ROMA - Via le tariffe minime, arrivano 1.500 notai in più in tre anni, concorsi più rapidi, obbligo di preventivo al cliente. Non è ancora la riforma delle professioni alla quale sta lavorando il ministro della Giustizia Paola Severino, ma la bozza di decreto sulle liberalizzazioni affronta già molti dei nodi che da tempo si trascinano in questo settore.
Si comincia con l’abolizione «di tutte le tariffe minime e massime», comprese quelle per la determinazione degli onorari dei notai. Cosa succede nel caso di una controversia tra un professionista e un cliente che non vuole pagare il corrispettivo pattuito fra di loro? Cambia l’articolo del codice civile (2233) che disciplina la determinazione giudiziale del compenso: il giudice non farà più riferimento alle tariffe professionali stabilite dagli Ordini; sarà lui a determinare il compenso secondo gli usi o secondo equità e non più attraverso la preventiva consultazione dell’ordine professionale a cui appartiene il professionista. Anche in caso di decreto ingiuntivo, il giudice salterà il passaggio dagli Ordini. Quando un cliente si rivolge ad un professionista questi avrà l’obbligo deontologico di proporgli un preventivo e di indicare se ha un’assicurazione per gli eventuali danni legati all’attività.
Per facilitare l’accesso dei giovani alle professioni è confermata la possibilità di svolgere il tirocinio o il periodo di pratica durante gli ultimi due anni di università (laurea specialistica), escluse le professioni mediche o sanitarie.
Aumenta il numero dei notai che dovranno rispettare una serie di nuove regole, finalizzate ad accrescere la concorrenza nei distretti in cui ottengono l’assegnazione dell’attività. La pianta organica esistente è aumentata, da subito, di 500 posti ed entro il 30 giugno viene bandito il primo concorso per la loro assegnazione. Altri due concorsi da 500 posti ciascuno sono previsti nel 2013 e nel 2014 ed ogni 30 giugno degli anni successivi per le sedi che dovessero rendersi vacanti.
Il notaio inoltre dovrà assicurare la sua presenza nel Comune in cui ha vinto il concorso, per almeno tre giorni a settimana e almeno un giorno nei Comuni o frazioni ad esso aggregati. Potrà inoltre aprire sedi secondarie del suo studio all’interno del distretto di Corte d’Appello in cui si trova la sua sede, ma non al di fuori.
In sostanza, viene limitata l’apertura di sedi secondarie al di fuori del distretto ma viene ampliata la possibilità di esercitare la professione di notaio nell’ambito territoriale più ampio delle corti d’appello. Contemporaneamente, al notaio si chiede una maggior presenza nella sua sede. Da un punto di vista disciplinare, l’azione viene estesa anche al procuratore della Repubblica ed al consiglio notarile dove esercita l’attività.
Le professioni rimangono escluse dall’articolo 1 della bozza di decreto che sancisce la massima semplificazione nell’apertura di attività economiche. Infatti, le professioni (insieme ai trasporti su gomma, ai servizi finanziari, alle comunicazioni e alle altre attività sottoposte al controllo di Autorità indipendenti) rimangono un capitolo a parte a cui si dedicherà il ministro Severino. Potranno intanto beneficiare dell’accesso al Confidi, finora riservato alle piccole imprese.
di Barbara Corrao da "Il Messaggero.it".