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Vino: 18 proposte di semplificazione per guarire dalla "buronospora"

Il rapporto sul settore vinicolo e la burocrazia italiana di Fedagri-Confcooperative presentato durante Vinitaly

agroalimentare - 11 aprile 2011

Secondo il rapporto presentato da Fedagri-Confcooperative nella giornata inaugurale del Vinitaly, il costo della burocrazia che grava su una cantina cooperativa di medie dimensioni è di 5,14 euro al quintale di uva e 7,34 euro per ettolitro di vino di qualità prodotto. “In Francia si spende esattamente la metà, meno della metà in Germania e fino ad un terzo di questa cifra in Spagna” – spiega Luigi Soini, Direttore Generale della Cantina Produttori di Cormòns, che intervenendo al convegno ‘Il vino e la burocrazia: le proposte di Fedagri per la semplificazione normativa del settore’ ha presentato il caso reale della sua cantina che, per produrre e commercializzare 35.000 ettolitri di vino a denominazione è costretto a spendere, ogni anno, qualcosa come 257mila euro per la burocrazia.

“Per una cantina cooperativa di medie dimensioni con un fatturato di 10 milioni di euro l’anno – continua Soini – il peso della “buronospora” arriva a rappresentare quasi il 2,6% delle vendite, il che significa dover vendere fino a 105mila bottiglie solo per coprire tali costi”.

Produrre vino sta diventando un'impresa sempre più onerosa, tra regolamenti comunitari e decreti attuativi nazionali e regionali che duplicano e complicano le pratiche amministrative, causando un proliferare di controlli e di enti controllori i cui costi sono tutti a carico dei produttori.

“Così come un tempo eravamo preoccupati per malattie quali oidio, peronospora e grandine – spiega Adriano Orsi Presidente del Settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative – oggi i produttori e le cantine cooperative devono difendersi da un’altra ‘malattia’ tutta italiana, la “buronospora”, causata dal moltiplicarsi di leggi che appesantiscono ed ingabbiano il comparto, incrementando il già alto costo di produzione del vino italiano.

“Le nostre 18 proposte di semplificazione normativa – ha concluso il presidente Orsi – se condivise anche dalla politica e dalla Pubblica amministrazione, consentiranno a tutto il settore e non solo alle cantine cooperative di alleggerirsi di costi inutili senza per questo dover rinunciare alla qualità dei vini prodotti.

Una burocrazia più snella anche in questo settore dunque è la soluzione necessaria per non schiacciare un settore importante per l'Italia e apprezzato all'estero.

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