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Peste suina in Sardegna: e' blocco dell'export

La risposta delle associazioni e' il controblocco delle importazioni

zootecnia - 14 novembre 2011

La peste suina sta mettendo alle strette gli insaccati e i prodotti sardi, gli allevatori e le istituzioni, fra annunci di blocco dell’export e rifiuti d’import.

La Sardegna, colpita dall’epidemia, sta affrontando l’emergenza già dal mese di settembre, quando una recrudescenza di focolai di peste suina è esplosa nel sassarese, con 6 focolai, 9 in Ogliastra, 5 a Oristano, 5 a Nuoro, 4 a Cagliari, uno in Gallura e uno nel Medio Campidano.

Il Ministro della salute, Ferruccio Fazio, ha annunciato nei giorni scorsi che Bruxelles ha ormai deliberato i provvedimenti restrittivi per la Sardegna, bloccando i prodotti sardi, in attesa di formalizzazione, ma già di fatto operativi. La prospettiva degli allevatori e dei rivenditori è tutt’altro che rosea, l’uscita dal mercato è un prezzo altissimo e la tensione sale.

Dalle istituzioni (Assessorato regionale all’agricoltura e alla sanità) fanno sapere di avere intrapreso azioni per far fronte alla peste, incluse in un Piano regionale anti peste, che sarà portato in Giunta nella prossima seduta.

“Come Regione andremo a stanare gli abusivi, faremo controlli a tappeto. Facciamo un appello per scongiurare una decisione che all'Italia costa 17 miliardi di euro di mancato fatturato”, queste le parole decise di Simona De Francisci, Assessore alla sanità. Sono d’accordo le associazioni di categoria, come i prefetti, i Nas, il Corpo forestale e l’Anci.

Secondo l’Assessore all’Agricoltura, Luigi Deiana, il blocco dell’export è “un colpo di grazia”, mentre la Coldiretti si ribella in nome di quegli allevatori, macellai e trasformatori che operano in condizioni di assoluta biosicurezza, cui è impedita la vendita dei propri prodotti.

Per farsi un’idea del danno che la Sardegna sta subendo basti pensare che sono 15 mila gli allevamenti per un totale di 180 mila capi e 300 allevamenti intensivi di oltre 50 capi. Da Confagricoltura Sardegna arrivano già le minacce di “azioni di blocco sulle carni non sarde”.

 

C.C.

 

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