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Tonno rosso: si propone il divieto di commercializzazione

A causa dello sfruttamento eccessivo l’UE mira all’inserimento del tonno fra le specie protette

agroalimentare - 03 settembre 2009

In autunno l'Europa deciderà se il tonno rosso va considerata una specie a minaccia d’estinzione, da includere, quindi, nella Convenzione internazionale sul commercio delle specie in pericolo (Cites), dove per la quale è vietata ogni commercializzazione.

Gli amanti del tonno rosso, ormai non solo giapponesi, potrebbero avere seri problemi a rifornirsi come d'abitudine. Tutta colpa del trionfo gastronomico di carpacci e sashimi che sta causando la repentina estinzione della specie.

L’annuncio è stato dato da Nathalie Charbonneau, portavoce del commissario europeo alla pesca Joe Borg, che precisa che la decisione sarà presa quest’ autunno, in linea con il processo di preparazione della conferenza che si terrà a Doha, nel Qatar, dal 13 al 25 marzo.

Secondo il WWf, Francia, Regno Unito, Olanda, Germania e Austria, sono gli Stati membri dell'Ue che sarebbero pronti a sostenere l'inserimento del tonno rosso nella lista delle specie controllate dalla Convenzione internazionale Cites.

La popolazione del tonno rosso è in rapido declino a seguito dello sfruttamento della pesca industriale e della pesca illegale che hanno portato questa specie al collasso commerciale. Negli ultimi decenni la popolazione è calata di circa il 75%, e la maggior parte delle catture del tonno rosso sono destinate al commercio internazionale.

L'inclusione di questa specie nella CITES è la misura più appropriata e immediata per eliminare la domanda sul mercato internazionale che è la principale causa del declino di questa specie.

Secondo il giornale Financial Times sarebbe già pronto il documento preparato dalla sezione Ambiente della Commissione Ue, un testo che afferma come «da un punto di vista scientifico e tecnico i criteri per l'inserimento del tonno rosso sembrano essere rispettati». «Non c'è dubbio sul legame fra commercio internazionale e sfruttamento eccessivo della specie».

La portavoce ha confermando l'esistenza del documento citato dal quotidiano britannico. «È una bozza, probabilmente verrà modificata e discussa fino a quando una posizione comune non sarà concordata», ha indicato Nathalie Charbonneau.

La decisione, riferisce ancora il quotidiano non diventerebbe in ogni caso operativa se non dopo la chiusura della campagna di pesce del 2010.

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