MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 14 febbraio 2006 | Agrinews.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 14 febbraio 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 14 febbraio 2006 - Attivita' di rilascio di garanzie a norma dell'articolo 17, comma 5, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. (GU n. 49 del 28-2-2006)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 14 febbraio 2006
Attivita’ di rilascio di garanzie a norma dell’articolo 17, comma 5,
del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE E FORESTALI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
«Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma
dell’art. 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto in particolare l’art. 17, comma 5, che prevede che con
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di natura non
regolamentare, sono stabiliti i criteri e le modalita’ di prestazione
delle garanzie previste dal presente articolo, tenuto conto delle
previsioni contenute nella disciplina del capitale regolamentare
delle banche in merito al trattamento prudenziale delle garanzie;
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante
«Testo unico delle leggi in materia creditizia e bancaria» e
successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 2001, n.
200, recante il riordino dell’ISMEA;
Visto l’art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
recante «Orientamento e modernizzazione del settore agricolo»;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226,
recante «Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e
dell’acquacoltura»;
Visto l’art. 13, comma 61-bis, della legge 24 novembre 2003, n.
326, di conversione in legge del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269;
Ritenuto opportuno disciplinare in sede di prima applicazione le
garanzie concesse da ISMEA a favore delle imprese agricole di cui
all’art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, rinviando
a successivo provvedimento la disciplina per le garanzie a favore
delle imprese della pesca e dell’acquacoltura di cui all’art. 2 del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226;
Decreta:

Titolo I
Disposizioni generali

Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
«Garanzia diretta», la garanzia prestata direttamente a favore
dei soggetti finanziatori;
«Controgaranzia», la garanzia prestata a favore dei Confidi e
degli altri Fondi di garanzia;
«Cogaranzia» la garanzia prestata direttamente a favore dei
soggetti finanziatori e congiuntamente ai Confidi e agli altri Fondi
di garanzia;
«Banche», le banche iscritte all’albo di cui all’art. 13 del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
«Intermediari» gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco
speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385;
«Confidi», i Confidi operanti nel settore agricolo,
agroalimentare;
«altri Fondi di garanzia» i fondi di garanzia gestiti da
intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art.
107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonche’ i
fondi di garanzia pubblici;
«Prodotti Agricoli» i prodotti elencati nell’Allegato I del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea, negli Allegati I e II
del regolamento (CEE) n. 2081/1992 del Consiglio, del 14 luglio 1992,
come modificato dal regolamento (CE) n. 692/2003 del Consiglio,
dell’8 aprile 2003, e gli altri prodotti qualificati agricoli dal
diritto comunitario;
«Micro, piccole e medie imprese», le imprese qualificate
rispettivamente micro, piccole e medie nella Raccomandazione
03/361/CE della Commissione europea.

Art. 2.
Finalita’
1. Il presente decreto stabilisce i criteri e le modalita’
applicative per la prestazione di garanzie da parte dell’ISMEA, in
base a quanto disposto dall’art. 17, comma 5, del decreto legislativo
29 marzo 2004, n. 102.
2. Le operazioni di garanzia disciplinate dal presente decreto
riguardano:
a) la concessione di fideiussioni a fronte di finanziamenti
bancari a medio e lungo termine a favore degli imprenditori agricoli
di cui all’art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
b) la controgaranzia e la cogaranzia in collaborazione con
confidi ed altri fondi di garanzia pubblici e privati, anche a
carattere regionale.

