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Pomodori piu' ricchi di iodio se si spegne il gene che lo fa emettere nell'atmosfera

Una ricerca italiana rivela come e' possibile

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Pubblicato sul Canale agroalimentare il 28 marzo 2012

Grazie a una ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pubblicata dalla rivista Scientific Reports, si è scoperto che le piante possono essere trasformate in “magazzini” di iodio e questo è possibile spegnendo un gene. Le prime piante ad accumulare iodio senza disperderlo nell’atmosfera sono state quelle di pomodoro.

Generalmente povere di iodio, le piante, infatti, normalmente lo assorbono per poi emetterlo nell'atmosfera in forma gassosa. Coordinato dal fisiologo vegetale Pierdomenico Perata e sostenuto dagli endocrinologi dell’Università di Pisa guidati da Aldo Pichera, il gruppo di ricercatori ha rilevato che è possibile produrre verdure con forte contenuto iodico, eliminando la funzione di un gene responsabile dell’emissione gassosa, dannosa per l’ozono. E’ stato dimostrato che la sua bassa quantità nei vegetali non deriva dall'incapacità di assorbirlo, ma piuttosto di trattenerlo nei tessuti.

In tal modo, quindi, è stato simulato il funzionamento della tiroide umana in un sistema vegetale e si è constatato che la proteina responsabile dell'assorbimento dello iodio nella tiroide è in grado di funzionare anche nelle piante. Senza introdurre nuovi geni nella pianta, è stato possibile arricchirla di iodio. “L'ingegneria genetica si è nuovamente dimostrata fondamentale per spiegare le basi molecolari dei processi viventi”, ha spiegato Perata.

Questa scoperta è molto importante per i risvolti che potrà avere nella ricerca di prevenzione di malattie causate da carenza di iodio, ad esempio le patologie che interessano la tiroide. "Stiamo studiando pomodori che accumulano quantità di iodio sufficienti ad apportare l'intera dose giornaliera di iodio, contenuta in un pomodoro solo, consentendo di aumentare quindi le quantità presenti normalmente in frutta e verdura", ha detto il medico Massimo Tonacchera, dell'Università di Pisa e collaboratore da anni con il gruppo di Perata.

 

C.C.



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