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Settore agricolo: il Pil cala dello 0,5%

Per le associazioni di settore molte cause al calo del valore aggiunto, tra le quali il maltempo, la protesta dei Tir e l'impennata dei costi

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Pubblicato sul Canale varie il 06 marzo 2012

Il settore dell'agricoltura, della silvicoltura e pesca hanno registrato nel 2011 un calo del Pil dello 0,5%: il dato è contenuto all'interno del rapporto pubblicato da Istat sul Prodotto interno lordo dell'anno passato, la cui analisi copre diversi settori, come industria, servizi, costruzioni e agroalimentare. Il rapporto fa rilevare come il calo non sia proporzionale ad altri settori, come l’industria in senso stretto e i servizi che hanno registrato rispettivamente crescite del valore aggiunto del 1,2% e dello 0,8%. La crisi dell'agricoltura è superata solo da quella del settore delle costruzioni, che registra un calo del 3,5%.

Dal punto di vista delle unità lavorative, il settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca ha perso il 2,8%, uno degli aumenti più significativi, seguito solo dal settore delle costruzioni (con il -3,1%).

Ai dati Istat hanno fatto seguito i commenti allarmati delle varie confederazioni agricole.

Ricordando che nel corso del 2011 sono state chiuse 50mila imprese agricole, Coldiretti ha espresso preoccupazione per come “il calo dello 0,5% registrato dal valore aggiunto agricolo rischia di consolidarsi nel 2012 per effetto dei danni provocati dal maltempo e della riduzione dei prezzi alla produzione che si è verificata all'inizio dell'anno".

“Nel settore agricolo - osserva la confederazione - operano 845mila imprese iscritte al registro delle camere di commercio, la cui competitività rischia tuttavia di essere fortemente compromessa dalle difficoltà determinate dagli effetti dell'Imu nel 2012. L'anno è iniziato con il maltempo, che ha causato al settore danni superiori ai 300 milioni di euro tra perdita di raccolti, crolli di edifici e stalle e maggiori costi di riscaldamento".

Giuseppe Politi, presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), ha collegato il calo del Pil con “le pesanti difficoltà del settore primario, sempre più alle prese con il calo della produzione, con un'impennata dei costi, dovuta in particolare al caro-gasolio, e con la prospettiva di nuovi aggravi con l'applicazione dell'Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli”. Politi ha inoltre invocato “reali interventi a sostegno delle imprese” che “rischiano di cessare l'attività” e soprattutto “un nuovo progetto di politica agraria imposto anche dai grandi cambiamenti a livello internazionale, a cominciare dalla riforma Pac post 2013”.

Anche Confagricoltura individua come cause congiunte per il calo del Pil la protesta dei Tir e il maltempo, sebbene “alla fine dell'anno scorso c'erano stati dei segnali di ripresa che avevano fatto sperare in una ripartenza nel 2012”. Preoccupazione anche per “le supertasse Imu sui fabbricati rurali che rischiano ancor più di aggravare la situazione”.

Da Copagri (Confederazione Produttori Agricoli), infine, allarme sul calo dei consumi di generi alimentari da parte delle famiglie, che fanno registrare un calo dell'1,3%, “e se neanche qui, dove si tratta dell'acquisto di beni essenziali, i cittadini mostrano segni di evidente difficoltà significa che qualcosa nelle strategie economiche del Paese non va”.

V.R.



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