Titolo II
Garanzie dirette alle imprese

Art. 3.
Beneficiari, oggetto e limiti della garanzia
1. Le operazioni di garanzia sono attivabili per i finanziamenti
destinati alle attivita’ agricole e a quelle connesse esercitate dai
soggetti di cui all’art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.
228, ed in particolare:
a) alla realizzazione di opere di miglioramento fondiario;
b) a finanziare interventi per la ricerca, la sperimentazione e
l’innovazione tecnologica e la valorizzazione commerciale dei
prodotti;
c) a finanziare la costruzione, l’acquisizione o il miglioramento
di beni immobili per lo svolgimento delle attivita’ agricole e di
quelle connesse;
d) a finanziare l’acquisto di nuove macchine e attrezzature per
lo svolgimento delle attivita’ agricole e di quelle connesse;
e) ad operazioni di ristrutturazione del debito finalizzate in
particolare alla trasformazione a lungo termine di precedenti
passivita’ contratte a breve e a medio termine.
2. La garanzia puo’ essere concessa entro il limite del 70% del
finanziamento, da elevarsi all’80% per i giovani agricoltori come
definiti dal Regolamento CE n. 1257/1999 e dagli articoli 1 e 2 della
legge n. 441/1998, e fino all’importo massimo di euro 1.000.000 per
le micro e piccole imprese e di euro 2.000.000 per le medie imprese a
fronte di operazioni creditizie di durata superiore ai 18 mesi e che
non siano assistite da garanzie sufficienti.
3. La garanzia copre, entro il limite massimo dell’importo
definitivamente rilasciato e ferma restando la percentuale di mutuo
garantita, la perdita delle somme garantite per capitale compresi gli
interessi contrattuali.
4. Il valore monetario della garanzia, nel corso dell’ammortamento
del mutuo, si riduce progressivamente in relazione al rimborso del
capitale, in modo da mantenere costante l’originario rapporto fra
somma garantita e quella erogata.

Art. 4.
Richiesta della garanzia
1. Ai fini dell’ottenimento della garanzia, la banca finanziatrice
dovra’ presentare all’ISMEA una circostanziata relazione nella quale
devono essere precisati analiticamente:
a) l’ammontare del finanziamento;
b) le garanzie offerte ed il relativo valore di stima attribuito
dalla banca;
c) il calcolo della garanzia fideiussoria richiesta secondo le
modalita’ stabilite dall’ISMEA;
d) la domanda di fideiussione sottoscritta dall’impresa
beneficiaria contenente, tra l’altro, la dichiarazione di
insussistenza di altre garanzie diverse da quelle di cui alla lettera
b);
e) copia del provvedimento di concessione dell’agevolazione
pubblica, ove prevista.
2. Nel caso di finanziamenti erogati in favore di soggetti con
obbligo di bilancio, occorre trasmettere copia degli ultimi tre
bilanci approvati, corredati dalle relazioni degli amministratori e
del Collegio sindacale.
3. L’ISMEA puo’ richiedere alle banche interessate tutte le
notizie, i dati e la documentazione che ritiene opportuni riguardanti
le menzionate richieste di intervento. Tali notizie potranno essere
acquisite anche mediante richiesta diretta al beneficiario del
finanziamento.

Art. 5.
Commissioni di garanzia
1. A fronte della garanzia di cui all’art. 3, e’ dovuta all’ISMEA
da parte del mutuatario una commissione una tantum pari ad una
percentuale dell’importo della garanzia concessa.
2. La misura della percentuale e’ stabilita dall’ISMEA in relazione
alla rischiosita’ dell’operazione, calcolata sulla base delle
caratteristiche del richiedente, della finalita’, della durata e
dell’importo del finanziamento da garantire e delle eventuali
malleverie collaterali che assistono il finanziamento stesso.
3. L’ammontare complessivo delle commissioni dovute sara’ versato
dalla banca mutuante, entro trenta giorni dal termine del trimestre
di riferimento, su uno dei conti correnti indicati dall’ISMEA, con
valuta ultimo giorno del trimestre stesso. Per i versamenti tardivi,
sono dovuti interessi di mora dall’ultimo giorno utile a quello
dell’effettivo accredito nella misura del tasso legale tempo per
tempo vigente.
4. In caso di richiesta della garanzia di cui all’art. 3, non e’
applicabile la garanzia di cui all’art. 1, comma 512, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e non e’ dovuta la relativa trattenuta.

Art. 6.
Altre disposizioni
1. Le fideiussioni rilasciate prima dell’entrata in vigore del
presente decreto dalla Sezione speciale del Fondo Interbancario di
Garanzia continuano ad essere disciplinate dalle norme regolamentari
di cui all’Allegato al decreto ministeriale 5 agosto 1986, fino alla
estinzione delle operazioni alle quali si riferiscono.

Titolo III
Controgaranzie e cogaranzie

Art. 7.
Beneficiari e limiti della …

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