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Professioni e liberalizzazioni il bicchiere mezzo vuoto 'Passi avanti troppo timidi'

Liberalizzazioni flop

No comment - 30 gennaio 2012

Liberalizzazioni flop. Doveva essere una "rivoluzione a 360 gradi". Ma alla fine il decreto "Cresci Italia", varato la scorsa settimana, almeno per quanto riguarda il capitolo dedicato alle professioni, sembra notevolmente ridimensionato. L’aspettativa dei consumatori era molto alta. L’abolizione totale delle tariffe, sia minime che massime, anche come solo riferimento, unito all’obbligo di preventivo scritto, nel quale il professionista doveva indicare gli estremi della polizza Rc, promettevano bene. All’ultimo minuto, però, quell’obbligo è sparito, declassato a facoltà e solo dietro richiesta specifica del cliente. Un passo indietro che rimanda a una serie di domande per ora senza risposta: alla fine quale sarà il guadagno reale per i consumatori? Pagheremo di meno le parcelle? Le tariffe e le prestazioni saranno più trasparenti? Il servizio migliorerà? E quali nuove occasioni si aprono per i giovani? Sarà più facile e veloce accedere alle professioni?

Il decreto, che ha appena iniziato il suo iter parlamentare di conversione in legge, introduce alcune novità anche sul piano di tirocini e praticantati che non potranno durare più di 18 mesi. E di questi un semestre potrà essere svolto all’università, sia durante il ciclo triennale che in quello specialistico. O, in alternativa, dopo la laurea, presso un’amministrazione pubblica.

Tra i professionisti più toccati dal "Cresci Italia" troviamo notai e farmacisti. I primi faranno i conti con un ampliamento della pianta organica di 500 unità (in tutto saranno messi a concorso 1.500 posti entro il 2014, tra vecchi e nuovi). I secondi dovranno misurarsi con l’apertura di oltre 5 mila nuove farmacie su tutto il territorio nazionale, ma conserveranno la possibilità di vendere i farmaci di fascia C con ricetta. Basterà questo per creare più concorrenza e abbassare i prezzi?

Tratto da Repubblica.it del 30 Gennaio 2012 a firma di Valentina Conte

sul canale No comment
picillipierino 04 febbraio 2012 alle 18:57:21

Vedere le cose quando queste non sono vissute direttamente, si prendono degli abbagli incredibili. Fanno bene i professionisti a manifestare ma non come la pensate Voi, ma per far ritornare le cose come erano prima della Legge 109. Per quanto riguarda i lavori pubblici, oggi, o per deficienza di preparazione dei nuovi laureati o perchè i ribassi notevoli che i professionisti hanno offerto agli Enti, hanno prodotto progetti inadeguati. Abolendo i minimi tariffari, questa situazione sarà ancora più critica. Per quanto riguarda i privati, almeno noi al Sud, è una vita che si procedeva con accordo privato e a prezzi scamazzati. Per le lobby dei notai, questi si son saputi vedere i fatti loro, in quanto quei 5.000 nuovi notai non sono altri che quelli che andranno a sostituire i vecchi per raggiunti limiti di età. Per le farmacie, una ogni 3000 abitanti, sono le stesse che attualmente insistono sul territorio; quindi, non ce ne sarà una in più. Quindi è solo una presa per i fondelli a discapito solo di alcune professioni che gli Ordini non hanno saputo o volutamente aiutare. Hanno legalizzato le società di ingegneria, per anni combattute, le quali pagano meno tasse e chi le gestisce, in genere qualche grossa ditta, paga i tecnici che ne fanno parte o se ne servono,a quattro soldi L'unica cosa che abolirei quindi sono gli Ordini professionali.

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