Attività di agriturismo e attività agricola: aspetti fiscali delle ristrutturazioni | Agrinews.info

Attività di agriturismo e attività agricola: aspetti fiscali delle ristrutturazioni

L'IVA pagata per i lavori di ristrutturazione di un immobile rurale su fondo agricolo, destinato ad attività ricettiva, possono essere portati in detrazione nell'ambito di quest'ultima attività

attivitàagrituristica e agricola
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L’esercizio congiunto dell’attività agricola ed agrituristica implica l’obbligo di adozione della contabilità separata di cui all’art. 36 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, salvo se venga effettuata l’opzione per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari per entrambe le attività.

Per quanto concerne i fabbricati, si rileva che in base a diverse leggi regionali in materia (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, ecc.), gli edifici utilizzati per l’esercizio di attività di agriturismo mantengono la destinazione ad uso agricolo e sono strumentali all’esercizio dell’attività agricola.

In buona sostanza, dalla legislazione regionale emerge che lo svolgimento delle attività agrituristiche non costituisce distrazione o variazione della destinazione agricola degli edifici interessati che, comunque, restano o sono da considerare ad uso rurale e strumentale al fondo.

Tuttavia la ruralità dei fabbricati e il principio di non distrazione non possono costituire validi motivi per escludere, nel caso di specie, la detrazione, nell’ambito dell’attività di agriturismo, dell’Iva assolta sulle spese di ristrutturazione del fabbricato.

In merito si fa riferimento ai principi generali dell’Iva ed, in particolare, al principio dell’inerenza in forza del quale la detrazione deve riguardare l’Iva assolta o dovuta dal contribuente per operazioni pertinenti la sua attività imprenditoriale.

In tale contesto, la risoluzione n. 18/E del 22 febbraio 2012 ha riconosciuto la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sui lavori di manutenzione o ristrutturazione relativi ad immobili a destinazione abitativa.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, gli immobili abitativi utilizzati dal soggetto passivo nell’ambito di un’attività di tipo ricettivo, turistico-alberghiera, devono essere trattati, a prescindere dalla loro classificazione catastale, alla stregua dei fabbricati strumentali per natura, in ragione dell’imponibilità ad Iva delle prestazioni di alloggio ivi effettuate.

Pertanto, l’imposta sull’acquisto di beni o servizi afferenti tali prestazioni risulta detraibile benché relativa ad unità che sotto l’aspetto catastale si presentano abitative.

Ne deriva che le spese di ristrutturazione del fabbricato utilizzato per lo svolgimento dell’attività agrituristica si configurano come strumentali per fornire prestazioni di servizi imponibili ad Iva, le quali verranno contabilizzate sia ai fini di tale tributo sia ai fini delle imposte dirette nel contesto dell’attività agrituristica.

Pertanto è da ritenere che l’Iva assolta sulle spese di cui trattasi sia detraibile nell’ambito dell’attività agrituristica a prescindere dal fatto che il fabbricato, utilizzato per l’attività ricettiva, sia da considerare rurale secondo la definizione di cui all’art. 42 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

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