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'Under 35' in agricoltura: grandi potenzialita', ma ancora troppo pochi in Italia

A livello europeo riescono a produrre il 40% in piu' dei senior. La Pac 2013 dovrebbe sostenerli

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Pubblicato sul Canale professione il 23 marzo 2012

I giovani agricoltori europei “under 35” possiedono un potenziale economico maggiore del 40% rispetto ai senior e sono in grado di muovere oltre 10 miliardi di euro l’anno in termini si valore aggiunto. Rappresentano solo il 6% del totale, ma sono preparati e creativi, con una grande voglia di crescere e sperimentare. Questo il primo profilo emerso durante la conferenza “Agriyou-Terra giovane”, organizzata a Roma dall’Agia-Cia, associazione nazionale dei giovani imprenditori della Confederazione italiana agricoltori. Coinvolti i giovani operatori del settore da tutta Europa, oltre 20 nazionalità si sono confrontate su problematiche o good practices che hanno riscosso successo.

Secondo le stime della Cia, nonostante queste grandi potenzialità, il ricambio generazionale va a rilento, in Italia, ad esempio, i giovani costituiscono solo il 3%, la Pac non dà il sostegno che dovrebbe a livello di politiche comuni, per eliminare disuguaglianze e discrepanze tra Stati membri.  

Alla conferenza hanno partecipato il ministro dell'Agricoltura Mario Catania, il presidente della Comagri del Parlamento Ue Paolo De Castro, il presidente del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori) Joris Baecke, il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi e il presidente dell'Agia Luca Brunelli. Si è trattato di un’occasione per i junior per chiedere “alle istituzioni di ampliare e ripensare i provvedimenti a sostegno dei giovani, cominciando dalle nuove sfide aperte dalla Pac post 2013. Tanto più che gli imprenditori sotto i 35 anni non solo riescono a produrre più reddito ma, messi nelle condizioni di operare, secondo recenti indagini del Ceja, investono il 37 per cento in più dei ''senior'' sulla superficie agricola utilizzata per l'espansione dell'attivita' o per il miglioramento della qualità dei prodotti e il 26 per cento in più per le unità di lavoro annuali”.

Troppo poche, soprattutto in Italia le aziende agricole giovani, sproni importanti all’innovazione. In Francia e Germania, ad esempio gli ''under 35'' in campagna sono rispettivamente il 7,9 per cento e il 7,7 per cento del totale. “Nel nostro Paese, al contrario, le imprese agricole con conduttori di età inferiore a 35 anni sfiorano appena il 3 per cento (50.100), mentre se si allarga il range agli 'under 40' si arriva a 134.400 aziende, circa l'8 per cento del totale. Di contro, i conduttori 'over 65' sono il 44,5 per cento (747.000): una percentuale che porta l'Italia a primeggiare per anzianità a livello comunitario, dove la fascia d'età più anziana costituisce invece in media il 34 per cento del totale, oltre dieci punti percentuali in meno dello Stivale”.

C.C.

 

 

 

 



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