della disciplina in esame sul territorio
nazionale.
Il provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche
amministrazioni ed alla partecipa…

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