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N. 451 ORDINANZA (Atto di promovimento) 12 giugno 2002: Ordinanza emessa il 12 giugno 2002

N. 451 ORDINANZA (Atto di promovimento) 12 giugno 2002: Ordinanza emessa il 12 giugno 2002 dal tribunale di Lucca sez. distaccata di Viareggio nel procedimento di esecuzione nei confronti di Cardazzo Maurizio Edilizia e urbanistica - Regione Toscana - Opere di ristrutturazione edilizia ivi compresi i casi di demolizione con fedele ricostruzione degli edifici - Assoggettamento al semplice obbligo di denuncia di inizio attivita', anziche' a concessione edilizia come stabilito dalla normativa statale (legge n. 10/1977) - Conseguente inapplicabilita' delle

N. 451 ORDINANZA (Atto di promovimento) 12 giugno 2002.

Ordinanza emessa il 12 giugno 2002 dal tribunale di Lucca sez.
distaccata di Viareggio nel procedimento di esecuzione nei confronti
di Cardazzo Maurizio

Edilizia e urbanistica – Regione Toscana – Opere di ristrutturazione
edilizia ivi compresi i casi di demolizione con fedele
ricostruzione degli edifici – Assoggettamento al semplice obbligo
di denuncia di inizio attivita’, anziche’ a concessione edilizia
come stabilito dalla normativa statale (legge n. 10/1977) –
Conseguente inapplicabilita’ delle sanzioni penali di cui alla
legge n. 47/1985 e configurazione della fattispecie quale illecito
amministrativo – Violazione del principio di uguaglianza – Indebita
legiferazione in materia penale.
– Legge della Regione Toscana 14 ottobre 1999, n. 52, artt. 2, 3 e 4,
commi 2 e 4.
– Costituzione, artt. 3, 25 e 117.

(GU n. 41 del 16-10-2002)
IL TRIBUNALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza nel procedimento di
esecuzione n. 78/2000 R.ES.
Letta l’ordinanza n. 96/2002 della Corte costituzionale relativa
al procedimento di esecuzione n. 78/2000 R.ES. a carico di Cardazzo
Maurizio – pronunciata nel giudizio di legittimita’ costituzionale
degli artt. 2, 3 e 4, commi 2 e 4, della legge della Regione Toscana
14 ottobre 1999, n. 52 promosso con ordinanza emessa in data 24
novembre 2000 dal Tribunale di Lucca, sezione distaccata di Viareggio
– con la quale si ordina la restituzione degli atti al giudice a quo;
Considerato che la questione di legittimita’ costituzionale delle
norme impugnate e’ stata sollevata con riferimento, fra gli altri,
all’art. 117 della Costituzione ed in relazione ai principi
fondamentali stabiliti dalla legislazione statale in materia;
Rilevato che successivamente alla pronuncia di remissione e’
entrata in vigore la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
(Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione), il
cui art. 3 ha sostituito l’intero testo dell’art. 117 della
Costituzione;
che, pertanto, come richiesto dalla Corte costituzionale,
appare indispensabile procedere al riesame dei termini della
questione alla luce del sopravvenuto mutamento del quadro normativo;
Ritenuto, tuttavia, che da avviso del giudice remittente il nuovo
testo dell’art. 117, Cost. non ha mutato la sostanza della questione.
A ben vedere, infatti, sebbene il nuovo dettato costituzionale
abbia apportato innovazioni clamorose in relazione alla distribuzione
delle competenze legislative fra Stato e regioni, introducendo – in
luogo dell’originario sistema della elencazione delle materie
spettanti alla regione sullo sfondo della competenza generale dello
Stato – l’opposto principio per cui la Costituzione enumera le
materie spettanti allo Stato ed attribuisce alle regioni la
competenza c.d. “residuale”, nulla e’ cambiato per quanto attiene
alle materie “urbanistica” ed “edilizia”, che rientrano senza dubbio
alcuno tra quelle di competenza regionale c.d. “concorrente”.
Il terzo comma dell’art. 117 citato, invero, dispone il
conferimento alla potesta’ concorrente delle regioni del “governo del
territorio” che – come chiarito dalla piu’ autorevole dottrina – non
puo’ non ricomprendere la materia urbanistica.
Di conseguenza, avendo la legge costituzionale 18 ottobre 2001,
n. 3, riportato in subiecta materia una competenza regionale
concorrente, riservando alle leggi dello Stato i relativi principi
fondamentali, si comprende agevolmente che le regioni non possono
legiferare – nemmeno alla luce del mutato quadro normativo – in
contrasto con la legislazione statale nelle materie indicate al comma
3, dell’art. 117 Cost., fra le quali – si ribadisce – rientra
necessariamente la materia urbanistica.
Ne discende – evidentemente ed a fortiori – che alle regioni e’
preclusa la possibilita’ di intervenire, anche indirettamente, nella
creazione o nella modificazione di norme penali, ne’ tanto meno
procedere alla “decriminalizzazione” di condotte ritenute dalla legge
statale meritevole di tutela penale, essendo rimasta immutata la
riserva esclusiva dello Stato in tema di ordinamento penale.
Resta fermo, pertanto, ad avviso del remittente, il contrasto tra
la disciplina degli artt. 2, 3 e 4, commi 2 e 4, della legge
regionale Toscana del 14 ottobre 1999, n. 52 ed il nuovo testo
dell’art. 117 Cost., nonche’ la sua rilevanza nel giudizio in corso.
Richiamante, infine, tutte le argomentazioni svolte
nell’originaria ordinanza di remissione anche in ordine alla
violazione degli altri parametri costituzionali ivi segnalati e
ribadita la non manifesta infondatezza della questione di
legittimita’ costituzionale delle norme citate, non esplicando –
pertanto – nel caso di specie nessuna efficacia la modifica della
legislazione statale concernente la materia in esame;

P. Q. M.
Visti gli artt. 134 Cost. e 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87;
Ritenuta rilevante e non manifestamente infondata – sia in
relazione agli artt. 3, 25 che al novellato n. 117 della Costituzione
– la questione di costituzionalita’ degli artt. 2, 3 e 4, commi 2 e
4, della legge regionale Toscana del 14 ottobre 1999, n. 52;
Dispone la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale;
Ordina che a cura della cancelleria la presente ordinanza sia
comunicata alle parti in causa e notificata al presidente della
regione Toscana ed al presidente del consiglio regionale della
medesima regione.
Viareggio, addi’ 12 giugno 2002
Il giudice: Boragine
02c0931

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