Siti del circuito Teknoring



  homepage/ News / Agroalimentare / Vino biologico: si' al marchio europeo

Vino biologico: si' al marchio europeo

Atteso dal 1991, l'insieme di norme per l'etichettatura e' finalmente stato varato; per Aiab e' "una potenzialita' che il mercato e' pronto a premiare"

agroalimentare - 09 febbraio 2012

L'Unione Europea ha varato un accordo normativo per l'etichettatura del vino biologico. Viene quindi a essere colmata una lacuna già da molto tempo sotto i riflettori delle critiche rispetto al regolamento comunitario n. 834/2007, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti. Un regolamento atteso dal 1991 e che lo Scof ha approvato solo oggi.

Fino ad ora, infatti, le normative europee riguardavano il “vino ottenuto da uve di agricoltura biologica”, ma non erano estendibili alle pratiche enologiche complessive e alle sostanze utilizzate nel processo di vinificazione.

Con il nuovo regolamento i viticoltori biologici potranno fin da subito usare il termine “vino biologico” per marchiare i vini che rispettano tutte le norme previste, apportando anche il logo dell'Ue sull'etichetta e il numero di codice dell'organismo di certificazione. È prevista anche la possibilità di etichettare vino delle annate precedenti, purché se ne dimostri la conformità alle norme (è già conforme chi ha la Garanzia Aiab).

“Era importante fissare norme armonizzate al fine di garantire un'offerta chiara ai consumatori che sono sempre più interessati ai prodotti biologici. È quanto ha affermato il commissario europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Ciolos, che prosegue: “Le norme adottate stabiliscono in modo trasparente la differenza tra vino convenzionale e vino biologico, come è il caso per altri prodotti bio. In tal modo si dà ai consumatori la certezza che un 'vino biologico' sia stato prodotto applicando norme di produzione più rigorose".

Soddisfazione da parte dell'Aiab, sebbene il regolamento non sia quello proposto dal settore italiano. Per Cristina Micheloni, membro del comitato scientifico dell'Associazione e già coordinatrice di Orwine, “come tutti i compromessi politici (di tecnico ormai la discussione non aveva nulla) il risultato non farà felice nessuno, ma tutti saremo un po' meno scontenti. Oggi è importante poter parlare chiaramente di vino biologico, avendo definito le norme per il vigneto e per la cantina, e da domani si potrà iniziare a lavorare per il miglioramento del regolamento stesso, portando i dati concreti che nel frattempo abbiamo raccolto nelle tante aziende italiane che con AIAB collaborano nella sperimentazione in cantina”. Nei prossimi mesi Aiab “si impegnerà a divulgare il regolamento e le esperienze tecniche maturate in tutte le regioni italiane, in modo da mettere a disposizione degli operatori una potenzialità che il mercato è probabilmente pronto a premiare”.

 

V.R.

sul canale agroalimentare
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login

In evidenza