E' una battaglia vinta per Cia, Confagricoltura e Copagri Puglia, che hanno visto accolta la richiesta, avanzata a luglio, riguardante la stabilizzazione della fiscalizzazione relativa ai contributi Inps.
«Finalmente dopo non pochi sacrifici raccogliamo i frutti della nostra mobilitazione, ottenendo quanto spettava agli agricoltori pugliesi alle prese con una crisi economica senza precedenti – dichiara Antonio Barile, presidente della Cia Puglia -. Da anni chiedevamo che la fiscalizzazione divenisse definitiva e stabile, in quanto consideriamo questa misura indispensabile per la competitività della nostra agricoltura e per l’occupazione. Il comparto agricolo è sottoposto a costi contributivi ben più alti della media europea e nettamente superiore a quelli degli altri paesi primi competitori del settore agricolo: Italia 43% - Grecia 10,00% - Gran Bretagna 12,80% - Spagna 15,50% - Germania 17,70% - Polonia 19,89%. La stabilizzazione della fiscalizzazione ha evitato che i contributi agricoli si raddoppiassero, scongiurando ulteriori cali nelle giornate di manodopera impiegate (che già negli ultimi mesi erano stati di circa il 50%) e permettendo agli agricoltori di poter produrre in competitività e con un po’ più di tranquillità».
Un aiuto in una situazione davvero di emergenza che vede il reddito defli agricoltori ridotto del 35%, con i prezzi sui campi crollati di circa il 20%. «Esprimiamo un plauso sulla manovra finanziaria approvata definitivamente dal Senato che ha accolto due importanti sollecitazioni delle organizzazioni professionali – dichiara il presidente di Confagricoltura Puglia Paolo Leccisi -: la stabilizzazione delle agevolazioni contributive per le aree montane e svantaggiate e di quelle tributarie per il riordino fondiario a favore della piccola proprietà coltivatrice. Finalmente si colgono i frutti del lungo periodo di mobilitazione delle tre Organizzazioni a sostegno dell’approvazione di queste misure fondamentali per la competitività dell’agricoltura italiana. La stabilizzazione dei contributi agricoli consente, finalmente, alle aziende di poter programmare la propria attività avendo certezza di uno dei principali costi di produzione mentre, per quanto riguarda l’agevolazione fiscale per il riordino fondiario, era in vigore dal 1954 e veniva confermata di volta in volta. Finalmente si è compreso che la ricomposizione fondiaria è un passo necessario sulla strada della competitività. Oltre tutto bisogna incentivare l’opera degli agricoltori professionali che si affacciano sul mercato fondiario».
Una manovra che cerca di rendere l’agricoltura italiana più competitiva nello scenario europeo in cui i costi sono stati esageratamente alti rispetto ad altri paesi.