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Settore agroenergetico: Confagricoltura auspica incentivi per un ulteriore sviluppo

Fra i risultati positivi circa 3 mln di tonnellate in meno di emissioni di CO2

ambiente - 16 novembre 2011

In occasione di Key Energy, il convegno tenuto a Rimini, che hanno promosso la Confederazione degli Agricoltori ed Agroenergia, è intervenuto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, riguardo al nuovo programma di sostegno per le fonti rinnovabili, in vigore dall’ 1 gennaio 2013. Guidi ha definito il programma come un’occasione per dare impulso allo sviluppo di green economy ed agroenergie, due settori che hanno bisogno di politiche coerenti e chiare, per non vanificare tutti gli sforzi che fin’ora sono stati compiuti per l’avvio delle diverse filiere agroenergetiche.

Grazie alla normativa che si è delineata dal 2007 ad oggi, le aziende agricole hanno potuto investire direttamente nella produzione di biomasse e biogas, ottenendo ottimi risultati. Come conferma Ezio Veggia, vicepresidente di Confagricoltura con delega sull’energia, si contano circa 500 MW derivanti da biogas agricoli e 1500 MW dal fotovoltaico, con una riduzione di circa 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Se la nuova normativa energetica non favorirà il settore delle agroenergie, sicuramente ne risentiranno le imprese agricole e industriali e l’occupazione. Anche per questo Confagricoltura spinge all’incentivazione che rilanci ulteriormente il settore, con particolare attenzione agli impianti collegati ad aziende agricole che usano sottoprodotti, biomasse di integrazione e coltivazioni di primo raccolto.

C.C.

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